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I libri fantasy da leggere se ti è piaciuto “Wicked”



Wicked: Parte Due sta per arrivare sul grande schermo, e con lui torneranno la magia, l’amicizia e l’oscurità che si nascondono dietro la leggenda di Oz. In attesa di questo sequel, ho pensato di condividere con te i titoli di alcuni dei romanzi che, secondo me, emanano più o meno le stesse vibes del primo film: storie di streghe e potere, di scelte difficili e destini intrecciati, di eroine imperfette e legami indissolubili.

Perciò, ecco qui i libri fantasy che dovresti leggere se ti è piaciuto Wicked: Part One!


I libri fantasy da leggere simili a Wicked

Le streghe in Eterno by Alix E. Harrow

libri simili a wicked - le streghe in eterno

Nel 1893, le streghe non esistono più. Un tempo, nei secoli oscuri e selvaggi prima dei roghi, erano reali, ma ora la stregoneria si è ridotta a semplici amuleti e filastrocche. Se una donna moderna desidera potere, deve cercarlo alle urne.

Quando le sorelle Eastwood – James Juniper, Agnes Amaranth e Beatrice Belladonna – si uniscono al movimento delle suffragette di New Salem, iniziano a riscoprire parole e pratiche dimenticate, capaci di trasformare la lotta per i diritti delle donne in un vero e proprio movimento di streghe. Inseguite da ombre oscure e minacciate da malattie, braccate da forze pronte a negare a una strega persino il diritto di voto – forse, persino il diritto di vivere – le sorelle dovranno risvegliare la magia più antica, stringere nuove alleanze e ricucire il loro legame per sopravvivere.

Perché le streghe adesso non esistono più. Ma esisteranno.

Questo straordinario, emozionante e ambizioso fantasy storico di Alix E. Harrow è tra i miei preferiti! Se le battaglie di Elphaba per una società più giusta ti hanno coinvolto, troverai in Juniper una nuova eroina da amare. Inoltre, il rapporto complesso e conflittuale tra le tre sorelle protagoniste cattura l’attenzione e rappresenta il vero cuore pulsante della storia… proprio come l’amicizia intensa e complicata tra Elphaba e Glinda!


Malice di Heather Walter

malice - heather walter - libri simili a wicked

C’era una volta una fata malvagia che, per vendetta, maledisse una stirpe di principesse, condannandole a morte certa. Una maledizione che solo il bacio del vero amore poteva spezzare.

Ti suona familiare, vero?
Il principe affascinante. Il lieto fine.

Che sciocchezza!

Lascia che ti dica una cosa: a Briar nessuno realmente si preoccupa delle principesse. Non come si preoccupano dei loro gioielli, delle feste sfarzose o degli elisir di bellezza. Nemmeno io pensavo importasse davvero.

Finché non ho incontrato lei.

La principessa Aurora. Ultima erede al trono di Briar. Gentile. Elegante. La futura regina di cui il regno ha bisogno. Eppure, non si lascia intimidire dal fatto che io sia Alyce, la Grazia Oscura, temuta e disprezzata per la misteriosa magia nera che scorre nelle mie vene. Umiliata e derisa dagli stessi nobili che mi pagano per creare maledizioni, poi mi chiamano mostro. Aurora dice che dovrei essere orgogliosa dei miei doni. Dice che… tiene a me. Anche se il mio potere ha causato la sua maledizione.

Ora, con meno di un anno prima che quella maledizione la uccida, ogni futuro che potrei immaginare insieme ad Aurora si sta sgretolando — e lei rifiuta di baciare un altro principe insipido. Voglio aiutarla. Se il mio potere ha scatenato la maledizione, forse è anche ciò che può spezzarla. Forse, insieme, potremmo creare un mondo nuovo.

Ancora una volta, sciocchezze. Perché sappiamo tutti come finiscono queste storie, no? Aurora è la bellissima principessa. E io—

Io sono la cattiva.

Il fantasy YA Malice è un retelling de La Bella Addormentata nel Bosco narrato dal punto di vista della presunta “strega cattiva“: una giovane donna dalla pelle verdognola che cresce in una società profondamente vuota e superficiale, ossessionata dall’apparenza fisica. In questo mondo, chi è diverso viene subito etichettato come malvagio.

Quando la perfida strega si innamora, ricambiata, della dolce e biondissima principessa del regno, ciò che sembrava solo esplosivo diventa semplicemente… catastrofico!


L’Accademia del Bene e del Male di Soman Chainani

l'accademia del bene e del male - soman chainani

Con le sue scarpette di cristallo e la sua dedizione alle buone azioni, Sophie è sicura di ottenere il massimo dei voti alla Scuola del Bene e di unirsi alle fila di ex studentesse come Cenerentola, Raperonzolo e Biancaneve. Nel frattempo, Agatha, con i suoi abiti neri e il suo inquietante gatto nero, sembra perfetta per i ruoli dei cattivi alla Scuola del Male.

Presto però le due ragazze scoprono che le loro vite sono capovolte: Sophie viene inviata alla Scuola del Male, dove deve affrontare corsi di Bruttificazione, Maledizioni di Morte e Addestramento da Scagnozzi, mentre Agatha si ritrova alla Scuola del Bene, immersa tra principi affascinanti e fanciulle eleganti per lezioni di Galateo Principesco e Comunicazione Animale.

E se questo errore fosse in realtà il primo passo per scoprire chi sono veramente Sophie e Agatha?

Se, a differenza di me, non sei una grande fan della Gelphie e vedi Elphaba e Glinda semplicemente come due ottime amiche, allora la serie di Soman Chainani potrebbe fare al caso tuo! L’Accademia del Bene e del Male è rivolta a un pubblico YA e cattura perfettamente le atmosfere vivaci e la colorata ambientazione “accademica” di Wicked – Part One.

Personalmente ho adorato soprattutto il primo volume e il divertente film di Paul Feig uscito su Netflix nel 2022. Il resto della serie, invece… Meh! Ma se hai amato profondamente Wicked, questo fantasy potrebbe fare al caso tuo…


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I 7 libri cozy fantasy del 2026 che non vedo l’ora di leggere


Il 2026 sarà un altro anno magico per gli amanti del cozy fantasy? Sembrerebbe proprio di sì!

Nuovi mondi incantati, streghe innamorate, librerie nascoste e tazze di tè pronte a confortarci dopo giornate caotiche: insomma, tutto ciò che amiamo di più sta per tornare fra le nostre pagine!

