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“The Invocations”: la recensione del libro horror YA di Krystal Sutherland


the invocations recensione - Krystal Sutherland

Il sottotitolo della mia recensione di “The Invocations” sarà “ragazze che vendono l’anima al diavolo”. E che hanno una ragione dannatamente buona per farlo!

In questo nuovo libro di Krystal Sutherland – autrice della perla dark “Le Sorelle Hollow”, pubblicato in Italia da Rizzoli – tre giovani inglesi uniscono le forze per fermare uno dei più pericolosi predatori naturali che la storia delle donne abbia mai conosciuto: un uomo che crede di avere il diritto di rubare i loro poteri.

E le loro vite.


La trama

Inghilterra, al giorno d’oggi. Cinque donne sono morte. L’assassino non lascia traccia di impronte né DNA. La polizia è di fronte a un vicolo cieco.

La diciannovenne Jude Wolf, ricca come il peccato e affascinante quanto il diavolo, è stata maledetta. La sua anima immortale, adesso, è legata a un demone che la odia. Jude farebbe qualsiasi cosa per liberarsi di lui, per fermare il grottesco decadimento che sta consumando il suo corpo.

Ciò di cui Jude ha bisogno è una “cursewriter“, una strega in grado di scrivere le maledizioni – e ritiene che seguire la scia di donne morte, tutte sospettate di aver avuto a che fare con il mondo dell’occulto – possa rappresentare la sua migliore opportunità di trovarne una.

Anche Zara Jones sta tenendo d’occhio la catena di omicidi. Sua sorella maggiore, Savannah, è stata la prima vittima del serial killer. Zara, però, non sta covando vendetta: vuole semplicemente cercare un modo per riportare in vita Savannah.

Ciò di cui Zara ha bisogno è una maga, un’incantatrice, una necromante… A tutti gli effetti, ciò di cui ha bisogno è una strega in grado di scrivere le maledizioni.

Nell’appartamento della quinta vittima del killer, Zara e Jude si incontrano per caso. Lì, le due ragazze si imbattono in un indizio destinato a legare i loro sentieri: uno strano biglietto da visita, che porta inciso un singolo nome.

Emer Byrne. Cursewriter.


“The Invocations”: la recensione

Anche se potremmo definire il nuovo libro di Krystal Sutherland come un “character-driven”, dal momento che il focus della narrazione tende a concentrarsi sulle dinamiche fra le sue tre protagoniste e sul loro diverso modo di reagire al filo conduttore del trauma e dell’abuso, bisogna dire che “The Invocations” garantisce parecchia adrenalina, tanti brividi e qualche bel colpo di scena!

Durante il primo atto, l’autrice si prende il suo tempo per introdurre le eroine e assicurarsi che il pubblico arrivi a empatizzare con loro. Si rivela, senz’altro, una scelta vincente: dopotutto, Zara, Emer e Jude sono personaggi sfaccettati e complessi, in grado di far impallidire di vergogna il 90% delle anonime eroine da “romantasy” che, nel corso degli ultimi anni, hanno cominciato ad andare tanto per la maggiore.

Lo stile della Sutherland, in questa occasione, mi ha ricordato un po’ quello di Victoria Schwab in alcuni dei suoi romanzi per adulti (e chi mi conosce bene, sa che intendo questo paragone come un grandissimo complimento). L’atmosfera del romanzo, deliziosamente oscura, ammalia fin dalle primissime pagine e si sposa benissimo con le tematiche cupe e attuali della narrazione.

Una Donna Promettente incontra “Le Terrificanti Avventure di Sabrina”: non so se sia questo il modo perfetto per descrivere “The Invocations” (bisognerebbe, forse, aggiungere al mix anche “Ragazze Elettriche”)…

Eppure mi basta sapere che, in questo caso, l’irriverente Jude sarebbe al 100% d’accordo con me!


Tre streghe contro il patriarcato

Se c’è un fatto che l’uscita de “Le Sorelle Hollow”, bellissima e conturbante fiaba oscura, è riuscita a mettere in luce, è che il dark fantasy per ragazzi è un genere ancora troppo sottovalutato. Soprattutto qui da noi in Italia.

In “The Invocations”, Krystal Sutherland ci dimostra che la stessa cosa vale per l’horror in salsa YA.

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“A Tempest of Tea”: vampiri, tè e rapine nel libro fantasy di Hafsah Faizal


A Tempest of Tea - Hafsah Faizal - Italia

A Tempest of Tea” è una delle uscite YA in lingua inglese più attese di febbraio 2024. Il libro fantasy di Hafsah Faizal arriverà, in una data successiva, anche qui da noi in Italia.

A colpo d’occhio, direi che è impossibile leggere la trama e non pensare a “Sei di Corvi” di Leigh Bardugo. Tuttavia, in questo nuovo libro, l’autrice di “Catturiamo la Fiamma” ci promette anche un carico di segreti, romance e pericolosi vampiri!


“A Tempest of Tea”: la trama

Sulle strade di White Roaring, Arthie Casimir è un genio del crimine. La sua prestigiosa sala da tè si trasforma in una casa del sangue illegale con il favore dell’oscurità, spillando soldi ai vampiri tanto temuti dalla società.

