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“One Dark Window”: la recensione del libro fantasy di Rachel Gillig


one dark window recensione - rachel gillig

Nella mia recensione di “One Dark Window”, farò del mio meglio per cercare di restare obiettiva e limitarmi a elencare quelli che sono, secondo me, i principali pregi e i maggiori difetti del libro di Rachel Gillig.

Ma, a essere del tutto onesti, ho trovato la lettura di questo romanzo abbastanza insoddisfacente.

In parte, probabilmente, perché le mie aspettative riguardo questo titolo sono state completamente calpestate. In effetti, ero convinta di trovarmi alle prese con un dark fantasy o con un fantasy gotico per lettori adulti.

Alla resa dei conti, mi sono ritrovata invece a leggere un tradizionalissimo libro YA a sfondo super-sentimentale.

Un romance tutto considerato gradevole e impreziosito da una suggestiva atmosfera “oscura”. Ma anche un libro che non riesce – neppure per un secondo – a scivolare fuori dai binari di una narrazione estremamente blanda e prevedibile


La trama

Nell’inquietante regno di Blunder, una terra perennemente avvolta dalle nebbie, Elspeth Spindle ha bisogno di qualcosa di più della fortuna per rimanere al sicuro : ha bisogno di un mostro.

La ragazza lo chiama “l’Incubo”. Si tratta, in realtà, di uno spirito antico e volubile, intrappolato nella sua testa sin da quando era solo una bambina. La creatura la protegge. Custodisce i suoi segreti.

Ma nulla si ottiene senza pagare un prezzo, specialmente la magia.

Quando Elspeth incontra un misterioso bandito sulla strada che percorre la foresta, la sua vita compie una virata drammatica. Catapultata in un mondo di ombre e di inganni, la nostra eroina si unisce a una pericolosa quest per trovare la cura che permetterà a Blunder di liberarsi, una volta per tutte, dalla terribile maledizione di piaghe e nebbie che la affligge.

E il bandito? Si dà il caso che sia il nipote del Re, il Capitano della squadra armata più pericolosa di Blunder… nonché colpevole di alto tradimento.

Insieme, Elspeth e il Capitano dovranno radunare le dodici Carte della Provvidenza – la chiave per la cura che cercano all’infezione di magia oscura.

Ma mentre la posta in gioco si alza e l’innegabile attrazione che sobbolle fra di loro si intensifica, Elspeth è costretta a confrontarsi con una verità ormai innegabile: l’Incubo sta iniziando a impadronirsi completamente della sua mente.

E non è detto che lei sia in grado di fermarlo…



“One Dark Window”: la recensione

A essere sinceri, “One Dark Window” ha tutte le carte in regola per piacere a un’abbondante porzione di pubblico. Mi riferisco, in modo particolare, a tutti coloro che amano il romance (che poi sarebbe un parente strettissimo del genere gotico: sono la prima ad ammetterlo…).

Dopotutto, lo sviluppo del crescente legame di amicizia e attrazione fra Elspeth e il Capitano incarna senz’altro l’aspetto più approfondito e riuscito del libro.

Del resto, a mio avviso anche il sistema magico – basato su una serie di carte stregate, in grado di garantire ai loro possessori una vasta serie di attribuiti sovrannaturali – risulta piuttosto intrigante e convincente.

Intendiamoci, arrivare in fondo a questo primo volume non mi ha affatto aiutato a sbarazzarmi dal crescente sospetto che Rachel Gillig non sappia bene cosa farsene, di questo interessante sistema magico.

Se c’è una cosa che “One Dark Window” riesce abbondantemente a mettere in chiaro, è che le scene d’azione e il conflitto contro le forze antagoniste sono quasi un supplemento, un qualcosa da porre sullo sfondo mentre la protagonista e il suo love interest flirtano e si fanno bonariamente prendere in giro da tutti i loro amici e parenti per la loro insopportabile inclinazione a tubare come colombe.

Dal mio punto di vista, si tratta di uno spreco di potenziale evidente.

Ma, ovviamente, mi rendo conto che non tutti i lettori saranno inclini a pensarla nello stesso modo…


Una lacrima sul viso

La caratterizzazione del personaggio di Elspeth è la cosa che mi è piaciuta meno, in assoluto.

Ricordi quando abbiamo parlato di come si costruisce la scena di una storia?

Ebbene, Rachel Gillig dimostra sicuramente una grandissima abilità, da questo punto di vista. In effetti, malgrado il mio scarsissimo livello di empatia nei confronti dei suoi personaggi, ho trovato le singole scene relativamente coinvolgenti e “facili” da leggere. Merito di una solidissima struttura narrativa, il segno distintivo di un’autrice preparata e determinata a lavorare sodo.

Ma soffermiamoci un momento a considerare quella particolare fase di una scena che siamo abituati a chiamare “crisi del personaggio”.

«Sono le scelte che compiamo nel momento di massima pressione a definire chi siamo, a svelare la nostra vera natura

Considero questo assioma una delle più sacrosante verità fondamentali dell’esistenza; una di quelle “regole” che valgono tanto nel campo della vita reale, quanto in quello della fiction.

E che cosa fa la protagonista di “One Dark Window”, ogni volta che un minimo di pressione – un ostacolo, una difficoltà, un conflitto anche insignificante – arriva a interferire con il normale corso della sua giornata?

Frigna. Si lagna. Sviene. Si torce le mani, crolla in ginocchio e invoca aiuto. Da parte della provvidenza, del mostro, del suo ombroso cavaliere… di chiunque sia in ascolto. Purché non tocchi a lei prendere l’iniziativa.

Lo ribadisco: Ogni. Santissima. Volta.

Fino a incarnare la perfetta quintessenza della (stereotipata) damina vittoriana, una silenziosa lacrima che scorre su una guancia a indicare il massimo grado di resistenza a qualsivoglia tipo di avversità.

(E chiunque non riesca a intuire il livello di problematicità insito in una caratterizzazione di questo tipo, si consideri caldamente invitato a guardare “The Menu” e a leggere le dichiarazioni di Anya Taylor-Joy circa il suo ruolo nel brillante film di Mark Mylod).

