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“The Fireborne Blade”: la recensione del libro fantasy di Charlotte Bond


the fireborne blade recensione - charlotte bond

La recensione di “Fireborne Blade” è dedicata a tutti gli amanti delle storie di draghi!

Il romanzo breve di Charlotte Bond ha sicuramente un impianto “epico” dal taglio molto classico – la nostra eroina, del resto, è un cavaliere alle prese con la tradizionale quest della caccia al drago – ma può contare su un ottimo twist e su un promettente cast di protagonisti.

Avrei preferito che il libro si/ci concedesse qualche capitolo in più, magari per approfondire un po’ le relazioni fra i personaggi e il worldbuilding? Senz’ombra di dubbio!

Ma “Fireborne Blade” resta un libricino divertente, avvincente e, soprattutto, infarcito di taaaanta dragon-lore


La trama

Maddileh è un cavaliere. Nella sua professione è piuttosto raro trovare una donna, e le sembra spesso che sopportare il disprezzo e i commenti taglienti dei suoi pari sia ancora più difficile che stanare e uccidere draghi pericolosi.

Ma Maddileh è un cavaliere, e può affrontare di tutto.

Un giorno, però, un’infrazione minore la costringe all’esilio. Per rientrare nelle grazie dei regnanti, Maddileh è costretta a trovare un modo per redimere il proprio onore, peraltro nella maniera più drammatica possibile. Per riuscirci, decide di ritrovare la leggendaria Fireborne Blade.

La spada, però, è custodita dalla Dama Bianca, uno dei draghi più antichi e scaltri attualmente in circolazione. Il tentativo potrebbe facilmente costarle la vita. Anche perché, se la storia ci insegna qualcosa, è che, di solito, la parte che recita “o muori provandoci” è quella che finisce per avverarsi…


“The Fireborne Blade”: la recensione

Malgrado il taglio classico della trama, “The Fireborne Blade” si avvale di un tocco di light academia che assolve, in maniera egregia, il duplice obiettivo di modernizzare la narrazione e rendere l’intreccio più inaspettato e misterioso.

Anche perché la componente avventurosa si rivela senz’altro predominante (dopotutto, “The Fireborne Blade” si svolge, per i tre quarti, all’interno del dungeon costituito dal covo di un temibile drago sputafuoco…), ma è grazie all’elemento psicologico che la storia di Charlotte Bond riesce a distinguersi.

E, in realtà, sono proprio i numerosi brani di “scienza draconica applicata” che intervallano l’odissea di Maddileh a tenere insieme le fila del piccolo mistero che si dipana ai margini della trama.

Ovviamente, se sei alla ricerca di un plot characters-driven, questo non è assolutamente il romanzo che fa per te! Intendiamoci: i personaggi risultano un po’ abbozzati, ma presentano senz’altro dei tratti interessanti. Non li reputo malvagi: Maddileh, ad esempio, mi ha ricordato una sorta di via di mezzo fra la Alanna di Tamora Pierce e l’indimenticabile Lady Brienne di Tarth di George R. R. Martin.

Il suo arcigno (e imbranato) scudiero mi ha fatto pensare a una versione meno simpatica e ingenua del Maximus di “Fallout”. Saralene, invece…

Mmm. In realtà, devo ancora inquadrare bene il personaggio della maga: anche perché mi aspettavo qualcosa in più dal punto di vista del romance, e non ho ancora capito se si tratta di una fantasia mia o se, effettivamente, le cose prenderanno una piega diversa a partire dal prossimo volume.

Ma devo dire che ho comunque apprezzato la sfrenata ambizione e la sfrontata capacità di Saralene di sfidare ogni convenzione…


Nella tana della bestia (aka “Toccata e fuga”)

Azione veloce, mostri in agguato nell’ombra e colpi di scena inaspettati: sono queste le parole-chiave della nostra recensione di “The Fireborne Blade”!

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7 libri romance gotici “saffici” che combinano horror e love story


Una bella rassegnata dedicata ad alcuni fra i più popolari libri gotici romance a tema “saffico”: potremmo forse sperare di celebrare in maniera migliore la recente uscita di “Moonstone”, il primo YA dell’autrice britannica Laura Purcell?

Se non hai ancora letto nulla di questa acclamata regina del romanzo storico-gotico, ti consiglio di correre a recuperare “Il Filo Avvelenato” (edito in Italia da Mondadori): si tratta di una storia cupa e serratissima, che ti terrà avvinghiata dalla prima all’ultima pagina. Fino a un finale brutale, assolutamente sconvolgente, che non ti lascerà più andare!

Con “Moonstone”, invece, Laura Purcell compirà una vera e propria incursione nel campo del gothic-romance. Prima di scoprire gli altri libri protagonisti del nostro articolo, diamo allora un’occhiata alla trama di questo attesissimo romanzo…

7 libri romance gotici “saffici” che (forse) non conosci ancora: “Moonstone” di Laura Purcell

libri romance gotici saffici - moon stone

Non comportarti male. Fai attenzione alla luna. E non uscire mai dopo il tramonto…

A causa di uno scandalo nei giardini del piacere di Vauxhall, Camille viene spedita a vivere con la sua madrina, un’eremita che vive nei boschi con l’unica compagnia di sua figlia, una ragazza molto bizzarra di nome Lucy. Tagliata fuori dalla società civile, Camille dovrà imparare ad adattarsi alle severe regole della sua madrina.

Ma Camille non ha mai incontrato nessuno come Lucy. E, mentre le due iniziano ad avvicinarsi, permettendo alla loro relazione di sconfinare in un territorio sempre più pericoloso, una serie di strani episodi prende a verificarsi. Morti misteriose, segni di artigli che marchiano le porte, e un terribile ululato che squarcia la notte. Il verso di una creatura che sembra quasi… sovrannaturale.