Ma quando il suo giro d’affari viene minacciato, Arthie si ritrova costretta a stringere un’improbabile alleanza con un affascinante avversario per rimediare alla situazione… e non potrà svolgere il compito da sola.

Così, Arthie decide di chiamare a raccolta alcuni degli emarginati più talentuosi della città e di porli al servizio del suo piano: infiltrarsi presso le fila dell’Athereum, un’oscura e scintillante società di vampiri.

Tuttavia, non tutti i disadattati che fanno parte della sua squadra sono davvero dalla sua parte. E così, mentre la verità che si nasconde dietro il colpo comincia a dipanarsi, Arthie si ritrova invischiata in una cospirazione pronta a mettere a repentaglio il mondo che ha sempre conosciuto.


Un nuovo inizio, con uno sguardo al passato

“A Tempest of Tea” sarà il primo libro di una dilogia nuova di zecca. Tuttavia, come è pronta a spiegarci la stessa Hafsah Faizal, il romanzo non sarà del tutto privo di collegamenti con la storia di “Catturiamo la Fiamma”:

«Sì, è ambientato nello stesso universo di “Catturiamo la Fiamma”. Ma usciremo dai confini di Arwiya e visiteremo alcuni nuovi paesi, in modo particolare Athean, che è essenzialmente un’Inghilterra fantasy, ispirata all’età vittoriana. […] Sì, dovrebbe avere un ritmo più veloce rispetto a “Catturiamo la Fiamma”, un sacco di avvenimenti in più […]»

Hafsah Faizal, in un’intervista rilasciata per Bookpeaple Teen Press Corps

Su Pastemagazine, l’autrice descrive “A Tempest of Tea” come “Peaky Blinders incontra Re Artù, con una spruzzata di vampiri e un colpo da progettare” e spiega che il libro è iniziato come una sorta di lettera d’amore a tutto ciò che può essere considerato “dapper”. Dopodiché, l’autrice è stata completamente risucchiata dal mondo della sua eroina.

Arthie è una giovane rifugiata proveniente dall’isola di Ceylan (da noi conosciuta come Sri Lanka). È stata costretta a fuggire per via dell’arrivo dei colonizzatori. Un evento che, ovviamente, ha alterato per sempre il corso della sua vita e l’ha spinta a coltivare un grande desiderio di rivalsa.


 “A Tempest of Tea”: quando esce il libro di Hafsah Faizal in italiano?

Sebbene l’acquisto di “A Tempest of Tea” per il mercato italiano sia già stato confermato dall’ autrice, non è ancora possibile sapere quando il primo capitolo della dilogia “Blood an Tea” arriverà, di preciso, nelle nostre librerie.

Perciò, per il momento, posso soltanto confermarti che “A Tempestof Tea” sarà disponibile su Amazon, in lingua inglese, a partire dal 20 febbraio 2024.

Aggiornerò l’articolo non appena saranno disponibili nuove informazioni.


E tu? Cosa ne pensi della cover e della trama di “A Tempest of Tea”?

Hai mai letto qualcosa di Hafsah Faizal? 🙂


Attenzione: questo articolo contiene alcuni link di affiliazione Amazon. Perciò, se cliccherai su uno qualsiasi di essi e acquisterai qualcosa, otterrò una piccola commissione su tutti i prodotti ritenuti idonei. A te non costerà nulla. In compenso, sosterrai il blog, permettendomi di continuare a proporti contenuti sempre nuovi!


“Belladonna”: la recensione del libro di Adalyn Grace


belladonna recensione - adalyn grace

La recensione di “Belladonna” di Adalyn Grace renderà felici gli appassionati di narrativa gotico-fantastica a sfondo romantico.

Dopotutto, stiamo parlando di uno YA che, malgrado le invadenti parentesi “ormonali” e la sua imbarazzante eroina obnubilata dai desideri della carne, riesce a giocare (bene) con le regole del mistery e a tingere di pathos il suo nucleo tematico principale: l’inevitabile scontro fra natura (umana) e società.

La trama, certo, annaspa un po’ in alcuni punti. Ma la solida ambientazione e i personaggi secondari, con i loro drammi, le loro ossessioni e le loro intime vicissitudini, rendono la lettura coinvolgente e accattivante sotto più di un punto di vista.


La trama

Signa è l’unica erede di una considerevole fortuna. Poco tempo dopo la sua nascita, la sua famiglia è rimasta vittima di un avvelenamento inspiegabile: da quel momento, la piccola è stata sballottolata da un tutore legale all’altro, nell’attesa di diventare abbastanza grande da poter rivendicare il proprio patrimonio e vivere per conto suo.

Nessuno dei suoi guardiani – a parte la prima: la sua amorevole nonna – ha mai avuto a cuore gli interessi di Signa. Nessuno di loro è rimasto nei paraggi abbastanza a lungo da sviluppare un autentico legame con lei.

In effetti, le persone che hanno a che fare con Signa sembrano manifestare la disturbante inclinazione a crepare come mosche. Un fatto che turba profondamente la ragazza, e che fra l’altro ha incoraggiato la nascita di una serie di allarmanti pettegolezzi sul suo conto.

I suoi ultimi parenti rimasti, adesso, sono gli Hawthorne: un’eccentrica famiglia che vive nel maniero di Thorn Grove, una dimora grandiosa quanto tetra.

