Archivi tag: film

Da “Vicious” a “M3GAN 2.0”, 5 film horror che ho recuperato in tv a inizio ottobre


Vicious: I tre doni del Male

Sai che, nonostante le sue imperfezioni, il film Vicious: I tre doni del male si è rivelata una piacevole sorpresa? In un’ora e quaranta, Dakota Fanning mette su un one woman show davvero niente male: la sua interpretazione ti tiene incollata allo schermo e ti fa alzare le palpitazioni, nonostante la premessa assurda da cui parte la trama e tutti i jumpscares da due soldi che costellano buona parte della pellicola…

Il concept di Vicious, per chi non lo sapesse, richiama in parte quello del film The Box, ma viene rielaborato in modo più originale e intrigante, con qualche contaminazione da “curse horror” più recenti tipo Smile o It Follows. Questo fa sì che la visione si trasformi in un’esperienza molto più claustrofobica e bizzarra, naturalmente…

Ma, a dire il vero, ciò che ho apprezzato maggiormente è stato il modo in cui l’opera di Bryan Bertino rappresenta il disturbo d’ansia: vale a dire, non soltanto come un aspetto della personalità della protagonista, un quirk o un tratto bizzarro da superare, ma come questa sorta di forza catastrofica, apparentemente onnipotente, che è in grado di stravolgere completamente la percezione della realtà di chi ne soffre.

Anche il finale, che potrebbe apparire sibillino a una prima lettura, mi è sembrato sorprendentemente positivo e intelligente. Soprattutto perché si tratta di una chiusura che lascia spazio all’interpretazione, sì, ma in realtà ha un significato molto forte: a volte, lasciare che i cattivi pensieri ti scorrano nella testa senza toccarti (e, soprattutto, senza reagire) è davvero l’unico modo per uscire dal tunnel…

I libri che ti consiglio di leggere se ti è piaciuto Vicious:

Diavola di Jennifer Thorne oppure La Scatola dei Bottoni di Gwendy di Stephen King e Richard Chizmar.


Until Dawn: Fino all’alba

until dawn fino all'alba - film

Per quanto io possa amare l’applicazione del trope del loop temporale al genere slasher, non posso fare a meno di domandarmi che senso abbia alterare così profondamente il plot di un videogioco di successo, quando il tuo obiettivo ultimo è comunque quello di ricavarne un film così sciatto e pieno di cliché…

Magari i fan più appassionati del survival horror in chiave teen saranno in grado di apprezzare alcuni aspetti di questa pellicola, diretta dallo stesso David F. Sandberg di Annabelle: Creation (e se non è un avvertimento questo…). In Until Dawn, alcune morti sono rese in maniera spettacolare e la trama si rivela abbastanza semplice da seguire. A patto, ovviamente, di accettare fin da subito che nessuno degli eventi in scena avrà un senso, e che la spiegazione dietro ai numerosi fenomeni sovrannaturali in atto è la prima cosa che verrebbe in mente a uno studente alle prese con il suo primo mese di corso di sceneggiatura.

Personalmente, ho odiato ogni singolo personaggio (ma proprio al punto che schioccavo la lingua in preda alla delusione ogni volta che uno di loro tornava in vita!) e credo fermamente che il direttore del casting, chiunque lui/lei sia, meriti una bella ramanzina per aver preso alcune delle peggiori decisioni nella storia dell’horror.

Insomma, fra tutti gli adattamenti di videogiochi che mi vengono in mente… Bè, diciamo che forse Until Down non è abbastanza cringe da riuscire a battersela con altri “capolavori” del genere quali Borderlands o Five Night’s at Freddie. Eppure riesce, secondo me, ad annoiare il pubblico addirittura più di entrambi…

I libri che ti consiglio di leggere se ti è piaciuto Until Dawn: Fino all’alba:

How to Survive Your Murder di Danielle Valentine o Le Sette Morti di Evelyn Hardcastle di Stuart Turton.


Final Destination: Bloodlines

final destination bloodlines

Esattamente come nel caso di Vicious: I tre doni del male, devo dire che non mi aspettavo moltissimo dal nuovo capitolo della saga Final Destination… E invece ho cambiato rapidamente idea!

Fin dalla sua scena d’apertura carica di adrenalina, Bloodlines dimostra che questo franchise potrebbe avere ancora molto da offrire ai suoi fan, regalando brividi intensi e un alto livello di intrattenimento, proprio come è successo con Scream.

La sceneggiatura del film si distingue per la sua straordinaria creatività, e non solo per la sua capacità di orchestrare una serie di dipartite esponenzialmente più brillanti e cruente. I registi Zach Lipovsky e Adam Stein riescono a catturare in maniera magistrale l’essenza del primo Final Destination – un film che ormai è riuscito a imporsi con prepotenza all’interno dell’immaginario pop dei millenial – rielaborandola in modo tale da renderla appetitosa non soltanto per gli appassionati storici della saga, ma anche per le nuove generazioni.

Un obiettivo che, chiaramente, viene facilitato dalla stessa natura del franchise: la paura della Morte, con il suo manto carico di potenziali fatalità e la sua falce rapida, indiscriminata e implacabile, rappresenta probabilmente la fobia più universale e trasversale che sia mai esistita…

Tuttavia, il rischio che questo nuovo film precipitasse nella banalità o, peggio ancora, in una sorta di autoreferenzialità forzata, era davvero molto alto. Bloodlines supera questi ostacoli in maniera brillante, e si candida a diventare una delle visioni più gustose di questo Halloween!