Non so tu, ma devo ammettere che, negli ultimi tempi, questo adorabile e coccoloso sottogenere è diventato uno dei miei preferiti. E siccome il 2026 porterà con sé tante nuove uscite che promettono di farci sorridere, sognare e (ovviamente) desiderare di aprire un piccolo caffè magico da qualche parte… ho raccolto qui i titoli che mi ispirano di più e che non vedo l’ora di leggere!

7 libri cozy fantasy che leggeremo nel 2026

Agnes Aubert’s Mystical Cat Shelter di Heather Fawcett

agnes aubert mystical cat shelter - libri cozy fantasy 2026

Dall’autrice di Emily Wilde e L’Enciclopedia delle Fate e La Mappa dell’Altrove di Emily Wilde! Agnes Aubert ama fare liste, una passione che l’ha sostenuta dopo la perdita del marito due anni fa. Ora, come fondatrice di un’organizzazione benefica per il salvataggio dei gatti, le sue abilità organizzative meticolose sono tutto ciò che tiene al sicuro i suoi amati felini – tra cui Sua Maestà Banshee e il dolce e anziano Thoreau – da ogni possibile disastro.

Quando Agnes è costretta a trasferire l’organizzazione, scopre presto che il nuovo negozio è solo una facciata: proprio sotto i suoi piedi si nasconde la tana di Havelock Renard, un uomo disorganizzato, egocentrico e irresistibilmente affascinante.

Havelock rappresenta tutto ciò che Agnes vuole evitare: caos, malizia e troppe avventure. Ma conoscendolo meglio, si rende conto che lui è molto più del mago oscuro delle leggende e forse anche lei è pronta ad accogliere un po’ di intrigo nella sua vita… e, forse, persino una storia d’amore. Dopotutto, le seconde possibilità non sono solo per i gatti salvati.

Data d’uscita: 17 febbraio 2026


Thistlemarsh di Andrea Corrigan

thistlemarsh - moorea corrigan

Dopo la Prima Guerra Mondiale, il mondo è un luogo privo di magia. Mouse Dunne sognava di diventare un’antropologa delle fate, ma un telegramma ha sconvolto la sua vita. Sulla Somme, il corpo di suo cugino Bertie è scomparso nel fango, e suo fratello Roger è tornato a casa segnato da un trauma devastante causato dai bombardamenti. E’ giunto il momento di abbandonare i sogni dell’infanzia.

Ma poi Mouse riceve la notizia che suo zio le ha lasciato Thistlemarsh Hall, una dimora fatiscente nella campagna inglese, un tempo benedetta dal Re delle Fate in persona. Ma c’è una condizione: se Mouse non riuscirà a ristrutturare la casa entro un mese, perderà l’eredità e ogni speranza di prendersi cura del fratello.

Sembra un compito impossibile, finché un misterioso fae non si presenta con una proposta. Mouse sa che non può fidarsi di un fae, soprattutto di uno così insopportabilmente bello e arrogante; del resto, non ha alternative. Nella casa si agitano forze magiche incontrollabili, e Mouse a poco a poco capisce che dovrà affrontare i fantasmi del suo passato… o rischiare di perdere tutto.

Data di uscita: 23 aprile 2026


Witch of the Shadow Wood di Tori Anne Martin

witch of the shadow wood

Quindici anni fa, il padre di una bambina la scambiò con la vecchia strega del bosco in cambio di un frammento di magia. Abbandonata dal fratello Hans, che le aveva promesso protezione, Greta impara ad accettare la sua nuova vita come apprendista della strega, trasformandosi in Miria.

Due anni fa, ha salvato una giovane donna smarrita nel bosco e se ne è innamorata.

Poco dopo, ha scoperto che quella donna è fidanzata, contro la sua volontà, con un uomo che, un tempo, è stato complice nello scambio della sua sorellina. Un uomo che ha usato la magia ottenuta dalla vita di Greta per donare ricchezza e potere incommensurabili alla sua famiglia, dimenticandosi completamente di lei.

Ora, la giovane strega sta per lasciare il bosco. Bloccherà il matrimonio, salverà la donna che ama e otterrà la sua vendetta.

Ma oltre il bosco, nulla è mai così semplice.

Data di uscita: 10 marzo 2026 (ma grazie a Netgalley, ho ottenuto un ARC: per cui, recensione del libro in arrivo ASAP!).


Sea of Charms di Sarah Beth Durst

sea of charms - libri cozy fantasy 2026

Nel 2026 arriva anche il nuovo cozy fantasy dell’autrice di The Spellshop! Marin ha sempre trovato il suo posto nel vasto mare blu. Quando l’uomo che credeva l’amore della sua vita ha complottato per distruggere l’attività dei suoi genitori, ha fatto ciò che il suo cuore conosceva meglio: fuggire in mare.

Ora, come corriere di provviste a bordo della sua barca, Marin naviga di isola in isola, consegnando ogni sorta di merci: lettere, farina, storie e persino qualche statua incantata. È una vita solitaria, ma è la sua. E può sempre contare sulla compagnia di Perri, il serpente di mare, e Ree il marinaio cespuglio: il miglior equipaggio che potesse desiderare.

Ma durante uno dei suoi viaggi di routine nella capitale dell’Impero delle Isole della Mezzaluna, Marin trova la città in fiamme e una rivoluzione in corso. Offre un passaggio a Dax, un amico compositore che si rifiuta di lasciare i suoi strumenti. Quello che inizia come un salvataggio si trasforma in un patto: Marin terrà Dax come membro (temporaneo) del suo equipaggio, se lui accetterà di fare il suo finto fidanzato alla Festa di Fine Raccolto a casa.

Contro ogni previsione, Marin si ritrova affascinata dalla sua testardaggine, dalla passione per le storie e dal sorriso irresistibile, e capisce che forse non è lei che lo sta salvando. Magari, è l’esatto contrario…

Data di uscita: 28 luglio 2026

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“The Keeper of Magical Things”: la recensione del libro cozy fantasy di Julie Leong


the keeper of magical things - recensione - cozy fantasy - julie leong

Se pensi che The Spellshop di Sarah Beth Durst e Legends and Lattes siano due fra i migliori libri cozy fantasy mai scritti, bè… preparati a lasciarti incantare da The Keeper of Magical Things di Julie Leong!

In realtà, avevo già letto (e amato) il suo dolcissimo The Teller of Small Fortune; un libro meraviglioso che, purtroppo, non ha ricevuto nemmeno metà del successo che meritava. Probabilmente perché, a differenza di The Keeper of Magical Things, che vanta una meravigliosa love story, il precedente romanzo dell’autrice era completamente privo di elementi romance.