Ma di cos’è che Camile farebbe meglio ad avere paura? Di ciò che si nasconde nei boschi, o… del suo stesso cuore?

L’edizione in lingua originale inglese di “Moonstone” ti aspetta già su Amazon.


“Bitthertorn” di Kat Dunn

“Bittherton” è un ammaliante e irresistibile slowburn, dedicato soprattutto ai fan di titoli come “Belladonna” e “One Dark Window”.

La storia, in effetti, impiega qualche capitolo a scaldare i motori. Ma ti assicuro che, nel giro di una cinquantina di pagine, ti ritroverai a scoprire il valore di ogni singolo istante di pazienza!

Dopotutto, l’atmosfera è così affascinante da togliere il fiato e la caratterizzazione delle due protagoniste si rivela eccellente!

Ecco la trama…

Blumwald è una città tormentata da un’oscura maledizione: in un sinistro castello annidato fra i boschi, vive una Strega mostruosa. Una volta ogni generazione, la Strega arriva in paese e reclama un companion da portare al castello con lei. Tutti, in paese, sanno la verità: il prescelto non farà mai più ritorno.

E, adesso, si sta avvicinando il tempo di un nuovo sacrificio…

Mina, la figlia del duca, sta cercando di superare un lutto, ma la sua vita è intrisa di un’insopportabile solitudine. Ha perso ogni speranza di un futuro a Blumwald. E così, quando la Strega arriva, pronta a esigere la sua prossima offerta, Mina si offre volontaria. Ma non ha la più pallida idea di ciò che la aspetta…

L’edizione in lingua originale inglese di “Bitterthorn” è già disponibile su Amazon.


“All the Dead Lie Down” di Kyrie McCauley

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In pochi conoscono questa piccola perla gotica. Ed è un peccato: il libro di Kyrie McCauley riesce a combinare la tensione sovrannaturale di “Pet Semetary” con lo struggente romanticismo gotico della serie tv “The Haunting of Bly Manor”!

Se vuoi saperne di più, ti basta dare un’occhiata alla mia recensione di “All the Dead Lie Down”.

La sinossi, invece, recita così:

Qualche giorno dopo che una tragedia lascia Marin Blythe orfana e sola al mondo, la ragazza riceve un sorprendente invito da parte di Alice Lovelace – un’acclamata autrice di libri horror, nonché grande amica d’infanzia di sua madre. Alice offre a Marin una posizione da governante a Lovelace House, la sua dimora di famiglia sulle coste del Maine.

Marin accetta e si ritrova a occuparsi delle peculiari figlie di Alice. Thea è una bambina che seppellisce le sue bambole in giardino, celebrando un solenne funerale per ognuna di loro, mentre Wren cerca di fare tutto il possibile per convincere Marin ad andarsene. Poi la sorella maggiore delle ragazze, Evie Hallowell, torna a casa dopo essere stata espulsa da una prestigiosa accademia.

Anche Evie si comporta in modo strano. Eppure, Marin si sente incredibilmente attratta da lei; magari a causa del suo comportamento magnetico, o della sua grazia eterea.

Eppure, con il passare dei giorni, Marin non riesce a scrollarsi di dosso l’ansia che la segue come un’ombra. Uccelli morti si materializzano nella sua stanza. Le burle delle bambine vanno incontro a un’escalation. E qualcosa di pericoloso si annida nei boschi, lasciandosi alle spalle una scia di animali mutilati.

A Lovelace House non va tutto bene. E Marin dovrà svelare i suoi segreti, prima che il mistero della casa abbia la possibilità di consumarla.

Come sempre, l’edizione in lingua inglese di “All the Dead Lie Down” ti aspetta su Amazon!


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5 libri cozy fantasy del 2024 da aggiungere in TBR


Ormai sappiamo tutti cosa aspettarci da un bel libro cozy fantasy, no?

Un gatto acciambellato sul focolare, una strega un po’ grumpy-ma-dal-segreto cuore d’oro, qualche omino di marzapane, una coppia di fate madrine giocherellone, un incandescente torneo di cucina…

In altre parole: tanto slice-of-lice, un happy ending assicurato, una filosofia in perfetto stile “high fantasy and low stakes”, delle piacevolissime vibes rilassate… meglio ancora se venate di estetica cottagecore!

Fra i libri cozy fantasy più popolari troviamo “Lagend and Lattes” di Travis Baldree, “The House in the Cerulean Sea” e “Nella Vita dei Burattini” di T.J. Klune, “L’Enciclopedia delle Fate di Emily Wilde” di Heather Fawcett,“A Wizard’s Guide to Defensive Baking” di T. Kingfisher e “The Tea Dragon Society” di Kay O’Neill.

Ma quali sono i titoli del 2024 che un amante del cozy fantasy farebbe bene ad aggiungere IMMEDIATAMENTE alla sua TBR? E quanti di questi libri saranno tradotti anche in italiano?

Nel resto dell’articolo, troverai una serie di consigli e un paio di titoli su cui non vedo l’ora di mettere le mani. Se ti va, fammi sapere nei commenti che cosa ne pensi e quali sono i libri cozy fantasy che, secondo te, un lettore non potrebbe assolutamente rischiare di farsi scappare! ^^


5 libri cozy fantasy da aggiungere in wishlist nel 2024: “The Honey Witch”

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Il libro d’esordio di Sydney J. Shields rappresenta una delle mie uscite più attese del 2024. Anzi: forse la più attesa, in assoluto.