I libri che ti consiglio di leggere se ti è piaciuto Final Destination: Bloodlines:

My Heart is a Chainsaw di Stephen Graham Jones o Il Tristo Mietitore di Terry Pratchett

Continua a leggere

Da “Wednesday S2” a “Drop: Accetta o Rifiuta”: 5 cose che ho recuperato in tv all’inizio di settembre 2025


Wednesday (Stagione 2)

wednesday 2 - recensione

Netflix ci ha fatto aspettare tre anni per otto episodi, ma ne è davvero valsa la pena: la seconda stagione di Wednesday è un trionfo! Una di quelle ottime serie per ragazzi che puoi guardare anche da adulto perché è davvero irresistibile e divertente, ben lontana dal solito fuoco di paglia fatto di adolescenti che si ubriacano e strombazzano in giro.

Ancora una volta la produzione è riuscita a valorizzate gli elementi tipici del dark academia, introducendo tanti personaggi nuovi e affascinanti. A prescindere dai grandi nomi coinvolti, come Lady Gaga, Steve Buscemi, Thandiwe Newton, Billie Piper ecc., ho amato in modo particolare la new entry Agnes (Evie Templeton), che fra l’altro mi ha aiutato a superare il forte shock causato dall’atteggiamento inqualificabile di Enid nei primi quattro episodi.

Fortunatamente, l’evoluzione del personaggio di Emma Myers (Come Uccidono le Brave Ragazze) trova finalmente senso nell’ultima parte di questa seconda stagione di Wednesday. Speriamo che, nella terza, gli sceneggiatori abbandonino una volta per tutte queste inutili complicazioni sentimentali a base di triangoli e bellocci senza personalità (che, in ogni caso, non hanno mai fatto parte dell’universo della famiglia Addams).

Per il resto, Jenna Ortega è una Mercoledì sempre più iconica, senza dubbio la degna erede spirituale di Christina Ricci. Nell’episodio sei, uno dei più esilaranti di questa seconda stagione, il suo talento emerge in modo straordinario, anche perché la sua improvvisa esplosione di energia travolgente ti lascia davvero senza parole.

Apprezzatissimo anche l’ampliamento del ruolo di Morticia (Catherine Zeta-Jones) e l’approfondimento del suo complicato rapporto con la figlia. Non vedo l’ora di scoprire di più sul conto di Ophelia, ma soprattutto… deve assolutamente tornare la Weems di Gwendoline Christie! <3

I libri che ti consiglio di leggere se ti è piaciuto Wednesday S2:

Gli Incubi di Hazel di Leander Deeny, A Deadly Education di Naomi Novik o Gideon la Nina di Tamsyn Muir. Se ti piacciono i Marvel comics, potresti dare anche un’occhiata alla simpaticissima serie House of Harkness, disponibile su Marvel Unlimited.


Lilo & Stitch

Ogni volta che la Disney annuncia un remake in live action, faccio fatica a comprenderne il senso. L’unica eccezione è Lilo & Stitch: per qualche motivo, l’idea di questo adattamento con attori in carne e ossa, con l’ausilio di CGI, mi ha sempre entusiasmata. Non sono andata al cinema a vederlo soltanto perché temevo l’inevitabile affollamento di bambini esuberanti e genitori chiacchieroni. Ma adesso che ho potuto recuperarlo su Disney+, posso confermare di averlo trovato un adorabile mix di simpatia e tenerezza!

Ciò che mi ha colpito di più è il modo in cui il film riesce a rimanere fedele allo spirito del classico originale, pur assumendosi il coraggio di rielaborare alcuni aspetti della trama e di approfondire la caratterizzazione di Lilo (Maia Kealoha) e Nani (Sydney Elizebeth Agudong).

Ogni singola scelta di casting si è rivelata azzeccata e la sceneggiatura riesce a trasmettere il messaggio più importante – ohana – nel modo più caloroso e commovente possibile.

Quindi, per una volta, possiamo gridarlo dall’alto dei tetti: ben fatto, Disney! Così si aggiorna un classico…

I libri che ti consiglio di leggere se ti è piaciuto il film Lilo & Stitch:

Qualcuno in cui Fare il Nido di John Wiswell oppure La Casa Sotto il Cielo Stellato di Sangu Mandanna.


Babygirl

babygirl film

Passare da Lilo & Stitch a Wednesday 2 a Babygirl richiede una considerevole capacità di saltare di palo in frasca, lo so…

Eppure, come avrai notato, sono una spettatrice abbastanza onnivora, e qualsiasi genere è potenzialmente in grado di attirare il mio interesse.

Di Babygirl si è discusso molto al momento dell’uscita in sala. La trama, però, non mi convinceva: il tema della crisi matrimoniale borghese sembra essere diventatata un’ossessione abituale nella filmografia di Nicole Kidman. Trovo piuttosto deprimente che Hollywood continui a imprigionare una delle attrici più talentuose della sua generazione in questi ruoli ricorrenti: i soliti panni della donna ricca e insoddisfatta che cerca di nascondere le sue frustrazioni esistenziali (o sessuali, come in questo caso) dietro una staccionata bianca.

Continua a leggere

Da “Thunderbolts” a “Death of a Unicorn”: 5 film che ho recuperato in tv questa settimana


Thunderbolts (aka New Avengers)

Thunderbolts film

Per la prima volta dopo tanti anni ho saltato un’uscita Marvel al cinema. Stavolta è toccato a Thunderbolts subire il peso della mia stanchezza da cinecomic; e, a posteriori, ammetto che mi dispiace un sacco, perché il film di Jake Schreier è davvero notevole e Florence Pugh è senza dubbio una delle mie attrici emergenti preferite.

Ma l’unico progetto della Fase 5 che avevo amato davvero, fino a questo punto, era stato Agatha All Along. E il film Black Widow avrà sempre un posto speciale all’interno del mio cuore, ma all’inizio non ero sicura che, senza il supporto della sua indimenticabile sorella maggiore, il personaggio di Yelena sarebbe stato abbastanza forte da giustificare la creazione di un team completamente nuovo.