Questo nuovo romanzo, invece, ha tutti gli ingredienti necessari a conquistare le fan del genere, a partire da un’incantevole ambientazione che ricorda un po’ la Unseen University di Terry Pratchett e un irriverente companion gatto-drago dalle ali di pipistrello…


La trama

Certainty Bulrush desidera solo essere d’aiuto: alla Gilda dei Maghi che l’ha accolta come novizia, al fratellino che dipende da lei per iniziare il suo costoso apprendistato, e a chiunque altro ne abbia bisogno. Purtroppo, la sua debole magia non si è mai dimostrata davvero utile a nessuno.

Si è sempre sentita indegna e inadeguata. Così, quando le si presenta l’opportunità di guadagnarsi il rango di maga attraverso un incarico dalla natura apparentemente semplice, non se la lascia certo sfuggire. Non importa se dovrà collaborare con la Maga Aurelia… una donna bellissima e brillante, ambiziosa quanto abile nell’allontanare chiunque le stia intorno.

Le due devono trasportare una collezione di artefatti magici di poco conto in un luogo sicuro: la meta prescelta è Shpelling, il villaggio più tranquillo e meno magico dei dintorni. Qui, dovranno sistemare un vecchio magazzino, separare le teiere pettegole dalle spade fiammeggianti, accudire un piccolo gatto-drago ribelle che si è unito alla loro squadra e, soprattutto, evitare qualsiasi complicazione. Il fragile rapporto tra la Gilda e gli abitanti del villaggio, infatti, è a un punto critico, e l’ultima cosa di cui i maghi hanno bisogno è un incidente magico.

Tuttavia, a mano a mano che Cert e Aurelia cominciano ad avvicinarsi, si rendono conto che l’unico modo per assicurarsi che la magia sia veramente d’aiuto alla comunità è imparare a… condividerla.


The Keeper Magical Things: la recensione del libro di Julie Leong

Contro il capitalismo, e le dure leggi del marketing

In realtà, poco fa ho menzionato Baldree e Sarah Beth Durst, ma The Keeper of Magical Things racchiude anche numerosi elementi che lo avvicinano a due altri cozy fantasy che io, ad eempio, adoro con tutto il cuore: L’Enciclopedia delle Fate di Emily Wilde e La Guardiana delle Fenici di S. A. Maclean.

Più che del classico trope “grumpy x sunshine“, qui parliamo di un’avvincente variazione del tipo “sunshine x ice queen“. Posso garantirti che il banter tra l’estroversa novizia Certainty e la talentuosa maga Aurelia è assolutamente all’altezza, se non superiore, a quello tra Emily e Wendell! Il loro slowburn è una lenta danza e, da un punto di vista personale, ho apprezzato ogni singolo battibecco e battuta salace.

Ho anche adorato le vibes della storia e, soprattutto, ho percepito un profondo senso di calore nel bellissimo messaggio che trasmette: Julie Leong, con i suoi libri apparentemente semplici e accoglienti, lancia una sfida al sistema capitalistico e alle sue consolidate dinamiche di profitto e ascesa sociale.

Già solo nella dedica, scrive “kind is great enough“, suscitando in chi legge un forte desiderio di ricevere un abbraccio dai suoi personaggi; in particolare, forse, da Aurelia, che nel corso del romanzo compie un percorso di crescita straordinario e impara a valorizzare le piccole gioie della vita, al di sopra di tutte quelle trivialità venali che la nostra società continua a idolatrare (una carica prestigiosa, ricchezza sfrenata, ecc.), anche quando ormai sappiamo bene che sono proprio queste cose a spingerci sempre più sull’orlo del baratro.

Come tornare a connettersi con la propria comunità, e… con la propria magia interiore!

Se un editore avrà mai il coraggio di portare in Italia una piccola gemma come questa, prometto solennemente che ne acquisterò tre copie!

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“The Honey Witch”: la recensione del cozy fantasy di Sydney J. Shields


the honey witch recensione - miele e cenere - sydney j shields

La recensione di The Honey Witch: Miele e Cenere promette di regalare una meravigliosa esplosione di dolcezza e romanticismo tra queste righe!

Se anche tu hai sempre sognato di allevare api e usare il loro miele per creare pozioni arcobaleno e lanciare incantesimi d’amore, direi che il libro di Sydney J. Shields è esattamente quello che fa per te.

A patto di amare le streghe, le ambientazioni in stile Regency e il trope del grumpyXsunshine, ovviamente!

Ma diciamoci la verità…

Chi potrebbe resistere a una fusione perfetta di questi tre elementi? 😉


La trama

Marigold Claude, ventunenne inquieta, non si è mai sentita davvero parte del mondo in cui è cresciuta. Ha sempre trovato più conforto nella compagnia degli spiriti della brughiera che in quella dei corteggiatori e degli ospiti ai balli, obblighi sociali a cui è costretta a partecipare nella speranza di assicurarsi un buon matrimonio.

Così, quando sua nonna si presenta alla sua porta e le offre l’occasione di diventare la prossima strega dell’isola di Innisfree – la famigerata e rispettata Strega del Miele – Marigold accetta senza esitare. Anche se la sua nuova magia e l’indipendenza appena acquisita comportano un prezzo da pagare: una terribile maledizione di famiglia, secondo la quale nessuno potrà mai innamorarsi della Strega del Miele.

Ma quando Lottie Burke, una brontolona notoriamente scettica di Innisfree, le annuncia di non credere nella magia, Marigold non riesce a resistere alla tentazione di dimostrarle che si sbaglia di grosso: i suoi poteri sono reali!

Eppure, quella che inizia come una sfida si trasforma, a poco a poco, in qualcosa di più. Finché Marigold non si accorge di provare per Lottie dei sentimenti che non è in grado di controllare.

Così, quando una magia oscura si risveglia nella foresta e minaccia di distruggere la sua casa, Marigold deve imparare a lottare con tutta se stessa per proteggere le cose – e la persona – che ama. A rischio di perdere la sua magia e, forse, il suo stesso cuore.


The Honey Witch: la recensione

Il cozy romantasy di cui avevo bisogno

Il libro d’esordio di Sydney J. Shields ha fatto parte della mia wishlist fin dal giorno in cui è stato annunciato. E questo, nonostante l’opera sia stata spesso definita come una sorta di punto di incontro fra Amori e Incantesimi e Bridgerton – due titoli che, lo ammetto, non occupano alcun posto speciale nel mio cuore.

Eppure, che posso dirti? Sarà stato merito delle incantevoli cozy vibes evocate della cover, oppure della promessa di un grande, struggente amore saffico suggerita dalla sinossi… Sta di fatto che Il titolo The Honey Witch, per me, è sempre stato sinonimo di hype pazzesco!

