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“Legends & Lattes”: la recensione del delizioso libro fantasy di Travis Baldree


legends & lattes recensione - travis baldree

La recensione di “Legends & Lattes” sbarca finalmente sul blog, pronta a portare in dono ai suoi lettori un bastimento carico di innocenza, calore e dolcezza!

Il libro di Travis Baldree è sicuramente un must read per tutti i fan del cozy fantasy; ma anche – sospetto – per chiunque ami alla follia il mondo dei gdr nipponici e delle light novel.

Un romanzo che è in parte coccola, in parte lettera d’amore al regno delle fanfiction in salsa high fantasy. Una storia che racchiude in sé, insomma, tutto il potere lenitivo di una bella tazza di cioccolata calda in pieno inverno…


La trama

Viv ha trascorso intere decadi nei panni dell’orco barbarico: un’avventuriera brutale ed energica, sempre pronta a risolvere i suoi problemi a colpi di spada.

Adesso, però, è giunto il momento di appendere l’arma al chiodo. Perché Viv ha un nuovo sogno: aprire la prima caffetteria mai esistita nella città di Thune. Anche se, da quelle parti, nessuno ha ancora mai sentito parlare di una bevanda con un nome del genere…

Naturalmente, per lasciarsi alle spalle un passato di violenza e riuscire ad avviare un’attività di successo, Viv non può sperare di agire da sola. E, per fortuna, un valido aiuto sembra arrivare dalle fonti più inaspettate.

Mmm…

Sembra quasi che una forza più grande di lei stia complottando per auspicare la buona riuscita della sua impresa.

Eppure, al tempo stesso, antichi rivali e nuovi nemici si preparano a stagliarsi sulla strada di Viv per il successo.

Anche perché il losco ambiente criminale di Thune potrebbe favorire la ricomparsa di oscure tentazioni – inclusa quella di tornare a imbracciare la sua fidata spada – ponendo fine per sempre alla speranza di una seconda occasione…



“Legends & Lattes”: la recensione

Malgrado le apparenze, bisogna dire che il romanzo di Travis Baldree è più denso di eventi di quanto si possa immaginare.

Confesso che la cosa mi ha un po’ stupito: nel prendere atto della descrizione “High fantasy, low stakes” (riportata anche in quarta di copertina…), probabilmente una parte di me paventava l’idea di ritrovarsi alle prese con una storia dall’intreccio totalmente lasco, noioso e inconsistente.

La trama di “Lagends & Lattes” si è rivelata, invece, infinitamente più solida e coinvolgente del previsto, dando prova di una struttura dai tratti forse poco articolati, ma sicuramente compatti e ben torniti.

Stiamo parlando di un’”impalcatura” incredibilmente semplice e lineare, certo. Ma anche di una costruzione che può vantare la stessa grazia e la medesima, affidabile solidità della sua eroina protagonista.

L’arco trasformativo di Viv, del resto, segue gli stessi principi, percorrendo tutte le “tappe” giuste della sua evoluzione. E sempre senza commettere l’errore di rinunciare a quel caratteristico, brioso senso di levità che caratterizza l’intera narrazione.

C’è da dire che, sotto alcuni punti di vista – inclusa la componente f/f, e sottraendo l’elemento spiccatamente gore – “Legends & Lattes” mi ha fatto pensare alla serie di light novel “Roll Over and Die” di Sunao Minakata.

La premessa è molto simile; il worldbuilding (un generico mondo fantasy in stile RPG…) pressoché spiccicato.

Per non parlare dello stile scorrevole e immediato di Baldree…  Un’impronta che, più che al tipico modo di scrivere della maggior parte dei suoi colleghi occidentali, tende ad avvicinarsi alla cifra di certi popolari autori giapponesi di storie per ragazzi.


Don’t worry, be happy

Quali sono, allora, le principali differenze fra i due titoli citati? Perché “Legends & Lattes” viene considerato uno dei titoli fantasy imperdibili del 2022?

Bè, innanzitutto, occorre citare il ferreo patto di complicità che l’autore americano riesce a stringere con i suoi lettori.

Fra le pagine di “Legends and Lattes”, infatti, vige una regola fondamentale: per quanto le cose possano mettersi male, nulla di tragicamente orribile accadrà mai a Viv, o a uno qualsiasi dei suoi amici.

È il genere di certezza rassicurante che contribuisce a mettere a suo agio il lettore, permettendogli di lasciarsi cullare dal tranquillizzante tran-tran della vita quotidiana della caffetteria.

Non si può proseguire la recensione di “Legends and Lattes” senza tirare in ballo, in qualche modo, il concetto di «slice of life». Malgrado la presenza di un climax, di una tematica centrale e di una chiara evoluzione della protagonista, infatti, possiamo contare sul fatto che dialoghi e siparietti domestici costituiscano una buona fetta della narrazione.