Per farla breve: mi sbagliavo! Thunderbolts è un film costruito e realizzato benissimo, uno dei primi titoli Marvel a trattare con sensibilità un tema complesso come la depressione e i disturbi dell’umore. Il villain del film, Sentry (interpretato da Lewis Pullman, che ci aveva già conquistati in Lezioni di Chimica), non è il solito malvagio interdimensionale deciso a conquistare il Multiverso senza motivo. Invece, è un uomo profondamente solo e spezzato, che alla fine necessita di più aiuto di tutti gli abitanti di New York messi insieme.

Non sorprende affatto che il suo vuoto interiore rispecchi quello che Ylena prova dopo la perdita di Natasha. Quando la solitudine ti avvolge, dopotutto, è come se i tuoi peggiori errori tornassero a sfilarti continuamente davanti agli occhi. Un’infinita parata di fantasmi pronti a tormentarti…

Per fortuna, nella maggior parte dei casi, un improbabile team di supereroi (i tuoi amici) si mobilita immediatamente per venire a ripescarti dal baratro, qualunque cosa accada.

Un leitmotiv con cui chiunque di noi, indipendentemente dall’età, dal sesso o dall’orientamento personale, potrà immedesimarsi. Ed ecco perché Thunderbolts riesce a compiere ciò che nessun altro film di questa Fase ha saputo fare: raggiungere il cuore dello spettatore…

I libri che ti consiglio di leggere se ti è piaciuto Thunderbolts:

Long Live Evil di Sarah Rees Brennan e I Malefici Sette di Cameron Johnson.


Sinners – I Peccatori

sinners - i peccatori - film

Dal Tramonto all’Alba in versione black movie, ambientato negli anni Trenta e arrichito da una superlativa colonna sonora.

Perfetto per chi ama i folk horror e i film d’azione in cui il protagonista macho si aggira di qua e di là, sterminando il Male in canottiera. Un po’ meno per chi tiene alle sottigliezze e alla coerenza narrativa.

Mi è piaciuto, ma, a dire il vero, mi guardo bene dal gridare al miracolo. Ho amato soprattutto soprattutto l’estetica suggestiva di alcune scene visivamente spettacolari, come quelle in cui il menestrello Remnick incanta i suoi seguaci attorno al falò nei campi. Ma ho apprezzato anche l’umorismo tagliente delle battute in stile Jordan Peele e la possibilità di rivedere Hailee Steinfeld, che adoro dai tempi di Dickinson e non vedo l’ora di ritrovare nei panni di Kate Bishop (per ricollegarci anche a Thunderbolts di cui abbiamo parlato poco fa).

I libri che ti consiglio di leggere se ti è piaciuto Sinners:

sicuramente Le Calde Mani degli Spiriti di Katherine Arden. Ma anche Where Shadows Meet di Patrice Caldwell e Bury Our Bones in the Midnight Soil di Victoria Schwab.


Anora

anora - film

Iniziamo con una piccola confessione: Anora era un film che non mi attirava nemmeno lontanamente. La prima volta che ho visto il trailer, in sala, poco prima dell’inizio dei titoli di testa di Heretic (se ricordo bene), ho pensato soltanto: “Mio Dio, che caos di stereotipi e personaggi demenziali è mai questo?”.

Poi Mikey Madison ha vinto l’Oscar, sottraendo l’ambita statuetta a Demi Moore (e The Substance è davvero un signor film, ragazzi!), mentre Anora ha addirittura sbaragliato la concorrenza nella categoria “Miglior film”.

Così, questa settimana ho finalmente deciso di recuperarlo. E, al termine della visione, il mio pensiero è stato esattamente: “Mio Dio, che caos di stereotipi e personaggi demenziali è mai questo?“.

Continua a leggere

“Fear Street: Prom Queen”: la recensione del film horror targato Netflix


fear street prom queen recensione - film horror netflix

Scrivere una recensione di Fear Street – Prom Queen vuol dire, prima di tutto, confrontarsi con una domanda amletica: quanto è brutto, da uno a dieci, questo ennesimo slasher prodotto e distribuito da Netflix?

Il mio parere personale? Il film di Matt Palmer raggiunge il punteggio massimo nei campi dell’inutilità, della mancanza di ispirazione e della sciatteria. Essendo una grande fan della trilogia cinematografica “originale” di Fear Street, devo ammettere che questa critica mi pesa in modo particolare.

Ma quando ti trovi davanti a un pasticcio del genere, diventa davvero difficile giustificare un’assenza di idee così plateale; senza contare la mediocrità del cast e l’incredibile banalità della sceneggiatura…


Di cosa parla Prom Queen?

Il quarto capitolo del franchise Fear Street, ambientato nel 1988, segue l’aspirante reginetta del ballo Lori (India Fowler), una liceale tormentata da uno scabroso passato. Lori è sempre stata un’emarginata, ignorata da tutti tranne che da Megan (Suzanna Son), la sua inseparabile amica del cuore goth.

Lori si iscrive alla competizione con la speranza di riscattare il proprio nome e conquistare Tyler (David Iacono), il belloccio dagli occhi tristi di cui è sempre stata innamorata.

Ma la nostra eroina sta per scoprire che il ballo dell’ultimo anno è un affare che gli studenti e il corpo insegnante della scuola superiore di Shadyside prendono piuttosto sul serio.

Così, quando un assassino mascherato comincia a eliminare le concorrenti al prestigioso titolo di reginetta, Lori e Megan si troveranno ad affrontare una minaccia ben più pericolosa delle prepotenze della perfida Tiffany (Fina Strazza) e della sua banda di bulle…


Prom Queen: la recensione del quarto film della serie Fear Street

Lo spauracchio e le reginette del ballo

Essere magnanimi significa essere disposti a riconoscere che la seconda parte di Prom Queen funziona (anche se solo un po’) meglio della prima. Tuttavia, ammetto di aver faticato ad arrivare a questa conclusione : per quanto possa apprezzare i b-movie, i teen-slasher e le numerose assurdità scaturite dalla fervida immaginazione di R. L. Stine, non credo si possa fare a meno di storcere il naso di fronte all’invasione di cliché che infarcisce la sceneggiatura dl film di Matt Palmer, o trattenersi dall’alzare gli occhi al cielo al cospetto dell’estrema prevedibilità di buona parte dei suoi twist.

