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“Cleat Cute”: la recensione dello sport romance di Meryl Wilsner

cleat cute recensione - meryl wilsner

Oggi parliamo di Cleat Cute, lo scoppiettante sapphic sport romance di Meryl Wilsner, in arrivo in Italia il 14 luglio 2026.

Presto questo romanzo verrà adattato in una serie TV prodotta dagli Amazon MGM Studios. Il titolo sarà Playing the Field e, ovviamente, non vedo l’ora di scoprire in che modo gli sceneggiatori daranno vita alla storia di Grace e Phoebe.

Devo ammettere che sono un po’ nervosa: Cleat Cute è un libro adorabile, con una love story che funziona alla perfezione, ma Meryl Wilsner non manca mai di aggiungere un bel po’ di spicy alle sue opere (come sa bene chi ha già avuto modo di leggere l’indimenticabile Mistakes Were Made).

Eppure credo che, nelle mani giuste e con un pizzico di fortuna, Playing the Field possa davvero aspirare a diventare “la prossima Heated Rivalry“…


La trama

Grace Henderson è una stella della nazionale femminile statunitense di calcio fin da quando aveva 16 anni. A soli 26 anni, però, un infortunio la costringe a fermarsi, lasciando spazio a una nuova e audace promessa: Phoebe Matthews. Phoebe è l’opposto di Grace: estroversa, scherzosa e capace di giocare con una gioia che Grace ha perso nel tempo. Perciò, l’ultima cosa che Grace si aspetta è che questa “giullare della squadra” diventi la sua nuova “amica-con-benefici”.

Phoebe ha sempre ammirato il talento di Grace ed era entusiasta all’idea di allenarsi accanto al suo idolo. Ma presto inizia a vedere in Grace qualcosa di più di una semplice compagna di squadra. Dopo un bacio audace, si rende conto di aver già perso la testa: Grace è tutto ciò che ha sempre desiderato.

Con i Mondiali alle porte e il recupero di Grace dall’infortunio, le due cercano un modo per giocare insieme anziché competere per lo stesso posto in campo. Ma quando tra loro scatta la scintilla, entrambe capiranno che la loro relazione conta più della convocazione in nazionale.


La recensione di Cleat Cute

Una simpatica brontolona, il suo “golden retriever” e un paio di scarpini

Cleat Cute è indubbiamente un libro pensato per le nuove generazioni. Lo stile è fluido, semplice e colloquiale, e i temi trattati sembrano perfetti per una conversazione online: disabilità, neurodivergenza, sessualità, consenso e found family.

Il taglio “giovanilistico” della narrazione potrebbe apparire, a volte, un po’ superficiale, ma va anche riconosciuto che riesce a comunicare i suoi messaggi con una forza particolare.

La chimica tra le due protagoniste è innegabile, anche se, in alcune scene, la componente “ormonale” della relazione tende a prendere forse il sopravvento in modo un po’ eccessivo. Il tutto contribuisce comunque a creare una dinamica adorabile e divertente tra queste due giovani calciatrici che, a prima vista, sembrano completamente diverse e senza nulla in comune.

Grace, infatti, è introversa, riservata e diffidente verso il mondo intero.

Phoebe, invece, sprigiona la tipica energia contagiosa del perfetto “golden retriever”: solare, vivace, iperattiva e… affetta da ADHD.

Il loro meet-cute fa battere il cuore e ti immerge subito nel cuore della storia. Non è difficile affezionarsi a loro e continuare a leggere per il puro piacere di scoprire se riusciranno a raggiungere il loro lieto fine.

Un sacco di spicy, poco angst e… tanti sorrisi

Avvertiamo subito le fan dell’agst e della tensione romantica estrema: in Cleat Cute, il livello di conflitto non supera mai una certa soglia. Phoebe e Grace risolvono la maggior parte dei loro problemi grazie al potere della comunicazione e del rispetto reciproco; questo significa che non troverai nemmeno una traccia di tossicità nel loro rapporto, anche se gli ostacoli sul loro cammino saranno piuttosto numerosi.

Questo rischia di rendere la lettura, in qualche modo, meno coinvolgente?

Per me no, perché Meryl Wilsner riesce a dare profondità a ogni scena chiave, sfruttando al meglio il contrasto tra il carattere burbero e quello solare delle sue due protagoniste. L’unico piccolo appunto che posso fare a Wilsner, semmai, riguarda l’inserimento di qualche scena di sesso in più dello stretto necessario.