Ho prenotato la mia copia da tempo immemorabile; tant’è che, non appena vedrò arrivare il corriere all’orizzonte, probabilmente metterò da parte qualsiasi altra cosa e mi fionderò sulla lettura di “The Honey Witch” come se si trattasse dell’ultimo libro fantasy rimasto sulla faccia del pianeta!

Ma di cosa parla questo chiacchieratissimo libro cozy fantasy, e perché in molti lo descrivono come una sorta di “Quando Bridgerton incontra Amori e Incantesimi”?

 Bè, diciamo che la trama è abbastanza eloquente…

Marigold Claude ha 21 anni. Ha sempre preferito la compagnia degli spiriti della brughiera a quella dei corteggiatori che hanno provato a conquistarla. Così, quando sua nonna decide di spedirla nel cottage di famiglia, sulla piccola isola di Innisfree, con l’obiettivo di addestrarsi per diventare la prossima “strega del miele”, Marigold non ha un solo attimo di esitazione.

Ma la sua magia, appena scoperta, e la sua indipendenza hanno un prezzo nascosto: nessuno può innamorarsi della Strega del Miele!

Non appena Lottie Burke, una nota scettica e ancor più famosa brontolona che non crede nella magia, si presenta alla sua porta, Marigold non può resistere alla tentazione di dimostrarle che la magia è fin troppo reale. Nel giro di poco, però, Marigold comincia a legarsi a Lottie in modi che non si sarebbe mai aspettata.

Quando una magia oscura inizierà a risvegliarsi, minacciando di distruggere tutto ciò che ama, toccherà a lei combattere per assicurarsi che la sua casa e il suo cuore non vadano in pezzi.

Puoi già acquistare su Amazon la tua copia di “The Honey Witch” in lingua inglese.


“The Teller of Small Fortunes” di Julie Leong

Okay, “The Teller of Small Fortunes” è una gemma imperdibile! Non esagero quando dico che non può assolutamente mancare nella libreria di qualsiasi fan di autori come T. J. Klune e Travis Baldree…

La storia ruota attorno alle avventure on-the-road di Tao, una chiaroveggente itinerante che viaggia per il mondo in compagnia del suo fidato mulo. Tao può prevedere soltanto le “piccole” fortune, però; le vicissitudini di ogni giorno, che si avvereranno nel giro di una settimana: chi bacerà la barista, quando la mucca partorirà il suo cucciolo ecc.

Tao sa, per esperienza personale, che predire le “grandi” fortune comporta sempre delle grandi conseguenze

Anche se la vita che conduce è un po’ solitaria, è comunque sempre meglio di ciò che si è lasciata alle spalle. All’improvviso, però, una piccola fortuna si trasforma in qualcosa di più, mettendo sulla sua strada un ladro (semi-)pentito e un ex-mercenario, pronti a reclutarla nella disperata ricerca di una bimba smarrita. Presto, al loro gruppo si aggiungeranno anche una fornaia con il pallino per l’avventura e – ovviamente – un gatto dall’aria vagamente magica…

La tua copia in lingua inglese di “The Teller of Small Fortune” ti aspetta su Amazon. Con disponibilità a partire da novembre 2024.


“A Letter to the Luminous Deep” di Sylvie Cathrall

libri cozy fantasy 2024 - letter to the luminous deep

Il libro cozy fantasy di Sylvie Cathrall uscirà in italiano per la neonata imprint Ne/oN Libri. Data d’uscita prevista: 16 ottobre 2024.

I lettori italiani hanno accolto l’annuncio con un caldo entusiasmo e, in fondo, basta dare un’occhiata alla sinossi per capire il perché:

Una bellissima scoperta fuori dalla finestra della sua casa sottomarina spinge la reclusa E. a iniziare una corrispondenza con il rinomato studioso Henerey Clel. Le lettere che i due si scambiano sono piene di passione, all’inizio nei confronti dei loro reciproci interessi e poi, inevitabilmente, l’uno per l’altra.

Insieme, i due scoprono un mistero dagli abissi profondi, destinato a trasformare la vita di quel mondo sotto le onde che entrambi amano, e temono, nella stessa misura. Ma poi un maremoto distrugge la casa di E., e lei e Henerey svaniscono nel nulla.

Un anno più tardi, Sofy, la sorella di E., e Vyerin, il fratello di Henery, iniziano a sbrogliare la matassa del mistero che circonda la scomparsa dei loro cari. I principali indizi della loro ricerca proverranno dal denso carteggio dei due amanti e da una serie di appunti e schizzi tracciati sul campo…

A chi preferisce leggere in lingua originale, ricordo che “A Letter to the Luminous Deep” è già disponibile in inglese su Amazon.


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“An Education in Malice”: la recensione del libro dark academia di S. T. Gibson


an education in malice - recensione s t gibson - libro gotico

Arriva la recensione di “An Education in Malice”, libro gotico di S. T. Gibson a metà strada fra coming-of-age e dark academia.

Questo romanzo nasce come una “costola” del chiacchieratissimo “Una Dote di Sangue”, pubblicato in Italia dalla Mondadori nel 2022. In linea teorica, si tratta di una sorta di retelling del classico ottocentesco “Carmilla” di Sheridan Le Fanu.

Dico “in linea teorica” perché, a conti fatti, le uniche cose che “Carmilla” e “An Education in Malice” effettivamente condividono sono i nomi di alcuni personaggi. Ma vediamo di approfondire meglio l’argomento, a partire dall’accattivante sinossi del nuovo lavoro della Gibson…


La trama

Il college di Saint Perpetua si staglia nelle profondità delle dimenticate colline del Massachusetts. Isolato e antico, non è decisamente un luogo per ragazze pavide. Qui, infatti, i segreti sono una merce di scambio corrente, l’ambizione è linfa vitale, e strane cerimonie accolgono le studentesse al loro arrivo a scuola.