Guardare Prom Queen, in un certo senso, ti fa pensare a Mean Girls (mi riferisco al cult originale del 2004, ovviamente…), più che a Carrie o a So Cosa Hai Fatto. La differenza sta nel fatto che le battute non fanno ridere, e la totale mancanza di originalità delle scene rischia di trascinarti in uno stato di torpore assoluto.

Continua a leggere

9 film simili a “Un Piccolo Favore” da recuperare in streaming


Trovare film simili o affini a Un Piccolo Favore non è la cosa più semplice del mondo, perché il thriller psicologico di Paul Feig ha una personalità molto forte e delle vibes piuttosto inconfondibili.

Tuttavia, all’interno di ciascuno dei titoli che sto per consigliarti, riconoscerai degli elementi che richiamano alcune delle caratteristiche principali di Un Piccolo Favore e del suo divertente sequel (ti ho proposto la recensione di Un Altro Piccolo Favore soltanto pochi giorni fa, ricordi?).

Perciò, che si tratti di un’amicizia tossica ma-inossidabile, delle disavventure di una spericolata antieroina disposta a tutto pur di raggiungere i suoi obiettivi, o di un avvincente mistero hitchcockiano da svelare a colpi di rivelazioni al vetriolo… preparati: il colpo di scena sbalorditivo è sempre dietro l’angolo!


9 film thriller simili a Un Piccolo Favore

I Care a Lot

film simili a un piccolo favore - i care a lot

Una tutrice legale corrotta, che ha l’abitudine di svuotare i risparmi degli anziani che assiste, si trova di fronte a una sfida inaspettata nel momento in cui incontra una donna, apparentemente intenzionata a truffarla, che si rivela molto più astuta e pericolosa di quanto sembri.

Per citare Screen Rant, esattamente come in Un Piccolo Favore, la protagonista di I Care a Lot è un personaggio che farebbe qualsiasi cosa pur di mantenere il suo status. Il film di J. Blakeson si divertente a sbeffeggiare lo spettatore mentre denuncia le magagne del sistema di assistenza americano (e non), proponendoci il duello senza esclusioni di colpi fra Maria (interpretata da una squisita, sgradevolissima e biondissima Rosamund Pike), la pensionata senza famiglia Jennifer (Dianne West) e il figlio mafioso di quest’ultima, Roman (Peter Dinklage).

Divertente e godibile, il film inciampa un po’ nel finale… Ma lascia il pubblico in preda a un’apprezzabile sensazione di (divertito) stordimento e dolceamara complicità.


Saltburn

Proseguiamo la nostra carrellata di film simili a Un Piccolo Favore parlando di un titolo che mette al centro un altro rapporto d’amicizia ambiguo, tossico e disturbante.

Ambientato a Oxford e nel Northamptonshire, la chiacchieratissima opera di Emerald Fennell segue la storia di uno studente di Oxford che sviluppa un’ossessione per un compagno di studi popolare e aristocratico, il quale lo invita poi a trascorrere l’estate nella tenuta della sua eccentrica famiglia.

Ricchissima di scene iconiche e indifferente alla prospettiva di ogni possibile controversia, la sceneggiatura di Saltburn brilla soprattutto per i suoi dialoghi sferzanti e per la sbalorditiva interpretazione di Barry Keoghan, qui nei panni di un novello Mr Ripley dall’ammaliante potere mimetico.

Da non perdere!


The Wasp

Carla, incinta di sette mesi e madre di quattro figli avuti da padri diversi, lavora come cassiera a Bath, in Inghilterra. Un giorno riceve un messaggio da Heather, sua migliore amica ai tempi della scuola, con cui non aveva più avuto contatti da anni. Heather, che ha provato senza successo a rimanere incinta insieme al marito Simon, chiede a Carla un favore inquietante: eliminare Simon, convinta che questi la tradisca…

Il thriller psicologico The Wasp, basato su uno spettacolo teatrale di Morgan Lloyd Malcom, si avvale delle preziose interpretazioni di Naomi Harris e Natalie Dormer. Essendo un film ricco di colpi di scena e momenti sorprendenti, il modo migliore per apprezzarlo appieno è iniziare la visione avendo familiarità soltanto con quegli elementi davvero essenziali della sua trama imprevedibile.

Se pensi che il rapporto fra le due protagoniste di Un Piccolo Favore si trovi a un solo passo dall’abuso psicologico e che la Emily di Blake Lively sia una bulla fatta e finita, bè… Tu aspetta di conoscere Carla e Heather!


Eileen

film simili a un piccolo favore - eileen

In Massachusetts, nel 1964, un’eccentrica guardia carceraria di nome Eileen si divide fra le responsabilità di una vita lavorativa monotona e degradante e la cura del padre, un ex-capo della polizia alcolizzato e sempre pronto a sfogare le sue paranoie su di lei.

Un giorno, però, al penitenziario arriva una giovane psicologa di nome Rebecca che, con i suoi modi da femme fatale raffinata ed elegante, cattura immediatamente l’immaginazione di Eileen e riesce a sedurla. Nessuna delle due, però, può immaginare l’entità delle conseguenze che questo incontro travolgente scatenerà…

Sardonico e riflessivo, il thriller psicologico Eileen ipnotizza lo spettatore grazie alle interpretazioni magnetiche di Anne Heathway e Thomasine McKenzie, ai suoi ritmi dilatati e alla sua fotografia patinata, esteticamente immersiva e coinvolgente… per poi spezzare la trance con un twist finale folgorante, scagliando chi guarda in un limbo di dubbi, catarsi e suspense mozzafiato!