Per fortuna, il modo in cui le scrive non si dimostra mai controverso o fine a se stesso; anzi, in realtà, queste scene intime contribuiscono a mostrare l’evoluzione del legame tra Grace e Phoebe, a mano a mano che il livello di complicità e fiducia fra loro continua a crescere.

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“L’Eredità di Daisy Darker”: la recensione del libro mistery di Alice Feeney


l'eredità di daisy darker recensione - alice feeney

L’Eredità di Daisy Darker è un libro mistery avvincente e ricco di sfumature, di cui è difficile parlare senza svelare troppo.

Come sempre, però, voglio provarci!

Ritengo sia un libro molto intrigante che, pur presentando svariate imperfezioni, si conferma estremamente scorrevole e coinvolgente. Un giallo in stile Agatha Christie (con chiari riferimenti a I Dieci Piccoli Indiani) che ti spinge a divorare compulsivamente le sue pagine; specialmente se apprezzi autrici come Sarah Pinborough, Simone St. James o Rose Jeneva.

Credo davvero che Alice Feeney, già autrice dei bestseller La Sua Verità e Ogni Piccola Bugia, sia una scrittrice fin troppo sottovalutata in Italia. Dopotutto, i suoi sorprendenti colpi di scena e i suoi bizzarri, ambigui personaggi non sembrano avere assolutamente nulla a invidiare a quelli dei romanzi di Frieda Fcfadden…


La trama

Isolati sulla loro isola privata in Cornovaglia, i membri della famiglia Darker si riuniscono per la prima volta dopo oltre un decennio. Con l’arrivo dell’alta marea, saranno tagliati fuori dal mondo per otto ore. E quando la marea si ritirerà, nulla sarà più come prima. Perché uno di loro è un assassino…

Con le foglie d’autunno che cadono, Daisy Darker arriva a Seaglass, la dimora ancestrale dei Darker, una casa in stile cornico in rovina, arroccata su una piccola isola privata, per festeggiare l’ottantesimo compleanno della nonna.

Ogni membro della famiglia nasconde dei segreti. La nonna, sola da tanto tempo. Frank, il padre assente di Daisy. Nancy, la madre dal cuore gelido. Le ambigue sorelle Rose e Lily e la nipote, Trixie, piena di domande e perennemente affamata di affetto.

Daisy non ha mai avuto un rapporto facile con la famiglia, ma alcuni segreti sono molto più oscuri di altri.

Il giorno dell’ottantesimo compleanno di Nana cambierà la vita della famiglia Darker per sempre…


La recensione de L’Eredità di Daisy Darker

Cena di famiglia con delitto

Come spesso accade, ho iniziato a leggere L’Eredità di Daisy Darker spinta dalla curiosità per il pitch e la premessa in stile “mistero della camera chiusa” ma, alla fine, sono rimasta affascinata soprattutto dalle complesse dinamiche di tensione e tossicità che intrecciano le vite dei vari personaggi.

Ti assicuro che la famiglia di Daisy è senza dubbio una delle più disfunzionali che abbia mai incontrato in un libro! Non credo correrai il rischio di affezionarti troppo a uno di loro durante la lettura; però, diciamocelo, c’è sempre un fascino morbosamente divertente in questi romanzi sui “parenti serpenti” alla Knives Out.

La povera Daisy, dal canto suo, ricopre un ruolo simile a quello di Anna nel recente romanzo Diavola di Jennifer Thorne: è la classica “pecora nera” della situazione, il capro espiatorio su cui tutti sembrano felici di riversare le proprie frustrazioni e delusioni esistenziali.

E ammettiamolo: anche se i ritrovi di famiglia sono un vero incubo per chiunque, quando tutti sembrano determinati a ignorarti e a rinfacciarti il passato, diventa particolarmente difficile arrivare alla fine della serata senza perdere il controllo.

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“Ladies in Hating”: la recensione del libro di Alexandra Vasti


ladies in hating recensione - alexandra vasti - cover

Ladies in Hating di Alexandra Vasti è una commedia romantica in costume che mescola rivalità letteraria, atmosfere gotiche e una buona dose di tensione romantica. Al centro della storia troviamo due scrittrici vittoriane, nemiche giurate, costrette a convivere in una dimora potenzialmente infestata.

Nessuna delle due è entusiasta all’idea di trascorrere del tempo insieme all’altra. Soprattutto perché né Georgiana né Cat sembrano particolarmente inclini ad ammettere i sentimenti di affetto e attrazione che stanno lentamente emergendo fra loro.

Tra dialoghi brillanti, scene d’azione improbabili ma divertentissime e qualche momento spicy, Ladies in Hating è senza dubbio uno di quei sapphic romance perfetti per chi cerca qualcosa che richiami le atmosfere di Bridgerton, ma con un tocco più ironico e decisamente queer.