Il patriarca, Elijah, non riesce a riprendersi dalla morte della moglie. Ne piange la scomparsa dando party scandalosi e sfrenati, mentre il figlio Percy lotta per riprendere il controllo della reputazione di famiglia e la figlia, Blythe, si consuma in un letto al piano di sopra, preda di una misteriosa malattia.

Ma quando lo spirito irrequieto della loro madre confessa a Signa il suo segreto – la sua morte non è stata accidentale: si è trattato di omicidio! – Signa capisce che anche il resto della nuova, strana famiglia che le è toccata in sorte potrebbe essere in pericolo.

Per svelare l’arcano, Signa recluta quindi due aiutanti d’eccezione: il vivace e robusto Sylas, un garzone di stalla, e… il Tristo Mietitore in persona!

A poco a poco, infatti, Signa, scopre di condividere con Morte un legame singolare. Un potere sconosciuto le scorre nel sangue, qualcosa che la tiene avvinta al suo affascinante “stalker” sovrannaturale e che costringe i due a rientrare continuamente l’uno nell’orbita dell’altra.

Un’attrazione pericolosa e letale, che rischia di mandare all’aria quel futuro di cui Signa era sempre stata così sicura…


“Belladonna”: la recensione del libro di Adalyn Grace

Tanto per cominciare, ammetto che lo stile di Adalyn Grace mi ha piacevolmente colpito. L’autrice riesce a dosare magia e realismo, sense of wonder e soffocanti imposizioni sociali, praticamente alla perfezione. La sua padronanza delle principali tecniche di scrittura è ottima, e l’atmosfera di “Belladonna” risulta così viva e ammaliante, così ricca di sfumature e di dettagli, da insinuarsi praticamente sotto la tua pelle.

Sono abbastanza sicura che, da qui a qualche mese, quando i dettagli del plot avranno già cominciato a perdere di consistenza dentro la mia mente, i ricordi più vividi che riuscirò a conservare di “Belladonna” avranno a che fare con la festa ecclettica e multisensoriale di profumi, bagliori, suggestioni, fumi, spettri e scintilli che l’affascinante prosa dell’autrice riesce a evocare.

La scena più riuscita è indubbiamente quella, preparata con cura, del ballo con Morte in un landa al di fuori del tempo e dello spazio. È in quest’occasione che l’elemento fiabesco riesce a emergere in tutto il suo splendore, trasportando chi legge in un mondo archetipicamente “altro” e spingendolo disperatamente a desiderare, insieme a Signa, di potervi rimanere a tempo indeterminato.

Dell’intreccio del libro, di per sé, ho apprezzato soprattutto la quantità di false piste (nella migliore tradizione di Agatha Christie, ogni personaggio è un potenziale indiziato…), un paio di colpi di scena e la grande onestà del finale.

Devo dire che non nutro una grande passione nei confronti della personalità di Signa; in compenso, però, posso quantomeno affermare di aver condiviso i suoi obiettivi e gran parte delle sue scelte.

Un fatto che mi spinge a coltivare una certa curiosità nei confronti del resto della serie. E dico questo, nonostante il leggero senso di stizza provocato da un odioso cliffahanger finale…  un twist che mi è sembrato soltanto un tentativo un po’ rozzo e, tutto sommato, poco necessario, di imbeccare il lettore e “costringerlo” ad acquistare il volume due.

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“A Fragile Enchantment” di Allison Saft: intrighi, amore e magia nel Regency di Allison Saft


a fragile enchantment - libro romantasy - allison saft

A Fragile Enchantment” di Allison Saft contribuirà ad aggiungere un pizzico di romanticismo nel nostro 2024! Questo atteso “Regency Fantasy”, rivolto alla fascia YA, esordirà in lingua inglese il prossimo 2 gennaio.

Grandi appassionati del “fantasy of manners”, a raccolta: la storia ruoterà attorno alle peripezie di una sarta magica che viene incaricata di realizzare una veste per un matrimonio reale. Neanche a dirlo, si ritroverà invischiata in una ragnatela di scandali, gossip, maledizioni amori proibiti e tentazioni irresistibili…


“A Fragile Enchantment”: la trama

Niamh Ó Conchobhair non si è mai concessa di desiderare ciò che sa di non poter ottenere. La magia che scorre nel suo sangue le permette di cucire le sue emozioni e i suoi ricordi all’interno dei tessuti che le sfilano sotto le dita. La grande tragedia, però? A lungo andare, il suo dono la ucciderà.

Determinata a trascorrere quel poco che resta del suo tempo nel tentativo di assicurare alla sua famiglia un futuro migliore, Niamh decide di cogliere al balzo l’opportunità di disegnare il guardaroba per un matrimonio della famiglia reale, nel vicino regno di Avaland.

Avaland, però, non assomiglia affatto al luogo da favola che aveva immaginato. E, mentre giovani nobili frequentano balli a lume di candela ed eleganti feste in giardino, un’ondata di malcontento sobbolle fra le classi lavoratrici.

Lo stesso sposo designato, Kit Carmine, è un tipo abrasivo e scostante, una pedina politica che si lascia trascinare malvolentieri verso l’altare.