Continua a leggere

“Un Altro Piccolo Favore”: la recensione del film con Blake Lively e Anna Kendrick


 un altro piccolo favore recensione - prime video

Scrivere e pubblicare la recensione di Un Altro Piccolo Favore vuol dire, per prima cosa, riconoscere il mio profondo affetto per la filmografia di Paul Feig.

Un regista veterano di commedie “ibride” che, pur non avendo ancora girato capolavori assoluti della settima arte, ha dimostrato, nel tempo, di poter conquistare il pubblico con la sua firma inconfondibile: un mix di humor dissacrante, una notevole capacità di orchestrare la messa in scena e una sensibilità particolare per la psicologia femminile.

Da questo punto di vista, Un Altro Piccolo Favore, sequel dell’adattamento del bestseller di Darcey Bell, non rischia assolutamente di deludere le aspettative. Ami il carismatico duo formato da Blake Lively e Anna Kendrick? Vai pazza per l’esplosiva dinamica fra i loro personaggi, fatta di battibecchi graffianti e una “strana” tensione che sembra alimentare ogni loro bisticcio e conversazione?

Non perderti questo film su Prime Video, allora. E preparati a fare una bella scorpacciata di gag irresistibili, misteri inspiegabili e glamour a volontà…


Di cosa parla Un Altro Piccolo Favore?

Stephanie (Kendrick) ha pubblicato un libro tru-crime ispirato alle sue passate vicende con Emily (Lively). Tuttavia, il successo previsto dagli editori tarda a materializzarsi, lasciandola alle prese con la difficoltà di conciliare la cura del figlio e la gestione del suo vlog dedicato alle mamme appassionate di misteri.

Un giorno, però, Emily fa irruzione nel corso della presentazione della sua opera e si prepara a mandare di nuovo a gambe all’aria la vita della sua ex-migliore amica: Emily, infatti, annuncia di essere sul punto di convolare a nozze con Dante Versano (Michele Morrone), un aitante milionario italiano.

Emily vuole che Stephanie sia la sua damigella d’onore e che la segua immediatamente sull’isola di Capri, nello splendido resort turistico in cui sta per tenersi il matrimonio.

Stephanie ha tutte le ragioni del mondo per diffidare della “bionda senza volto” che la ha stravolto l’esistenza e temere che Emily si stia preparando a tenderle un altro dei suoi machiavellici tranelli.

Nonostante questo, tentata dall’opportunità di ottenere nuova visibilità per il suo lavoro, decide di fare le valige e seguire la sua nemesi in capo al mondo…


Un Altro Piccolo Favore: la recensione del film

Sospetto che gli amanti del thriller troveranno la prima parte di Un Altro Piccolo favore avvincente e suggestiva, e la seconda metà… un po’ meno brillante, soprattutto dal punto di vista dello showdown e della risoluzione del mistero. E, sì… Tutte quelle battute sull’incesto, verso il finale, hanno iniziato a lasciare un po’ perplessa anche me.

A mio avviso, però, i pregi del film superano di gran lunga i difetti. Soprattutto dal momento che la pellicola riesce a svolgere benissimo il suo compito: tenere lo spettatore incollato allo schermo e strappargli qualche brivido di anticipazione, un paio di sospiri/sussulti di tensione e parecchie risate!

La pellicola riesce a centrare l’obiettivo, fra l’altro, malgrado i vari passi falsi di una sceneggiatura fin troppo incline all’assurdità e agli inside joke fra personaggi e spettatore. Gran parte del merito va attribuita al fascino magnetico del cast, senza dubbio… ma anche alla capacità di Feig di coordinare e dirigere ogni membro del gruppo. Feig riesce, infatti, a valorizzare le intuizioni di ciascun attore senza cedere il controllo della narrazione e, soprattutto, mantenendo ben saldo il timone della storia.

Continua a leggere

5 film (o serie tv) tratti dai libri che vedremo in streaming a maggio 2025


Quali film o serie TV, ispirati ai libri, ci attendono a maggio 2025 sulle numerose piattaforme di streaming a nostra disposizione?

L’elenco che segue non pretende certo di essere completo (anche perché non è possibile escludere altre aggiunte dell’ultima ora, all’interno dei rispettivi cataloghi…). Eppure, tra le tante opzioni a nostra disposizione, per ora sono questi i titoli che hanno acceso la mia curiosità e che sembrano spiccare per appeal e potenzialità…


Maggio 2025: le serie tv e i film ispirati ai libri che potremo vedere su Netflix, Prime ecc.

Fear Street: Prom Queen

film maggio 2025 in streaming - prom queen

Regia: Matt Palmer

Genere: Horror YA

Piattaforma: Netflix

Da quale libro è tratto: Tutti i film della serie Fear Street (per ora, 1994, 1978, 1666 e Prom Queen…) si ispirano a uno o più titoli dell’omonima collana per ragazzi di R. L. Stine. In particolare, Prom Queen è l’adattamento del libro intitolato L’Ultimo Ballo (pubblicato in Italia da Mondadori e disponibile su Amazon).

Una curiosità interessante a proposito di Stine: sapevi che, soltanto pochi mesi fa, è approdata su Disney+ la seconda stagione di Goosebumps – Piccoli Brividi, lo show ispirato ad alcuni dei suoi romanzi più iconici degli anni Novanta?

Di cosa parla Prom Queen?

Bentornati a Shadyside! In questa nuova puntata della sanguinosa saga di Fear Street, la stagione dei balli di fine anno alla Shadyside High è iniziata e le ragazze più popolari hanno già fatto branco, impegnate nelle loro solite, dolci ed efferate campagne per la corona.

Ma quando una coraggiosa outsider viene inaspettatamente nominata alla corte e le altre ragazze iniziano a scomparire misteriosamente, la classe dell’88 si ritrova improvvisamente a vivere una serata di ballo… da urlo!

