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“Cleat Cute”: la recensione dello sport romance di Meryl Wilsner

cleat cute recensione - meryl wilsner

Oggi parliamo di Cleat Cute, lo scoppiettante sapphic sport romance di Meryl Wilsner, in arrivo in Italia il 14 luglio 2026.

Presto questo romanzo verrà adattato in una serie TV prodotta dagli Amazon MGM Studios. Il titolo sarà Playing the Field e, ovviamente, non vedo l’ora di scoprire in che modo gli sceneggiatori daranno vita alla storia di Grace e Phoebe.

Devo ammettere che sono un po’ nervosa: Cleat Cute è un libro adorabile, con una love story che funziona alla perfezione, ma Meryl Wilsner non manca mai di aggiungere un bel po’ di spicy alle sue opere (come sa bene chi ha già avuto modo di leggere l’indimenticabile Mistakes Were Made).

Eppure credo che, nelle mani giuste e con un pizzico di fortuna, Playing the Field possa davvero aspirare a diventare “la prossima Heated Rivalry“…


La trama

Grace Henderson è una stella della nazionale femminile statunitense di calcio fin da quando aveva 16 anni. A soli 26 anni, però, un infortunio la costringe a fermarsi, lasciando spazio a una nuova e audace promessa: Phoebe Matthews. Phoebe è l’opposto di Grace: estroversa, scherzosa e capace di giocare con una gioia che Grace ha perso nel tempo. Perciò, l’ultima cosa che Grace si aspetta è che questa “giullare della squadra” diventi la sua nuova “amica-con-benefici”.

Phoebe ha sempre ammirato il talento di Grace ed era entusiasta all’idea di allenarsi accanto al suo idolo. Ma presto inizia a vedere in Grace qualcosa di più di una semplice compagna di squadra. Dopo un bacio audace, si rende conto di aver già perso la testa: Grace è tutto ciò che ha sempre desiderato.

Con i Mondiali alle porte e il recupero di Grace dall’infortunio, le due cercano un modo per giocare insieme anziché competere per lo stesso posto in campo. Ma quando tra loro scatta la scintilla, entrambe capiranno che la loro relazione conta più della convocazione in nazionale.


La recensione di Cleat Cute

Una simpatica brontolona, il suo “golden retriever” e un paio di scarpini

Cleat Cute è indubbiamente un libro pensato per le nuove generazioni. Lo stile è fluido, semplice e colloquiale, e i temi trattati sembrano perfetti per una conversazione online: disabilità, neurodivergenza, sessualità, consenso e found family.

Il taglio “giovanilistico” della narrazione potrebbe apparire, a volte, un po’ superficiale, ma va anche riconosciuto che riesce a comunicare i suoi messaggi con una forza particolare.

La chimica tra le due protagoniste è innegabile, anche se, in alcune scene, la componente “ormonale” della relazione tende a prendere forse il sopravvento in modo un po’ eccessivo. Il tutto contribuisce comunque a creare una dinamica adorabile e divertente tra queste due giovani calciatrici che, a prima vista, sembrano completamente diverse e senza nulla in comune.

Grace, infatti, è introversa, riservata e diffidente verso il mondo intero.

Phoebe, invece, sprigiona la tipica energia contagiosa del perfetto “golden retriever”: solare, vivace, iperattiva e… affetta da ADHD.

Il loro meet-cute fa battere il cuore e ti immerge subito nel cuore della storia. Non è difficile affezionarsi a loro e continuare a leggere per il puro piacere di scoprire se riusciranno a raggiungere il loro lieto fine.

Un sacco di spicy, poco angst e… tanti sorrisi

Avvertiamo subito le fan dell’agst e della tensione romantica estrema: in Cleat Cute, il livello di conflitto non supera mai una certa soglia. Phoebe e Grace risolvono la maggior parte dei loro problemi grazie al potere della comunicazione e del rispetto reciproco; questo significa che non troverai nemmeno una traccia di tossicità nel loro rapporto, anche se gli ostacoli sul loro cammino saranno piuttosto numerosi.

Questo rischia di rendere la lettura, in qualche modo, meno coinvolgente?

Per me no, perché Meryl Wilsner riesce a dare profondità a ogni scena chiave, sfruttando al meglio il contrasto tra il carattere burbero e quello solare delle sue due protagoniste. L’unico piccolo appunto che posso fare a Wilsner, semmai, riguarda l’inserimento di qualche scena di sesso in più dello stretto necessario.

Per fortuna, il modo in cui le scrive non si dimostra mai controverso o fine a se stesso; anzi, in realtà, queste scene intime contribuiscono a mostrare l’evoluzione del legame tra Grace e Phoebe, a mano a mano che il livello di complicità e fiducia fra loro continua a crescere.

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“The Dragon Has Some Complaints”: il nuovo cozy fantasy sui draghi di John Wiswell


the dragon has some complaints - john wiswell

Tra le uscite più interessanti della settimana in lingua inglese spicca sicuramente The Dragon Has Some Complaints, il nuovo cozy fantasy firmato John Wiswell.