A lettura ultimata, posso confermarti che si tratta di un libro adorabile e veramente dolcissimo. La prima parte del romanzo si concentra più sul viaggio interiore di Marigold, sulla sua costante sensazione di essere “diversa” da tutti gli altri esponenti del suo ambiente, nonché sul suo bellissimo rapporto con la nonna, una combattiva ed energica strega solitaria.

Lottie entra in scena soltanto parecchi capitoli più tardi. Eppure, bisogna dire che, grazie alla sua personalità dirompente (e alla sua indole simpaticamente arcigna!) la nostra ragazza dai capelli rossi riesce subito a guadagnarsi il nostro affetto.

Anche perché l’alchimia con Marigold è innegabili, tant’è che i loro bisticci/goffi tentativi di attirare l’attenzione l’una dell’altra si rivelano sempre molto teneri e divertenti…

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5 nuovissimi retelling di “Biancaneve (2025)


Quanti retelling di “Biancanevehai letto finora? Se sei un amante del genere fantasy da qualche tempo e le vibes in stile “dark forest” hanno sempre avuto un posto speciale all’interno del tuo cuore, è probabile che la risposta sia… più di uno!

Ma non è difficile capire perché questa fiaba continui a ispirare autori di ogni angolo del mondo: il fascino di “Biancaneve” è intramontabile. Ancora oggi, infatti questa storia rimane una delle fiabe tradizionali più oscure, controverse e amate di sempre.

Eppure, “Biancaneve” può essere molto di più di una semplice fanciulla in pericolo. Ad esempio, potrebbe essere una regina potente, una strega misteriosa, o persino una maestra nell’arte dei veleni! Negli ultimi anni, gli autori di retelling hanno rivoluzionato questa fiaba, trasformandola in qualcosa di nuovo e inaspettato, regalandoci versioni originali e fuori dagli schemi di un racconto che conosciamo praticamente da sempre.

Non sorprende, quindi, che anche la Disney abbia deciso di rinnovare la sua “Snow White“, affidando il ruolo principale del nuovo live action a Rachel Zegler, che per l’occasione interpreterà una Biancaneve diversa: non una principessa in attesa di essere salvata, ma una leader determinata a forgiare il proprio destino.

Un po’ come le eroine dei cinque, nuovissimi retelling di “Biancaneve” che sto per mostrarti in questo articolo…


5 nuovissimi retelling della fiaba di “Biancaneve”: “The Wildest Things” di Andrea Hannah

5 nuovi retelling di biancaneve - the wildest thing

In questo retelling di “Biancaneve“, se Snow vuole salvare il suo regno da una terribile Piaga, dovrà uccidere la figlia della Regina Cattiva. Cosa che riuscirà a fare soltanto se… non si innamora di lei prima!

Quando la sua bara di vetro si rompe inaspettatamente, Biancaneve si sveglia e quello che trova… non è assolutamente un sogno a occhi aperti. La terra, infatti, sta marcendo. Gli animali sono mutati. Nei vent’anni trascorsi da quando Biancaneve ha morso la mela avvelenata, il regno di Roanfrost si è trasformato da una terra lussureggiante a un incubo devastato dalla Piaga. Alla ricerca di risposte e di un modo per riportare il suo regno al suo antico splendore, Biancaneve si imbarca in un pericoloso viaggio che metterà alla prova tutte le sue capacità.

Gli amici diventeranno nemici. Si formeranno nuove alleanze. Soprattutto, la Regina dalle labbra rosso sangue non si fermerà davanti a nulla. pur impossessarsi del suo potere… e del suo cuore.

Se Snow vuole avere una possibilità di sopravvivere e ripristinare non solo il suo regno, ma tutta Garedenne, la sua unica opzione è diventare la Custode delle Stagioni e accedere alla magia che guarirà la Piaga. Ma il percorso per diventare la Custode delle Stagioni è più insidioso di quanto avrebbe mai potuto immaginare, perché le creature selvagge si sono risvegliate e gli impulsi più oscuri di Snow desiderano ardentemente liberarle.

L’edizione in lingua originale inglese di “The Wild Things” è già disponibile su Amazon.


Hemlock & Silver” di T. Kingfisher

Se non sei nuovo da queste parti, probabilmente sai già che nutro la massima fiducia nelle capacità di T. Kingfisher di trasformare una “vecchia” fiaba classica in un nuovo capolavoro del fantasy moderno. Se, invece, questo è il tuo primo rodeo… Ti rimando direttamente alle recensioni di “Nettle and Bone: Come Uccidere Un Principe e “A Sorceress Comes To Call“!

Ah, di recente ho aggiunto anche la recensione di Hemlock & Silver“, ovviamente! ;D

La guaritrice Anja beve regolarmente veleno.

Non per morire, ma per salvare, cercando cure per coloro a cui tutti gli altri hanno rinunciato.

Ma una convocazione del Re interrompe la sua vita tranquilla e ossessionata dalle erbe. Sua figlia, Snow, sta morendo e lui spera che i metodi poco ortodossi di Anja possano salvarla.

Aiutata da una guardia taciturna, un gatto narcisista e una passione per il metodo scientifico, Anja si precipita a curare Snow, ma niente sembra funzionare. Cioè, finché non trova un mondo segreto, nascosto dentro uno specchio magico. Questo regno oscuro potrebbe contenere la chiave di ciò che sta facendo ammalare Snow.

Oppure, chissà… Potrebbe essere la cosa che li uccide tutti.

Sarà possibile acquistare la bellissima edizione in lingua originale inglese del romantasy “Hemlock & Silver” su Amazon, a partire dal 19 agosto 2025.


The Crimson Crown” di Heather Walter

the crimson crown - retelling nuovi di biancaneve

Questo è sicuramente un retelling di “Biancaneve” un po’ atipico. Nel senso che a Heather Walter – già autrice di “Malice” e “Misrule“, retelling della fiaba della Bella Addormentata nel Bosco – piace evidentemente scrivere origin story incentrate sui villain, e “The Crimson Crown” – con il suo focus sulla Regina Cattiva di Biancaneve – non costituisce certo un’eccezione a questa passione!

Ayleth è una giovane strega che vive nella foresta con la sua congrega. Le streghe praticano la loro magia in segreto, nascondendosi dal Re Bianco e dalla sua brutale guerra contro la stregoneria.

Ayleth, tuttavia, deve affrontare una guerra tutta sua. I suoi doni magici devono ancora rivelarsi e, mentre la minaccia dei Cacciatori Reali si intensifica, Ayleth teme di non diventare mai la strega di cui la sua congrega ha bisogno.