La trama di Ladies in Hating

La celebre scrittrice Lady Georgiana Cleeve ha conquistato fama e successo. Purtroppo, si è anche procurata una nemica: l’enigmatica Lady Darling, autrice di romanzi gotici che sembrano usciti direttamente dai manoscritti di Georgiana.

Determinata a smascherare la sua rivale, Georgiana scopre però qualcosa di totalmente inaspettato: Lady Darling è in realtà Cat Lacey, figlia di un maggiordomo e protagonista della sua più imbarazzante infatuazione adolescenziale.

Dal canto suo, Cat ha trascorso anni a sottrarre la propria famiglia alla povertà e non ha alcuna intenzione di lasciarsi distrarre dall’affascinante e irritante Lady Georgiana Cleeve. Eppure, liberarsi della sua presenza sembra impossibile, soprattutto quando entrambe decidono di ambientare il loro prossimo romanzo nella stessa inquietante dimora.

Le cose si complicano ulteriormente quando le due donne rimangono intrappolate nella casa. Tra apparizioni misteriose, rumori inquietanti e segreti sepolti nel passato, Georgiana e Cat si ritrovano ad affrontare il pericolo più grande di tutti: i sentimenti che da anni alimentano la loro rivalità.


Cosa funziona in Ladies in Hating

Se c’è una cosa che Alexandra Vasti dimostra con Ladies in Hating, è la sua straordinaria capacità di scrivere dialoghi brillanti. Il romanzo, infatti, è attraversato da un umorismo tipicamente britannico che farà la felicità delle lettrici appassionate di romance storico.

Anche le protagoniste rappresentano uno dei punti di forza del libro. L’aristocratica Georgiana e la ribelle Cat possiedono personalità molto diverse, ma proprio per questo si completano alla perfezione. La loro chimica risulta fresca, credibile e coinvolgente fin dalle prime pagine.

Affezionarsi a loro è semplicissimo. Il loro banter è irresistibile e rende ogni interazione divertente e memorabile. Inoltre, quando si parla di “mutual pining”, Georgiana e Cat giocano decisamente nella categoria delle campionesse olimpioniche: il desiderio represso, le incomprensioni e lo struggimento reciproco costituiscono il cuore emotivo del romanzo.

La tensione romantica è palpabile e spinge il lettore a tifare costantemente per il loro lieto fine.

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“History of Dark Faery”: Heather Fawcett annuncia il quarto libro della serie “Emily Wilde”


emily wilde libro 4 - heather fawcett annuncio

Compendium of Lost Tales non ha segnato la fine dell’avventura, anzi… Il quarto libro della serie Emily Wilde è già in preparazione e si intitolerà Emily’s Wilde History of Dark Faery.

Il nuovo volume sarà disponibile a partire dal 19 gennaio 2027 (ovviamente, ci stiamo riferendo alla versione originale inglese).

Heather Fawcett promette di iniziare a svelarci dettagli sulla sinossi già da questa estate. Nel frattempo, ci assicura che sarà un libro leggermente più cupo e dark rispetto ai precedenti, pur restando sempre un cozy fantasy (perlomeno, nell’accezione del termine che l’autrice stessa è solita attribuire a questo sottogenere).

Ma le novità per i fan di Emily e Wendell non finiscono qui: la Fawcett sta infatti già lavorando al quinto volume, che arricchirà ulteriormente la saga…

Se non conosci ancora Emily Wilde e l’Enciclopedia delle Fate, ti consiglio caldamente di leggere la mia recensione: si tratta sicuramente di uno dei libri più incantevoli e adorabili degli ultimi anni. Un titolo imperdibile per chiunque ami l’estetica cottagecore, il mondo delle fate e il classico trope “grumpy X sunshine”!

Tempo fa abbiamo parlato anche de La Mappa dell’Altrove di Emily Wilde, il sequel dell’Enciclopedia delle Fate. Spero di poter presto recensire anche Il Compendio delle Storie Perdute, in uscita in italiano il 26 maggio 2026…

Non solo Emily: oltre il quarto volume della serie Emily Wilde

Oltre al successo della serie light academia che ha contribuito a ridefinire un intero genere, la carriera di Heather Fawcett continua a crescere a un ritmo ammirabile.

Il 2026 si preannuncia un anno ricco di novità: Agnes Aubert’s Mystical Cat Shelter è sicuramente uno dei nuovi cozy fantasy da seguire con attenzione, un bestseller pubblicato negli USA dalla prestigiosa casa editrice Del Rey.