Il suo primo giorno di lezioni, Laura Sheridan si trasforma, quasi senza volerlo, nella più acerrima rivale accademica di Carmilla, una compagna di studi bellissima ed enigmatica. Insieme, le due ragazze finiscono risucchiate nell’orbita dell’esigente professoressa di poesia, Miss De Lafontaine, che intrattiene la sua particolare ossessione oscura nei confronti di Carmilla.

Ma mentre la rivalità fra Laura e Carmilla inizia ad assumere i connotati di un legame sempre più intenso e delizioso, Laura è costretta a confrontarsi con i suoi strani appetiti. Intrappolate in un sinistro gioco di politica, professori assetati di sangue e magia, Laura e Carmilla dovranno decidere quanto siano disposte a sacrificare, nella loro incessante ricerca di conoscenza.


“An Education in Malice”: la recensione

Tagliamo subito la testa al toro: meglio “An Education in Malice” o “Una Dote di Sangue”?

Eh, direi che dipende: per una questione di gusti personali, ammetto di aver preferito leggermente questo secondo retelling. Eppure, nel complesso, ritengo che “Una Dote di Sangue” sia un romanzo meglio strutturato, più significativo e, soprattutto, dotato di una voce narrante più incisiva.

In ogni caso, non sei costretto a leggere “Una Dote di Sangue” per seguire gli eventi narrati in “An Education in Malice”, o viceversa. Sappi solo che le due opere sono veramente molto simili e che si concentrano, pressappoco, sull’esplorazione delle stesse tematiche: relazioni tossiche e sesso libero fra partner consenzienti.

In definitiva, cos’è che ho apprezzato di “An Education in Malice”? Bè, da una parte, la sua sinistra e misteriosa atmosfera, degna dei migliori romanzi dark academia; dall’altra, le prime 100 pagine del romanzo, incredibilmente coinvolgenti e immersive.

Perché bisogna dire che il primo atto di questo originale retelling, ambientato fra le celebri contestazioni degli Anni Sessanta, risulta particolarmente accattivante e ricco di suspense. Un ottimo punto di partenza per gli archi narrativi delle due protagoniste, e della dolce Laura in modo particolare, con la sua passione per la letteratura weird-erotica ottocentesca e la sua pericolosa inclinazione per il ruolo di giovane dominatrix-wannabe…


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“Clarion Call”: la recensione del sequel di “Ravensong” di Cayla Fay


clarion call recensione - libro kayla fay

Tempo di pubblicare la recensione di “Clarion Call”, secondo e ultimo volume della dilogia di Cayla Fay iniziata, nel 2023, con “Ravensong”.

Come forse ricorderai, avevo amato tantissimo il primo volume, apprezzando la sua gustosa scorrevolezza, i suoi personaggi eccentrici, suoi divertenti riferimenti alla mitologia celtica… ma, soprattutto, perdendo la testa per quelle sue particolari, palpabilissime vibes in stile “Buffy: The Vampire Slayer”!

In “Clarion Call”, ritroviamo quasi gli stessi ingredienti e la medesima atmosfera all’insegna di ironia, azione e angst adolescenziale. Parola d’ordine: quasi.

Perché questo sequel è un titolo interessante, sì, e sicuramente in grado di assicurare al lettore diverse ore di lettura spensierata. Tuttavia, bisogna ammettere l’evidenza: sotto tanti punti di vista, “Clarion Call” non si è affatto rivelato un sequel all’altezza del suo predecessore…


La trama

Neve e le sue sorelle hanno fallito. Non sono riuscite a proteggere il mondo dei mortali dalle legioni infernali che hanno attraversato il Velo. Adesso anche il loro malvagio cugino, Aodh, è scivolato dalla parte umana della barriera.

Aodh è amareggiato e pericoloso. Desidera liberare il resto della loro famiglia, intrappolato all’inferno; anche se sa che, non appena varcheranno il confine, questi parenti impazziti si trasformeranno in bestie sanguinarie e prive di ogni razionalità.

Neve, invece, non si è ancora ripresa dalle ferite riportate durante l’ultima battaglia. Non si sta soltanto dando da fare per rintracciare Aodh e fermarlo: deve anche cercare di navigare attraverso la dolorosa ondata di ricordi che continuano a riaffacciarsi in superficie. Ricordi di intere vite precedenti, tutte consacrate alla protezione del Cancello… e anche ricordi legati alla sua prima vita, quella che lei e le sue sorelle hanno cercato con ogni mezzo di spazzare via dalle loro menti.

Quando un nuovo membro della famiglia si presenta alla sua porta, nuove domande iniziano a tormentare Neve. Perché questa persona potrebbe essere in grado di salvare la sua gente, certo. Ma potrebbe anche nascondere altri segreti.

Più cose inizia a ricordare, più Neve comincia a sospettare che tutto ciò che credeva di sapere non fosse altro che il frutto di una menzogna. In questo clima tormentato, tutto quello per cui ha lottato così durante potrebbe svanire da un istante all’altro, messo a repentaglio dalle gravi ripercussioni del passato sul presente… inclusa la sua relazione con Alexandria.


“Clarion Call”: la recensione

L’arco trasformativo di Neve costituisce, probabilmente, la parte più problematica di questo secondo romanzo di Cayla Fay. In primo luogo, perché l’autrice non riesce a inserire nel plot le varie “tappe” del cambiamento dell’eroina in maniera fluida e convincente.

In secondo luogo, perché questo cambiamento non sembra comunque in grado di sciogliere il vero problema di Neve (vale a dire, il suo rapporto di ossessiva codipendenza dalle due sorelle).