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“The Stolen Heir”: la recensione del libro fantasy di Holly Black


the stolen heir recensione - holly black

La recensione di “The Stolen Heir” approda finalmente sul blog, per la gioia di tutti i fan di Holly Black

Ma come sarà questo primo libro della nuova duologia ambientata nel regno di Elfhame, e fino a che punto gli appassionati della serie potranno aspettarsi di apprezzare i suoi nuovi protagonisti e i suoi nuovi villains?

Bè, la risposta breve a questa seconda domanda è molto semplice: parecchio, a patto di tenere a freno le aspettative sul versante “romance”!

E di partire dal presupposto che Oak, per quanto simpatico e piacevole, non potrà mai prendere il posto di Cardan.


La trama

Sono passati otto anni dalla Battaglia del Serpente. Ma nel gelido nord, Lady Nore della Corte dei Denti ha reclamato la Cittadella dell’Ago Ghiacciato.

Corre voce che, adesso, la sovrana traditrice stia usando un’antica reliquia per creare mostri di bastoni e neve; un’orda di creature costrette a ubbidire al suo volere e a portare avanti i suoi piani di vendetta.

Nel frattempo, Suren, la regina-bambina della Corte dei Denti, nonché unica persona al mondo in grado di esercitare autorità su sua madre, è fuggita nel regno degli umani. E lì “Wren” continua a vivere da anni, isolata e in uno stato semi-ferale; dimenticata e abbandonata da tutti coloro che conosceva e amava.

Tormentata dal ricordo delle crudeltà che i suoi genitori fatati le hanno inflitto, Wren si diverte a spezzare le maledizioni e i cattivi affari che gli umani più sconsiderati tentano di stringere con i fay approfittatori.

La ragazza si culla nella falsa illusione che la vecchia strega della tempesta, Bogdana, non nutra più alcun interesse per lei… Almeno, fino a quando la megera non torna a perseguitarla, dandole la caccia attraverso le strade notturne di un insediamento umano.

Ma a soccorrerla provvede il principe Oak, l’erede di Elfhame in persona. Lo stesso giovane a cui, un tempo, Wren era stato promessa in matrimonio, e nei confronti del quale lei cova del risentimento mortale.

Oak, adesso, ha diciassette anni. È affascinante, carismatico e terribilmente manipolatorio. Ha anche intrapreso una missione destinata a condurlo a nord, verso le terre di lady Nore, e desidera che Wren si prepari ad aiutarlo.

Ma acconsentire significa provare a schermare il proprio cuore dall’attrazione che prova per lui. Un ragazzo che, un tempo, Wren conosceva molto bene, ormai trasformatosi nel principe di cui non può fidarsi.

E confrontarsi, una volta per tutte, con gli orrori del passato che pensava di essersi lasciata alle spalle…



“The Stolen Heir”: la recensione

Ascolta, sto per rivelarti un piccolo segreto…

So che la maggior parte della gente che sceglie di leggere i libri di Holly Black, lo fa perché arriva a sentirsi attratta dalla forte componente sentimentale che permea le sue storie.

A sentir parlare molte lettrici, in effetti, sembra che debba essere tutto un Cardan di qui, Cardan di là… “Ma che bel tipo, che tizio seducente, irresistibile, grandioso, sì sì, certo, come no, bla bla bla.

Eppure, posso assicurarti che non è per questo che continuo a leggerli IO.

Della trilogia iniziata con “Il Principe Crudele” ho sempre amato, piuttosto, l’originale complessità delle tematiche (vale a dire, la quasi-impossibilità di coltivare una relazione semplice e “pulita” con la propria famiglia…) e la costruzione della protagonista; il rapporto fra Jude e suo padre, Madoc, e quello (altrettanto problematico) fra l’eroina e le sue due eccentriche sorelle.

Mi ha fatto estremamente piacere, quindi, ritrovare gli stessi spunti e la stessa profondità anche all’interno dell’intreccio di “The Stolen Heir”.

A partire dal brutale ed efferato prologo del nuovo libro di Holly Black; un breve capitolo che, di per sé, secondo me vale già il tempo speso per la lettura…


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“Legends & Lattes”: la recensione del delizioso libro fantasy di Travis Baldree


legends & lattes recensione - travis baldree

La recensione di “Legends & Lattes” sbarca finalmente sul blog, pronta a portare in dono ai suoi lettori un bastimento carico di innocenza, calore e dolcezza!

Il libro di Travis Baldree è sicuramente un must read per tutti i fan del cozy fantasy; ma anche – sospetto – per chiunque ami alla follia il mondo dei gdr nipponici e delle light novel.

Un romanzo che è in parte coccola, in parte lettera d’amore al regno delle fanfiction in salsa high fantasy. Una storia che racchiude in sé, insomma, tutto il potere lenitivo di una bella tazza di cioccolata calda in pieno inverno…


La trama

Viv ha trascorso intere decadi nei panni dell’orco barbarico: un’avventuriera brutale ed energica, sempre pronta a risolvere i suoi problemi a colpi di spada.

Adesso, però, è giunto il momento di appendere l’arma al chiodo. Perché Viv ha un nuovo sogno: aprire la prima caffetteria mai esistita nella città di Thune. Anche se, da quelle parti, nessuno ha ancora mai sentito parlare di una bevanda con un nome del genere…

Naturalmente, per lasciarsi alle spalle un passato di violenza e riuscire ad avviare un’attività di successo, Viv non può sperare di agire da sola. E, per fortuna, un valido aiuto sembra arrivare dalle fonti più inaspettate.

Mmm…

Sembra quasi che una forza più grande di lei stia complottando per auspicare la buona riuscita della sua impresa.

Eppure, al tempo stesso, antichi rivali e nuovi nemici si preparano a stagliarsi sulla strada di Viv per il successo.

Anche perché il losco ambiente criminale di Thune potrebbe favorire la ricomparsa di oscure tentazioni – inclusa quella di tornare a imbracciare la sua fidata spada – ponendo fine per sempre alla speranza di una seconda occasione…



“Legends & Lattes”: la recensione

Malgrado le apparenze, bisogna dire che il romanzo di Travis Baldree è più denso di eventi di quanto si possa immaginare.