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“Diavola”: la recensione del libro gotico di Jennifer Thorne


diavola italiano - recensione - jennifer thorne

La recensione di Diavola, l’inquietante romanzo horror di Jennifer Thorne, ci conduce nelle rigogliose campagne toscane. A metà tra racconto gotico e folk horror, questo avvincente libro d’atmosfera si legge come un incontro tra L’Incubo di Hill House, The White Lotus ed Hereditary.

Il tema della famiglia disfunzionale si intreccia perfettamente con quello della villa infestata, consentendo alla storia di raggiungere il suo apice emotivo con estrema naturalezza. A completare il tutto, un’affascinante ambientazione campestre e una protagonista forte e anticonvenzionale, alle prese con una schiera di parenti insidiosi e con lo spettro di una conturbante nobildonna rinascimentale…

La trama

Anna ha soltanto due regole per le solite vacanze annuali della famiglia Pace: procedere con cautela, e cercare di sopravvivere.

Non è facile essere l’unica in famiglia a sentirsi sempre sbagliata, il bersaglio costante di ogni tensione. Il fratello gemello di Anna, Benny, si è ormai lasciato andare al punto da essersi completamente annullato, mentre la sorella maggiore, Nicole, è talmente abituata a essere obbedita da tutti – marito e adorabili figlie comprese – che Anna finisce spesso nei guai soltanto per aver osato porre una domanda.

La mamma, invece, approfitta di ogni occasione per mettere in discussione le sue scelte di vita, mentre il padre, quando non è impegnato a ricordare a tutti chi ha pagato per questa vacanza, esprime costantemente il suo unico desiderio: tranquillità e quieto vivere.

La splendida e isolata villa Taccola, nel minuscolo borgo di Monteperso, in Italia, si trasforma nello scenario da incubo di questa insopportabile riunione famigliare. Almeno fino a quando le cose non iniziano a degenerare, fra l’avvento di strani rumori notturni e inquietanti avvertimenti da parte degli abitanti del villaggio, e con il passato oscuro e violento della villa che inizia a risvegliarsi.

(Attenzione: questo libro è in grado di suscitare gli stessi sentimenti di irritazione, timore e disperazione esistenziale che accompagnano le grandi riunioni di famiglia!)


Diavola: la recensione del libro di Jennifer Thorne

La pecora nera della famiglia Pace

Il senso di angoscia e claustrofobia che permea le pagine di Diavola è estremamente palpabile. Jennifer Thorne riesce a creare una storia dal ritmo cinematografico e coinvolgente, che inizia in modo sottile e lento, seguendo uno stile slowburn, per evolversi gradualmente in un racconto ipnotico di ossessione, follia e vendetta.

L’autrice aderisce alle convenzioni del genere gotico con abilità, dimostrando una notevole sicurezza nelle proprie abilità narrative e una solida conoscenza del contesto culturale in cui i personaggi si muovono, sebbene non manchino alcune imprecisioni e approssimazioni, soprattutto dal punto di vista storico e linguistico.

Tuttavia, gli elementi che colpiscono maggiormente in Diavola, a mio avviso, sono soprattutto la caratterizzazione dei personaggi e la rappresentazione delle avvilenti (per non dire disturbanti…) dinamiche che legano i vari componenti della famiglia Pace.

Anna è la classica “pecora nera” della famiglia. I Pace, ipocriti nascosti dietro una fragile facciata di rispettabilità, sono abituati a muoversi sempre in gruppo, come un unico organismo. Anna, invece, artista solitaria e introversa, ama esplorare nuovi orizzonti, lottando con determinazione per preservare la sua identità e la sua indipendenza.

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“The Bewitching”: la recensione del nuovo folk horror di Silvia Moreno-Garcia


the bewitching recensione - silvia moreno garcia - copertina

Devo ammettere che The Bewitching, il nuovo romanzo dark academia/folk horror di Silvia Moreno-Garcia, ha completamente stravolto le mie aspettative.

Non è una critica, anzi. In realtà, pur non essendo solitamente una grande fan delle narrazioni a linee temporali multiple, in questo caso ho apprezzato moltissimo la pluralità dei punti di vista e le differenze caratteriali delle tre protagoniste.

Se pensavi di leggere The Bewitching perché hai amato Mexican Gothic o The Daughter of Dr. Moreau, però, tieni a mente una piccola avvertenza: questa non è una storia di streghe come quelle a cui gli ultimi decenni di cultura pop ci hanno abituato. Scordati i manici di scopa, le occhiate ammiccanti e i cappelli a punta: in The Bewitching, le streghe hanno poteri osceni e fanno veramente paura.