Ma anche perché, per parecchi capitoli, la narrazione si limita ad arrancare senza concentrarsi su alcun filone in particolare, come se stentasse a decidere verso quale orizzonte spingersi. Nel dubbio, l’intreccio resta fermo: ingabbiando Neve in una bizzarra situazione di stasi per i due terzi del libro e compromettendo seriamente la nostra capacità di riconoscere in lei quella temeraria guerriera zuccona-ma-sempre-in-un-modo-molto-adorabile che avevamo avuto modo di incontrare in “Ravensong”.

Per farla breve: “Clarion Call” ha dei considerevoli problemi di ritmo e di sviluppo dei personaggi. L’azione, infatti, si concentra tutta nel terzo atto, sbilanciando pesantemente la trama. Neve, dal canto suo, compie una specie di involuzione: da formidabile dea della guerra-in-training ad angosciante Mary-Sue dalle mille recriminazioni.

Per fortuna, provvede la squinternata e dolcissima Alexandria a portare quel pizzico di romanticismo e di “sollievo comico” di cui il romanzo dimostra di avere così disperatamente bisogno. E in fondo, se non me la sento di “bocciare” questo romanzo, è proprio perché continuo a pensare che la ship fra Neve e Alexandria funzioni da Dio!


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“The Invocations”: la recensione del libro horror YA di Krystal Sutherland


the invocations recensione - Krystal Sutherland

Il sottotitolo della mia recensione di “The Invocations” sarà “ragazze che vendono l’anima al diavolo”. E che hanno una ragione dannatamente buona per farlo!

In questo nuovo libro di Krystal Sutherland – autrice della perla dark “Le Sorelle Hollow”, pubblicato in Italia da Rizzoli – tre giovani inglesi uniscono le forze per fermare uno dei più pericolosi predatori naturali che la storia delle donne abbia mai conosciuto: un uomo che crede di avere il diritto di rubare i loro poteri.

E le loro vite.


La trama

Inghilterra, al giorno d’oggi. Cinque donne sono morte. L’assassino non lascia traccia di impronte né DNA. La polizia è di fronte a un vicolo cieco.

La diciannovenne Jude Wolf, ricca come il peccato e affascinante quanto il diavolo, è stata maledetta. La sua anima immortale, adesso, è legata a un demone che la odia. Jude farebbe qualsiasi cosa per liberarsi di lui, per fermare il grottesco decadimento che sta consumando il suo corpo.

Ciò di cui Jude ha bisogno è una “cursewriter“, una strega in grado di scrivere le maledizioni – e ritiene che seguire la scia di donne morte, tutte sospettate di aver avuto a che fare con il mondo dell’occulto – possa rappresentare la sua migliore opportunità di trovarne una.

Anche Zara Jones sta tenendo d’occhio la catena di omicidi. Sua sorella maggiore, Savannah, è stata la prima vittima del serial killer. Zara, però, non sta covando vendetta: vuole semplicemente cercare un modo per riportare in vita Savannah.

Ciò di cui Zara ha bisogno è una maga, un’incantatrice, una necromante… A tutti gli effetti, ciò di cui ha bisogno è una strega in grado di scrivere le maledizioni.

Nell’appartamento della quinta vittima del killer, Zara e Jude si incontrano per caso. Lì, le due ragazze si imbattono in un indizio destinato a legare i loro sentieri: uno strano biglietto da visita, che porta inciso un singolo nome.

Emer Byrne. Cursewriter.


“The Invocations”: la recensione

Anche se potremmo definire il nuovo libro di Krystal Sutherland come un “character-driven”, dal momento che il focus della narrazione tende a concentrarsi sulle dinamiche fra le sue tre protagoniste e sul loro diverso modo di reagire al filo conduttore del trauma e dell’abuso, bisogna dire che “The Invocations” garantisce parecchia adrenalina, tanti brividi e qualche bel colpo di scena!

Durante il primo atto, l’autrice si prende il suo tempo per introdurre le eroine e assicurarsi che il pubblico arrivi a empatizzare con loro. Si rivela, senz’altro, una scelta vincente: dopotutto, Zara, Emer e Jude sono personaggi sfaccettati e complessi, in grado di far impallidire di vergogna il 90% delle anonime eroine da “romantasy” che, nel corso degli ultimi anni, hanno cominciato ad andare tanto per la maggiore.

Lo stile della Sutherland, in questa occasione, mi ha ricordato un po’ quello di Victoria Schwab in alcuni dei suoi romanzi per adulti (e chi mi conosce bene, sa che intendo questo paragone come un grandissimo complimento). L’atmosfera del romanzo, deliziosamente oscura, ammalia fin dalle primissime pagine e si sposa benissimo con le tematiche cupe e attuali della narrazione.

Una Donna Promettente incontra “Le Terrificanti Avventure di Sabrina”: non so se sia questo il modo perfetto per descrivere “The Invocations” (bisognerebbe, forse, aggiungere al mix anche “Ragazze Elettriche”)…

Eppure mi basta sapere che, in questo caso, l’irriverente Jude sarebbe al 100% d’accordo con me!


Tre streghe contro il patriarcato

Se c’è un fatto che l’uscita de “Le Sorelle Hollow”, bellissima e conturbante fiaba oscura, è riuscita a mettere in luce, è che il dark fantasy per ragazzi è un genere ancora troppo sottovalutato. Soprattutto qui da noi in Italia.

In “The Invocations”, Krystal Sutherland ci dimostra che la stessa cosa vale per l’horror in salsa YA.