Confesso che la cosa mi ha un po’ stupito: nel prendere atto della descrizione “High fantasy, low stakes” (riportata anche in quarta di copertina…), probabilmente una parte di me paventava l’idea di ritrovarsi alle prese con una storia dall’intreccio totalmente lasco, noioso e inconsistente.

La trama di “Lagends & Lattes” si è rivelata, invece, infinitamente più solida e coinvolgente del previsto, dando prova di una struttura dai tratti forse poco articolati, ma sicuramente compatti e ben torniti.

Stiamo parlando di un’”impalcatura” incredibilmente semplice e lineare, certo. Ma anche di una costruzione che può vantare la stessa grazia e la medesima, affidabile solidità della sua eroina protagonista.

L’arco trasformativo di Viv, del resto, segue gli stessi principi, percorrendo tutte le “tappe” giuste della sua evoluzione. E sempre senza commettere l’errore di rinunciare a quel caratteristico, brioso senso di levità che caratterizza l’intera narrazione.

C’è da dire che, sotto alcuni punti di vista – inclusa la componente f/f, e sottraendo l’elemento spiccatamente gore – “Legends & Lattes” mi ha fatto pensare alla serie di light novel “Roll Over and Die” di Sunao Minakata.

La premessa è molto simile; il worldbuilding (un generico mondo fantasy in stile RPG…) pressoché spiccicato.

Per non parlare dello stile scorrevole e immediato di Baldree…  Un’impronta che, più che al tipico modo di scrivere della maggior parte dei suoi colleghi occidentali, tende ad avvicinarsi alla cifra di certi popolari autori giapponesi di storie per ragazzi.


Don’t worry, be happy

Quali sono, allora, le principali differenze fra i due titoli citati? Perché “Legends & Lattes” viene considerato uno dei titoli fantasy imperdibili del 2022?

Bè, innanzitutto, occorre citare il ferreo patto di complicità che l’autore americano riesce a stringere con i suoi lettori.

Fra le pagine di “Legends and Lattes”, infatti, vige una regola fondamentale: per quanto le cose possano mettersi male, nulla di tragicamente orribile accadrà mai a Viv, o a uno qualsiasi dei suoi amici.

È il genere di certezza rassicurante che contribuisce a mettere a suo agio il lettore, permettendogli di lasciarsi cullare dal tranquillizzante tran-tran della vita quotidiana della caffetteria.

Non si può proseguire la recensione di “Legends and Lattes” senza tirare in ballo, in qualche modo, il concetto di «slice of life». Malgrado la presenza di un climax, di una tematica centrale e di una chiara evoluzione della protagonista, infatti, possiamo contare sul fatto che dialoghi e siparietti domestici costituiscano una buona fetta della narrazione.

I comprimari e i personaggi secondari, dal canto loro, si dimostrano squisitamente pittoreschi e carismatici.

Ciascuno di loro, infatti, contribuisce ad arricchire il viaggio interiore di Viv e il colorato mondo in cui la nostra eroina vive: dal burbero carpentiere hobglobin Cal alla deliziosa succubus Tandri, passando per il geniale topo-fornaio Thimble, il timido bardo Pendry e l’arguta gnoma Gallina


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“Five Survive”: la recensione del thriller YA di Holly Jackson


five survive recensione - holly jackson

La recensione di “Five Survive”, il nuovo libro thriller di Holly Jackson, è qui per inaugurare un nuovo anno ricco di articoli.

Stavolta, l’autrice del bestseller “Come uccidono le brave ragazze” firma un imperdibile survival incentrato sul sequestro di sei adolescenti in un camper. Riusciranno a salvarsi dallo spietato cecchino che li tiene sotto tiro?

Ma soprattutto… riuscirà il lettore a mettere giù questo libro per il tempo che serve a ricordarsi di bere/mangiare/dormire, o verrà completamente travolto dal turbine di emozioni e colpi di scena previsti dall’intreccio?


La trama

La diciottenne Red è appena partita per una vacanza insieme ai suoi amici.

Il break di primavera è finalmente arrivato, per cui la sua intera classe si sta riversando verso la spiaggia. La maggior parte dei suoi compagni ha preso l’aereo ed è volata verso la sua destinazione… Ma non Red: i problemi economici della sua famiglia, infatti, non l’avrebbero mai permesso.

E così, Red e la sua migliore amica, Maddy, hanno accettato di usare il camper dello zio del loro amico Simon, imbarcandosi in un piccolo “road trip” attraverso le assolate strade americane.

Una soluzione molto più economica, certo.

Dal canto suo, il viaggio sembra lungo e faticoso, ma la compagnia è abbastanza numerosa da tenere vivo lo spirito. Bè, almeno fino a quando il camper non si blocca nel bel mezzo del nulla. All’improvviso, infatti, un foro appare al centro di tutte e quattro le ruote dei veicolo… I ragazzi non possono più negarlo: non si tratta affatto di un incidente.

C’è un cecchino annidato fra gli alberi. Una persona che li sta osservando e che conosce tutti i loro nomi.

Perché un membro del gruppo ha un segreto, qualcosa per cui potrebbe valere la pena uccidere.

Per i sei amici sarà l’inizio di un lungo gioco del gatto e del topo, una notte infernale da cui solo i più scaltri – o i più fortunati – riusciranno, forse, a sopravvivere….



“Five Survive”: la recensione

Ho comprato la mia copia di “Five Survive” a scatola chiusa, senza sapere assolutamente nulla della trama. Tieni presente che questo non è il mio solito modus operandi: in genere, prima di leggere un libro, preferisco “studiare” attentamente la sinossi, inquadrare il sottogenere, cercare di capire se la storia potrebbe adattarsi ai miei gusti eccetera eccetera.

In altri casi, però, mi piace lasciarmi guidare dall’istinto, basando la mia scelta semplicemente sull’affidabilità della reputazione di un autore o un’autrice già letti, conosciuti e stimati.

Da questo punto di vista, Holly Jackson rientra sicuramente nel novero delle scoperte recenti. Eppure devo dire che, nel giro di quattro o cinque capitoli, il suo “Five Survive” è riuscito a rivelarsi come una piacevolissima conferma.