Ed è proprio per questo che consiglierei la lettura di questo libro soprattutto ai fan di film come Hereditary e Suspiria, oppure dell’agghiacciante serie a fumetti Wytches di Scott Snyder.


La trama

Minerva, una studentessa alle presi con la sua tesi di dottorato, si addentra nella vita di Beatrice Tremblay, un’oscura autrice di romanzi horror, e scopre la vera storia che si cela dietro il suo celebre romanzo, La scomparsa.

Durante le sue indagini, Minerva inizia a percepire la stessa forza malevola che, un tempo, perseguitava Betty e la sua compagna di stanza, e che potrebbe ancora aleggiare nel campus.

Questa presenza riecheggia l’incontro con una strega che Nana Alba, la bisnonna di Minerva, ebbe nel Messico dei primi del Novecento.

Minerva, adesso, teme che quell’ombra stia minacciando anche lei.

La ricerca accademica, dopotutto, può essere impegnativa… ma se aggiunti al mix la stregoneria, può addirittura diventare mortale.


La recensione di The Bewitching di Silvia Moreno-Garcia

Witchy vibes, tensioni accademiche e manoscritti maledetti

The Bewitching è uno di quei rari libri horror che ti conquistano più per la forza opprimente e vivida delle sue atmosfere che per l’effettiva imprevedibilità dell’intreccio o per l’efficacia dei suoi jumpscares.

Il ritmo della narrazione è sicuramente lento, ma la qualità della scrittura è tale da riuscire ad avvolgerti completamente nelle sue vibes inquietanti e rarefatte. C’è qualcosa di irresistibilmente decadente nell’estetica di questo romanzo; una qualità profondamente “gotica” che pervade le sue pagine, malgrado la storia di Minerva, Alba e Betty non abbia assolutamente nulla a che fare con abbazie abbandonate o decrepiti castelli invasi dalle erbacce.

Le tre diverse linee temporali prendono vita davanti ai tuoi occhi con una chiarezza quasi mefistofelica. Come una vecchia fotografia color seppia, direbbe forse qualcuno: i soggetti al centro sorridono, sbiaditi dal tempo, mentre un’ombra inspiegabile inizia lentamente a irradiarsi dai bordi, distorcendo irrimediabilmente il ritratto.

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“Witch of the Shadow Wood”: la recensione del libro di Tori Anne Martin

witch of the shadow wood recensione - tori anne martin

Witch of the Shadow Woods è un’incantevole sapphic cozy fantasy dai toni dolci e delicati.
Ovviamente, il fatto che il libro si rivolga soprattutto a lettrici giovanissime (14+) non impedisce all’autrice, Tori Anne Martin, di affrontare tematiche forti come la female rage e la lotta al patriarcato.

Il risultato?
Be’, a dirla tutta, mentirei se affermassi di aver amato questo romanzo con tutte le mie forze… soprattutto perché il livello di esposizione mi è sembrato un po’ alto. Ma l’ho comunque trovato piacevole, curato e interessante: una valida opzione per chiunque adori l’estetica della “dark forest” e sia alla ricerca di un’originale rilettura della fiaba di Hansel e Gretel.


La trama

Quindici anni fa, il padre di una bambina la diede in pegno alla vecchia strega del bosco in cambio di un po’ di magia. Abbandonata dal fratello Hans, che le aveva promesso di proteggerla, Greta impara ad accettare la sua nuova vita come apprendista della strega e inizia una nuova esistenza con il nome di Miria.

Due anni fa, ha salvato una giovane donna che si era persa in quel bosco e se ne è innamorata.
Proprio ora, ha scoperto che quella donna è promessa sposa – contro la sua volontà – a un uomo che, un tempo, era stato complice del baratto della sua sorellina: colui che aveva usato la magia ottenuta in cambio della sua vita per garantire alla sua ex famiglia ricchezza e potere smisurati, salvo poi dimenticarsi completamente di lei.
Presto, la giovane strega lascerà il bosco. Impedirà il matrimonio. Salverà la donna che ama. Si vendicherà.
Eppure, al di là del bosco, niente è mai così semplice.


La recensione di Witch of the Shadow Wood

Atmosfere e temi: nel segno del cottagecore

Nel libro di Tori Anne Martin troviamo un pizzico di folklore europeo, tante witchy vibes e un bruscolino di romance. La love story non è propriamente centrale, ma rappresenta comunque una componente vitale della trama.