Questo eccentrico e brillante autore si è fatto notare grazie al suo originale e toccante Qualcuno in Cui Fare il Nido, di cui puoi leggere la recensione sul blog (confesso, sono una grande fan di Shesheshen e Homily!). Il libro gli è valso il Premio Nebula per il Miglior Romanzo nel 2024. In italiano è stato pubblicato da Ne/oN Edizioni…


La trama di The Dragon Has Some Complaints

Un tempo Garrodigh era un drago a quattro teste, uno dei più potenti di Kardoša. Dopo un tragico incidente, ora ne ha tre, un moncone e un vortice costante di conflitti interni. La Testa Centrale brama di scatenare la distruzione sull’umanità, la Testa Inferiore si comporta come un gatto selvatico, mentre la Testa Superiore è intrappolata nella fragile illusione di essere umana.

Quando una battaglia vicina si conclude male, Garrodigh si introduce di nascosto in un’accademia d’élite per cavalieri di draghi, fingendosi addomesticato per ottenere cibo e un rifugio caldo. Per fortuna, il giovane cavaliere Rania Albright, desiderosa di avere un drago tutto suo, chiude un occhio sulle sue stranezze.

Mentre Garrodigh si ristabilisce sotto le cure di Rania, per la prima volta tutte e tre le teste iniziano a muoversi all’unisono. Ognuna desidera proteggere la ragazza dagli invasori che hanno ucciso la loro quarta testa, gli stessi nemici che minacciano di conquistare Kardoša. Quando l’accademia viene attaccata, riusciranno questo drago indomito e il suo cavaliere altrettanto selvaggio a difendere insieme la loro terra natale?


L’irresistibilità umanità delle creature mostruose

The Dragon Has Some Complaints ha già raccolto numerosi elogi da parte di autrici che tutti i lettori di cozy fantasy conoscono bene, come Sarah Beth Durst (The Spellshop), T. Kingfisher (Hemlock and Silver) e India Holton (Guida Pratica all’Amore per Ornitologi).

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“The Fox and The Devil”: la recensione del libro gotico di Kiersten White


the fox and the devil recensione - kiersten white - cover

Il modo migliore per apprezzare The Fox and the Devil di Kiersten White è dimenticare Lucy Undying: Caccia a Dracula e non aspettarsi di ritrovare, in questo nuovo romanzo, le stesse atmosfere e l’intensità romantica del libro precedente.

The Fox and the Devil è, prima di tutto, un romanzo sui vampiri che abbraccia pienamente la sua natura oscura e genuinamente inquietante. La narrazione si concentra molto di più sulle indagini della protagonista e sulla sua psicologia tormentata che sulla componente romantica; in questo senso, ricorda molto La Buia Discesa di Elizabeth Frankenstein, un altro eccellente retelling YA firmato dalla stessa autrice.

Accettata questa premessa, ti assicuro che troverai questo insolito murder mystery ambientato per le tortuose strade dell’Europa ottocentesca estremamente vivido, immersivo e coinvolgente.

Insomma, se sei stanca dei soliti retelling in cui Van Helsing è l’eroe senza macchia e senza paura e hai un debole per eroine ossessive che celano le loro vulnerabilità dietro un’apparenza da tipica black cat…

The Fox and the Devil è il libro per te!


La trama

Anneke ha un rapporto tormentato con suo padre, Abraham Van Helsing: medico, scienziato e appassionato cacciatore di vampiri. Una notte, tornando a casa, lo trova assassinato, con accanto una donna di bellezza surreale che incombe sul suo corpo. Una presenza che non lascia tracce, se non i sogni e gli incubi che ora tormentano Anneke ogni notte.

Spinta dal desiderio di vendetta e armata delle più avanzate tecniche forensi e investigative, Anneke forma una squadra di detective per catturare questo misterioso serial killer. Perché suo padre non è l’unica vittima inspiegabile: una scia di cadaveri simili si estende in tutta Europa, e Anneke è certa che queste morti brutali siano collegate.

Negli anni trascorsi a inseguire l’assassino, senza mai darsi un attimo di tregua, Anneke tiene per sé le prove fondamentali: lettere irritantemente criptiche, indirizzate soltanto a lei, talvolta macchiate di sangue e sempre firmate “Diavola”.

Eppure, più Anneke si avvicina al suo demone personale, più tutto quello che conosceva sembra perdere senso.

Perché forse suo padre non era pazzo: Diavola potrebbe essere qualcosa di molto peggiore di un semplice serial killer… qualcosa di molto più oscuro e difficile da sconfiggere. Eppure, mentre Anneke svela nuovi dettagli del tragico passato di Diavola, la detective inizia anche a sospettare che dietro quel corpo non morto possa ancora nascondersi un cuore…


La recensione di The Fox and the Devil

Quando Dracula incontra Killing Eve

Pur non avendolo amato tanto quanto Lucy Undying, ho apprezzato molto The Fox and the Devil per la sua originalità, le sue atmosfere affascinanti e la sua capacità di esplorare in profondità la psiche della protagonista e del suo interesse romantico, Diavola.