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“Faebound”: la recensione del libro romantasy di Saara El-Arifi


faebound recensione - saara el-arifi libro romantasy

La recensione di “Faebound” arriva finalmente su questi schermi, per la gioia dei fan di titoli come “Fourth Wing” e “Il Principe Crudele”!

Il libro di Saara El-Arifi è un concentrato di azione, romance e magia. Al centro dell’intreccio si dipana l’emozionante storia di due sorelle. Le ragazze si ritroveranno travolte da un tripudio di sinistre profezie e verranno scagliate fra le braccia di un mondo fatato, nella miglior tradizione delle opere di Holly Black.

Un luogo denso di pericoli, rivelazioni magiche, macchinazioni politiche e principi (ma anche principesse!) prodigiosamente inclini a ritrovarsi in varie condizioni di seminudità.

Con l’aggiunta di un ottimo worldbuilding e di un (bel) po’ di spicy!


La trama

Yeeran è nata sul campo di battaglia, ha vissuto sul campo di battaglia e, un giorno, morirà sul campo di battaglia.

O almeno, questo è ciò che ha sempre pensato.

Dopo aver raggiunto il grado di colonnello nell’armata degli elfi della tribù Waning, Yeeran si sente particolarmente orgogliosa della sua carriera. Essere costretta a combattere al fianco di bambini-soldato e sterminare creature magiche al fine di garantire altro potere per la sua fazione? Si tratta soltanto dell’l’inevitabile prezzo da pagare per la vittoria.

Dopotutto, Yeeran non ha mai conosciuto altro che guerra, morte e una fame spietata. Mentre sua sorella minore, Lettle, sta cercando di guadagnarsi da vivere diventando una divinatrice; perennemente alla ricerca di profezie in grado di annunciare un futuro migliore.

Eppure, non appena un fatale errore da parte di Yeeran spinge il comandante della sua tribù a bandirla per sempre dalle terre degli elfi, le due sorelle si ritrovano in balia degli eventi. Non c’è scelta, adesso: per cercare di sopravvivere, bisognerà avventurarsi nelle terrificanti terre desolate al di là dei confini.

Sarà proprio lì che avrà luogo un incontro l’impossibile: quello con la temuta corte dei Fae. Un popolo che si credeva estinto da un millennio, e sul cui conto circolano parecchie voci inquietanti. Yeeran e Lettle saranno costrette a immergersi nel loro mondo seduttivo e misterioso.

Ciò che troveranno – amore, tradimento, misteri e segreti arcani – cambierà per sempre il loro destino.


“Faebound”: la recensione

Con “Faebound”, Saara El-Arifi si rivolge al vasto Popolo del romantasy. E lo fa con un tono di voce chiaro, suadente e irresistibile: assolutamente impossibile da ignorare.

L’estetica ricorda un po’ quella de “Il Priorato dell’Albero delle Arance”, un po’ i libri di Rebecca Yarros e Sarah J. Maas, e un po’… la serie tv “The Chronicles of Shannara”, per chi avesse ancora la ventura di ricordarla.

Un formato che richiama i ritmi sincopati di MTV, con la sua tavolozza di colori sgargianti e le sue succulente patentesi al limite del trash… ma soprattutto, bisogna dirlo, nella sua versione “prodotti di qualità”. Con una grande quantità di concessioni ai principali tropes del momento (in primis, il sempreverde enemies-to-lovers) e un’abbondante aggiunta di queer-normativity.

In “Faebound”, il lettore segue i PoV e gli archi narrativi di due personaggi principali: Yeeran e Lettle. Guerriera indomabile la prima; veggente dai toni profetici la seconda. Il loro legame di sorellanza rappresenta il “collante” di tutta la storia, potremmo dire; di fatto, pur concedendo innumerevoli pagine all’esplorazione dei sentimenti delle ragazze nei confronti dei loro rispettivi love interests, Saara El-Arifi si dimostra estremamente abile nel tenere insieme i vari tasselli dell’intreccio.

Le love story di cui vale la pena parlare sono due: una f/f e una m/f. Anche se l’identità dei personaggi coinvolti dovrebbe essere chiara a chiunque superi pagina 50 (o poco più), evito di fare nomi per paura di spoilerare qualcosa che non dovrei.

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“Pride and Prejudice and Pittsburgh”: la recensione del Regency romance di Rachael Lippincott


Pride and Prejudice and Pittsburgh recensione - rachael lippincott

Eccoci giunti alla recensione diPride and Prejudice and Pittsburgh”, romance saffico di Rachael Lippincott.

Un libro YA, ambientato in parte nell’Inghilterra della Reggenza, in parte negli USA dei giorni nostri, che ti farà sciogliere come zucchero. E desiderare disperatamente di poter viaggiare indietro (o avanti) nel tempo insieme alle sue protagoniste!


La trama

Audrey Cameron ha perso la sua scintilla. Dopo essere stata piantata in asso dal suo primo amore ed essere finita sulla lista d’attesa della scuola d’arte dei suoi sogni – il tutto, nel giro di una settimana – la povera ragazza non ha nessun intenzione di mettersi di nuovo in gioco. Da nessun punto di vista.

Un giorno, il signor Montgomery, noto brontolone locale ,entra nel negozio di quartiere gestito dalla sua famiglia, annunciando di poterla aiutare. Audrey non sa cosa aspettarsi. Di sicuro, non la possibilità di essere trasportata indietro nel tempo, per diventare l’eroina di un romanzo d’amore Regency!

Lucy Sinclair, dal canto suo, non potrebbe restare più sbalordita dal ritrovamento di una strana ragazza americana nel campo fuori dalla sua magione di famiglia. Una giovane vestita in modo assai singolare, peraltro, e dotata di maniere alquanto allarmanti.