I comprimari e i personaggi secondari, dal canto loro, si dimostrano squisitamente pittoreschi e carismatici.

Ciascuno di loro, infatti, contribuisce ad arricchire il viaggio interiore di Viv e il colorato mondo in cui la nostra eroina vive: dal burbero carpentiere hobglobin Cal alla deliziosa succubus Tandri, passando per il geniale topo-fornaio Thimble, il timido bardo Pendry e l’arguta gnoma Gallina


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“Five Survive”: la recensione del thriller YA di Holly Jackson


five survive recensione - holly jackson

La recensione di “Five Survive”, il nuovo libro thriller di Holly Jackson, è qui per inaugurare un nuovo anno ricco di articoli.

Stavolta, l’autrice del bestseller “Come uccidono le brave ragazze” firma un imperdibile survival incentrato sul sequestro di sei adolescenti in un camper. Riusciranno a salvarsi dallo spietato cecchino che li tiene sotto tiro?

Ma soprattutto… riuscirà il lettore a mettere giù questo libro per il tempo che serve a ricordarsi di bere/mangiare/dormire, o verrà completamente travolto dal turbine di emozioni e colpi di scena previsti dall’intreccio?


La trama

La diciottenne Red è appena partita per una vacanza insieme ai suoi amici.

Il break di primavera è finalmente arrivato, per cui la sua intera classe si sta riversando verso la spiaggia. La maggior parte dei suoi compagni ha preso l’aereo ed è volata verso la sua destinazione… Ma non Red: i problemi economici della sua famiglia, infatti, non l’avrebbero mai permesso.

E così, Red e la sua migliore amica, Maddy, hanno accettato di usare il camper dello zio del loro amico Simon, imbarcandosi in un piccolo “road trip” attraverso le assolate strade americane.

Una soluzione molto più economica, certo.

Dal canto suo, il viaggio sembra lungo e faticoso, ma la compagnia è abbastanza numerosa da tenere vivo lo spirito. Bè, almeno fino a quando il camper non si blocca nel bel mezzo del nulla. All’improvviso, infatti, un foro appare al centro di tutte e quattro le ruote dei veicolo… I ragazzi non possono più negarlo: non si tratta affatto di un incidente.

C’è un cecchino annidato fra gli alberi. Una persona che li sta osservando e che conosce tutti i loro nomi.

Perché un membro del gruppo ha un segreto, qualcosa per cui potrebbe valere la pena uccidere.

Per i sei amici sarà l’inizio di un lungo gioco del gatto e del topo, una notte infernale da cui solo i più scaltri – o i più fortunati – riusciranno, forse, a sopravvivere….



“Five Survive”: la recensione

Ho comprato la mia copia di “Five Survive” a scatola chiusa, senza sapere assolutamente nulla della trama. Tieni presente che questo non è il mio solito modus operandi: in genere, prima di leggere un libro, preferisco “studiare” attentamente la sinossi, inquadrare il sottogenere, cercare di capire se la storia potrebbe adattarsi ai miei gusti eccetera eccetera.

In altri casi, però, mi piace lasciarmi guidare dall’istinto, basando la mia scelta semplicemente sull’affidabilità della reputazione di un autore o un’autrice già letti, conosciuti e stimati.

Da questo punto di vista, Holly Jackson rientra sicuramente nel novero delle scoperte recenti. Eppure devo dire che, nel giro di quattro o cinque capitoli, il suo “Five Survive” è riuscito a rivelarsi come una piacevolissima conferma.

Prova a immaginare – se ci riesci – il genere di thriller YA che Courtney Summers o Tess Sherpe potrebbero scrivere (viscerale, adrenalinico, psicologicamente coinvolgente…), ma senza quel fortissimo elemento di denuncia sociale, quel tipico picco di (iper-)drammaticità che, a volte, tende a interferire un po’ con il ritmo dei loro romanzi.

Una storia che, per citare Kirkus Review, riesce a bilanciare «intervalli di intensa suspense e un enigma ben congegnato, per creare una corsa da brivido

Un page-turner da leggere tutto d’un fiato, insomma, nella miglior tradizione della classica formula dell’“accadde-tutto-in-una-notte”…


Hollywood, Hollywood… dove sei?

Di “Five Survive” ho amato soprattutto due cose: la magistrale costruzione della trama e l’irresistibile autenticità della voce narrante.

La protagonista, Red, è una ragazza profondamente segnata dai traumi del passato. Il lettore segue il 100% degli eventi attraverso il suo punto di vista privilegiato –  e si tratta senz’altro di una prospettiva centrale, dal momento che Red fa parte del gruppo di ostaggi, è una delle potenziali vittime del terrificante cecchino.

Eppure, al tempo stesso, Red manifesta allarmanti segnali di distacco e dissociazione cognitiva: ha dei vuoti di memoria; perde spesso il filo del discorso; balzella costantemente fra passato, presente e futuro, come se facesse una certa fatica a riconoscere la differenza che passa fra le tre cose.