Trattandosi di un clean YA, è bene saperlo: le uniche scene “intime” avvengono a porte chiuse. Il linguaggio infatti si mantiene sempre evocativo, suggestivo, senza mai sfociare nell’esplicito.
Una caratteristica lodevole, soprattutto per un romanzo rivolto a lettori così giovani… anche se confesso che non mi sarebbe dispiaciuta qualche pagina in più per esplorare meglio il personaggio di Adaline e, magari, arrivare a “sentire” con maggiore forza il legame fra lei e Miria.

Nonostante questo, ho apprezzato moltissimo le riflessioni sulla “vera” natura di una strega – una figura che sempre deve ribellarsi e opporsi al sistema, nello sforzo costante di aiutare gli indifesi – e ho adorato il rapporto fra Miria e Yali, la sua mentore e saggia strega del bosco.

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5 (nuovi) libri fantasy sulle sirene da leggere nel 2026


I romanzi fantasy sulle sirene non hanno mai perso il loro fascino e, probabilmente, continueranno a incantarci ancora a lungo.

Da secoli, le sirene abitano l’immaginario collettivo: creature affascinanti e pericolose, sospese tra mito e leggenda, capaci di ammaliare con il loro canto e di trascinare i marinai verso destini misteriosi. Dalle antiche narrazioni del mondo classico alle più recenti reinterpretazioni fantasy, queste enigmatiche abitanti del mare non smettono mai di esercitare il loro magnetismo.

Nel panorama della narrativa fantasy contemporanea, le sirene – insieme a tritoni, spiriti dell’oceano e mostri abissali – sono tornate protagoniste di romanzi intensi, romantici o oscuri, spesso raccontate con una prospettiva più complessa e originale. Non più solo simboli di seduzione e pericolo, ma personaggi sfaccettati con storie, culture e conflitti personali.

In questo articolo ti guiderò alla scoperta dei migliori libri fantasy sulle sirene e creature marine in uscita nel 2026: una selezione imperdibile per chi ama atmosfere oceaniche, avventure epiche e storie cariche di magia e mistero.


5 libri fantasy sulle sirene (per adulti o YA)

A Spell for Drowning by Rebecca Ferrier

libri fantasy sirene - a spell for drowning

Gli abitanti di Portscatho sono profondamente legati alle tradizioni e al mare, convivendo da sempre con spiriti, divinità e mostri che popolano le sue acque tempestose. Quando Kensa e la sua sorellastra trovano una creatura marina morente sulle coste della Cornovaglia, Kensa si affretta a prendersi il merito della scoperta, sottraendo la gloria e il ruolo di apprendista alla sorella presso la saggia del villaggio. Quel ruolo sembra cucirsi addosso a Kensa, da sempre un’anima fuori posto rispetto agli altri abitanti.

Tuttavia, essere una saggia significa anche vivere nella solitudine: nubile, senza figli, una figura su cui tutti contano e da cui tutti chiedono attenzione, ma che nessuno ama veramente. L’unica vera compagnia di Kensa è la sua mentore, la saggia Isotta.

Ma Isotta non vivrà per sempre e, quando si ammala, Kensa è disposta a tutto per salvarla e mantenere il suo nuovo ruolo nella comunità. Anche se questo significa dover chiedere aiuto al Bucka, un dio del mare oscuro e insondabile che governa le maree intorno a Portscatho. Così facendo, rischierà la propria vita, la sua famiglia e tutto ciò che ha giurato di proteggere.

Un fantasy sulle sirene dal tono particolarmente oscuro, pronto a immergersi nel dark fantasy: alias, un titolo che finisce subito in wishlist!

The Wicked Sea di Jordan Stephanie Gray

the wicked sea - jordan stephanie gray

La sirena Zephyra sogna la libertà. Fuggita da un rapitore pericoloso, ha perso la coda e si è nascosta sulla terraferma, trovando come unica via di sopravvivenza il furto e il baratto tra le strade sporche. Ma la sua libertà è breve: viene catturata e condannata a morte dal bellissimo ma spietato stregone Arion Stone.

Arion è lo stregone più potente in vita, ma il suo potere ha un prezzo. La sua unica speranza è il cuore del Dio della Morte, nascosto in un leggendario regno sotto le profondità dell’oceano, accessibile solo alle sirene.