Sono una millennial: Buffy Summers è sempre stata il mio modello indiscusso. Il legame tra Anneke e Diavola mi ha spesso ricordato quello tra Buffy e Angel, una sensazione amplificata anche dall’attenzione che l’autrice ha deciso di riservare al tema della found family.

Il ritmo riflessivo della prima metà della storia e il lento slowburn della relazione non mi hanno affatto infastidita. Appartengo alla vecchia scuola: per me, il romanticismo autentico vale cento volte più di qualsiasi contenuto esplicito, e le lettere che, nel corso degli anni, Diavola scrive ad Anneke mi hanno fatto sospirare e battere forte il cuore in più di un’occasione.

Sono rimasta colpita anche dalla mentalità analitica di Anneke. La sua insaziabile curiosità scientifica, inserita all’interno di un contesto storico ancora piuttosto oppressivo per una donna assetata di sapere, rende infatti ancora più avvincente l’intricata rete di false piste e sospetti in cui si muove la banda di improbabili investigatori dilettanti radunati attorno a lei.

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“Come Uccidono le Brave Ragazze 2”: la recensione della seconda stagione della serie Netflix


come uccidono le brave ragazze stagione 2 - recensione

La seconda stagione di Come Uccidono le Brave Ragazze si è rivelata infinitamente più gustosa, dark e coinvolgente della prima.

Voglio dire, ho letto tutti i libri di Holy Jackson (ovviamente!) e perfino io non ho la più pallida idea di come farò ad aspettare tutti i mesi che mi separano dall’uscita della terza stagione, fortunatamente già annunciata.

I creatori dello show, stavolta, non si sono trattenuti e hanno permesso alle sfumature morali del plot originale di emergere, finalmente. Pip ha ufficialmente iniziato il percorso che le permetterà di dare un significato più profondo al titolo della serie… e la misurata, magnetica interpretazione della bravissima Emma Myers ci ha guidato lungo sei episodi di perfetto intrattenimento in chiave YA!


Di cosa parla la seconda stagione di Come Uccidono le Brave Ragazze?

Dopo aver risolto il caso di Andie Bell, Pip lancia un popolare podcast di cronaca nera, ma vorrebbe solo voltare pagina. Tuttavia, con l’avvicinarsi del processo a Max Hastings, il fratello di Connor, Jamie, scompare improvvisamente, riportando Pip nel mondo del crimine e dei misteriosi insabbiamenti.

Mentre indaga, Pip segue le tracce digitali di Jamie e monitora le sue app per la salute, scoprendo una fitta rete di segreti che collega il ragazzo a una certa “Layla Mead”. Questo porta alla ribalta un’altra figura locale inquietante: il piccolo Brunswick…


Salto di qualità

Da fan dei romanzi, ammetto di aver apprezzato la prima stagione di Come Uccidono le Brave Ragazze, senza però riuscire ad amarla. L’adattamento del primo libro, per lo più riuscito, tendeva però, secondo me, ad appiattire la complessità di alcune situazioni e di alcuni personaggi (soprattutto Andie Bell) per cercare di accattivarsi un pubblico più ampio e meno disposto a investire le proprie energie emotive in sfumature morali di qualsiasi tipo.

Ne è scaturita una produzione sicuramente piacevole e alla moda, cucita su misura del tipico spettatore YA/NA di Netflix. Per cui, ci siamo beccati un approfondimento del rapporto genitori-figli che non ci aspettavamo, qualche smanceria in più fra Pip e Ravi e un bel po’ di semplificazioni a livello di plot.

Assolutamente nulla di male in questo, anche perché il primo, mitico bestseller di Holly Jackson è sempre rimasto lì, a disposizione di chiunque fosse disposto a fare un tuffo un po’ più impegnativo negli oscuri e tortuosi meandri di Little Kilton.

Mi aspettavo qualcosa di molto simile anche nel caso di questa seconda stagione.

Ti ho mai detto che, certe volte, adoro sbagliarmi?

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“L’Eredità di Daisy Darker”: la recensione del libro mistery di Alice Feeney


l'eredità di daisy darker recensione - alice feeney

L’Eredità di Daisy Darker è un libro mistery avvincente e ricco di sfumature, di cui è difficile parlare senza svelare troppo.

Come sempre, però, voglio provarci!

Ritengo sia un libro molto intrigante che, pur presentando svariate imperfezioni, si conferma estremamente scorrevole e coinvolgente. Un giallo in stile Agatha Christie (con chiari riferimenti a I Dieci Piccoli Indiani) che ti spinge a divorare compulsivamente le sue pagine; specialmente se apprezzi autrici come Sarah Pinborough, Simone St. James o Rose Jeneva.