Prova a immaginare – se ci riesci – il genere di thriller YA che Courtney Summers o Tess Sherpe potrebbero scrivere (viscerale, adrenalinico, psicologicamente coinvolgente…), ma senza quel fortissimo elemento di denuncia sociale, quel tipico picco di (iper-)drammaticità che, a volte, tende a interferire un po’ con il ritmo dei loro romanzi.

Una storia che, per citare Kirkus Review, riesce a bilanciare «intervalli di intensa suspense e un enigma ben congegnato, per creare una corsa da brivido

Un page-turner da leggere tutto d’un fiato, insomma, nella miglior tradizione della classica formula dell’“accadde-tutto-in-una-notte”…


Hollywood, Hollywood… dove sei?

Di “Five Survive” ho amato soprattutto due cose: la magistrale costruzione della trama e l’irresistibile autenticità della voce narrante.

La protagonista, Red, è una ragazza profondamente segnata dai traumi del passato. Il lettore segue il 100% degli eventi attraverso il suo punto di vista privilegiato –  e si tratta senz’altro di una prospettiva centrale, dal momento che Red fa parte del gruppo di ostaggi, è una delle potenziali vittime del terrificante cecchino.

Eppure, al tempo stesso, Red manifesta allarmanti segnali di distacco e dissociazione cognitiva: ha dei vuoti di memoria; perde spesso il filo del discorso; balzella costantemente fra passato, presente e futuro, come se facesse una certa fatica a riconoscere la differenza che passa fra le tre cose.

L’inaffidabilità delle sue impressioni tiene il lettore costantemente sul filo del rasoio, costringendolo a dubitare di qualsiasi informazione in suo possesso. Chi sta dicendo la verità? Chi mente? Per quale motivo? Si tratta di una serie di interrogativi a dir poco cruciali, e bisogna dire che Holly Jackson si dimostra bravissima nello sfruttarli a proprio vantaggio.

Un’abilità che, come dicevo, si rispecchia nella precisione machiavellica dell’intreccio. Del resto, il taglio cinematografico di “Five Survive” sembra praticamente implorare un adattamento per il grande schermo: dai dialoghi eloquenti, brutali e stringati, alla serratissima scansione degli eventi, il romanzo sembra irrorare una certa qualità hollywoodiana, una caratteristica del tutto impossibile da contraffare, e…

Bada: nel caso specifico in questione, intendo quest’espressione nel senso migliore del termine!

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Tutti i libri fantasy in arrivo a gennaio 2023


Una pioggia di libri fantasy in arrivo a gennaio 2023

Tantissimi nuovi titoli, pronti a rimpolpare le nostre wishlist e a permettere alle nostre reading challenge di partire con la marcia giusta!

Ovviamente, “la scelta obbligata” del mese ricadrà sull’attesissimo “Hell Bent” di Leigh Bardugo (recensione in arrivo su questi schermi ASAP).

 Ma valgono sicuramente una menzione speciale anche la nuova edizione dello straordinario dark fantasy “The diviners” di Libba Bray (precedentemente edito dalla Fazi, sotto il titolo “La stella nera di New York”) e l’ambito YA a tema villains “Noi siamo i cattivi”….


“Raybearer” di Jordan Ifueko

libri fantasy gennaio 2023 - raybearer

Tarisai ha sempre desiderato il calore di una famiglia. Nulla di strano in questo: dopotutto, è stata allevata nel più completo isolamento, da una madre misteriosa e assente che si fa chiamare “la Lady”.

Un giorno, la Lady spedisce la ragazza verso la capitale dell’impero globale di Aritsar, con il compito di gareggiare con gli altri ragazzi per aggiudicarsi l’onore di diventare un membro del Consiglio del principe Dayo, l’erede al trono. Se verrà scelta, Tarisai si unirà agli altri attraverso il Raggio, un legame più profondo del sangue, che la vincolerà per sempre al futuro imperatore. Ma la Lady ha altri piani, incluso un desiderio magico a cui Tarisai potrebbe essere costretta a ubbidire: uccidere il principe della corona, nel momento stesso in cui guadagnerà la sua fiducia…

“Raybearer” sarà disponibile in italiano, anche su Amazon, a partire dal 31 gennaio 2023.


“Anatomy: Una storia d’amore” di Dana Schwartz

Debutterà a gennaio anche il primo capitolo di questa popolare duologia gotica firmata da Dana Schwartz.

Hazel Sinnett è una nobildonna che desidera diventare un chirurgo. Jack Currer è un “resurrezionista” che sta cercando di sopravvivere in una città in cui morire è sin troppo facile.

Quando i due si incontrano per caso, presso la Società degli Anatomisti di Edimburgo, Hazel dubita che l’evento avrà qualche impatto sulla sua vita. Ma poi viene scacciata in malo modo dalle sue lezioni di anatomia (la sua colpa? Appartenere al genere sbagliato…) e, da quel momento, inizia a pensare che, forse, la sua nuova conoscenza potrebbe offrirle un appiglio nel mondo della medicina, dopotutto. Hazel ha stretto un accordo: se riuscirà a passare gli imminenti esami, malgrado l’impossibilità a frequentare le lezioni ufficiali, sarà libera di proseguire la sua educazione. Peccato che, adesso, la ragazza sia terribilmente a corto di cadaveri sui quali esercitarsi. Mmm. Non tutto il male viene per nuocere, forse. Perché il caso vuole che la nostra eroina abbia appena stretto amicizia con un uomo che si guadagna da vivere dissotterrando corpi

“Anatomy” sarà disponibile, anche su Amazon, a partire dal 24 gennaio 2023.


“The diviners” di Libba Bray

È giusto inserire nell’elenco dei nuovi libri fantasy in arrivo a gennaio 2023 anche la riedizione di un intramontabile bestseller gotico, pubblicato per la prima volta oltre una decade fa?

Certo che sì: soprattutto se, come in questo caso, stiamo alludendo a un romanzo che vale decisamente la pena recuperare!