L’inaffidabilità delle sue impressioni tiene il lettore costantemente sul filo del rasoio, costringendolo a dubitare di qualsiasi informazione in suo possesso. Chi sta dicendo la verità? Chi mente? Per quale motivo? Si tratta di una serie di interrogativi a dir poco cruciali, e bisogna dire che Holly Jackson si dimostra bravissima nello sfruttarli a proprio vantaggio.

Un’abilità che, come dicevo, si rispecchia nella precisione machiavellica dell’intreccio. Del resto, il taglio cinematografico di “Five Survive” sembra praticamente implorare un adattamento per il grande schermo: dai dialoghi eloquenti, brutali e stringati, alla serratissima scansione degli eventi, il romanzo sembra irrorare una certa qualità hollywoodiana, una caratteristica del tutto impossibile da contraffare, e…

Bada: nel caso specifico in questione, intendo quest’espressione nel senso migliore del termine!

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“Hell Bent: Portale per l’Inferno”: il 10 gennaio in Italia il sequel de “La Nona Casa” di Leigh Bardugo


hell bent portale per l'inferno - leigh bardugo

Hell Bent: Portale per l’Inferno”, di Leigh Bardugo, uscirà in Italia il 10 gennaio 2023, in perfetta contemporanea con gli USA! Il sequel de “La Nona Casa” è sicuramente uno dei libri fantasy più attesi del nuovo anno, se non il più ambito in assoluto.

La trama di “Hell Bent” ci riporterà nell’oscuro mondo di Alex Stern, l’antieroina protagonista di quello che, nel 2019, lo stesso Stephen King aveva descritto come «il miglior libro fantasy che mi sia capitato di leggere da anni a questa parte».

Mondadori ci proporrà un’edizione italiana che lascerà intatto il titolo originale (con l’aggiunta del ridondante sottotitolo “Portale per l’Inferno”). Affiderà la traduzione, al solito, alla collaudata Roberta Verde.


“Hell Bent: Portale per l’Inferno”: la trama

Ricchezza. Potere. Omicidio. Magia. Alex Stern è tornata, e la Ivy League sta per finire dritta all’inferno.

Trovare una via d’accesso per l’aldilà. Rubare un’anima dall’inferno. Un piano piuttosto semplice, no?

A parte il fatto che la gente che si imbarca in questo tipo di viaggio, raramente torna indietro per raccontarlo.

Eppure, Galaxy “Alex” Stern è determinata a tirare Darlington fuori dal purgatorio in cui è stato confinato. Perfino se l’impresa dovesse costarle il suo futuro nella Casa di Lethe, o a Yale in generale.

Dal momento che è stato loro proibito di lanciarsi nel salvataggio, stavolta Alex e Dawes non possono neanche ricorrere all’aiuto della Nona Casa. Così, decidono di reclutare un gruppo di improbabili alleati, nell’azzardata speranza di salvare il Gentiluomo di Lethe.

Insieme, i nostri eroi saranno costretti a immergersi in un labirinto di testi arcani e di bizzarri artefatti, fino a scoprire i segreti che l’antica società custodisce più gelosamente.

E infrangere ogni regola conosciuta durante l’operazione.

Ma quando alcuni membri della facoltà iniziano a perdere misteriosamente la vita, Alex capisce che non si tratta di una coincidenza. Una forza letale è all’opera a New Haven. Per sopravvivere, Alex dovrà affrontare i mostri del suo passato, e un’oscurità che sembra essere parte integrante delle stesse mura dell’università


Tenebra e Ossa

Probabilmente, Leigh Bardugo è un’autrice che non ha più bisogno di introduzioni.

Gran parte del suo successo è dovuto alla saga bestseller “Shadow and Bones”, prima trilogia che rientra nell’ambito di un progetto più ampio (il cosiddetto “Grishaverse”).

Stiamo parlando di una tripletta di libri per ragazzi dal taglio spiccatamente action e corredati da una (solida) sottotrama romantica, che si lasciano leggere con grande piacere, giocando abilmente con la maggior parte dei tropes più popolari degli ultimi anni.

Per ironia della sorte, il mio primo romanzo di Leigh Bardugo è stato invece “Wonder Woman: Warbringer”, una storia che non ha nulla a che fare con il Grishaverse. In effetti, è stata proprio questa avventurosa incursione nel mondo della DC a permettermi di cominciare ad apprezzare le straordinarie doti narrative di questa popolare autrice.

Una stima che è cresciuta esponenzialmente durante la lettura de “La Nona Casa”, un dark academia/ urban fantasy dalle tematiche incredibilmente coinvolgenti, nonché rivolto a un pubblico di fascia più matura.