Credo davvero che Alice Feeney, già autrice dei bestseller La Sua Verità e Ogni Piccola Bugia, sia una scrittrice fin troppo sottovalutata in Italia. Dopotutto, i suoi sorprendenti colpi di scena e i suoi bizzarri, ambigui personaggi non sembrano avere assolutamente nulla a invidiare a quelli dei romanzi di Frieda Fcfadden…


La trama

Isolati sulla loro isola privata in Cornovaglia, i membri della famiglia Darker si riuniscono per la prima volta dopo oltre un decennio. Con l’arrivo dell’alta marea, saranno tagliati fuori dal mondo per otto ore. E quando la marea si ritirerà, nulla sarà più come prima. Perché uno di loro è un assassino…

Con le foglie d’autunno che cadono, Daisy Darker arriva a Seaglass, la dimora ancestrale dei Darker, una casa in stile cornico in rovina, arroccata su una piccola isola privata, per festeggiare l’ottantesimo compleanno della nonna.

Ogni membro della famiglia nasconde dei segreti. La nonna, sola da tanto tempo. Frank, il padre assente di Daisy. Nancy, la madre dal cuore gelido. Le ambigue sorelle Rose e Lily e la nipote, Trixie, piena di domande e perennemente affamata di affetto.

Daisy non ha mai avuto un rapporto facile con la famiglia, ma alcuni segreti sono molto più oscuri di altri.

Il giorno dell’ottantesimo compleanno di Nana cambierà la vita della famiglia Darker per sempre…


La recensione de L’Eredità di Daisy Darker

Cena di famiglia con delitto

Come spesso accade, ho iniziato a leggere L’Eredità di Daisy Darker spinta dalla curiosità per il pitch e la premessa in stile “mistero della camera chiusa” ma, alla fine, sono rimasta affascinata soprattutto dalle complesse dinamiche di tensione e tossicità che intrecciano le vite dei vari personaggi.

Ti assicuro che la famiglia di Daisy è senza dubbio una delle più disfunzionali che abbia mai incontrato in un libro! Non credo correrai il rischio di affezionarti troppo a uno di loro durante la lettura; però, diciamocelo, c’è sempre un fascino morbosamente divertente in questi romanzi sui “parenti serpenti” alla Knives Out.

La povera Daisy, dal canto suo, ricopre un ruolo simile a quello di Anna nel recente romanzo Diavola di Jennifer Thorne: è la classica “pecora nera” della situazione, il capro espiatorio su cui tutti sembrano felici di riversare le proprie frustrazioni e delusioni esistenziali.

E ammettiamolo: anche se i ritrovi di famiglia sono un vero incubo per chiunque, quando tutti sembrano determinati a ignorarti e a rinfacciarti il passato, diventa particolarmente difficile arrivare alla fine della serata senza perdere il controllo.

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Perché un romanzo fantasy ha bisogno di un editor specializzato?



Un editor specializzato in libri fantasy è soltanto un professionista che ha deciso di “snobbare” gli altri generi?

Un autore che scrive un romanzo fantasy ha davvero bisogno di un editor che conosca i gusti, le aspettative e le richieste degli appassionati di narrativa fantastica come il palmo della propria mano?

Oppure un editor vale l’altro, e può aiutare qualsiasi scrittore indipendentemente dal genere che ha scelto di affrontare?

Analizziamo queste domande da vicino e cerchiamo insieme una risposta.


La differenza fra l’editing fantasy e l’editing di narrativa generale

Immaginiamo che tu abbia appena completato l’ultima revisione del tuo romanzo fantasy.

La prima domanda da porti è sempre la stessa: quali risultati speri di ottenere? E soprattutto, verso quali canali di pubblicazione intendi orientarti?

Perché diciamocelo chiaramente: se il tuo obiettivo è semplicemente trovare un professionista capace di seguirti nella crescita come autore, aiutandoti a migliorare struttura narrativa, tecnica e stile, allora non hai necessariamente bisogno di un editor fantasy specializzato.

Ti serve, prima di tutto, un professionista competente.

Qualcuno che sappia individuare i punti deboli della tua storia, rendere il testo più scorrevole, migliorare il ritmo della narrazione e aiutarti a gestire gli aspetti fondamentali dello storytelling.

Da questo punto di vista, qualsiasi editor che abbia un minimo di esperienza può esserti utile.

Il viaggio dell’eroe, gli archi di trasformazione dei personaggi, la costruzione di un antagonista efficace, la gestione del conflitto o della tensione narrativa sono strumenti che fanno parte del bagaglio professionale di qualsiasi buon editor.

Tuttavia, c’è un dettaglio che molti autori sottovalutano.

Come abbiamo già visto in altri articoli, scrivere fantasy è spesso più complesso di quanto sembri.

Perché?

Per riassumerla in modo brutale: dal punto di vista strutturale, my friend, la verità è che il fantasy non è nemmeno un genere narrativo nello stretto senso del termine.