Tuttavia, deve ammetterlo: l’incontro potrebbe trasformarsi esattamente nel tipo di distrazione di cui aveva bisogno… Soprattutto perché suo padre, un avido arrivista, ha intenzione di costringerla a sposare un uomo odioso e supponente, nei confronti del quale Lucy non prova il minimo interesse.

Non che Lucy si sia più stata interessata a nessuno, dopo la morte di sua madre. Sembra quasi che la donna abbia portato via con sé nella tomba la capacità di Lucy di affezionarsi, vivere e amare.

Mentre le due ragazze uniscono le forze per cercare di scoprire le cause di questo assurdo viaggio nel tempo e trovare un modo per rispedire Audrey a casa, le loro rispettive scintille tornano da loro… nel più imprevedibile dei modi.

Perché mentre entrambe cercano disperatamente di innamorarsi dei loro corteggiatori e di ottenere il lieto fine che tutti si aspettano da loro, Audrey e Lucy scoprono che non è necessario il minimo sforzo per innamorarsi… l’una dell’altra.

Ma può una storia d’amore inaspettata sopravvivere alle più impossibili delle circostanze?


“Pride and Prejudice and Pittsburgh”: la recensione

Il nuovo libro di Rachael Lippincott assomiglia un po’ a una romcom di Natale targata Hallmark Channel, riletta in chiave f/f e con qualche delicato tocco fantastico aggiunto nel mix. Gli ingredienti segreti? Uno stile vivace, una frizzante atmosfera pop e una sana dose di umorismo!

Onestamente, ho fatto un filo di fatica a entrare in sintonia con il personaggio/punto di vista di Audrey. Difficilmente mi è capitato di imbattermi in un’eroina più piagnucolosa di così, e i suoi atteggiamenti sembrano spesso guidati da quel pizzico di fastidiosa ottusità che, a volte, si fa davvero fatica a ignorare.

Lucy mi è piaciuta molto, ma molto di più. In parte, perché ho apprezzato ogni singolo istante della sua lotta per recuperare i vari tasselli perduti della sua identità (anzi, penso che avrei addirittura gradito un ulteriore approfondimento su questo argomento…). Dopotutto, so che cosa significa interpretare un ruolo per tenersi stretta l’approvazione degli altri, e ho trovato davvero lodevole il modo in cui l’autrice è riuscita a trattare il tema.

Ammirabile anche lo sforzo, da parte di Rachael Lippincott, di creare un solido cast di personaggi maschili di supporto. Non dico che il tentativo sia completamente riuscito (non mancano stereotipi e momenti di stasi), ma, in generale, i comprimari riescono a interagire in modo tale da tenere sempre in movimento la famosa “rotellina” del plot, strappando nel frattempo più di un sorriso spensierato al lettore.

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“Godly Heathens”: il fantasy YA di H. E. Edgmon, fra reincarnazione divina e identità nonbinary


Godly Heathens - H. E. Edgmon - libro fantasy

Godly Heathens” è il primo libro della dilogia fantasy “Ouroboros” di H. E. Edgmon. In lingua inglese, questo atteso YA sarà disponibile a partire da oggi (28 novembre 2023).

Come Publisher Weekly ci informa, H. E. Edgmon ha deciso di dedicare il suo romanzo (in una maniera che trovo mooooolto intrigante) a «Chiunque tema di essere il villain della sua stessa storia».

La storia ruota attorno alle avventure di Gem, un personaggio non-binary proveniente dal nostro tempo che, a un certo punto, scopre di essere la reincarnazione di un dio che appartiene a un altro mondo.

Una piccolissima avvertenza ai lettori di questo articolo: nella traduzione della sinossi che seguirà, farò del mio meglio per essere rispettosa dei pronomi. Tuttavia, non avendo letto il libro, sospetto che finirò comunque con il commettere qualche errore. Confida nella mia buona fede, se puoi, e accompagnami nella scoperta della trama di “Godly Heathens”! 🙂


“Godly Heathens”: la trama

Gem è un adolescente nonbinary che vive nella piccola cittadina di Gracie, in Georgia. I suoi pari tengono Gem in considerazione soprattutto per la sua capacità di provocare in loro un certo risveglio queer, e Gem fa molto conto sul proprio fascino per mascherare la baraonda di caos che avvolge, in realtà, la sua vita.

L’unica persona che conosce bene la sua situazione e le sue ansie è Enzo, un ragazzo trans che si trova a Brooklyn… praticamente, dall’altra parte del Sole, per quel che concerne Gem.

Eppure, perfino Enzo non sa nulla dei sogni di Gem, di quelle strane visioni di magia e violenza che l’affliggono. Sono sempre sembrate un po’ troppo reali, per i suoi gusti. Perciò, come diavolo fa Willa Mae Hardy, fra tutte le persone, a sapere di loro?

La strana ragazza, appena arrivata in città, si comporta come se lei e Gem fossero vecchi compagni, e sembra sapere cose che Gem non ha mai detto a nessun altro.

Quando una sconosciuta attacca Gem, annunciando di essere la Dea della Morte, Willa Mae salva la vita di Gem e comincia finalmente a offrire qualche risposta. Lei e Gem sono due divinità reincarnate, che si sono conosciute e amate attraverso innumerevoli vite precedenti. Gem, però – o, almeno, chi Gem era prima – non era esattamente la divinità più benevola che si possa immaginare.

I due si sono fatti una certa quantità di nemici nel pantheon degli dei. Creature che, al pari della Dea della Morte, adesso continueranno ad attaccare e attaccare…



Tutti i libri di H. E. Eddmon

Il sequel di “Godly Heathens” – nonché volume conclusivo della serie – si chiamerà “Merciless Saviors”. Il romanzo verrà pubblicato negli USA il 16 aprile 2024.