Special Edition

A quanto pare, “Hell Bent: Portale per l’Inferno” riprenderà a narrare gli eventi esattamente dal punto in cui si erano interrotti. Vale a dire, con Alex determinata a tener fede al proprio giuramento di riportare l’amico Darlington a casa, e le figure di spicco della Nona Casa altrettanto pronte a metterle i bastoni fra le ruote.

Nel caso in cui – come me – tu abbia l’abitudine di leggere comunque i tuoi romanzi preferiti in lingua originale, colgo l’occasione per segnalarti anche la pubblicazione di una splendida edizione speciale di “Hell Bent” targata Illumicrate.

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“Il Mistero di Penelope”: la recensione del libro fantasy di Claire North


Il Mistero di Penelope - recensione - Claire North

La mia recensione de “Il Mistero di Penelope” non può che iniziare sollevando uno sconcertante interrogativo: com’è possibile che il retelling di Claire North – senz’altro uno dei migliori libri fantasy del 2022 – sia passato così clamorosamente inosservato?

Ovvio, sto facendo riferimento alla versione del testo in lingua originale inglese (“Ithaca”, edizione Orbit).

In realtà, non ho la minima idea di quale possa essere la qualità della traduzione proposta in Italia dalla Newton Compton.

Certo è che “Il Mistero di Penelope” sembra essere sfuggito ai radar della maggior parte dei lettori forti internazionali.

Una lacuna che non mi aspettavo e che, francamente, tende a lasciarmi abbastanza sconcertata.

Voglio dire: tutto quel polverone sollevato in onore di “Circe” di Madeline Millar, e neanche una parola su un retelling ispirato alla mitologia greca che dimostra di riuscire DAVVERO a combinare la tematica del femminismo a una trama impeccabile, a uno stile inconfondibile e a una galleria di personaggi tragicamente tormentati?

Il tutto, senza mai rischiare di scadere nel sentimentale, nei patemi di dubbio gusto o nella banalità supponente di un’insegnante pronta a salire in cattedra?

Sinceramente, Amico Lettore…

Altro che “Mistero di Penelope”!

Stavolta, è proprio questo paradosso, che non sono in grado di spiegarmi…


La trama

La guerra di Troia è finita da anni, ma il re Odisseo non è mai tornato.

Ormai, nella verdeggiante isola di Itaca, gli unici uomini rimasti sono quelli troppo attempati, menomati o immaturi per combattere.

La regina Penelope veglia sulla sua terra al fianco di un consiglio di vegliardi che non si fanno scrupolo a mostrare quanto poco tengano alla sua opinione; dopotutto, dal punto di vista di un antico greco, una donna non vale molto più delle singole parti del suo corpo, e il cervello non fa sicuramente parte dei suoi asset principali.

Eppure, Penelope si muove nell’ombra e intesse in silenzio la sua tela, cercando di proteggere la sua isola dalle mire dei pretendenti che non aspettano altro che di arraffare il potere… a costo di una brutale guerra civile, che potrebbe tranquillamente causare la rovina di Itaca e di tutti coloro che la abitano.

L’ostinata perseveranza della regina, il suo dolore di moglie e di madre incompresa, attira infine l’attenzione di Hera, sferzante dea dei reietti e degli emarginati.

Inizia così una dettagliata rivisitazione – insaporita dall’impareggiabile e caustica voce narrante della Regina degli Dei – di alcuni fra i più celebri episodi mitologici che la cultura occidentale ci abbia tramandato: dalla morte di Agamennone alla cattura di Clittemnestra, passando per l’inganno dell’arazzo mai compiuto e per la ribellione di Telemaco



“Il Mistero di Penelope”: la recensione

Se hai già letto qualcosa di Claire North (autrice di piccole/grandi gemme quali “Le Prime Quindici Vite di Harry August” e “The Sudden Appareance of Hope”), probabilmente hai già una certa familiarità con la forza travolgente della sua personalità.

La voce autoriale della North è un dissacrante ciclone di modernità e consapevolezza storica. Il suo è un tipo di prosa che esige la massima attenzione e, in genere, riesce a ottenerla senza troppo sforzo.

Non si può dire che la North scriva romanzi per signore beneducate, no. O per gente con gli occhi foderati di prosciutto.

La sua penna è una lama; la sua immaginazione, una tela dai bordi spigolosi e affilati. Perfino (e anzi, forse, soprattutto…) nei momenti in cui i suoi mordaci giochi di parole caustici iniziano a intrecciarsi a squisiti slanci di virtuosismo lirico.

La prima idea geniale, quella che basta a differenziare “Il Mistero di Penelope” dalla recente inondazione di retelling simili?

La scelta di affidare la narrazione al personaggio più brillante e sottovalutato di tutti: Hera, la dea che una caterva di secoli di cultura patriarcale hanno cercato di sminuire e relegare ai margini.


La voce della Dea

Hera, quella stessa “signora del focolare” che le correnti classiche hanno deciso di interpretare nel senso più misogino e banale del termine. Ai posteri sia consegnata, dunque, l’effige di una matrona invidiosa, orgogliosa, altera, vendicativa e pronta a subissare di meschinità chiunque (leggi: le donne più giovani e belle di lei) commetta l’errore di ferire la sua vanità.