È soprattutto una scelta di ambientazione: mondo realistico oppure “immaginario” (cioè, dotato di leggi fisiche che non necessariamente corrispondono alle nostre).

Un romanzo fantasy può essere un thriller, una storia d’amore, un horror, un romanzo d’avventura o una combinazione di tutti questi elementi.

Le scene chiave che compongono la trama seguono gli stessi principi narrativi che troviamo in qualsiasi altra opera di fiction. Da questo punto di vista, le differenze fra un romanzo fantasy e uno ambientato nel mondo reale sono molto meno marcate di quanto si creda.

Ma il fantasy introduce due componenti aggiuntive che lo distinguono da quasi ogni altro tipo di narrativa:

  • il worldbuilding;
  • il sistema magico.

Ed è proprio qui che entra in gioco il valore di un editor di romanzi fantasy.

Perché costruire un mondo coerente, credibile e coinvolgente non è la stessa cosa che costruire una buona trama.

Lo stesso vale per la magia.

Un sistema magico inefficace può generare incoerenze, abbassare la tensione narrativa o trasformarsi in una soluzione comoda a ogni problema della storia.

E questi sono aspetti che soltanto un professionista abituato a leggere, studiare e analizzare fantasy da anni sarà davvero in grado di aiutarti a perfezionare.

Le aspettative dei lettori fantasy cambiano continuamente

C’è poi un secondo aspetto che vale la pena considerare.

Qualsiasi editor competente può aiutarti a rendere il tuo romanzo più leggibile e più efficace per il pubblico generalista.

Le regole fondamentali della narrazione restano sempre le stesse.

Lo show, don’t tell è sempre quello.

La struttura in tre o cinque atti funziona allo stesso modo.

I cliffhanger seguono gli stessi principi indipendentemente dal genere.

Ma un editor di libri fantasy specializzato possiede qualcosa in più: una conoscenza sempre perfettamente aggiornata dello stato dell’arte del settore.

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“Ladies in Hating”: la recensione del libro di Alexandra Vasti


ladies in hating recensione - alexandra vasti - cover

Ladies in Hating di Alexandra Vasti è una commedia romantica in costume che mescola rivalità letteraria, atmosfere gotiche e una buona dose di tensione romantica. Al centro della storia troviamo due scrittrici vittoriane, nemiche giurate, costrette a convivere in una dimora potenzialmente infestata.

Nessuna delle due è entusiasta all’idea di trascorrere del tempo insieme all’altra. Soprattutto perché né Georgiana né Cat sembrano particolarmente inclini ad ammettere i sentimenti di affetto e attrazione che stanno lentamente emergendo fra loro.

Tra dialoghi brillanti, scene d’azione improbabili ma divertentissime e qualche momento spicy, Ladies in Hating è senza dubbio uno di quei sapphic romance perfetti per chi cerca qualcosa che richiami le atmosfere di Bridgerton, ma con un tocco più ironico e decisamente queer.


La trama di Ladies in Hating

La celebre scrittrice Lady Georgiana Cleeve ha conquistato fama e successo. Purtroppo, si è anche procurata una nemica: l’enigmatica Lady Darling, autrice di romanzi gotici che sembrano usciti direttamente dai manoscritti di Georgiana.

Determinata a smascherare la sua rivale, Georgiana scopre però qualcosa di totalmente inaspettato: Lady Darling è in realtà Cat Lacey, figlia di un maggiordomo e protagonista della sua più imbarazzante infatuazione adolescenziale.

Dal canto suo, Cat ha trascorso anni a sottrarre la propria famiglia alla povertà e non ha alcuna intenzione di lasciarsi distrarre dall’affascinante e irritante Lady Georgiana Cleeve. Eppure, liberarsi della sua presenza sembra impossibile, soprattutto quando entrambe decidono di ambientare il loro prossimo romanzo nella stessa inquietante dimora.

Le cose si complicano ulteriormente quando le due donne rimangono intrappolate nella casa. Tra apparizioni misteriose, rumori inquietanti e segreti sepolti nel passato, Georgiana e Cat si ritrovano ad affrontare il pericolo più grande di tutti: i sentimenti che da anni alimentano la loro rivalità.


Cosa funziona in Ladies in Hating

Se c’è una cosa che Alexandra Vasti dimostra con Ladies in Hating, è la sua straordinaria capacità di scrivere dialoghi brillanti. Il romanzo, infatti, è attraversato da un umorismo tipicamente britannico che farà la felicità delle lettrici appassionate di romance storico.

Anche le protagoniste rappresentano uno dei punti di forza del libro. L’aristocratica Georgiana e la ribelle Cat possiedono personalità molto diverse, ma proprio per questo si completano alla perfezione. La loro chimica risulta fresca, credibile e coinvolgente fin dalle prime pagine.

Affezionarsi a loro è semplicissimo. Il loro banter è irresistibile e rende ogni interazione divertente e memorabile. Inoltre, quando si parla di “mutual pining”, Georgiana e Cat giocano decisamente nella categoria delle campionesse olimpioniche: il desiderio represso, le incomprensioni e lo struggimento reciproco costituiscono il cuore emotivo del romanzo.