Per dimostrare il suo valore, Ayleth intraprende una pericolosa ricerca che la porta al Palazzo Bianco, un mondo decadente di drammi e inganni. Lì, Ayleth incontra una figura improbabile del suo passato: Jacquetta, una strega che un tempo aveva il cuore di Ayleth… e che pure l’ha tradita.

Mentre gli eventi a palazzo si intensificano, Ayleth si ritrova intrappolata nella rete del Re Bianco, il cui oscuro carisma è pericoloso quanto la forza sinistra che sembra infestare il palazzo. Con la minaccia incombente di poter essere esposte, Ayleth e Jacquetta dovranno mettere da parte le ferite del loro passato e imparare a lavorare insieme per sopravvivere.

L’edizione in lingua originale inglese di “The Crimson Crown“, primo volume di una nuova dilogia, ti sta già aspettando su Amazon.


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“A Sorceress Comes To Call”: la recensione della fiaba dark di T. Kingfisher


a sorceress comes to call recensione - t kingfisher

A Sorceress Comes To Call” è recentemente entrato nella rosa dei finalisti per il prestigioso Premio Nebula 2025.

Una candidatura che non potrei sostenere con maggiore entusiasmo: anche in questa occasione, infatti, T. Kingfisher si conferma come un’autrice capace di reinventare storie classiche con una maestria rara, dando vita a retelling coinvolgenti e suggestivi che incantano per originalità, fascino e sense of wonder.

La trama di “A Sorceress Comes To Call” prende ispirazione dalla fiaba dei fratelli Grimm “La Piccola Guardiana di Oche“. Ancora una volta, Kingfisher rielabora il materiale di partenza con il suo tocco unico, mescolando sapientemente ironia, tinte oscure e una straordinaria introspezione psicologica… Il tutto, ovviamente, riletto in una chiave moderna sinistra, quanto irresistibile.


La trama

Cordelia sa che sua madre è insolita. Nella loro casa non sono ammesse porte chiuse, o segreti.

A Cordelia non è permesso avere nemmeno un amico. A meno che non si conti Falada, il bellissimo cavallo bianco di sua madre. L’unico momento in cui Cordelia si sente veramente libera è durante le sue passeggiate quotidiane con lui.

Ma più di qualche stranezza contraddistingue sua madre. Altri genitori non possono costringere le loro figlie a stare in silenzio e immobili, obbedienti, per ore o giorni interi. Altre madri non sono… streghe.

Evelyn non permetterà mai a Cordelia di allontanarsi da lei o di avere una vita tutta sua. Ha deciso, forse ancora prima che la figlia nascesse, che Cordelia sarebbe stato il suo biglietto per l’alta società. Prima di trovare un marito ricco e altolocato per la ragazza, però, l’incantatrice progetta di accalappiare a sua volta un buon partito.

Il che vuol dire una cosa sola: nel reame c’è una sfortunata famiglia che sta per ricevere la visita di una strega cattiva molto, molto determinata…

E che possa Iddio avere pietà della loro anima.


A Sorceress Comes to Call“: la recensione

Rispetto a “Nettle and Bone: Come Uccidere un Principe“, “A Sorceress Comes to Call” presenta un ritmo più riflessivo e una narrazione dalle tonalità leggermente più “serie”. Tuttavia, è importante interpretare quest’ultima definizione con cautela: T. Kingfisher, dopotutto, riesce a calibrare il suo inconfondibile umorismo macabro in base alle circostanze, mantenendo sempre la capacità di regalare un sorriso anche nei momenti più intensi e drammatici.

Tra i principali punti di forza di questo romanzo possiamo sicuramente includere:

  • Un cast di personaggi stratosferici, che include due protagoniste d’eccezione, una villain basata su una magistrale rielaborazione dell’archetipo della “Madre Soffocante” (di cui abbiamo già parlato), e tantissimi, memorabili sideckick appartenenti ad ambo le fazioni;
  • Un‘ambientazione suggestiva e ricca di dettagli, a metà strada fra fantasy of manners, fiaba dark e gothic fantasy;
  • Una valanga di dialoghi brillanti e ricchi di verve, che non rischiano di scontentare un fan di autori come Jane Austen o Terry Pratchett…

La fredda banalità del Male, e l’irresistibile bizzarria del Bene

T. Kingfisher è nota per la sua capacità di esplorare il lato più inquietante delle fiabe. La sua penna, infatti, è in grado di esaltare l’oscurità già insita in queste storie tradizionali e di conferire loro una sfumatura di attualità che rende le sue opere particolarmente vivide e significative dal punto di vista del pubblico moderno.

In “A Sorceress Comes to Call“, le protagoniste sono Cordelia, la quattordicenne figlia di una strega malvagia, e Hester, una gentildonna nubile di mezza età con una peculiare passione per l’allevamento di oche.

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“Come Conquistare Una Strega”: la recensione del paranormal di Tiana Warner


come conquistare una strega recensione - tiana warner

Come Conquistare una Strega (titolo italiano di How To Flirt With a Witch) è il libro che ci insegna a flirtare con una strega…

Un’operazione piuttosto facile, in realtà: basta trasferirsi a Vancouver, adottare un gatto stregato e dimostrare di saper percepire le maledizioni che pendono su parecchi oggetti inquietanti sparpagliati ai quattro angoli della città.

Questo, almeno, è il metodo collaudato e garantito da Katie, la protagonista del nuovo paranormal romance di Tiana Warner uscito in Italia a fine aprile 2025…


La trama

Da quando ha iniziato l’università a Vancouver, la più grande preoccupazione di Katie è stata quella di trovare il suo posto e riuscire a inserirsi nella vita frenetica di questa grande città.

Almeno fino a quando non le è capitato di adottare una gattina afflitta da una terribile maledizione.

La sua sventita la porta a incontrare Natalie, una bellissima “veterinaria” che, in realtà, è una strega. Il vero compito di Natalie, infatti, è assicurarsi che la magia oscura resti sempre sotto controllo. Di regola, i comuni mortali non dovrebbero immischiarsi negli affari delle streghe. Salta fuori, però, che Katie possiede l’inspiegabile dono di percepire le maledizioni.

Quando viene introdotta in una congrega super-segreta di streghe e in un pericoloso mondo di incantesimi letali, Katie è determinata a usare le suo doti speciali per aiutare Natalie a svolgere meglio il suo lavoro. Natalie, dal canto suo, desidera soltanto tenere Katie al sicuro.

Ma anche la sinistra famiglia Madsen si sta dando da fare per scovare la magia proibita, e i suoi membri faranno qualsiasi cosa, pur di mettere le mani su questo ambito serbatoio di potere allo stato grezzo.