Ma, nel momento esatto in cui Niamh e Kit cominciano ad avvicinarsi, l’improbabile amicizia fra di loro si trasforma in qualcosa di più… fino a quando un anonimo giornalista inizia a diffondere una serie di pettegolezzi sulla loro indiscutibile chimica, promettendo di lasciare i due in pace soltanto nel momento in cui Niahm lo aiuterà a portare a galla i segreti della famiglia reale.

Il marciume alla base del cuore di Avaland scorre in profondità. Eppure, esporre quei peccati potrebbe mettere a rischio il futuro che Niahm non si era mai concessa di sognare, e lo stesso grande amore che la ragazza non si sarebbe mai sognata di vivere.



Amore, fantasy e “manierismo”

“A Fragile Enchantment” è uno YA molto atteso negli USA. Soprattutto perché la più recente uscita di Allison Saft –   “A Far Wilder Magic” – lo scorso anno ha riscosso un grande successo fra i lettori appassionati di fantasy a sfondo romantico!

Più avanti, nel corso del 2024, vedremo debuttare nelle librerie americane e inglesi anche il fantasy saffico “A Dark and Drowning Tide”. Anche in questo caso, il livello di hype generale è davvero notevole.

Come avrai notato, poco fa ho usato l’espressione “fantasy of manners” per descrivere “A Fragile Enchantment”. Ma che cosa significa, esattamente, questo termine?

Bè, per risolvere questo piccolo quesito, partiamo dalle basi.

Per citare un brillante articolo di Ancillary Review of Books , «il mannerpunk (o, più in generale, il “fantasy of manners”) viene a volte descritto come una sorta di “Jane Austen con la magia”. Un tipo di fantasy che pone l’accento sull’elemento della conversazione, dell’etichetta e dell’intrigo. È un genere di fantasy interpersonale, che può ruotare intorno all’insulto sprezzante a corte che cambia le sorti di un mago sfortunato, oppure alle aspettative sociali di un goblin risucchiato all’interno di una società di elfi.»

Qualche esempio?

Il divertentissimo “Sorcerer to the Crown” di Zen Cho o il brillante “Immortal Follies di Alexis Hall. Ma anche “Soulless” di Gail Carriger, “Jonathan Strange e il Signor Norrell” di Susanna Clarke e la saga di “Temeraire” di Naomi Novik.


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“Spice Road”: la recensione del libro fantasy di Maiya Ibrahim


spice road recensione - maiya ibrahim

Nella recensione di “Spice Road”, ci troveremo ancora una volta a fare i conti con la domanda che, da un po’ di tempo a questa parte, tende a ronzarmi nell’orecchio ogni volta che mi accosto a un libro fantasy YA: quale dovrebbe essere, esattamente, lo scopo di un buon romanzo d’avventura per ragazzi?

Dal canto mio, ho sempre avuto una teoria: intrattenere, coinvolgere, affrontare tematiche care alla vita di ogni giorno di un adolescente… e magari, occasionalmente, invitarlo anche a riflettere su alcuni importanti argomenti di attualità.

Eppure, adesso, sta prendendo piede un’altra tendenza. Come se l’obiettivo primario di un libro fantasy dovesse essere quello di… Bè, non voglio dire “indottrinare” il lettore. Sembra una termine un po’ forte, no? Perfino esagerato. Ma devo ammettere che sto facendo fatica a tenermi lontana da questa parola.

Perché quando il tono di una narrazione è così piatto, la tecnica maldestra, i toni melodrammatici e la trama appesa a un filo, è chiaro che si stenta a inquadrare il senso di una storia che non fa altro che spiattellarti in faccia lo stesso messaggio ancora, e ancora, e ancora…


La trama

Qalia è una città segreta, nascosta nel deserto. Qui circola una spezia magica, in grado di risvegliare le affinità di chiunque beva il misterioso tea al misra.

Imani ha diciassette anni e un’affinità nei confronti dell’acciaio. La ragazza è in grado di maneggiare una spada come nessun altro guerriero, cosa che le ha guadagnato una reputazione invidiabile e una posizione fra gli “Scudi”, la guardia d’elite incaricata di proteggere la città.

Imani ha combattuto contro pericolosi djinn, ghouls e altri mostri che si annidano nelle sabbie ai confini della città.

Tuttavia, la scomparsa di suo fratello maggiore ha gettato un’ombra sulla sua reputazione. Perché il giovane, prima di andarsene, ha rubato una scorta di misra, trascinando nel fango il buon nome della sua famiglia e mostrando i primi sintomi di quella che potrebbe presto diventare un’ossessione magica.

Imani credeva che suo fratello fosse morto nel deserto. Ma quando emerge una serie di prove contrarie, la ragazza stringe un patto con il Concilio per ritrovare il ragazzo e riportarlo a casa, prima che possa rivelare al mondo esterno l’ubicazione della leggendaria città di Qalia. Nel suo pericoloso viaggio, verrà accompagnata da Qayn, un dijinn impertinente quando affascinante, e da Taha, un arrogante Scudo in grado di comunicare con gli animali.

Come Imani avrà modo di scoprire, molti segreti albergano al di là delle Terre Desolate – e nel suo stesso cuore. Ma riuscirà a ritrovare suo fratello, prima che il suo tradimento metta a repentaglio il fato di Qalia?