Che è un po’ – se ci fai caso – il modo in cui l’ipocrita narratore (maschio) medio tende a descrivere le proprie consorti, figlie, sorelle, madri eccetera eccetera.

Bè…

Non la nostra Hera, la Hera dipinta nel libro di Claire North!

Nelle vene di questa dea scorre l’acciaio più puro, combinato a uno spaventoso (e giustificato) quantitativo di veleno.

E, alla fine, sarà proprio lei a riunire intorno a sé una buona parte del resto del pantheon greco femminile (tratteggiato in modo altrettanto provocatorio e interessante) e a spargere i semi di una ribellione divina già sul punto di sobbollire…


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7 libri fantasy da leggere a Natale


libri fantasy da leggere a natale

Sei alla ricerca di un meraviglioso libro fantasy da leggere a Natale – una storia che ti permetterà di immergerti in quella caratteristica atmosfera invernale che soltanto la magica festa del solstizio d’inverno è in grado di regalare?

Congratulazioni: sei ufficialmente approdato nel posto giusto!

Stelle cadenti, stregoni, renne parlanti, scorribande nella bufera e desideri inconfessabili

Sei pronto a incontrare Babbo Natale, stringere un patto con il Re degli Elfi e sfidare le sferzate della più colossale tempesta di ghiaccio?


I migliori libri fantasy di Natale:

“Hogfather” di Terry Pratchett


libri fantasy natale - hogfather

Checché se ne dica, “Hogfather” è probabilmente il libro fantasy sul Natale per eccellenza.

Un’occhiata sommaria alla trama basta a rievocare le pittoresche atmosfere e gli eccentrici personaggi del cult di Tim Burton “Nightmare Before Chistmas”. Tuttavia, da brava fan di Terry Pratchett, posso assicurati che questo romanzo è in grado di offrire ai suoi lettori moooolto più di questo…

Prova a pensarci: che cosa succederebbe se Babbo Natale (o una figura estremamente simile) scomparisse misteriosamente il giorno della vigilia di Natale? E se, il giorno prestabilito, a calarsi giù dai camini dei bambini di tutto il mondo provvedesse… qualcun altro? Diciamo un segaligno sostituto, un ombroso e benintenzionato impostore.

Metti… una certa figura sinistra. Possibilmente, l’Oscuro Mietitore in persona?

Un’avventura magica, esilarante e dall’inaspettata profondità emozionale, ambientata nel mitico Universo di Mondo Disco. Nonché corredata da una sfilza di dialoghi semplicemente geniali.

E, qualora tu non avessi ancora avuto occasione di leggere qualcosa di Terry Pratchett, sappi che “Hogfather” potrebbe rappresentare un ottimo punto di partenza: un romanzo divertente, commovente, intriso di dialoghi indimenticabili e di personaggi pronti a rubarti il cuore…

Insomma, senz’altro un capolavoro indiscusso.


“L’orso e l’usignolo” di Katherine Arden



Il primo volume di una trilogia che qualsiasi appassionato di narrativa fantasy dovrebbe leggere, almeno una volta nella vita. Il giusto punto di incontro fra le suggestioni tradizionali della letteratura fantastica vecchio stampo (soprattutto il filone dal taglio più fiabesco) e la specifica sensibilità del lettore moderno.

Nel cuore della tundra russa, Vasilisa è una ragazza speciale: possiede il raro potere di comunicare con gli spiriti magici della natura, nonché con le incarnazioni viventi delle forze elementali che regolano l’equilibrio del mondo. Incluso il re dell’inverno, una creatura che tende a schivare il mondo degli uomini, e che in molti ormai tendono a considerare alla stregua di un vero demonio.

Inclusa la nuova matrigna di Vasilisa e un giovane prete arrogante appena arrivati in città. La strana coppia, infatti, disprezza il dono di Vasilisa e lo ritiene un marchio diabolico, il segno di un Male da estirpare.

La loro interferenza procurerà un danno irreparabile all’interno della comunità, costringendo l’eroina a imbarcarsi in un periglioso viaggio attraverso la gelida terra del mito e delle antiche ballate….


“Stardust” di Neil Gaiman


Se appartieni alla scuola di pensiero che ha adottato il motto “un fantasy romantico per Natale, ogni malumore si porta via”, forse ti farà piacere sapere che Neil Gaiman – maestro indiscusso del genere – ha scritto il romanzo giusto per te!

Per conquistare la sua bella, il giovane Tristan promette di portarle in dono una stella cadente. Il ragazzo attraversa quindi il muro che divide il mondo “regolare” da quello della magia, e si avventura là dove pochi uomini prima di lui hanno osato recarsi.