La storia dell’irrequieta Evie O’Neill, esiliata dalla sua noiosa cittadina e costretta a trasferirsi nella luccicante e patinata New York delle distillerie clandestine, degli spettacoli di burlesque e dell’industria del cinema agli albori della sua gloria. Sembra una pacchia, non è vero? L’unico inghippo è che Evie è costretta a vivere con suo zio Will, curatore del Museo Americano di Folclore Naturale, Superstizione e Occulto. E diciamo che, quando sei una ragazza dotata di un potere segreto sovrannaturale inspiegabile, questa potrebbe anche non essere la tua sistemazione ideale. Ma poi Evie scopre che lungo le strade di New York si aggira qualcosa – una creatura oscura e potente, determinata a lasciarsi alle spalle una lunga, lunghissima scia di sangue. E decide di impiegare il suo dono per fermarla…

“The Diviners” sarà disponibile, anche su Amazon, a partire dal 23 gennaio 2023.


“Little, Big” di John Crowley

libri fantasy in uscita gennaio 2023 - little big

Con ogni probabilità, “Little, Big” troverebbe un’ottima collocazione all’interno della mia lista di libri fantasy classici tristemente sottovalutati. Pubblicato per la prima volta in lingua originale nel 1981, il romanzo si è aggiudicato il World Fantasy Award nell’anno successivo.

Edgewood è una casa fatta di case, tutte incastrate fra loro e sovrapposte l’una sull’altra. Un luogo pieno di mistero e circondato di meraviglia: più ti addentri al suo interno, e più grande diventa. Smoky Barnable, che si è innamorato di Daily Alice Drinkwater, arriva a Edgewood, la casa di famiglia della ragazza, e si ritrova in un mondo composto da magiche stranezze. Sarà l’inizio di un complesso, intrigante racconto a metà strada fra saga famigliare e fiaba classica, con frequenti richiami a Shakespeare, Alice in Wonderland e tanto altro ancora.

“Little, Big” sarà disponibile in italiano, anche su Amazon, a partire dal 24 gennaio 2023.

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“Hell Bent: Portale per l’Inferno”: il 10 gennaio in Italia il sequel de “La Nona Casa” di Leigh Bardugo


hell bent portale per l'inferno - leigh bardugo

Hell Bent: Portale per l’Inferno”, di Leigh Bardugo, uscirà in Italia il 10 gennaio 2023, in perfetta contemporanea con gli USA! Il sequel de “La Nona Casa” è sicuramente uno dei libri fantasy più attesi del nuovo anno, se non il più ambito in assoluto.

La trama di “Hell Bent” ci riporterà nell’oscuro mondo di Alex Stern, l’antieroina protagonista di quello che, nel 2019, lo stesso Stephen King aveva descritto come «il miglior libro fantasy che mi sia capitato di leggere da anni a questa parte».

Mondadori ci proporrà un’edizione italiana che lascerà intatto il titolo originale (con l’aggiunta del ridondante sottotitolo “Portale per l’Inferno”). Affiderà la traduzione, al solito, alla collaudata Roberta Verde.


“Hell Bent: Portale per l’Inferno”: la trama

Ricchezza. Potere. Omicidio. Magia. Alex Stern è tornata, e la Ivy League sta per finire dritta all’inferno.

Trovare una via d’accesso per l’aldilà. Rubare un’anima dall’inferno. Un piano piuttosto semplice, no?

A parte il fatto che la gente che si imbarca in questo tipo di viaggio, raramente torna indietro per raccontarlo.

Eppure, Galaxy “Alex” Stern è determinata a tirare Darlington fuori dal purgatorio in cui è stato confinato. Perfino se l’impresa dovesse costarle il suo futuro nella Casa di Lethe, o a Yale in generale.

Dal momento che è stato loro proibito di lanciarsi nel salvataggio, stavolta Alex e Dawes non possono neanche ricorrere all’aiuto della Nona Casa. Così, decidono di reclutare un gruppo di improbabili alleati, nell’azzardata speranza di salvare il Gentiluomo di Lethe.

Insieme, i nostri eroi saranno costretti a immergersi in un labirinto di testi arcani e di bizzarri artefatti, fino a scoprire i segreti che l’antica società custodisce più gelosamente.

E infrangere ogni regola conosciuta durante l’operazione.

Ma quando alcuni membri della facoltà iniziano a perdere misteriosamente la vita, Alex capisce che non si tratta di una coincidenza. Una forza letale è all’opera a New Haven. Per sopravvivere, Alex dovrà affrontare i mostri del suo passato, e un’oscurità che sembra essere parte integrante delle stesse mura dell’università


Tenebra e Ossa

Probabilmente, Leigh Bardugo è un’autrice che non ha più bisogno di introduzioni.

Gran parte del suo successo è dovuto alla saga bestseller “Shadow and Bones”, prima trilogia che rientra nell’ambito di un progetto più ampio (il cosiddetto “Grishaverse”).

Stiamo parlando di una tripletta di libri per ragazzi dal taglio spiccatamente action e corredati da una (solida) sottotrama romantica, che si lasciano leggere con grande piacere, giocando abilmente con la maggior parte dei tropes più popolari degli ultimi anni.

Per ironia della sorte, il mio primo romanzo di Leigh Bardugo è stato invece “Wonder Woman: Warbringer”, una storia che non ha nulla a che fare con il Grishaverse. In effetti, è stata proprio questa avventurosa incursione nel mondo della DC a permettermi di cominciare ad apprezzare le straordinarie doti narrative di questa popolare autrice.

Una stima che è cresciuta esponenzialmente durante la lettura de “La Nona Casa”, un dark academia/ urban fantasy dalle tematiche incredibilmente coinvolgenti, nonché rivolto a un pubblico di fascia più matura.


Special Edition

A quanto pare, “Hell Bent: Portale per l’Inferno” riprenderà a narrare gli eventi esattamente dal punto in cui si erano interrotti. Vale a dire, con Alex determinata a tener fede al proprio giuramento di riportare l’amico Darlington a casa, e le figure di spicco della Nona Casa altrettanto pronte a metterle i bastoni fra le ruote.