“Spice Road”: la recensione

Se hai apprezzato libri come “The Unbroken” di C. L. Clark o “Babel” di R. F. Kuang, sospetto che “Spice Road” abbia qualche possibilità di colpirti in positivo.

Non necessariamente perché tu abbia gusti o interessi diversi dai miei (questi titoli fanno parte anche della mia libreria, dopotutto). Molto più semplicemente, ho l’impressione che potresti aver sviluppato una soglia di tolleranza più alta della mia, nei confronti di certa supponente autoreferenzialità retorica.

Coltivare soltanto il messaggio politico, a discapito della cura strutturale e formale del testo (personaggi, worldbuilding, archi trasformativi, trama ecc.), francamente sta diventando un trend che non riesco più a giustificare.

A beneficio di “Spice Road”, devo aggiungere che, certo, Maiya Ibrahim dedica una certa attenzione anche all’elemento romantico!

La relazione fra Taha e Imani vanta parecchie sfumature, dal punto di vista emotivo, arrivando a incarnare una versione complessa ed evoluta del trope dell’enemies-to-lovers. Peccato che si tratti di un rapporto altamente tossico, basato sul disprezzo reciproco e su un certo narcisismo di fondo (perché, diciamocelo, vorrà pur dire qualcosa il fatto che i due personaggi principali scoprano di piacersi soltanto nel momento in cui si trasformano l’uno nello specchio dell’altra).

Da un punto di vista “alchemico”, stiamo peraltro parlando di due grandissimi pezzi di legno, del tutto incapaci di generare una scintilla.

A scaldare l’ambientante avrebbe dovuto provvedere, forse, Qayn, il secondo interesse romantico di Imani. Un personaggio che, in linea teorica, avrebbe potuto contribuire a innescare un focolaio di interesse nei confronti delle dinamiche che si sviluppano all’interno della coppia principale. Purtroppo, anche nel caso del djinn, mi è parso di assistere alla compresenza di una quantità sterminata di cliché, elementi che abbiamo già visto interagire in un triliardo di altri sornioni personaggi-trickster prima di lui.

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“Godly Heathens”: il fantasy YA di H. E. Edgmon, fra reincarnazione divina e identità nonbinary


Godly Heathens - H. E. Edgmon - libro fantasy

Godly Heathens” è il primo libro della dilogia fantasy “Ouroboros” di H. E. Edgmon. In lingua inglese, questo atteso YA sarà disponibile a partire da oggi (28 novembre 2023).

Come Publisher Weekly ci informa, H. E. Edgmon ha deciso di dedicare il suo romanzo (in una maniera che trovo mooooolto intrigante) a «Chiunque tema di essere il villain della sua stessa storia».

La storia ruota attorno alle avventure di Gem, un personaggio non-binary proveniente dal nostro tempo che, a un certo punto, scopre di essere la reincarnazione di un dio che appartiene a un altro mondo.

Una piccolissima avvertenza ai lettori di questo articolo: nella traduzione della sinossi che seguirà, farò del mio meglio per essere rispettosa dei pronomi. Tuttavia, non avendo letto il libro, sospetto che finirò comunque con il commettere qualche errore. Confida nella mia buona fede, se puoi, e accompagnami nella scoperta della trama di “Godly Heathens”! 🙂


“Godly Heathens”: la trama

Gem è un adolescente nonbinary che vive nella piccola cittadina di Gracie, in Georgia. I suoi pari tengono Gem in considerazione soprattutto per la sua capacità di provocare in loro un certo risveglio queer, e Gem fa molto conto sul proprio fascino per mascherare la baraonda di caos che avvolge, in realtà, la sua vita.

L’unica persona che conosce bene la sua situazione e le sue ansie è Enzo, un ragazzo trans che si trova a Brooklyn… praticamente, dall’altra parte del Sole, per quel che concerne Gem.

Eppure, perfino Enzo non sa nulla dei sogni di Gem, di quelle strane visioni di magia e violenza che l’affliggono. Sono sempre sembrate un po’ troppo reali, per i suoi gusti. Perciò, come diavolo fa Willa Mae Hardy, fra tutte le persone, a sapere di loro?

La strana ragazza, appena arrivata in città, si comporta come se lei e Gem fossero vecchi compagni, e sembra sapere cose che Gem non ha mai detto a nessun altro.

Quando una sconosciuta attacca Gem, annunciando di essere la Dea della Morte, Willa Mae salva la vita di Gem e comincia finalmente a offrire qualche risposta. Lei e Gem sono due divinità reincarnate, che si sono conosciute e amate attraverso innumerevoli vite precedenti. Gem, però – o, almeno, chi Gem era prima – non era esattamente la divinità più benevola che si possa immaginare.

I due si sono fatti una certa quantità di nemici nel pantheon degli dei. Creature che, al pari della Dea della Morte, adesso continueranno ad attaccare e attaccare…



Tutti i libri di H. E. Eddmon

Il sequel di “Godly Heathens” – nonché volume conclusivo della serie – si chiamerà “Merciless Saviors”. Il romanzo verrà pubblicato negli USA il 16 aprile 2024.