Prom Queen arriverà su Netflix il 23 maggio. La mia recensione ti aspetta QUI.


Un Altro Piccolo Favore

un piccolo favore - poster prima video

Regia: Paul Feig

Genere: Thriller

Piattaforma: Prime Video

Da quale libro è tratto? Bè, tecnicamente parlando, Un Altro Piccolo Favore non è proprio l’adattamento diretto di un romanzo specifico. Tuttavia, ho scelto di segnalarlo fra i film di maggio 2025 per un motivo ben preciso: i personaggi principali sono gli stessi del primo film, Un Piccolo Favore, tratto dall’avvincente thriller di Darcy Bell e attualmente disponibile su Amazon in edizione tascabile Bur.

Di cosa parla Un Altro Piccolo Favore?

Prima di dedicarsi all’attesissimo adattamento del bestseller Una di Famiglia, con protagoniste Sidney Sweeney e Amanda Seyfried, il regista Paul Feig torna a esplorare la complessa rete di intrighi, tradimenti e bugie intessuta dalle celebri antieroine di Un Piccolo Favore.

Blake Lively e Anna Kendrick riprendono i ruoli iconici che hanno segnato le loro carriere. In Un Altro Semplice Favore, Stephanie Smothers, ora affermata autrice di romanzi gialli, si ritrova nuovamente coinvolta nella turbolenta vita di Emily Nelson. Appena uscita dal carcere, Emily chiede a Stephanie di essere la sua damigella d’onore per un sontuoso matrimonio a Capri. L’evento, però, si trasforma rapidamente in un vortice di omicidi e tradimenti, mentre Stephanie svela nuovi oscuri segreti sul passato di Emily e sui suoi misteriosi legami con la mafia italiana.

Cosa ne penso?

Un film divertente e intrigante, che riesce a valorizzare le interpretazioni delle sue due splendide protagoniste e ad abbracciare in pieno la sua anima di thriller sui generis, totalmente eccentrico e strampalato… Fra le pagine del blog, troverai la mia recensione completa del film.

Ti ricordo che potrai guardare Un Altro Piccolo Favore su Prime Video a partire dal primo maggio.


Murderbot – Prima Stagione

serie tv e film maggio 2025 tratte dai libri - murderbot

Numero di episodi: 10 episodi

Genere: Sci-Fi

Piattaforma: Apple TV

Da quale libro è tratto? Il volume della Mondadori Murderbot: I Diari della Macchina Assassina racchiude i primi romanzi della fortunata saga di Martha Wells, vincitrice del Premio Nebula nel 2018 per All Sistems Red. Nel 2021, l’autrice del notevole Il Re Strega ha replicato l’impresa con la pubblicazione di Network Effect. Su Amazon puoi acquistare la tua copia digitale di Murderbot.

Di cosa parla la serie tv Murderbot?

Un cyborg di sicurezza parzialmente biologico, noto con il nome di Murderbot, deve celare la sua autonomia di pensiero mentre affronta missioni rischiose. Diviso tra la curiosità per gli esseri umani e il disgusto per la loro vulnerabilità, si trova a navigare in un mondo complesso e imprevedibile.

I primi due episodi della prima stagione di Murderbot saranno disponibili su AppleTv a partire dal 16 maggio.


Continua a leggere

“The Gorge – Misteri dal Profondo”: la recensione del film sci-fi con Anya Taylor-Joy e Miles Teller


the gorge - misteri dal profondo recensione

Per chi non avesse avuto occasione di guardarlo, “The Gorge: Misteri dal Profondo” è un film romantico/sci-fi diretto da Scott Derrickson. In Italia (così come, presumo, in buona parte del resto del mondo…), il lungometraggio è stato caricato direttamente sulla piattaforma streaming Apple+.

La data prescelta per il lancio di questo rocambolesco blockbuster si è rivelata tutt’altro che casuale: dopotutto, non credi anche tu che il 14 febbraio sia un giorno migliore di tanti altri, quando si tratta di proporre ai propri abbonati un titolo che sembra “Passengers” incontra “Monster Hunter“?

Devo ammettere, però, che non è stato il genere di “The Gorge” ad attirare la mia attenzione. Devi sapere, infatti, che la sottoscritta ha sempre profondamente ammirato il lavoro di Anya Taylor-Joy. Finora, non ho mai corso il rischio di perdermi una delle sue grintose, brillanti interpretazioni! Inoltre Derrickson, nel 2021, ha pur sempre diretto quel gioiellino della suspense chiamato “The Black Phone“…

Insomma, nutrivo delle moderate aspettative nei confronti di “The Gorge“…

Invece, mi sono ritrovata a seguire le vicende dei due protagonisti in preda a una sorta di stuporosa sonnolenza; una sensazione di imbambolamento relativamente piacevole che, sospetto, non ha tantissimo a che spartire con le romantiche emozioni che la sceneggiatura si aspettava, forse, di riuscire a suscitare…


Di cosa parla “The Gorge: Misteri dal Profondo“?

Levi (Miles Teller) e Drasa (Anya Taylor-Joy) hanno ricevuto dai rispettivi Paesi l’incarico di sorvegliare i due versanti opposti di una misteriosa gola avvolta dalle nebbie.

Le loro postazioni sono munite di un arsenale di armi ed esplosivi di ogni tipo: fa parte dei loro doveri, infatti, assicurarsi che niente e nessuno riesca a emergere dal fondo del baratro. Su questo punto, il boss di Levi (Sigourney Weaver) è stato particolarmente chiaro: bisogna assolutamente assicurarsi che le pareti della gola restino indisturbate. A qualsiasi costo.

Si prevede che Levi e Drasa trascorrano il loro anno in servizio nel più totale isolamento, ciascuno arroccato sul proprio versante della gola.