Nel caso in cui – come me – tu abbia l’abitudine di leggere comunque i tuoi romanzi preferiti in lingua originale, colgo l’occasione per segnalarti anche la pubblicazione di una splendida edizione speciale di “Hell Bent” targata Illumicrate.

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“Il Mistero di Penelope”: la recensione del libro fantasy di Claire North


Il Mistero di Penelope - recensione - Claire North

La mia recensione de “Il Mistero di Penelope” non può che iniziare sollevando uno sconcertante interrogativo: com’è possibile che il retelling di Claire North – senz’altro uno dei migliori libri fantasy del 2022 – sia passato così clamorosamente inosservato?

Ovvio, sto facendo riferimento alla versione del testo in lingua originale inglese (“Ithaca”, edizione Orbit).

In realtà, non ho la minima idea di quale possa essere la qualità della traduzione proposta in Italia dalla Newton Compton.

Certo è che “Il Mistero di Penelope” sembra essere sfuggito ai radar della maggior parte dei lettori forti internazionali.

Una lacuna che non mi aspettavo e che, francamente, tende a lasciarmi abbastanza sconcertata.

Voglio dire: tutto quel polverone sollevato in onore di “Circe” di Madeline Millar, e neanche una parola su un retelling ispirato alla mitologia greca che dimostra di riuscire DAVVERO a combinare la tematica del femminismo a una trama impeccabile, a uno stile inconfondibile e a una galleria di personaggi tragicamente tormentati?

Il tutto, senza mai rischiare di scadere nel sentimentale, nei patemi di dubbio gusto o nella banalità supponente di un’insegnante pronta a salire in cattedra?

Sinceramente, Amico Lettore…

Altro che “Mistero di Penelope”!

Stavolta, è proprio questo paradosso, che non sono in grado di spiegarmi…


La trama

La guerra di Troia è finita da anni, ma il re Odisseo non è mai tornato.

Ormai, nella verdeggiante isola di Itaca, gli unici uomini rimasti sono quelli troppo attempati, menomati o immaturi per combattere.

La regina Penelope veglia sulla sua terra al fianco di un consiglio di vegliardi che non si fanno scrupolo a mostrare quanto poco tengano alla sua opinione; dopotutto, dal punto di vista di un antico greco, una donna non vale molto più delle singole parti del suo corpo, e il cervello non fa sicuramente parte dei suoi asset principali.

Eppure, Penelope si muove nell’ombra e intesse in silenzio la sua tela, cercando di proteggere la sua isola dalle mire dei pretendenti che non aspettano altro che di arraffare il potere… a costo di una brutale guerra civile, che potrebbe tranquillamente causare la rovina di Itaca e di tutti coloro che la abitano.

L’ostinata perseveranza della regina, il suo dolore di moglie e di madre incompresa, attira infine l’attenzione di Hera, sferzante dea dei reietti e degli emarginati.

Inizia così una dettagliata rivisitazione – insaporita dall’impareggiabile e caustica voce narrante della Regina degli Dei – di alcuni fra i più celebri episodi mitologici che la cultura occidentale ci abbia tramandato: dalla morte di Agamennone alla cattura di Clittemnestra, passando per l’inganno dell’arazzo mai compiuto e per la ribellione di Telemaco



“Il Mistero di Penelope”: la recensione

Se hai già letto qualcosa di Claire North (autrice di piccole/grandi gemme quali “Le Prime Quindici Vite di Harry August” e “The Sudden Appareance of Hope”), probabilmente hai già una certa familiarità con la forza travolgente della sua personalità.

La voce autoriale della North è un dissacrante ciclone di modernità e consapevolezza storica. Il suo è un tipo di prosa che esige la massima attenzione e, in genere, riesce a ottenerla senza troppo sforzo.

Non si può dire che la North scriva romanzi per signore beneducate, no. O per gente con gli occhi foderati di prosciutto.

La sua penna è una lama; la sua immaginazione, una tela dai bordi spigolosi e affilati. Perfino (e anzi, forse, soprattutto…) nei momenti in cui i suoi mordaci giochi di parole caustici iniziano a intrecciarsi a squisiti slanci di virtuosismo lirico.

La prima idea geniale, quella che basta a differenziare “Il Mistero di Penelope” dalla recente inondazione di retelling simili?

La scelta di affidare la narrazione al personaggio più brillante e sottovalutato di tutti: Hera, la dea che una caterva di secoli di cultura patriarcale hanno cercato di sminuire e relegare ai margini.


La voce della Dea

Hera, quella stessa “signora del focolare” che le correnti classiche hanno deciso di interpretare nel senso più misogino e banale del termine. Ai posteri sia consegnata, dunque, l’effige di una matrona invidiosa, orgogliosa, altera, vendicativa e pronta a subissare di meschinità chiunque (leggi: le donne più giovani e belle di lei) commetta l’errore di ferire la sua vanità.

Che è un po’ – se ci fai caso – il modo in cui l’ipocrita narratore (maschio) medio tende a descrivere le proprie consorti, figlie, sorelle, madri eccetera eccetera.

Bè…

Non la nostra Hera, la Hera dipinta nel libro di Claire North!

Nelle vene di questa dea scorre l’acciaio più puro, combinato a uno spaventoso (e giustificato) quantitativo di veleno.

E, alla fine, sarà proprio lei a riunire intorno a sé una buona parte del resto del pantheon greco femminile (tratteggiato in modo altrettanto provocatorio e interessante) e a spargere i semi di una ribellione divina già sul punto di sobbollire…


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“The Witch’s Heart: La Leggenda di Angrboda”: trama e data d’uscita del libro fantasy di Genevieve Gornichec


The Witch’s Heart La Leggenda di Angrboda

The Witch’s Heart: La Leggenda di Angrboda” è un romanzo di Genevieve Gornichec ispirato alla mitologia norrena.

Veggenti tormentate, divinità vendicative e amori travagliati si stagliano al centro di un intreccio che i lettori internazionali hanno già dimostrato di apprezzare, e che la scrittrice Alexis Henderson ha descritto come «tanto epico, quanto avvincente».

Ti ricordo che l’edizione originale in lingua inglese di “The Witch’s Heart” è approdata in libreria nel corso del 2021. Soltanto di recente, l’infaticabile Oscar Vault ha annunciato che il libro sarà disponibile anche in italiano, a partire dal 23 febbraio 2023.