Questa uscita novembrina non rappresenterà la prima opera, in assoluto, di H. E. Edgmon. Infatti, suoi sono anche “The Witch King” e “The Fae Keeper”, usciti, rispettivamente, nel 2021 e nel 2022. La storia è quella del transgender Wyatt, stregone fidanzato (suo malgrado) con il principe fay Emyr North a causa di motivi politici. Se vuole sperare di salvare la sua comunità di streghe dalla rovina, a un certo punto Wyatt dovrà decidere quale sia la sua priorità: la sua gente, o la sua libertà.

A fine novembre uscirà, invece, il primo middle grade di H. E. Edgmon: il post-apocalittico “The Flicker”. La trama verterà intorno al viaggio di due sorellastre che, in seguito a un’eruzione solare che le ha lasciate entrambe orfane, si avventurano con il fratellino appena nato in un pericoloso viaggio alla ricerca della nonna di una di loro. Lungo la strada, incontreranno un altro gruppo di ragazzi smarriti e si imbatteranno in una sfilza di pericoli senza fine.

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La trilogia “Come Uccidono le Brave Ragazze” in volume unico, a partire da novembre 2023


come uccidono le brave ragazze - volume unico - trilogia completa

Il volume unico della trilogia “Come Uccidono le Brave Ragazze”, di Holly Jackson, arriverà in libreria a partire dal 28 novembre 2023.

Non dimenticare di segnare questa data in agenda: dopotutto, potrebbe trattarsi di una ghiottissima opportunità per recuperare un successo editoriale di portata clamorosa, senza per questo essere costretti a spendere un patrimonio!

La raccolta in volume unico sarà, ovviamente, proposta dalla casa editrice Rizzoli. Conterrà i romanzi “Come Uccidono le Brave Ragazze” e i suoi due sequel: “Brave Ragazze, Cattivo Sangue” e “Una Brava Ragazza è una Ragazza Morta”.


La trama

Tutti, a Fairview, conoscono la storia.

La bella e popolare Andie Bell è stata assassinata dal suo ragazzo, Sal Singh, che poi si è tolto la vita.

Fin da allora, la tragedia è stata al centro di ogni bisbigliata conversazione cittadina. E adesso, cinque anni più tardi, Pip riesce ancora a vedere gli strascichi che quell’incomprensibile atto di violenza ha lasciato su Fairview.

Eppure, Pip non riesce a scrollarsi di dosso la sensazione che, dietro la versione ufficiale degli eventi di quel giorno, si nasconda un mistero più grande. Magari è solo perché, da bambina, Pip conosceva Sal. Lo considerava uno dei ragazzi più gentili del mondo: com’è possibile che dietro quella facciata si nascondesse, in realtà, un assassino capace di una barbarie del genere?

Giunta all’ultimo anno di liceo, Pip decide di riesaminare il caso, chiuso da tempo, e di trasformarlo in un progetto speciale per il suo corso di studi. All’inizio, il suo unico obiettivo è quello di gettare un alone di dubbio sulle indagini originali. Tuttavia, presto Pip scopre una pista di oscuri segreti, brandelli di verità che potrebbero dimostrare l’innocenza di Sal… Ed è in quel momento che la linea fra passato e presente inizia a confondersi.

Perché c’è qualcuno, a Fairview, che non vuole permettere a Pip di continuare a scavare in cerca di risposte. E, adesso, la stessa vita della ragazza potrebbe essere in pericolo…



Il volume unico: “Come Uccidono le Brave Ragazze – la Trilogia Completa”

Se segui il blog da un po’, probabilmente sai già che mi considero una grande ammiratrice del lavoro di Holly Jackson. In modo particolare, ho amato la sua ri-definizione del sottogenere di “small town mistery” per ragazzi, i suoi intrecci psicologicamente complessi e la straordinaria protagonista a cui è stata in grado di infondere vita.

In effetti, la figura di Pippa Fitz-Amobi – un’effervescente e tenace detective amatoriale – rappresenta senz’altro il cuore pulsante dell’intera trilogia. Il suo tormentato percorso di formazione diventa, a poco a poco, il filo rosso che unisce gli insospettabili delitti in atto a Fairview, una tipica “città da cartolina” che nasconde parecchi scheletri nell’armadio.

Altra elemento che gioca a favore della trilogia “Come Uccidono le Brave Ragazze”: la capacità di queste storie di rendere il confine che separa il campo della narrativa per adulti da quella per ragazzi abbastanza sfumato da diventare, a poco a poco, quasi impercettibile.

E non si tratta nemmeno di un caso isolato: infatti, come è facile dedurre dalla mia recensione di “Five Survive”, anche il successivo thriller di Holly Jackson è riuscito a conquistarmi!

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“Dark Heir”: il secondo volume della serie “Dark Rise” di C. S. Pacat


dark heir - libro fantasy c s pacat - dark rise 2

Dark Heir”, il sequel del popolarissimo bestseller fantasy “Dark Rise”, uscirà il 14 novembre 2023. Ovviamente, mi sto riferendo all’edizione originale in lingua inglese del libro di C. S. Pacat; autrice nota in Italia soprattutto per la serie fantasy a tema LGBT “Il Principe Prigioniero”.