Questa uscita novembrina non rappresenterà la prima opera, in assoluto, di H. E. Edgmon. Infatti, suoi sono anche “The Witch King” e “The Fae Keeper”, usciti, rispettivamente, nel 2021 e nel 2022. La storia è quella del transgender Wyatt, stregone fidanzato (suo malgrado) con il principe fay Emyr North a causa di motivi politici. Se vuole sperare di salvare la sua comunità di streghe dalla rovina, a un certo punto Wyatt dovrà decidere quale sia la sua priorità: la sua gente, o la sua libertà.

A fine novembre uscirà, invece, il primo middle grade di H. E. Edgmon: il post-apocalittico “The Flicker”. La trama verterà intorno al viaggio di due sorellastre che, in seguito a un’eruzione solare che le ha lasciate entrambe orfane, si avventurano con il fratellino appena nato in un pericoloso viaggio alla ricerca della nonna di una di loro. Lungo la strada, incontreranno un altro gruppo di ragazzi smarriti e si imbatteranno in una sfilza di pericoli senza fine.

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“Dark Heir”: il secondo volume della serie “Dark Rise” di C. S. Pacat


dark heir - libro fantasy c s pacat - dark rise 2

Dark Heir”, il sequel del popolarissimo bestseller fantasy “Dark Rise”, uscirà il 14 novembre 2023. Ovviamente, mi sto riferendo all’edizione originale in lingua inglese del libro di C. S. Pacat; autrice nota in Italia soprattutto per la serie fantasy a tema LGBT “Il Principe Prigioniero”.

Nel primo capitolo della saga, il giovane protagonista, Will, e la sua cerchia di alleati sono riusciti a sopravvivere al primo assalto dell’Oscuro. Ma i nostri eroi devono ancora scoprire a quale terribile costo


“Dark Heir”: la trama

Una nuova minaccia sta per emergere dal passato e, ormai, è rimasto soltanto un pugno di eroi a combattere. Inseguiti dalle forze oscure, Will e i suoi alleati dovranno abbandonare la sicurezza della Hall e viaggiare verso il cuore del mondo antico; stringendo nuove, pericolose alleanze, e svelando alcuni scioccanti segreti del passato.

Ma Will si trascina dietro un segreto oscuro: la sua vera identità. Attratto dal bellissimo e letale James St. Clair, Will verrà risucchiato ancora più a fondo nella ragnatela del passato, e si ritroverà tentato dall’oscurità che si annida dentro di lui.

Mentre il mondo antico minaccia di tornare, riusciranno Will e i suoi amici a sconfiggere il loro fato? Oppure le verità che apprenderanno avranno il potere di distruggere definitivamente il loro mondo, una volta per tutte?



L’inizio dell’avventura: “Dark Rise”

Londra, diciannovesimo secolo. Il sedicenne Will è in fuga, braccato dagli uomini che hanno ucciso sua madre. Poi, un anziano servitore gli spiega che fa parte del suo destino combattere al fianco dei Custodi, che hanno giurato di proteggere l’umanità nel caso in cui il Re Oscuro dovesse tornare.

Will viene scaraventato in un mondo di magia, in cui inizia ad addestrarsi per svolgere un vitale ruolo di difesa all’interno dell’imminente battaglia contro le forze delle Tenebre.

Quando Londra verrà minacciata e antiche rivalità inizieranno a risvegliarsi, Will dovrà ergersi al fianco degli ultimi eroi della Luce per impedire che ciò che ha distrutto il loro mondo, abbia la possibilità di annientare anche il suo.

PS: Come forse saprai, in Italia “Dark Rise” è uscito nel mese di febbraio (2023) per la Mondadori, con traduzione di Claudia Milani.



Full disclosure..

In realtà, non ho (ancora) letto “Dark Rise”.

Difficile spiegare il perché. Probabilmente ha qualcosa a che fare con la mia scarsa propensione a leggere YA la cui quarta di copertina si affretta a tirare in ballo, senza andarci tanto già per il sottile, epiche battaglie fra Bene e Male. Fra l’altro, senza degnarsi di descrivere i personaggi principali, e concentrando piuttosto l’attenzione sui tremendi piani di conquista di un generico super-villain denominato “L’Oscuro Signore” (o una qualsiasi variazione sul tema).

Tuttavia, alcuni giorni fa mi è capitato di imbattermi in una particolare recensione di “Dark Rise” a cura di Natalie Zutter, pubblicata sul fantastico sito Tor.com. Benché l’autrice non si faccia problemi a mettere in luce una serie di difetti che, a suo dire, rendono la narrazione abbastanza letargica, devo ammettere di essere rimasta colpita da questa descrizione:

«Un portale in stile Narnia verso un interludio alla Hogwarts, che prepara per una profetica battaglia saltata direttamente fuori dalla Terra di Mezzo, dimostra le conflittuali tematiche al cuore di “Dark Rise”: o una nuova era incombe su di noi e i vecchi tempi sono finiti per sempre… oppure siamo condannati a ripetere gli stessi errori, ancora e ancora.»

Che è un po’ come dire: sì, certo, “Dark Rise” propone un plot e un’ambientazione dal taglio tradizionale (la Zutter sostiene di averci intravisto, addirittura, una serie di elementi ispirati al grande classico “L’Ultimo Unicorno” di Peter S Beagle, classe 1969)…

Senza mai dimenticare in che anno siamo, però! E, soprattutto, con quali genere di problematiche i nostri giovani lettori devono/dovranno avere continuamente a che fare!

Una prospettiva decisamente interessante, quindi… che la trama di “Dark Heir” manifesta già ogni intenzione di continuare ad approfondire!

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