Tuttavia, dall’altra parte della barriera, incontrerà tre streghe malvage, affamate di potere e corrotte dal peso dell’eternità, che cercheranno in ogni modo di mettergli i bastoni fra le ruote.

Un libricino avventuroso, snello e avvincente, che nel 2007 ha ispirato anche l’omonimo (e ormai iconico) film di Matthew Vaughn con Charlie Cox, Claire Danes, Michelle Pfeiffer e Robert de Niro.

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“The Daughter of Doctor Moreau”: la recensione del libro gotico di Silvia Moreno-Garcia


the daughter of doctor moreau recensione - silvia moreno garcia

Sul blog non poteva mancare la recensione di “The Daughter of Doctor Moreau”, il retelling firmato Silvia Moreno-Garcia di uno dei più intramontabili classici della fantascienza di H. G Wells.

Un libro a cui i fan di “Mexican Gothic” non hanno alcuna possibilità di resistere, dal momento che ripropone le stesse atmosfere “calde” e passionali, le medesime tematiche, gli stessi personaggi ambigui e tormentati del popolare bestseller edito in Italia dalla Oscar Vault.

Fra parentesi, non è necessario leggere il romanzo originale di Wells per riuscire ad apprezzare l’opera “collaterale” di Silvia Moreno-Garcia… ma, un paio di giorni fa, vi ho fornito 5 ottime ragioni per leggere “L’Isola del Dottor Moreau“: per cui, mi auguro di avervi convinto a prendere almeno in considerazione l’idea di recuperare questo grande libro! 🙂


La trama

Carlota Moreau: una giovane donna cresciuta in una magione isolata e circondata da vegetazione lussureggiante, al riparo dai conflitti e dalle dilanianti lotte interne che lacerano la penisola dello Yucatán. L’unica figlia di un ricercatore che potrebbe anche essere un genio… ma che molti considerano semplicemente pazzo.

Montgomery Laughton: un malinconico sorvegliante al servizio del famigerato dottor Moreau. Sulle sue spalle grava il peso di un passato tragico, che il giovane si sforza caparbiamente di affogare nell’alcol. Un emarginato, molto lontano dalla natia Inghilterra, assunto per assistere il dottore nei suoi esprimenti, finanziati dalla ricca e potente famiglia Lizaldes.

Gli ibridi: il frutto del lavoro di Moreau. Creature deformi, o comunque affette da gravi patologie, destinate a ubbidire ciecamente al loro padrone. E a rimanere nell’ombra. Perché sono umani soltanto a metà, e sanno benissimo che il mondo non sarebbe mai disposto a perdonare la loro diversità.

Tutti questi personaggi vivono in un mondo perfettamente bilanciato, fatto di stasi, verità sepolte e obiezioni ingoiate. Almeno fino a quando Eduardo Lizalde, l’affascinante e incosciente figlio del mecenate del dottore, non fa il suo trionfale ingresso in scena.

Eduardo, senza saperlo, innesca una reazione a catena dalle conseguenze molto pericolose.

Perché il dottor Moreau ha dei segreti, Carlota ha delle domande e, nel soffocante calore della giungla, passioni letali potrebbero essere sul punto di sbocciare.


“The Daughter of Doctor Moreau”: la recensione

“L’Isola del Dottor Moreau” raccontava una strepitosa storia d’avventura e d’azione, in grado di introdurre una tematica scottante per l’età moderna, quanto per quella contemporanea: il complesso rapporto fra etica e scienza.

C’è da dire che l’argomento ricorre anche fra le pagine di “The Daughter of Doctor Moreau”. Tuttavia, come i fan dell’autrice probabilmente si aspetteranno, in questo caso Silvia Moreno-Garcia preferisce concentrare l’attenzione soprattutto sui conflitti interiori dei personaggi e sulle morbose dinamiche che regolano le interazioni fra i singoli abitanti della penisola.

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7 libri romantici sui viaggi nel tempo da leggere dopo “Outlander”


libri fantasy romantici sui viaggi nel tempo da leggere

Celebriamo l’uscita di “Quando Accadrà Dillo Alle Api” con una piccola rassegna dedicata ad alcuni fra i più intriganti libri fantasy romantici sui viaggi nel tempo disponibili in lingua italiana.

Ovviamente, se ami il romance, potresti già conoscere e/o aver letto alcuni di questi titoli. Eppure, qualcosa che mi dice che perfino le estimatrici più incontenibili del genere riusciranno a trovare qualcosina da aggiungere in wish-list.

Perciò, preparati…

Se hai trascorso gli ultimi anni scorrazzando fra le Highland scozzesi in compagnia di Claire e Jamie, e sei alla disperata ricerca di nuovi personaggi con cui viaggiare attraverso i secoli… sappi che l’articolo di oggi è qui per te! 😉


7 libri romantici sui viaggi nel tempo da leggere dopo “Outlander”



“Highlander: Amori nel tempo” di Karen Marie Moning

Hawk è un guerriero conosciuto in tutto il regno, un predatore famoso tanto per le sue sortite sul campo di battaglia, quanto per quelle in camera da letto. Eppure, Hawk non ha mai permesso a nessuna donna di rubargli il cuore.