Nel primo capitolo della saga, il giovane protagonista, Will, e la sua cerchia di alleati sono riusciti a sopravvivere al primo assalto dell’Oscuro. Ma i nostri eroi devono ancora scoprire a quale terribile costo


“Dark Heir”: la trama

Una nuova minaccia sta per emergere dal passato e, ormai, è rimasto soltanto un pugno di eroi a combattere. Inseguiti dalle forze oscure, Will e i suoi alleati dovranno abbandonare la sicurezza della Hall e viaggiare verso il cuore del mondo antico; stringendo nuove, pericolose alleanze, e svelando alcuni scioccanti segreti del passato.

Ma Will si trascina dietro un segreto oscuro: la sua vera identità. Attratto dal bellissimo e letale James St. Clair, Will verrà risucchiato ancora più a fondo nella ragnatela del passato, e si ritroverà tentato dall’oscurità che si annida dentro di lui.

Mentre il mondo antico minaccia di tornare, riusciranno Will e i suoi amici a sconfiggere il loro fato? Oppure le verità che apprenderanno avranno il potere di distruggere definitivamente il loro mondo, una volta per tutte?



L’inizio dell’avventura: “Dark Rise”

Londra, diciannovesimo secolo. Il sedicenne Will è in fuga, braccato dagli uomini che hanno ucciso sua madre. Poi, un anziano servitore gli spiega che fa parte del suo destino combattere al fianco dei Custodi, che hanno giurato di proteggere l’umanità nel caso in cui il Re Oscuro dovesse tornare.

Will viene scaraventato in un mondo di magia, in cui inizia ad addestrarsi per svolgere un vitale ruolo di difesa all’interno dell’imminente battaglia contro le forze delle Tenebre.

Quando Londra verrà minacciata e antiche rivalità inizieranno a risvegliarsi, Will dovrà ergersi al fianco degli ultimi eroi della Luce per impedire che ciò che ha distrutto il loro mondo, abbia la possibilità di annientare anche il suo.

PS: Come forse saprai, in Italia “Dark Rise” è uscito nel mese di febbraio (2023) per la Mondadori, con traduzione di Claudia Milani.



Full disclosure..

In realtà, non ho (ancora) letto “Dark Rise”.

Difficile spiegare il perché. Probabilmente ha qualcosa a che fare con la mia scarsa propensione a leggere YA la cui quarta di copertina si affretta a tirare in ballo, senza andarci tanto già per il sottile, epiche battaglie fra Bene e Male. Fra l’altro, senza degnarsi di descrivere i personaggi principali, e concentrando piuttosto l’attenzione sui tremendi piani di conquista di un generico super-villain denominato “L’Oscuro Signore” (o una qualsiasi variazione sul tema).

Tuttavia, alcuni giorni fa mi è capitato di imbattermi in una particolare recensione di “Dark Rise” a cura di Natalie Zutter, pubblicata sul fantastico sito Tor.com. Benché l’autrice non si faccia problemi a mettere in luce una serie di difetti che, a suo dire, rendono la narrazione abbastanza letargica, devo ammettere di essere rimasta colpita da questa descrizione:

«Un portale in stile Narnia verso un interludio alla Hogwarts, che prepara per una profetica battaglia saltata direttamente fuori dalla Terra di Mezzo, dimostra le conflittuali tematiche al cuore di “Dark Rise”: o una nuova era incombe su di noi e i vecchi tempi sono finiti per sempre… oppure siamo condannati a ripetere gli stessi errori, ancora e ancora.»

Che è un po’ come dire: sì, certo, “Dark Rise” propone un plot e un’ambientazione dal taglio tradizionale (la Zutter sostiene di averci intravisto, addirittura, una serie di elementi ispirati al grande classico “L’Ultimo Unicorno” di Peter S Beagle, classe 1969)…

Senza mai dimenticare in che anno siamo, però! E, soprattutto, con quali genere di problematiche i nostri giovani lettori devono/dovranno avere continuamente a che fare!

Una prospettiva decisamente interessante, quindi… che la trama di “Dark Heir” manifesta già ogni intenzione di continuare ad approfondire!

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“Sisters of Sword and Shadow”: il retelling arturiano di Laura Bates


sisters of sword and shadow - laura bates

Fra le uscite in lingua inglese della settimana, segnaliamo l’edizione USA di “Sisters of Sword and Shadow”, un romanzo ispirato al ciclo arturiano scritto dall’autrice britannica Laura Bates.

Il libro – primo di una dilogia epic fantasy – si basa su una sorta di interessante scenario alla “What If?

Chissà cosa sarebbe successo, si chiede infatti la Bates, se i Cavalieri della Tavola Rotonda fossero stati donne?


“Sisters of Sword and Shadow”: la trama

Questo pomeriggio, la sorella più grande di Cass si sposerà. Presto, lo stesso succederà anche a lei. Finiranno per sempre i suoi giorni di libertà, trascorsi fra una scorribanda nei campi e con la costante rassicurazione della terra sotto le dita.

Così, quando una bellissima donna rivestita di cuoio cavalca verso di lei e si offre di portarla via, Cass non esita ad accettare la sua offerta.

La ragazza viene quindi introdotta presso la Sisterhood of Silk Knights – un gruppo di donne che si addestrano per combattere e raddrizzare i torti degli uomini.

Cass entra quindi nell’orbita di un mondo di antiche faide, gloriose battaglie e intrighi letali. Scoprirà presto di possedere un potere insospettabile, che potrebbe essere in grado di alterare per sempre il destino della sua sorellanza…



La Sorellanza della Spada e dell’Ombra

“Sisters of Sword and Shadow” è un romanzo YA scritto dalla scrittrice femminista Laura Bates.