Invece, non appena riescono a escogitare un modo per comunicare a distanza, i due iniziano ad avvicinarsi sempre di più, fino a innamorarsi


The Gorge: Misteri dal Profondo“: la recensione

In realtà, “The Gorge” ha il grande merito di riuscire a coniugare (moderatamente) bene la sua doppia anima: film romantico e monster movie. Due generi che, a prima vista e malgrado l’esistenza di alcuni illustri precedenti, potrebbero anche non risultare così immediatamente compatibili.

Il difetto principale, invece, consiste forse nella totale incapacità di eccellere nell’uno o nell’altro campo: perché Levi e Drasa rimangono, molto semplicemente, due personaggi troppo abbozzati per riuscire a instillare nello spettatore un grande senso di entusiasmo nei confronti della loro love story, mentre le numerose scene d’azione distribuite nel corso nella seconda parte si limitano a rifarsi ai capisaldi del genere e a riciclare un paio di tropes familiari al grande pubblico (senza riuscire a dare prova, però, di un’esecuzione particolarmente creativa).

Gli attori, dal canto loro, ce la mettono davvero tutta, per riuscire a conferire un po’ di anima ai loro personaggi. Ma, purtroppo, non basta guardare una scena in cui Teller suona la batteria (come faceva in “Whiplash“…), o un’altra in cui la nostra Regina degli Scacchi si concede una partita, per evocare una caratterizzazione degna di questo nome.

Dello spreco di potenziale insito nel personaggio interpretato dall’immensa Sigourney Weaver, poi, preferisco non prendermi neanche la briga di parlare…


Vi bastan… poche briciole, lo stretto indispensabile…

Ma non è questo, naturalmente, l’unico aspetto del film sul quale sento di nutrire alcune riserve. Per come la vedo io, infatti, “The Gorge” è un film leggero, simpatico, che si propone/riesce a compiere il minimo indispensabile su quasi tutti i fronti (regia, scenografia, effetti speciali ecc. )… ma pochissimo più di questo.

Una pigrizia di fondo che faccio fatica a tollerare, considerando l’indiscutibile appeal del concept e il piccolo elenco di grandi nomi coinvolti.

La fotografia, forse, ha effettivamente una marcia in più, dal momento che alcune scene, esteticamente intriganti, riescono a colpire in maniera significativa l’attenzione dello spettatore. Ma la sceneggiatura, per quanto dotata di beat veloci e dialoghi frizzanti, risente di crepe logiche grosse quanto un camion, mentre il terzo atto offre una vagonata di cliché in rapida successione.

Continua a leggere

“Companion”: la recensione del divertente film con Sophie Thatcher e Jack Quaid


companion - recensione film horror 2025

Nella settimana che ha segnato il ritorno delle “Yellowjackets” sul piccolo schermo, la visione in sala di “Companion” mi è sembrata praticamente obbligata…

Un film che si è rivelata un’ottima scelta, fra l’altro: la pellicola horror/sci-fi di Drew Hancock, infatti, offre allo spettatore un’ora e mezzo di puro intrattenimento intelligente, grazie alla sua sceneggiatura graffiante, al suo spirito irriverente e al suo cast di attori brillanti.

Fra tutti spicca – ovviamente – la nostra giovanissima Sophie Thatcher, finora nota soprattutto per il ruolo della teen-Natalie in “Yellowjackets” e di Sadie nell’adattamento del racconto di Stephen King “The Boogeyman” (ma l’abbiamo intravista anche sullo sfondo dell’esplosivo slasher “Maxxine“, e la rivedremo, prestissimo, al fianco di un mefistofelico Hugh Grant nell’imminente horror “Heretic“…)


Companion“: di cosa parla il film di Drew Hancock?

Una cosa è certa: meno informazioni avrai al momento della visione, più le disavventure dei due piccioncini Iris e Josh riusciranno a travolgerti!

Se poi riesci addirittura a trattenerti dal guardare il trailer… Bè, meglio ancora! Il teaser non ha il potere di spoilerare nessuno dei twist principali del film, se ricordo bene, ma la versione estesa è un’altra storia.

Ad ogni modo, la trama verte su questa coppia di fidanzati che decide di raggiungere gli amici di lui in un’isolata baita circondata dai boschi. Iris è agitata, un po’ perché teme di non essere accolta a braccia spalancate dalla combriccola e un po’ perché sospetta che una certa Kat (Megan Suri) nutra un’ostilità immotivata nei suoi confronti. Che sia segretamente innamorata di Josh anche lei, e decisa a portarglielo via?

E poi, perché anche gli altri due membri del gruppo, Eli (Harvey Guillen) e Patrick (Lukas Cage), sembrano guardare Iris con una certa aria di compatimento?

Nella baita, insomma, aleggia una strana tensione, e Iris è sempre più turbata.

Tuttavia, sarà soltanto nel momento in cui un ambiguo trafficante russo entrerà a far parte del mix di (fatali) ingredienti della vacanza, che la situazione per la povera ragazza inizierà a farsi davvero esplosiva…


Companion“: la recensione

In tanti hanno paragonato “Companion” ai migliori episodi della serie tv cult “Black Mirror“. Si tratta di un’analogia tutt’altro che azzardata: anzi, non mi sorprenderebbe affatto scoprire che parte dell’ispirazione per la storia di Iris e Josh deriva proprio dal famoso show di Charlie Brooker!

In realtà, oltre alle vibes e alla particolare natura delle sua premessa narrativa, “Companion” sembra condividere anche l’ironia e il dissacrante spirito da satira sociale tipici di “Black Mirror“.

Un film che inizia con il più zuccheroso e sdolcinato dei meet-cute hollywoodiani, e che piano piano si trasforma in…

Bè, in fondo basta interrogarsi un attimo sulla prima battuta in assoluto del film, scandita dalla voce fuori campo della Thatcher («There were two times I felt truly happy. First, the day I met Josh; second, the day I killed him…») per farsi un’idea di quale potrebbe essere la piega degli eventi!