Arion propone a Zephyra un patto: se lo aiuterà a trovare il mistico cuore, lui le risparmierà la vita. Ma il passato di Zephyra riaffiora, e mentre i due stringono un pericoloso accordo magico, dovranno imparare a fidarsi l’uno dell’altra o affrontare un destino peggiore della morte…

Year of the Mer di L. D. Lewis

year of the mer - libri fantasy sirene - l d lewis

La sirenetta delle fiabe, Arielle, ha trovato il suo lieto fine, ma sua nipote Yemi sta attraversando un momento molto più oscuro. Suo padre, il re di Ixia, è stato assassinato anni fa, sua madre sta lentamente soccombendo a una ferita avvelenata, e Yemi deve affrontare i pettegolezzi e le ingiurie del suo stesso popolo. Cresciuta come scudo del regno, Yemi è destinata a ereditare il trono, ma fatica a contenere la rabbia per il modo in cui Ixia ha trattato la sua famiglia dopo tanti sacrifici. Solo la sua madre paziente e la sua fedele guardia del corpo e promessa sposa, Nova, riescono a calmare quella furia… quasi sempre.

Quando il malcontento nel regno esplode, un colpo di stato le sottrae il trono, privandola della famiglia e costringendola all’esilio. Ora, solo un essere può aiutarla: Ursula.

Come sua nonna prima di lei, Yemi è tentata da un patto con la strega del mare. Con una magia antica e potente dalla sua parte, potrebbe vendicare la sua famiglia, riconquistare il trono e proteggere l’amore della sua vita. Ma dovrebbe sapere meglio di chiunque altro che ogni potere ha un prezzo. Per quanto Yemi desideri vendetta, Ursula l’ha attesa a lungo e potrebbe chiedere un conto molto più salato di quanto Yemi sia pronta a pagare, rischiando di perdere tutto ancora una volta.

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“The Isle in the Silver Sea”: la recensione del libro di Tasha Suri


the isle in the silver sea - recensione - tasha suri

Pur con tutti i suoi difetti, The Isle in the Silver Sea di Tasha Suri è un libro stupendo: una lettura che tutti gli ammiratori del recente The Everlasting di Alix E. Harrow (recensione in arrivo ASAP) dovrebbero assolutamente prendere in considerazione.

L’ambientazione è meravigliosa, la love story tragica e intensa, e l’unico vero cruccio che mi rimane è la sensazione che l’autrice sia stata costretta a comprimere un po’ troppa narrazione e retroscena in un numero limitato di pagine. Per quanto io apprezzi i romanzi autoconclusivi, infatti, una storia di queste proporzioni avrebbe probabilmente beneficiato di un respiro più ampio… anche solo di una dilogia.

Eppure, perfino così, mi espongo dicendolo chiaro e tondo: The Isle in the Silver Sea è un perfetto esempio di come i romantasy di nuova generazione dovrebbero essere scritti. Vale a dire, non tanto per fornire alle lettrici ennesimo materiale da aggiungere alle loro interminabili liste del “è bello perché si legge tutto d’un fiato, e poi non puoi immaginare lo spicy!”, quanto come opere complesse, ambiziose e destinate a durare negli anni.


La trama

In un’isola che vive di storie, il cavaliere e la strega sono destinati ad amarsi e a condannarsi a vicenda, ancora e ancora, nella stessa storia narrata per centinaia di vite.

Simran è una strega dei boschi. Vina è un cavaliere della corte della regina. Quando le due donne iniziano a innamorarsi, come potranno cedere ai loro desideri, se farlo significa distruggersi a vicenda?

Mentre cercano un modo per spezzare il ciclo, un misterioso assassino prende di mira storie come la loro. Per sopravvivere, Vina e Simran dovranno scriverne una nuova… una storia più forte di quella che il destino ha preparato per loro.

Ma quale storia è più forte di quella del Cavaliere e della Strega?


The Isle in the Silver Sea: la recensione

La provocazione iniziale sui romantasy “usa e getta” non era del tutto casuale. Tasha Suri, insieme ad autrici come Alix E. Harrow e T. Kingfisher, dimostra che è possibile abitare questo genere senza appiattirlo e, soprattutto, senza ridurlo a una sequenza di trope preconfezionati o a una rincorsa sterile alle mode editoriali del momento.

In The Isle in the Silver Sea, Suri dà il meglio di sé soprattutto sul piano del worldbuilding e delle idee. Il risultato è un universo narrativo ricchissimo, originale e profondamente immersivo: una fusione di folclore britannico, immaginario letterario e amore viscerale per le storie, quelle tramandate e quelle ancora tutte da scrivere.

Accanto a questo impianto, si muovono anche tematiche sorprendentemente attuali. Tra le pieghe del racconto emergono infatti riflessioni intriganti sull’anticolonialismo, una marcata tensione anti-monarchica e un’idea di found family che si oppone alle strutture di potere tradizionali.