Almeno fino a quando un mago a caccia di vendetta non decide di spedire Adrienne de Simone dalla Seattle contemporanea alla Scozia medievale.

Prigioniera di un secolo che non è il suo, Adrienne è audace, diretta, diversa da qualsiasi altra dama Hawk abbia mai conosciuto… Per farla breve: una sfida degna di un grande conquistatore!

Ma Adrienne ha giurato a se stessa che non si lascerà mai sedurre dall’uomo che si ritrova improvvisamente costretta a sposare…

Fra tutti i libri fantasy dedicati ai viaggi nel tempo che ho deciso di elencare qui, questo è senz’altro uno dei più titoli popolari e conosciuti dalle fan di “Outlander!

Leggere Editore ha pubblicato anche i successivi romanzi della serie.

La saga “Highlander”:

  • Amori nel Tempo
  • Torna da Me
  • L’Ultimo dei Templari
  • Il Bacio dell’Highlander



“A Discovery of Witches” di Deborah Harkness

A volte, anche le streghe si dedicano al time-traveling…

Certo, la trama del primo volume non lascia intendere nulla di specifico al riguardo… eppure, la Trilogia delle Anime sembra racchiudere in sé parecchi elementi che mi hanno incoraggiato a inserirla in questa lista.

Diana Bishop è una studiosa presso la Bodleian Library di Oxford. Senza volerlo, la giovane donna, discendente di una celebre dinastia di streghe, si ritrova a risvegliare il potere di un misterioso manoscritto.

A nulla valgono le sue proteste e i suoi tentativi di ripudiare il mondo della magia: da quel giorno, Diana si ritrova ad avere a che fare con un mondo segreto di streghe, demoni e vampiri, tutti decisi a mettere le mani sul manoscritto incantato.

Dalle serie di romanzi di Deborah Harkness è stata tratta l’omonima serie televisiva andata in onda su Sky Atlantic.

Gli altri volumi della saga sono:

  • L’Ombra della Notte
  • Il Bacio delle Tenebre
  • Il Figlio del Tempo

libri fantasy romantici sui viaggi nel tempo - ancora una fermata

“Ancora una fermata” di Casey McQuiston

Chi mi conosce, sa che questo è stato uno dei miei romanzi fantasy preferiti del 2021

La storia d’amore fra la riservata August e la “punk” ribelle Jane inizia per caso, nel momento in cui le due ragazze si incontrano su un affollato vagone della metropolitana newyorkese.

La loro connessione è immediata, talmente potente da innescare il più classico (e stordente) dei colpi di fulmine. C’è solo un piccolo problema: August appartiene ai giorni nostri, mentre Jane viene dagli anni Settanta.

La poveretta, infatti, è rimasta bloccata in una sorta di loop temporale, una condizione che la tiene prigioniera di uno specifico binario, impedendole di abbandonare la stazione e/o cercare di tornare nel suo tempo.

Toccherà a August trovare un modo per rispedirla a casa e fare in modo che Jane abbia la possibilità di riabbracciare la sua famiglia… Anche se, per riuscirci, la nostra eroina potrebbe essere costretta a sacrificare una delle cose più belle e importanti che le siano mai capitate.

Un romanzo incredibilmente romantico, ma anche divertente, colorato, commovente, buffo ed elettrizzante. Il tutto sullo sfondo di una New York magicamente queer, incredibilmente umana, che ti farà provare il desiderio spasmodico di correre a rivedere tutte le tue romcom preferite ambientate nella Grande Mela…

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“Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno”: il libro mistery di Benjamin Stevenson arriva in Italia


tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno - benjamin stevenson - feltrinelli

A novembre 2022, l’editore Feltrinelli porterà in libreria “Tutti Nella Mia Famiglia Hanno Ucciso Qualcuno”, l’attesissimo romanzo mistery di Benjamin Stevenson.

Il libro ha debuttato negli USA pochissimi giorni fa; nel corso delle prossime settimane, uscirà in altri 21 Paesi del mondo, incluso il nostro.

A metà strada fra le storie di Agatha Christie e i racconti di Arthur Conan Doyle, con qualche tocco alla “Knives Out” e de “Il club dei delitti del giovedì” di Richard Osman, l’opera di Stevenson ha ricevuto una calda accoglienza da parte della critica.

E’ stato anche pubblicamente lodato da autori “veterani” del genere quali Jane Harper, Karen Slaughter e Staurt MacBride…


“Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno”: la trama

«Temevo la riunione di famiglia dei Cunningham – la mia famiglia – ancora prima che il primo morto saltasse fuori.

Ancora prima che la tempesta ci bloccasse nel resort di montagna, con la neve e i cadaveri intenti a formare una pila.