La rom-com che ti… graffia!

Di “Companion” ho amato – oltre alla sua protagonista e al suo umorismo tagliante – soprattutto i divertenti dialoghi e il montaggio a prova di bomba. Perché ti assicuro che non troverai una sola scena di questo film che non abbia una sua precisa, deliberata funzione narrativa: che si tratti di usare un tocco di foreshadowning per gettare i semi di qualche imprevedibile colpo di scena futuro, o di mostrare la canna ancora fumante della tua imprevedibile pistola di Cechov.

Continua a leggere

“Wicked: Parte 1”: la recensione del film che riscrive la storia delle streghe di Oz


wicked parte 1 recensione

Ho visto il film musical sulla strega verde e mi è piaciuto un sacco: questa è la frase che incarna, in soldoni, tutta l’essenza della mia recensione di “Wicked: Parte 1”!

Prima di andare avanti a leggere l’articolo, ti invito a tenere conto di due semplici fatti:

1) L’autrice di questo articolo, una millenial palesemente disadattata, adora andare a vedere i musical al cinema e ha fatto in modo di non perdersene uno dai tempi dell’uscita del “Moulin Rouge!”. Ciononostante, ci tengo a precisare che non ho mai assistito a uno spettacolo dal vivo e che le mie competenze musicali equivalgono a quelle di un ragazzino delle medie alle prese con la sua prima lezione di flauto…

2) Non mi è mai andato particolarmente a genio il libro di Gregory Maguire a cui “Wicked” è ispirato. Probabilmente perché si tratta di uno scritto che si legge, più che come un romanzo vero e proprio, come una graffiante satira politica e un arguto commentario sociale.

Per fortuna, alla resa dei conti, l’affinità fra il libro e il film si rivela abbastanza marginale… Perciò, se ti aspetti un adattamento fedele (o se, dopo aver adorato questa prima parte della storia di Elphaba e Galinda in versione cinematografica, ti è venuta una mezza tentazione di acquistare lo splendido volume targato Mondadori…) tieni conto delle debite differenze e non rischierai di imbatterti in qualche (evitabilissima) delusione.


Di cosa parla “Wicked: Parte 1”?

La versione cinematografica di “Wicked”, al pari della sua controparte teatrale, si concentra sulla complessa storia d’amicizia, complicità e rivalità fra le due streghe di Oz Elphaba (Cynthia Erivo) e Galinda (Ariana Grande).

In particolare, questo primo film segue gli anni giovanili della loro formazione e i loro studi presso la prestigiosa accademia di magia Shiz.

A causa di un momento di disattenzione da parte di sua madre, Elphaba, la futura Strega dell’Ovest, nasce con la pelle verde e un destino che sembra già segnato da pregiudizio, oscurità e miseria. Tuttavia, nel momento in cui la stimatissima Madame Morrible (Michelle Yeoh) si rende conto dello straordinario potenziale magico di Elphaba, la ragazza viene caldamente invitata a iscriversi alla Shiz e a coltivare il suo talento verso le complesse arti stregonesche.

Nel giro di poco tempo, la sua indole introversa e anticonformista la renderà un facile bersaglio per lo scherno dei compagni.

Tuttavia, grazie all’incontro/scontro con l’eterea e popolare Galinda (la futura “Strega Buona” del mondo di Oz…), la vita della solitaria Elpheba andrà incontro a una svolta imprevista…


“Wicked: Parte 1” – la recensione

Hai presente quando si parla di quei rari momenti-cardine nella vita di ciascuno di noi?

Uno di quei cinque o sei eventi di natura straordinaria, attorno ai quali il resto della nostra esistenza e della nostra personalità sono destinate a strutturarsi?

Ecco. Per le protagoniste di “Wicked: Prima Parte”, uno di questi “perni” coincide senz’altro con l’incontro fra Elphaba e Galinda. Un “meet-cute che rappresenta, ovviamente, soltanto il primo beat dello sfiziosissimo trope “Golden Retriever X Black Cat“; un pattern che la sceneggiatura porta avanti, con deliberata consapevolezza e il pieno supporto del suo cast artistico, fino al commovente finale, passando per l’emotivamente carico midpoint (l’iconica scena del ballo).

Non c’è bisogno che sia io a dirtelo: nulla di tutto questo sarebbe stato possibile, se le due attrici protagoniste non avessero dimostrate di essere praticamente nate per questi due ruoli. O se Erivo e Grande non avessero instaurato una chimica incredibile sul set di “Wicked”, riuscendo ad armonizzare le loro voci e le loro interpretazioni in maniera strepitosa.

In effetti, attraverso lo schermo, hai l’impressione di riuscire a cogliere l’immenso livello di devozione riversaton all’interno di questo progetto non soltanto da loro, ma anche da parte degli altri attori e del cast tecnico.

Il risultato, magnetico e coinvolgente, è un blockbuster che riesce a tenerti incollato alla poltrona per centossessanta minuti e a lasciarti senza fiato, soprattutto al cospetto dell’inevitabile cliffhanger di fine prima parte…


Una possibilità di volare

Se hai un’indole giocosa, una vivida immaginazione e un grande amore per la musica, non puoi rischiare di perderti “Wicked: Parte 1” sul grande schermo.

Questo film è una festa sensoriale, una spettacolare ostentazione di sinergia, passione e talento, amalgamate insieme a creare un’esplosione di movimento, suono e colori. Un grande, irresistibile “giocattolone” concepito per emozionare e divertire. Ma anche un tripudio di effetti speciali, coreografie pazzesche e scenografie eccentriche, che rischiano di passare in secondo piano soltanto perché, fortunatamente, la colonna sonora si rivela all’altezza delle aspettative e la storia cattura alla perfezione.

Continua a leggere