La tensione romantica è palpabile e spinge il lettore a tifare costantemente per il loro lieto fine.

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“History of Dark Faery”: Heather Fawcett annuncia il quarto libro della serie “Emily Wilde”


emily wilde libro 4 - heather fawcett annuncio

Compendium of Lost Tales non ha segnato la fine dell’avventura, anzi… Il quarto libro della serie Emily Wilde è già in preparazione e si intitolerà Emily’s Wilde History of Dark Faery.

Il nuovo volume sarà disponibile a partire dal 19 gennaio 2027 (ovviamente, ci stiamo riferendo alla versione originale inglese).

Heather Fawcett promette di iniziare a svelarci dettagli sulla sinossi già da questa estate. Nel frattempo, ci assicura che sarà un libro leggermente più cupo e dark rispetto ai precedenti, pur restando sempre un cozy fantasy (perlomeno, nell’accezione del termine che l’autrice stessa è solita attribuire a questo sottogenere).

Ma le novità per i fan di Emily e Wendell non finiscono qui: la Fawcett sta infatti già lavorando al quinto volume, che arricchirà ulteriormente la saga…

Se non conosci ancora Emily Wilde e l’Enciclopedia delle Fate, ti consiglio caldamente di leggere la mia recensione: si tratta sicuramente di uno dei libri più incantevoli e adorabili degli ultimi anni. Un titolo imperdibile per chiunque ami l’estetica cottagecore, il mondo delle fate e il classico trope “grumpy X sunshine”!

Tempo fa abbiamo parlato anche de La Mappa dell’Altrove di Emily Wilde, il sequel dell’Enciclopedia delle Fate. Spero di poter presto recensire anche Il Compendio delle Storie Perdute, in uscita in italiano il 26 maggio 2026…

Non solo Emily: oltre il quarto volume della serie Emily Wilde

Oltre al successo della serie light academia che ha contribuito a ridefinire un intero genere, la carriera di Heather Fawcett continua a crescere a un ritmo ammirabile.

Il 2026 si preannuncia un anno ricco di novità: Agnes Aubert’s Mystical Cat Shelter è sicuramente uno dei nuovi cozy fantasy da seguire con attenzione, un bestseller pubblicato negli USA dalla prestigiosa casa editrice Del Rey.

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“Diavola”: la recensione del libro gotico di Jennifer Thorne


diavola italiano - recensione - jennifer thorne

La recensione di Diavola, l’inquietante romanzo horror di Jennifer Thorne, ci conduce nelle rigogliose campagne toscane. A metà tra racconto gotico e folk horror, questo avvincente libro d’atmosfera si legge come un incontro tra L’Incubo di Hill House, The White Lotus ed Hereditary.

Il tema della famiglia disfunzionale si intreccia perfettamente con quello della villa infestata, consentendo alla storia di raggiungere il suo apice emotivo con estrema naturalezza. A completare il tutto, un’affascinante ambientazione campestre e una protagonista forte e anticonvenzionale, alle prese con una schiera di parenti insidiosi e con lo spettro di una conturbante nobildonna rinascimentale…

La trama

Anna ha soltanto due regole per le solite vacanze annuali della famiglia Pace: procedere con cautela, e cercare di sopravvivere.

Non è facile essere l’unica in famiglia a sentirsi sempre sbagliata, il bersaglio costante di ogni tensione. Il fratello gemello di Anna, Benny, si è ormai lasciato andare al punto da essersi completamente annullato, mentre la sorella maggiore, Nicole, è talmente abituata a essere obbedita da tutti – marito e adorabili figlie comprese – che Anna finisce spesso nei guai soltanto per aver osato porre una domanda.

La mamma, invece, approfitta di ogni occasione per mettere in discussione le sue scelte di vita, mentre il padre, quando non è impegnato a ricordare a tutti chi ha pagato per questa vacanza, esprime costantemente il suo unico desiderio: tranquillità e quieto vivere.

La splendida e isolata villa Taccola, nel minuscolo borgo di Monteperso, in Italia, si trasforma nello scenario da incubo di questa insopportabile riunione famigliare. Almeno fino a quando le cose non iniziano a degenerare, fra l’avvento di strani rumori notturni e inquietanti avvertimenti da parte degli abitanti del villaggio, e con il passato oscuro e violento della villa che inizia a risvegliarsi.

(Attenzione: questo libro è in grado di suscitare gli stessi sentimenti di irritazione, timore e disperazione esistenziale che accompagnano le grandi riunioni di famiglia!)


Diavola: la recensione del libro di Jennifer Thorne

La pecora nera della famiglia Pace

Il senso di angoscia e claustrofobia che permea le pagine di Diavola è estremamente palpabile. Jennifer Thorne riesce a creare una storia dal ritmo cinematografico e coinvolgente, che inizia in modo sottile e lento, seguendo uno stile slowburn, per evolversi gradualmente in un racconto ipnotico di ossessione, follia e vendetta.