Mentre lavorano insieme per tenere il mondo al sicuro delle maledizioni e dall’avidità dei Madsen, Katie e Natalie si scoprono legate da un’attrazione proibita, tanto intensa quanto impossibile da ignorare…


Come Conquistare Una Strega: la recensione

Non mi capita spesso di leggere titoli autopubblicati e messi a disposizione sul Kindle Unlimited.

Non certo per una questione di spocchia o pregiudizi personali: è solo che le uscite “tradizionali” si rivelano sempre così golose e variegate (tenendo da conto sia quelle in italiano, sia quelle in lingua inglese…) che già così, a livello mensile, a malapena mi resta il tempo di mandare giù qualche fumetto e una decina di film. Se cominciassi a spulciare il catalogo del Kindle Unlimited su base regolare, so già che impazzirei nel (vano) tentativo di seguire tutto…

E’ dai tempi dell’uscita di Ice Massacre, però, che il nome di Tiana Warner non è più uscito dai miei radar. E l’idea di leggere un paranormal a tema “sapphic” mi ispirava un sacco, così… Alla fine, non ci ho pensato più di tanto e ho semplicemente acquistato la mia bella copia di How To Flirt With a Witch!

Il romanzo segna l’inizio di una nuova serie, a metà strada fra action e romance. Il subplot romantico, infatti, ha sicuramente un’importanza centrale, ma non totalizzante: la trama risulta piuttosto articolata e ricca di inventiva, oltre che contrassegnata da una vivida mitologia e scandita da tantissimi colpi di scena


Da Annabelle a Jurassic World

Il taglio cinematografico di Come Conquistare Una Strega rappresenta, del resto, una delle qualità inconfutabili del romanzo di Tiana Warner.

Già primo capitolo si apre con una buffissima scena in stile campy horror; il resto del plot balza agevolmente da una suggestione filmica all’altra, citando i cult Buffy: L’Ammazzavampiri e Underworld, ma anche i franchise Annabelle, Piccoli Brividi e Jurassic Park. L’effetto raggiunge il suo picco durante la prima parte del romanzo, secondo me, e poi un nuovo apice nel corso dell’adrenalinico, divertentissimo finale.

Come Conquistare Una Strega è, chiaramente, quel genere di libro che divori quando sei a caccia di un po’ di sano intrattenimento a buon mercato; la stessa ragione che ti induce a guardare show tipo The Vampire’s Diary o Supernatural. Chiaramente, non è che puoi aspettarti dei personaggi particolarmente sfaccettati dal punto di vista psicologico, o un senso dell’umorismo super-sofisticato. Ti andrebbero di traverso i popcorn… e chissà, magari anche il resto della serata!

Ma la Warner scrive veramente bene! Tant’è che, in questo suo nuovo lavoro, riesce a sfruttare questa sua insolita padronanza tecnica per regalarci una voce narrante coinvolgente e un plot che riesce a giocare piacevolmente con tutte le principali convenzioni del genere…

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“Daughter Of The Bone Forest”: la recensione del romantasy di Jasmine Skye


Daughter of the Bone Forest recensione - Jasmine Skye

Non si sta parlando neanche remotamente abbastanza di “Daughter Of The Bone Forest” di Jasmine Skye, e nulla mi toglierà mai dalla mente questa semplice verità.

Eppure, nonostante si tratti di un romanzo d’esordio, ti assicuro che il primo volume della dilogia “Witch Hall” si è rivelato davvero buono: avvincente, scorrevole, ravvivato da tematiche interessanti e corredato da un sistema magico che rispetta ogni singola Regola della Magia di Brandon Sanderson.

Come potrebbe – e, soprattutto, perché mai dovrebbe – un affezionato lettore di YA commettere l’errore di non aggiungere questo titolo in wish-list?

Certo, a patto di amare gli animali. E il trope dell’accademia magica. E l’estetica della “dark forest“. Ma siamo onesti… chi è che non stravede per queste cose? ;D


La trama

Rosy è un famiglio delle ossa, dotata del potere di trasformarsi in animale. Trascorre la maggior parte dei suoi giorni all’interno della Foresta delle Ossa, prendendosi cura di sua nonna, una veterana dell’esercito che tende a sprofondare spesso in uno stato aggressivo e ferale.

La nonna ha insegnato a Rosy che nascondere l’entità dei suoi poteri è l’unico modo per restare al sicuro e assicurarsi di evitare la coscrizione nell’esercito del Re delle Streghe. E Rosy è fin troppo felice di compiacere la nonna… almeno fino a quando la Principessa Shaw, unica figlia ed erede del Re, non si reca in visita nella Foresta.

Non appena Rosy salva la vita di Shaw, la principessa – una potente necromante – le offre la possibilità di frequentare la prestigiosa Witch Hall, una scuola di magia riservata all’istruzione delle streghe e dei loro famigli.

Nonostante si trovi a diffidare delle reali intenzioni di Shaw, Rosy non riesce a resistere alla tentazione offerta da un’opportunità del genere: dopotutto, a Witch Hall potrebbe essere disponibile l’unica cura esistente contro gli episodi maniacali di sua nonna…

Tuttavia, una volta giunta all’accademia, Rosy si ritrova invischiata in giochi politici che non è in grado di comprendere. Shaw vorrebbe che la ragazza entrasse a far parte del suo entourage, o addirittura che si legasse a lei, diventando il suo famiglio e accettando di vivere e combattere al suo fianco per il resto delle loro vite.

Ma, con la minaccia di una guerra sanguinaria all’orizzonte, Rosy desidera soltanto tenersi fuori dai guai fino al giorno del diploma e trovare un modo per salvare sua nonna. Tuttavia, neppure lei può negare la crescente attrazione che prova per Shaw, o la rassicurante sensazione di calore che la magia della necromante riesce a risvegliare in lei…


“Daughter Of The Bone Forest”: la recensione

Il romanzo di Jasmine Skye va a collocarsi felicemente all’interno di molti dei nuovi trend dominanti in materia di romantasy. La sovrapposizione fra i due generi (fantasy e romance) si dimostra pienamente efficace e più che palese, dal momento che la relazione fra Rosy e Shaw (che sarà, a quanto pare, la protagonista assoluta del secondo tomo della dilogia, “Daughter of the Cursed Kingdom“…) rappresenta il cuore pulsante della narrazione.

Tuttavia, non si può negare che il “retroterra” di “Daughter Of The Bone Forest” affondi le sue radici in alcuni elementi strettamente legati al genere del fantasy classico. Tanto per cominciare, fra le sue pagine non è possibile rinvenire traccia di tutti quei contenuti sessuali espliciti che, nell’era del BookTook post-Cinquanta Sfumature di Grigio, sembrano andare tanto per la maggiore.