The Witch’s Heart: La Leggenda di Angrboda”: la trama

La storia di Angrboda comincia là dove quella di molte altre streghe finisce: con un rogo.

Una punizione da parte di Odino, per aver rifiutato di dispensargli il dono della conoscenza di ciò che accadrà; un fuoco che lascia Angrboda ferita e impotente.

La ragazza decide allora di cercare rifugio nelle profondità della foresta, il più lontano possibile dal mondo civilizzato.

Lì, incontra un uomo che si rivela essere Loki. Ben presto, l’iniziale cautela di Angrboda si trasforma in un profondo e longevo sentimento d’amore.

La loro unione produce tre bambini inusuali, ciascuno dei quali racchiude in sé un destino segreto. Angrboda intende allevarli nel più completo isolamento, per tenerli al sicuro dall’occhio onnipresente di Odino.

Mentre inizia a recuperare il suo dono profetico, Angrboda impara però che un grave pericolo incombe sulla sua vita benedetta – e, forse, sull’intero reame dell’esistenza.

Con l’aiuto della leale cacciatrice Skadi, con cui la strega inizia a stringere un legame sempre più importante, Angrboda dovrà quindi scegliere se accettare il fato che è stato previsto per la sua amata famiglia… oppure ribellarsi, e cercare invece di costruire un nuovo futuro.


Tutti i libri di Genevieve Gornichec

“The Witch’s Heart” (letteralmente, “Il Cuore della Strega”) è stato il libro d’esordio di Genevieve Gornichec; un’autrice che ha studiato presso la Ohio State University, ma che è arrivata a specializzarsi in “vichingologia” tanto quanto è stato umanamente possibile.

Per sua stessa ammissione, sono stati proprio i suoi soggetti di studio – la mitologia nordica e le saghe islandesi – a ispirare la sua scrittura.

Sempre nel 2021, la Gornichec ha inoltre partecipato a una raccolta di “audio-novelle” chiamata “Walk Among Us”, un libro della serie “Vampire: The Masquerade”.

Il suo romanzo breve, “A Sheep Among Wolves”, racconta la tragica storia di una ragazza che sprofonda sempre più nel vortice della depressione e della radicalizzazione… almeno, fino a quando non trova compagnia nelle tenebre.

Il 2023 sarà, invece, l’anno d’esordio del suo attesissimo “The Weaver and the Witch Queen” (“La Tessitrice e la Regina delle Streghe”).

La trama verterà intorno ai destini intrecciati di due donne travolte dal fato e da un profondo vincolo di sorellanza, nel pieno dei tumulti dell’Età Vichinga.

Una protagonista ossessionata dalla ricerca della sorella scomparsa, e l’altra destinata a diventare la strega regina della Norvegia…  mentre, sullo sfondo, le sanguinose incursioni dei guerrieri del Nord continueranno a mettere il mondo a ferro e fuoco.

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7 libri fantasy da leggere a Natale


libri fantasy da leggere a natale

Sei alla ricerca di un meraviglioso libro fantasy da leggere a Natale – una storia che ti permetterà di immergerti in quella caratteristica atmosfera invernale che soltanto la magica festa del solstizio d’inverno è in grado di regalare?

Congratulazioni: sei ufficialmente approdato nel posto giusto!

Stelle cadenti, stregoni, renne parlanti, scorribande nella bufera e desideri inconfessabili

Sei pronto a incontrare Babbo Natale, stringere un patto con il Re degli Elfi e sfidare le sferzate della più colossale tempesta di ghiaccio?


I migliori libri fantasy di Natale:

“Hogfather” di Terry Pratchett


libri fantasy natale - hogfather

Checché se ne dica, “Hogfather” è probabilmente il libro fantasy sul Natale per eccellenza.

Un’occhiata sommaria alla trama basta a rievocare le pittoresche atmosfere e gli eccentrici personaggi del cult di Tim Burton “Nightmare Before Chistmas”. Tuttavia, da brava fan di Terry Pratchett, posso assicurati che questo romanzo è in grado di offrire ai suoi lettori moooolto più di questo…

Prova a pensarci: che cosa succederebbe se Babbo Natale (o una figura estremamente simile) scomparisse misteriosamente il giorno della vigilia di Natale? E se, il giorno prestabilito, a calarsi giù dai camini dei bambini di tutto il mondo provvedesse… qualcun altro? Diciamo un segaligno sostituto, un ombroso e benintenzionato impostore.

Metti… una certa figura sinistra. Possibilmente, l’Oscuro Mietitore in persona?

Un’avventura magica, esilarante e dall’inaspettata profondità emozionale, ambientata nel mitico Universo di Mondo Disco. Nonché corredata da una sfilza di dialoghi semplicemente geniali.

E, qualora tu non avessi ancora avuto occasione di leggere qualcosa di Terry Pratchett, sappi che “Hogfather” potrebbe rappresentare un ottimo punto di partenza: un romanzo divertente, commovente, intriso di dialoghi indimenticabili e di personaggi pronti a rubarti il cuore…

Insomma, senz’altro un capolavoro indiscusso.


“L’orso e l’usignolo” di Katherine Arden



Il primo volume di una trilogia che qualsiasi appassionato di narrativa fantasy dovrebbe leggere, almeno una volta nella vita. Il giusto punto di incontro fra le suggestioni tradizionali della letteratura fantastica vecchio stampo (soprattutto il filone dal taglio più fiabesco) e la specifica sensibilità del lettore moderno.

Nel cuore della tundra russa, Vasilisa è una ragazza speciale: possiede il raro potere di comunicare con gli spiriti magici della natura, nonché con le incarnazioni viventi delle forze elementali che regolano l’equilibrio del mondo. Incluso il re dell’inverno, una creatura che tende a schivare il mondo degli uomini, e che in molti ormai tendono a considerare alla stregua di un vero demonio.

Inclusa la nuova matrigna di Vasilisa e un giovane prete arrogante appena arrivati in città. La strana coppia, infatti, disprezza il dono di Vasilisa e lo ritiene un marchio diabolico, il segno di un Male da estirpare.