L’autrice aderisce alle convenzioni del genere gotico con abilità, dimostrando una notevole sicurezza nelle proprie abilità narrative e una solida conoscenza del contesto culturale in cui i personaggi si muovono, sebbene non manchino alcune imprecisioni e approssimazioni, soprattutto dal punto di vista storico e linguistico.

Tuttavia, gli elementi che colpiscono maggiormente in Diavola, a mio avviso, sono soprattutto la caratterizzazione dei personaggi e la rappresentazione delle avvilenti (per non dire disturbanti…) dinamiche che legano i vari componenti della famiglia Pace.

Anna è la classica “pecora nera” della famiglia. I Pace, ipocriti nascosti dietro una fragile facciata di rispettabilità, sono abituati a muoversi sempre in gruppo, come un unico organismo. Anna, invece, artista solitaria e introversa, ama esplorare nuovi orizzonti, lottando con determinazione per preservare la sua identità e la sua indipendenza.

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5 travolgenti (e, a volte, atipici) dark romantasy da leggere nel 2026


Ho notato che, in Italia, c’è molta confusione tra i termini “dark fantasy” e “dark romantasy“: sinceramente, faccio un po’ fatica a capire il motivo. Nella maggior parte dei casi, si tratta di due generi abbastanza distinti, e la differenza è già chiara dal nome.

Forse l’equivoco nasce dal fatto che gli editori italiani pubblicano dark romantasy in grandi quantità, mentre, ultimamente, investono poco e niente nei titoli dark fantasy.

Magari è così. Ad ogni modo, pur non essendo una grande appassionata di dark romantasy, ultimamente, per motivi di lavoro e non solo, mi sono ritrovata a leggerne parecchio. Perciò, oggi voglio proporti cinque titoli che mi hanno colpito o che ho apprezzato in modo particolare: cinque libri dark romantasy (o al confine con il dark fantasy) appena usciti o in dirittura d’arrivo che, per un motivo o per l’altro, mi hanno fatto pensare: “Ecco, questo sì che è un libro con una forte personalità, coinvolgente e diverso dagli altri!”.


A Dark and Wild Wood di Sarah Nicole Lemon

a dark and wild wood - dark romantasy consigliati

Forse non è la scelta più ovvia iniziare la mia selezione di libri dark romantasy proprio con A Dark and Wild Wood di Sarah Nicole Lemon (visto che, tecnicamente parlando, forse sarebbe più corretto descriverlo come un “fantasy gotico“).

O forse, invece, si tratta proprio dell’apertura giusta…

Ad ogni modo, ti assicuro che questo romanzo è assolutamente unico nel suo genere: crudo, intenso e profondamente viscerale, si propone come uno dei dark fantasy più atipici e struggenti della storia. Quello che offre non è il solito triangolo, e al centro della trama non si stagliano certo le rocambolesche avventure sentimentali di una ragazza che riesce a trovare il suo posto nel mondo grazie all’amore di un iper-protettivo e nerboruto guerriero di cent’anni più anziano di lei.

No, quella che Sarah Nicole Lemon ci propone è, piuttosto, un’immersione totale nella complessità della protagonista, la giovane e fragile Salomé, e nella sua relazione tormentata con uno shadow daddy dall’indole tanto crudele, quanto magnetica. Una “love story” così estrema e totalizzante da trasformare il romance in una vera storia dell’orrore.

Di cosa parla:

Fin dall’infanzia, Salomé è stata perseguitata da visioni di spiriti e poteri oscuri che non è mai riescita a dominare. Dopo aver assistito all’orribile morte sul rogo della madre adottiva, accusata di stregoneria, Salomé cresce accanto alla sua amata sorella Rochelle in un convento freddo e opprimente. Quando Rochelle scompare misteriosamente, Salomé decide di cercarla a ogni costo.

La sua fuga la porta prima in un bordello, poi, dopo un incidente devastante, lontano dal villaggio, nel cuore della selvaggia Foresta Nera. Qui incontra Lord Morte, che anziché ucciderla la conduce nella sua enigmatica villa nel bosco, un luogo pieno di stanze segrete e corridoi oscuri, a tratti decadente, a tratti splendida. Lord Morte le offre un patto: diventerà sua apprendista, insegnandole a dominare la mente e la magia. Ma si può davvero fidare di lui?

Cosa mi è piaciuto:

A Dark and Wild Wood è un dark romantasy dal tono cupo e letterario. Non è una lettura semplice – la lista dei trigger warning è praticamente infinita – ma si rivela sicuramente coinvolgente ad ogni pagina, grazie al suo cast di personaggi intensi e a una scrittura raffinata, quasi lirica, frutto della sensibilità di una poetessa che ha deciso di avventurarsi per la prima volta nel campo della speculative fiction.