L’autrice predilige, semmai, giocarsi la carta dell’affinità e della compatibilità caratteriale, offrendo ai lettori il ritratto di una relazione tormentata da mille sfumature emotive e contrastata da ostacoli esterni e interni di ogni tipo.

Nel procedere su questa strada, calca la mano sulla componente avventurosa e lavora tantissimo sul worldbuilding e sul sistema magico, attualizzando la maggior parte dei tropes legati alla narrativa fantastica di stampo “tradizionale” (non per niente, Jasmine Sky cita Tamora Pierce e Robin McKinley fra le sue autrici del cuore…) ed evocando un mondo che, pur rifiutando con forza di aderire a qualsiasi forma di razzismo, misoginia o eteronormatività, le permette comunque di esplorare le universali tematiche del pregiudizio, del classismo, dell’attivismo e dell’eterna lotta del Bene contro il Male.


Una variante intrigante sul tema dei “soulmates”…

Bisognerebbe assolutamente inventare un nome per l’alternativa saffica al trope dell’“he fells first“…

Ad ogni modo, sappi che, in “Daughter Of The Bone Forest”, è Shaw, la principessa necromante, a innamorarsi per prima di Rosy, questa simpatica e rubizza “horse girl” cresciuta in un ranch e capace di trasformarsi nel più protettivo e feroce dei lupo stregati.

L’arco trasformativo di Rosy non mi ha convinto proprio al 100%, perché… Bè, senti, sono la prima a sostenere la necessità di lasciar commettere una carovana di errori a un personaggio, prima di permettergli di imparare la lezione. Ma esiste un limite oltre al quale a qualsiasi lettore viene spontaneo farsi domande circa le facoltà cognitive dell’eroe/eroina in questione… potrebbe essere meglio, per un autore, non arrischiarsi a superare quel confine.

Ho apprezzato molto, in ogni caso, la caratterizzazione di Rosy, estremamente vivida e dotata di una concretezza rarissima da trovare all’interno di un romanzo fantasy. Ancora di più mi è piaciuta l’idea di creare un mondo tutto organizzato attorno a questi simbiotici (e viscerali) legami fra strega e famiglio, che vanno un po’ a sostituire/integrarsi con il classico trope dei “soulmates” predestinati.

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“Wicked: Parte 1”: la recensione del film che riscrive la storia delle streghe di Oz


wicked parte 1 recensione

Ho visto il film musical sulla strega verde e mi è piaciuto un sacco: questa è la frase che incarna, in soldoni, tutta l’essenza della mia recensione di “Wicked: Parte 1”!

Prima di andare avanti a leggere l’articolo, ti invito a tenere conto di due semplici fatti:

1) L’autrice di questo articolo, una millenial palesemente disadattata, adora andare a vedere i musical al cinema e ha fatto in modo di non perdersene uno dai tempi dell’uscita del “Moulin Rouge!”. Ciononostante, ci tengo a precisare che non ho mai assistito a uno spettacolo dal vivo e che le mie competenze musicali equivalgono a quelle di un ragazzino delle medie alle prese con la sua prima lezione di flauto…

2) Non mi è mai andato particolarmente a genio il libro di Gregory Maguire a cui “Wicked” è ispirato. Probabilmente perché si tratta di uno scritto che si legge, più che come un romanzo vero e proprio, come una graffiante satira politica e un arguto commentario sociale.

Per fortuna, alla resa dei conti, l’affinità fra il libro e il film si rivela abbastanza marginale… Perciò, se ti aspetti un adattamento fedele (o se, dopo aver adorato questa prima parte della storia di Elphaba e Galinda in versione cinematografica, ti è venuta una mezza tentazione di acquistare lo splendido volume targato Mondadori…) tieni conto delle debite differenze e non rischierai di imbatterti in qualche (evitabilissima) delusione.


Di cosa parla “Wicked: Parte 1”?

La versione cinematografica di “Wicked”, al pari della sua controparte teatrale, si concentra sulla complessa storia d’amicizia, complicità e rivalità fra le due streghe di Oz Elphaba (Cynthia Erivo) e Galinda (Ariana Grande).

In particolare, questo primo film segue gli anni giovanili della loro formazione e i loro studi presso la prestigiosa accademia di magia Shiz.

A causa di un momento di disattenzione da parte di sua madre, Elphaba, la futura Strega dell’Ovest, nasce con la pelle verde e un destino che sembra già segnato da pregiudizio, oscurità e miseria. Tuttavia, nel momento in cui la stimatissima Madame Morrible (Michelle Yeoh) si rende conto dello straordinario potenziale magico di Elphaba, la ragazza viene caldamente invitata a iscriversi alla Shiz e a coltivare il suo talento verso le complesse arti stregonesche.

Nel giro di poco tempo, la sua indole introversa e anticonformista la renderà un facile bersaglio per lo scherno dei compagni.

Tuttavia, grazie all’incontro/scontro con l’eterea e popolare Galinda (la futura “Strega Buona” del mondo di Oz…), la vita della solitaria Elpheba andrà incontro a una svolta imprevista…


“Wicked: Parte 1” – la recensione

Hai presente quando si parla di quei rari momenti-cardine nella vita di ciascuno di noi?

Uno di quei cinque o sei eventi di natura straordinaria, attorno ai quali il resto della nostra esistenza e della nostra personalità sono destinate a strutturarsi?

Ecco. Per le protagoniste di “Wicked: Prima Parte”, uno di questi “perni” coincide senz’altro con l’incontro fra Elphaba e Galinda. Un “meet-cute che rappresenta, ovviamente, soltanto il primo beat dello sfiziosissimo trope “Golden Retriever X Black Cat“; un pattern che la sceneggiatura porta avanti, con deliberata consapevolezza e il pieno supporto del suo cast artistico, fino al commovente finale, passando per l’emotivamente carico midpoint (l’iconica scena del ballo).

Non c’è bisogno che sia io a dirtelo: nulla di tutto questo sarebbe stato possibile, se le due attrici protagoniste non avessero dimostrate di essere praticamente nate per questi due ruoli. O se Erivo e Grande non avessero instaurato una chimica incredibile sul set di “Wicked”, riuscendo ad armonizzare le loro voci e le loro interpretazioni in maniera strepitosa.

In effetti, attraverso lo schermo, hai l’impressione di riuscire a cogliere l’immenso livello di devozione riversaton all’interno di questo progetto non soltanto da loro, ma anche da parte degli altri attori e del cast tecnico.