Il fatto è, vedi, che noi Cunningham non andiamo molto d’accordo.

Dopotutto, abbiamo soltanto una cosa in comune: abbiamo tutti ucciso qualcuno.

Mio fratello.

La mia sorellastra.

Mia moglie.

Mio padre.

Mia madre.

Mia cognata.

Mio zio.

Il mio patrigno.

Mia zia.

Io


Tanti ingredienti tradizionali, al servizio di una nuova ricetta

Stando alle prime recensioni straniere, “Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno” sarà una lettura particolarmente adatta ai fan dei classici murder mistery, soprattutto a quelli affamati di elementi freschi e originali.

In effetti, mentre leggevo la trama del libro di Benjamin Stevenson, mi sono ritrovata a paragonarla immediatamente a quella de “Le Sette Morti di Evelyn Hardcastle”, altra crime story dal taglio brillante e anticonvenzionale (qui in Italia, l’opera di Stuart Turton è stata pubblicata da Neri Pozza).

Inoltre, esattamente come nel caso del giallo appena citato, Hollywood non si è certo limitata a restarsene con le mani in mano: HBO, infatti, ha già opzionato i diritti per l’adattamento del romanzo.

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Leggere molto ti aiuterà a diventare uno scrittore migliore?

«Se vuoi fare lo scrittore, devi fare due cose sopra le altre: leggere molto e scrivere molto. Non conosco stratagemmi per aggirare questa realtà, non conosco scorciatoie

Stephen King, On Writing

Leggere libri può aiutarti a scrivere meglio.

Abbiamo sentito tutti una variante o l’altra di questo consiglio, dico bene?

La prima volta, magari, sarà stato per bocca della tua insegnante delle scuole medie, magari addirittura delle elementari… e, forse, questo rappresenta una parte importante del motivo per cui non sei mai riuscito a crederci fino in fondo.

Perché ricordi cosa si premurava sempre di aggiungere, quella maestra benintenzionata?

«Bisogna leggere per farsi una cultura. Quindi, leggi per migliorare il tuo vocabolario. Leggi per imparare come funzionano la sintassi e la grammatica.»

E…

Ehi, ascolta: di sicuro, nulla di tutto questo era una bugia, okay?

Ma il punto è che, su di te che aspiri a diventare uno scrittore migliore, probabilmente la solita solfa da propinare agli studenti non sarà in grado di esercitare molto appeal.

Dopotutto, tu possiedi già un’invidiabile conoscenza delle regole che sostengono la lingua italiana. 

Saresti in grado di distinguere la differenza che passa fra l’uso di un congiuntivo e di un condizionale anche nel tuo giorno peggiore.

E non hai problemi a snocciolare una lista pressoché infinita di sinonimi e contrari… tanto più che hai imparato a usare la funzione Thesaurus di Word il giorno stesso in cui i tuoi genitori ti hanno regalato il primo computer.

Quindi, perché diavolo dovresti prenderti la briga di cominciare a leggere meglio, leggere di tutto, leggere di più?

Bè, la risposta breve (e più sincera) è che hai almeno un milione e mezzo di ottimi motivi per farlo!

E sospetto che, sotto sotto, tu lo sappia già.

Ma, forse, ti sei convinto di non avere abbastanza tempo per leggere (tesi che, in uno dei prossimi post, ti aiuterò a confutare).

Oppure, hai semplicemente bisogno di un piccolo incoraggiamento in più.

Quindi, adesso, rimbocchiamoci le maniche e proviamo a esaminare alcune di queste motivazioni da vicino…

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“Brava ragazza, cattiva ragazza”: la recensione del libro thriller di Micheal Robotham

brava ragazza cattiva ragazza recensione
Good Girl, Bad GirlFazi

In “Brava Ragazza, Cattiva Ragazza”, primo volume delle adrenaliniche avventure di Cyrus Heaven e Evie Cormac, l’autore australiano Michael Robotham affronta molte tematiche “dure”: trauma, violenza domestica, pedofilia, perversioni sessuali…

Attraverso una travolgente narrazione in prima persona, il romanzo scaraventa il lettore all’interno di una spirale di sospetti, depistaggi e paranoia.

Eppure sullo sfondo aleggia, effimera e spasmodica, un’unica missione: la ricerca della Verità.

Ma che cosa vuol dire, esattamente, questa parola? E in che modo scoprirla potrà aiutare i sopravvissuti a uscire dall’oscurità?

La trama di “Brava Ragazza, Cattiva Ragazza”, superba ed efferata, racchiude in sé una sorta di doppia natura, ponendosi da qualche parte a metà strada fra il thriller psicologico e la crime story.

Ma, in realtà, il romanzo di Robotham eccelle non tanto nella costruzione dell’enigma in sé per sé, quanto in quella di una coppia di protagonisti empatici e straordinariamente sfaccettati…

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