Kissed by the Gods di Cathy Rogan

kissed by the gods - rizzoli - caty rogan

Di cosa parla:

Leina ha passato tutta la vita sottomessa. In ginocchio. Sopportando tutto.

Un giorno, però, i soldati prendono suo fratello e una furia divina irrompe nelle sue vene. Si aspetta l’esecuzione per i corpi che ha lasciato dietro di sé. Dopotutto, il suo popolo ha subito una fine sanguinosa per molto, molto meno.

Ma Ryot, un guerriero giurato agli dèi, nato in una famiglia privilegiata e cresciuto secondo le regole, la trascina in un mondo che non è mai stato fatto per lei. Un mondo di eserciti divini e demoni della morte, cavalli alati da guerra e mostri, potere sacro e segreti reali.

Il bacio di una dea cambia tutto.

Non più una criminale, Leina diventa una preda ambita. Gli uomini più potenti del regno desiderano ciò che la dea ha toccato. Ma Leina vuole solo una cosa: la libertà per il suo popolo. E si sacrificherà per ottenere la forza necessaria a distruggere il regno che li ha spezzati.

Costretta a combattere in una guerra che non ha mai scelto, per dèi in cui non crede, Leina deve decidere fino a che punto è disposta a spingersi e cosa è pronta a sacrificare. Perché il suo potere non è solo una minaccia ai segreti nascosti del regno.

È una condanna a morte.

Cosa mi è piaciuto:

Ho apprezzato soprattutto l’estetica dark del romanzo, caratterizzata da tonalità molto più mature e adulte rispetto alla media, e il brillante character design della protagonista, che sembra uscita direttamente da un GDR in stile Bloodborne. Piuttosto che assomigliare alla classica principessa o alla ladra ingenua che non sa come muoversi nel mondo prima di incontrare il suo LI, la protagonista è una vera “badass”, una guerriera tenace e sopravvissuta a mille insidie!

Anche il ritmo del romanzo è incalzante, arricchito da numerosi colpi di scena mozzafiato. Una lettura perfetta per chi cerca una storia simile a Fourth Wing o Dire Bound, ma con atmosfere più cupe e un immaginario divino più ricco e articolato.


Innamorata di Ava Reid

innamorata - ava reid cover

Di cosa parla:

Un tempo, esisteva un’isola dove i morti camminavano tra i vivi, dominata da sette nobili casate custodi degli arcani segreti della necromanzia.

La spada di un conquistatore le abbatté tutte, incendiando le loro biblioteche, uccidendo i loro signori e spegnendo per sempre la loro magia.

Ma a sfidare il nuovo ordine si ergono la Casa dei Denti e i suoi ultimi membri: la splendida Marozia, erede della Casata, e sua cugina, l’enigmatica Lady Agnes.

Agnes, che non ha pronunciato parola per sette anni, è la vera custode dell’eredità della Casa. Ha un compito: recuperare i segreti della magia della morte e vendicare l’onore perduto della sua famiglia. Per farlo, deve orchestrare il fidanzamento di Marozia con Liuprand, erede al trono del conquistatore, per ottenere l’accesso alla biblioteca proibita del suo castello grottesco.

Nel cuore di Agnes arde la sete di vendetta, ma anche passioni inquietanti: è proprio Liuprand, il principe dorato, a risvegliare la sua anima. Un sentimento tanto potente quanto pericoloso, che avvelena le radici del regno e minaccia di spezzare un mondo già diviso.

L’ultimo ordine di Agnes è il più difficile di tutti: non deve innamorarsi.

Cosa mi è piaciuto:

Sicuramenteil worldbuilding e la scrittura intensa, ricca di pathos e drammaticità esasperata, sono fra i principali punti di forza di questo titolo. A dire il vero, la trama di Innamorata non mi ha coinvolto quanto speravo; probabilmente perché i personaggi secondari mi hanno conquistato molto più di Agnes e Liutprand, il cui trope del “forbidden love” viene sfruttato in maniera esasperante, in perfetto stile soap opera brasiliana.

Tuttavia, considero il dark fantasy romantico di Ava Reid notevole sotto moltissimi altri aspetti. Il worldbuilding, per cominciare, ricorda una fusione tra quello di Gideon la Nona e i Sette Regni del Trono di Spade; le scene, curate nei minimi dettagli, immersive quanto affascinanti, mi hanno fatto spesso sentire come se stessi camminando lungo i gotici corridoi di Palazzo Crudele insieme ad Agnes.

Il tono cupo e votato al martirio del secondo atto non mi ha reso particolarmente felice. D’altronde, sono sempre stata una lettrice che cerca la catarsi attraverso grandi gesti eclatanti (non a caso, due dei miei film preferiti sono Kill Bill e Oldboy); ma se sei in vena di una storia dai toni estremamente tragici e l’idea di un finale desolante non ti turba in modo particolare, sappi che Innamorata sarà uno dei dark fantasy romantici più originali e interessanti che ti capiterà di trovare sugli scaffali.


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