Il risultato, magnetico e coinvolgente, è un blockbuster che riesce a tenerti incollato alla poltrona per centossessanta minuti e a lasciarti senza fiato, soprattutto al cospetto dell’inevitabile cliffhanger di fine prima parte…


Una possibilità di volare

Se hai un’indole giocosa, una vivida immaginazione e un grande amore per la musica, non puoi rischiare di perderti “Wicked: Parte 1” sul grande schermo.

Questo film è una festa sensoriale, una spettacolare ostentazione di sinergia, passione e talento, amalgamate insieme a creare un’esplosione di movimento, suono e colori. Un grande, irresistibile “giocattolone” concepito per emozionare e divertire. Ma anche un tripudio di effetti speciali, coreografie pazzesche e scenografie eccentriche, che rischiano di passare in secondo piano soltanto perché, fortunatamente, la colonna sonora si rivela all’altezza delle aspettative e la storia cattura alla perfezione.

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“Agatha All Along”: la recensione della serie tv Marvel che ha (finalmente!) riportato le streghe in tv


Agatha all along banner

Da quanto tempo stavo aspettando di pubblicare la recensione di “Agatha All Along”?

Quasi un mese, ormai. Mi sono ufficialmente trasformata nella proverbiale tizia incaricata di chiudere la parata; e c’è da dire che, nel caso specifico in questione, mi rammarico del ritardo addirittura più del solito.

Anche perché ti assicuro che ho seguito fedelmente, ogni settimana, gli episodi rilasciati su Disney+. Anzi… La verità è che mi sono ritrovata a fagocitarli, in preda a un considerevole livello di adorazione!

E… sì, lo so: dal mio punto di vista personale, pare abbastanza chiaro che “Agatha All Along” poteva soltanto ambire diventare LA serie Marvel per antonomasia. La prima e unica pensata, scritta a interpretata avendo la sottoscritta come rappresentante del proprio pubblico ideale, anziché il classico trentenne maschio che va a letto indossando i boxer di Spider-Man e sognando di avere il savoir faire di Iron-Man (ehi, guarda che non sto mica criticando, eh? Sarà dal 2019 che vado a dormire ogni sera indossando la mia t-shirt viola di Captain Marvel…).

Voglio dire, quando gli ingredienti di uno show televisivo sono:

  • una squinternata congrega di streghe;
  • delle irresistibili vibes in stile “Hocus Pocus”;
  • una protagonista moralmente ambigua, trickster e queer;
  • un pizzico di sapphic yearning;
  • Kathryn Hahn + Aubrey Plaza = ♥…

… come diavolo puoi spettarti di piazzare me davanti al televisore e non fare centro?

Eh, già. La cosa che mi ha intrippato di più, però? Una volta tanto, ho potuto condividere il mio entusiasmo per qualcosa di eccentrico, ben fatto e diverso con il resto del grande pubblico…


Di cosa parla “Agatha All Along”?

“Agatha All Along” è uno spin-off della monumentale miniserie “WandaVision“, a sua volta disponibile sulla piattaforma streaming Disney+.

Dopo la partenza di Wanda (Elizabeth Olsen) da Westview, la strega Agatha è rimasta in città, prigioniera di un incantesimo dalle condizioni alquanto peculiari.

Agatha ha perso buona parte della sua magia. Non ha memoria del suo passato e si crogiola in una lunga serie di allucinazioni derivate dalla sua vasta conoscenza di telefilm polizieschi e/o a sfondo procedurale (qualcuno ha detto “Mare of Easttown“, per caso?).

Tuttavia, l’arrivo di una vecchia nemesi e di un misterioso ragazzino la spingeranno a formare una nuova congrega e a imbarcarsi in una lunga e pericolosa quest per la riconquista dei suoi poteri…


Giù, giù, giù per la Strada della Strega…

Prima di “Agatha All Along”, diciamo che non avevo proprio litigato con il MCU. Ma quasi.

Non mi è piaciuto il modo in cui hanno gestito la metà dei progetti post-Endgame. E sì, sto deliberatamente includendo nella lista il simpatico “The Marvels“: perché, anche se l’ho trovato divertente, piacevolmente fresco e genericamente ca**one, sappiamo tutti che il film avrebbe potuto ambire a rappresentare l’inizio di qualcosa di grande, anziché accontentarsi di incarnare una momentanea parentesi di leggerezza e demenzialità.

Miss Marvel“, dal canto suo, rappresenta forse un’iniezione di contagioso ottimismo multiculturale; ma la forzata giovialità di “She-Hulk” risulta deprimente persino per una millenial abituata agli exploit di “Ally McBeal”, mentre “Moon Knight” ha segnato la più importante scoperta contro l’insonnia dai tempi della creazione del Valium.

Di “Quantumania“, onestamente, mi rifiuto anche soltanto di parlare.

Insomma, ultimamente era andata così.

E poi, d’un tratto, dal nulla, eccoti arrivare una piccola bomba del calibro di “Agatha All Along”. Con la sua sceneggiatura brillante e i suoi dialoghi esilaranti, i suoi personaggi larger-than-life e il suo tormentone autunnale degno della Digital Song Chart Record…

Pronta a dimostrare, semmai ce ne fosse stato bisogno, che i troll della domenica sera non hanno mai capito una cippa. Non è del ritorno trionfale di quel bolso di Robert Downey Jr. nei panni del Doctor Doom, che il MCU ha bisogno; né di qualsiasi altro patetico stunt pubblicitario dello stesso tipo.

E’ soltanto di buone storie, che noi fan di vecchia data abbiamo bisogno. Di tematiche universali, scene d’azione che non siano lì soltanto per fare “boom” e “bang” , e di archetipi in grado di risuonare con i nostri con i nostri sogni, le nostre paure e le nostre esperienze.

E, soprattutto, di registi e sceneggiatori che, come Jac Schaeffer e la sua squadra, dimostrino una grande consapevolezza di quelle che sono le aspettative del pubblico e delle varie potenzialità espressive in dotazione ai loro medium…


Chi non risica, non rosica?

Da questo punto di vista, “Agatha All Along” ha rappresentato, forse, una scommessa rischiosa per la Marvel. Lo testimoniano il budget moderato, e la lunga serie di flop che ha preceduto il debutto dei suoi primi episodi.

Eppure, a mio avviso, la scarsità di fondi (relativamente parlando, si capisce…) in realtà ha soltanto giocato a favore dello show, perché ha costretto la showrunner a concentrarsi su ciò che conta davvero: un buon uso delle tecniche di storytelling, un intreccio in grado di stimolare le capacità deduttive dello spettatore, e un cast di attori che sembrano praticamente nati per interpretare i ruoli assegnati loro in questa serie!

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