La loro interferenza procurerà un danno irreparabile all’interno della comunità, costringendo l’eroina a imbarcarsi in un periglioso viaggio attraverso la gelida terra del mito e delle antiche ballate….


“Stardust” di Neil Gaiman


Se appartieni alla scuola di pensiero che ha adottato il motto “un fantasy romantico per Natale, ogni malumore si porta via”, forse ti farà piacere sapere che Neil Gaiman – maestro indiscusso del genere – ha scritto il romanzo giusto per te!

Per conquistare la sua bella, il giovane Tristan promette di portarle in dono una stella cadente. Il ragazzo attraversa quindi il muro che divide il mondo “regolare” da quello della magia, e si avventura là dove pochi uomini prima di lui hanno osato recarsi.

Tuttavia, dall’altra parte della barriera, incontrerà tre streghe malvage, affamate di potere e corrotte dal peso dell’eternità, che cercheranno in ogni modo di mettergli i bastoni fra le ruote.

Un libricino avventuroso, snello e avvincente, che nel 2007 ha ispirato anche l’omonimo (e ormai iconico) film di Matthew Vaughn con Charlie Cox, Claire Danes, Michelle Pfeiffer e Robert de Niro.

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“Come Uccidono le Brave Ragazze”: la recensione del libro mistery di Holly Jackson


come uccidono le brave ragazze recensione - holly jackson

La recensione di “Come Uccidono le Brave Ragazze” arriva, puntuale come un orologio, a ricordarci che il mondo degli YA ha ancora tantissimo da offrire!

E a dimostrare che perfino il lettore più adulto e smaliziato può leggere un classico “whodunnit” in versione teenager e divertirsi come un pazzo.. a patto che la storia risulti orchestrata a dovere.

Come in questo caso.

In effetti, il primo volume della trilogia crime di Holly Jackson offre una vera e propria girandola di colpi di scena, personaggi ambigui e complicazioni al cardiopalma.

L’elemento che colpisce più di tutti, però?

La costruzione dell’eroina di “Come Uccidono le Brave Ragazze”.

Un meraviglioso personaggio femminile, capace di aggiudicarsi in breve tempo il cuore di qualsiasi lettore.

Il suo nome è Pippa Fitz-Amobi: la briosa, tenace detective dilattante che è un po’ Hermione Granger, un po’ Temperance Brennan, un po’ ognuno di noi


La trama

A Fairview, tutti conoscono la storia.

Andie Bell era bella e popolare, e poi è stata assassinata dal suo fidanzato. Un ragazzo di nome Sal Singh che, subito dopo il crimine, si è tolto la vita in preda a un attacco di sensi di colpi.

Per anni, è stato l’unico argomento di cui chiunque, in città, riuscisse a parlare. E, cinque anni più tardi, Pip riesce ancora a intravedere i segni delle cicatrici che quell’infame tragedia ha lasciato sul volto della sua comunità.

Eppure, Pip non riesce a scuotersi di dosso la sensazione che quel giorno sia accaduto qualcosa di più.

Da bambina, Pip conosceva Sal, e lo reputava un ragazzo gentile, buono e affidabile, incapace di far del male perfino a una mosca.

Com’è possibile, allora, che Sal fosse anche un efferato assassino?

Adesso che è giunta all’ultimo anno di liceo, Pip decide di riesaminare il caso e sfruttare le sue indagini per compilare il progetto scolastico speciale che le permetterà, con ogni probabilità, di diplomarsi in grande stile.

All’inizio, il suo obiettivo è semplicemente quello di gettare un seme di dubbio sulla sequenza dei fatti che gli inquirenti hanno ricostruito in relazione all’omicidio di Andy.

Ma, a poco a poco, una scia di segreti comincia a venire alla luce; verità insospettabili, che potrebbero riuscire a scagionare davvero il giovane accusato.

Sal avrebbe potuto essere innocente

Pip non fa in tempo a pensare questa frase, che la linea che divide il passato dal presente inizia piano piano a sfumare.

Perché qualcuno, a Fairview, farebbe qualsiasi cosa per evitare che Pip continui a ficcanasare a caccia di risposte… e, adesso, la sua stessa vita potrebbe essere in pericolo.


“Come Uccidono le Brave Ragazze”: la recensione

Come dicevo, uno degli aspetti del romanzo di Holly Jackson che ho apprezzato di più ha a che fare con il rinfrancante atteggiamento di Pip nei confronti di tutta l’indagine: vale a dire, la tendenza a reagire con un rassicurante, energico, condivisibilissimo «No Bullshit» al cospetto di ogni tipica “distrazione” da storia young adult.

Se in questi giorni ti è capitato di fare un’occhiata alla serie tv “The Midnight Club” su Netflix, probabilmente avrai già intuito di cosa sto parlando. Ritmo annacquato, giovani amori tragici pronti a sbocciare a casaccio, una sgradevole tendenza a sminuire la complessità delle personalità individuali, per cercare di dar lustro a questa o quell’altra tematica altamente educativa…

In poche parole, un autentico strazio!

Sono lieta di farti sapere che, nel thriller della Jackson, non troverai all’opera nessuno di questi limiti.

Al contrario: l’intreccio di “Come Uccidono le Brave Ragazze” è un meccanismo serratissimo, implacabile e pronto a fagocitare il lettore.

Per come la vedo io, i vari espedienti della Jackson funzionano soprattutto perché:

a) L’autrice riesce a pianificare la sua trama alla perfezione, riadattando tutti gli elementi tipici del genere secondo una ricetta altamente personale e, soprattutto, centrando in pieno tutti i momenti-chiave della narrazione (il “midpoint” di questo romanzo, ad esempio, è una vera e propria forza della natura, ragazzi!)

b) In nessun momento della narrazione, le (poche) concessioni al romance, o quelle (leggermente più numerose) legate al sottogenere “interno” del romanzo (la storia di formazione), arrivano a distogliere l’attenzione del lettore da ciò che conta davvero: vale a dire, nell’ottica di un romanzo giallo, l’enigma, l’intrigo, le false piste, la componente psicologica.


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