Anche le aspettative hanno il loro valore

La storia d’amore tra Vina e Simran è, a conti fatti, ben costruita: funziona, è credibile, ma raramente diventa il vero fulcro emotivo del romanzo. Questo perché la narrazione è così densa di idee e suggestioni da spingere spesso il legame fra le due ragazze in secondo piano.

È un difetto? Dipende da cosa cerchi.

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“Skullrunner”: la recensione del libro fantasy sui pirati di Vyvre Argent

skullrunner recensione - vyre argent

Skullrunner è il flintlock fantasy di Vyvre Argent, un’avventura che si legge come Orphan Black incontra I Pirati dei Caraibi, con un tocco di Godkiller e Gideon La Nona.

Di questo avvincente romanzo a tema “cloni e pirati” ho apprezzato soprattutto il concept originale e il worldbuilding immersivo, minuziosamente curato e degno dei migliori epic fantasy.

Infatti, sebbene il testo presenti numerosi difetti tecnici (i frequenti infodump e il continuo susseguirsi di descrizioni statiche rallentano il ritmo, talvolta in modo piuttosto fastidioso), non posso fare a meno di elogiare la straordinaria immaginazione di Vyre Argent e la sua abilità nel creare una trama originale, avvincente e ricca di sorprese.


La trama

Durante la rivoluzione, il Comandante Gavon ha ucciso il tirannico Iunos, dio della memoria, e ne ha assunto il potere. In seguito, ha fondato la giusta e democratica Repubblica Dorata. Tuttavia, la Repubblica presenta gravi difetti: chi lotta per il cambiamento rischia di svegliarsi un giorno privato di tutti i ricordi della propria identità. È ciò che è accaduto alla capitana pirata Cevette Zarcanzi. Ora, Cevette intende navigare attraverso le Isole del Mare, rubando i ricordi intrappolati in forma fisica negli archivi segreti della Repubblica e bruciandoli, nella speranza di poter un giorno riappropriarsi del suo passato perduto.

Evazina Gavon, figlia adottiva del comandante, è l‘incarnazione frammentata dell’anima spezzata della dea della morte. Donne come lei, chiamate “echi”, sono temute e odiate nella Repubblica Dorata. Il comandante Gavon l’ha protetta solo perché il sacrificio degli echi alimenta la sua magia della memoria. Quando si unisce all’equipaggio di Cevette, Eva spera che restituire i ricordi ai cittadini della Repubblica Dorata li incoraggerà a parlare apertamente e a rimuovere pacificamente suo padre dal potere. Ma mentre Eva e Cevette navigano verso isole remote e misteriose, il loro legame inizia ad approfondirsi e, a poco a poco, le due scoprono che per vivere libere, a volte bisogna invertire la rotta e prepararsi a combattere.


Skullrunner: la recensione del libro di Vyvre Argent

Un fantasy di azione e coscienza

In Skullrunner, l’avido lettore di fantasy troverà un equilibrio ben riuscito tra scene d’azione e momenti più riflessivi. Chi scrive, infatti, alterna alle classiche sequenze di abbordaggio e arrembaggio (immancabili nei romanzi pirateschi) una serie di tematiche contemporanee particolarmente stimolanti: colonialismo, etica, conflitti di classe, politica e il costante incontro/scontro tra potere e cultura.

La storia ruota attorno al concetto di identità e si sviluppa all’interno di una società che non discrimina né le relazioni gay né le persone genderfluid; eppure, come in ogni democrazia che sembra aver bisogno di un capro espiatorio, qui sono le Eco — frammenti dell’antica dea della Morte, Morghaia — a sopportare il peso del pregiudizio, spesso vittime di un sistema alimentato dall’ego smisurato di un sedicente eroe-patriarca.

L’eroina della storia, Eva, è una di loro: destinata a imboccare il sentiero del pirata e a trasformarsi in una riluttante rivoluzionaria. Ma, per farlo, dovrà prima liberarsi del senso di colpa e dell’odio verso se stessa, interiorizzati a causa di un’educazione rigida e opprimente…

Dalle dinamiche personali all’esplosivo colpo di scena finale

Sebbene Skullrunner risulti a tratti un po’ verboso, con capitoli che indulgono in riflessioni filosofiche e morali alla maniera dei romanzi di Brandon Sanderson, l’arco trasformativo di Eva è costruito con cura e risulta estremamente convincente. Inoltre, nel corso della narrazione, l’eroina intreccia amicizie significative e piacevolmente complesse con diversi personaggi-chiave.

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