Ques’ultima è stata già autrice di opere importanti, provocatorie e socialmente impegnate, quali i saggi “Men Who Hate Women” e “Fix the System, Not the Women”.

Oltre che per la sua produzione letteraria, la Bates è nota anche per la fondazione del sito “Everyday Sexism Project”, un portale che si propone di registrare testimonianze di sessismo e trattamenti ignobili di tutti i tipi subiti dalle donne provenienti da ogni angolo del globo.

In Italia, nel 2020 Rizzoli ha pubblicato il suo “Il Fuoco”, libro per ragazzi incentrato sull’odissea di una giovane donna in fuga dal passato e su un’insensata caccia alle streghe.

“Sisters of Sword and Shadow” segnerà la sua prima incursione ufficiale nel regno del fantasy storico.

In un’intervista rilasciata per il celebre quotidiano “The Guardian”, l’autrice ha spiegato di essersi tuffata nel genere perché «avvertiva il bisogno di prendersi una pausa dall’implacabile carosello di news orrende».

«Sentivo che molti dei miei lettori avevano la stessa esigenza, e che esiste un posto per un po’ di gioioso escapismo femminista, accanto al duro lavoro e all’attivismo. Durante l’infanzia, ero ossessionata dalle leggende arturiane. È stato così elettrizzante onorare la loro complessità ed esplorare i tipici legami di amicizia e lealtà – ma attraverso le donne, che spesso sono si presentano come stereotipi bi-dimensionali in quel tipo di leggenda».

Laura Bates
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“Nightbane”: la trama e la data d’uscita di “Lightlark 2”


nightbane - alex aster - lightlark 2

Nightbane”, il secondo volume della dilogia “Lightlark” di Alex Aster, esordisce oggi in lingua inglese (7 novembre 2023).

Riuscirà il romanzo, sequel di un libro romantasy che ha venduto benissimo all’estero e in Italia, a soddisfare le aspettative dei numerosi fan della saga?

Al momento, tutto ciò che sappiamo è che l’intricato mondo di Alex Aster continuerà a espandersi, spingendosi oltre il drammatico culmine dei giochi per il Centennale. Inoltre, la trama svelerà alcuni aspetti del passato di Isla, affondando sempre più nei suoi ricordi e proiettandola verso due possibili destini


“Nightbane”: la trama

Isla Crown è riuscita ad assicurarsi l’amore di due potenti sovrani e a spezzare le maledizioni che hanno tormentato i Sei Regni per secoli. Ma in pochi conoscono le vere origini dei suoi poteri.

Adesso, sulla scia di un devastante tradimento, Isla si ritrova affamata di distrazioni, e preferisce frequentare i luoghi di ritrovo di Lighlark dalla più dubbia (e seducente) reputazione, invece di abbracciare i suoi doveri di leader appena incoronata di due regni separati.

A peggiorare la situazione, gli altri sovrani, tutt’altro che disposti a concederle quietamente la vittoria, e coloro che non credono che Isla sia degna del potere che l’ascensione le ha guadagnato.

Mentre Lightlark sembra sempre più pronta a scagliarsi incontro alle braccia della morte e i segreti del passato cominciano a disvelarsi, Isla dovrà soppesare il senso di responsabilità nei confronti della sua gente contro i capricci del più pericoloso traditore di tutti: il suo stesso cuore.



“Nightbane”: quando esce in italiano “Lightlark 2”?

Non abbiamo ancora una data d’uscita per l’edizione italiana di “Nightbane”.

Come ricorderai, ti avevo proposto una recensione in anteprima di “Lighlark” alcuni mesi fa: un articolo in cui commentavo, fra l’altro, gli incresciosi episodi di review bombing che avevano accompagnato l’uscita del titolo negli USA, e tutte le polemiche che hanno scandito la prima fase della vita del romanzo.

L’edizione italiana di “Lightlark”, tradotta da Cecilia Pirovano, è uscita per la Sperling&Kupfer lo scorso maggio (2023). Se dovessi indossare i panni dell’indovina e azzardare una teoria (basata sul mio sesto senso, un pizzico di immaginazione e poco altro…), direi che la traduzione di “Nightbane” potrebbe raggiungere i nostri scaffali entro la tarda primavera/inizio estate 2024. Aggiornerò l’articolo non appena saranno disponibili notizie più certe.

Al momento, la Universal Pictures detiene i diritti per la realizzazione di un potenziale adattamento cinematografico/televisivo della storia di Isla Crown, una giovane donna costretta a partecipare a una letale competizione fra sovrani regnanti, nel tentativo disperato di salvare il suo regno da una tremenda maledizione.

Risucchiata dai giochi del Centennale, Isla troverà l’amore, metterà in gioco la sua stessa anima e scoprirà alcune pericolose rivelazioni riguardo al suo passato.

PS: ehi, sapevi che, su Audible, “Lightlark” ti aspetta già in formato audiolibro, narrato dalla bravissima Irene Giuliano? 😉


E tu? Hai già letto “Lightlark”?

Cosa pensi della cover e della trama di “Nightbane”? 🙂


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