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“Skullrunner”: la recensione del libro fantasy sui pirati di Vyvre Argent

skullrunner recensione - vyre argent

Skullrunner è il flintlock fantasy di Vyvre Argent, un’avventura che si legge come Orphan Black incontra I Pirati dei Caraibi, con un tocco di Godkiller e Gideon La Nona.

Di questo avvincente romanzo a tema “cloni e pirati” ho apprezzato soprattutto il concept originale e il worldbuilding immersivo, minuziosamente curato e degno dei migliori epic fantasy.

Infatti, sebbene il testo presenti numerosi difetti tecnici (i frequenti infodump e il continuo susseguirsi di descrizioni statiche rallentano il ritmo, talvolta in modo piuttosto fastidioso), non posso fare a meno di elogiare la straordinaria immaginazione di Vyre Argent e la sua abilità nel creare una trama originale, avvincente e ricca di sorprese.


La trama

Durante la rivoluzione, il Comandante Gavon ha ucciso il tirannico Iunos, dio della memoria, e ne ha assunto il potere. In seguito, ha fondato la giusta e democratica Repubblica Dorata. Tuttavia, la Repubblica presenta gravi difetti: chi lotta per il cambiamento rischia di svegliarsi un giorno privato di tutti i ricordi della propria identità. È ciò che è accaduto alla capitana pirata Cevette Zarcanzi. Ora, Cevette intende navigare attraverso le Isole del Mare, rubando i ricordi intrappolati in forma fisica negli archivi segreti della Repubblica e bruciandoli, nella speranza di poter un giorno riappropriarsi del suo passato perduto.

Evazina Gavon, figlia adottiva del comandante, è l‘incarnazione frammentata dell’anima spezzata della dea della morte. Donne come lei, chiamate “echi”, sono temute e odiate nella Repubblica Dorata. Il comandante Gavon l’ha protetta solo perché il sacrificio degli echi alimenta la sua magia della memoria. Quando si unisce all’equipaggio di Cevette, Eva spera che restituire i ricordi ai cittadini della Repubblica Dorata li incoraggerà a parlare apertamente e a rimuovere pacificamente suo padre dal potere. Ma mentre Eva e Cevette navigano verso isole remote e misteriose, il loro legame inizia ad approfondirsi e, a poco a poco, le due scoprono che per vivere libere, a volte bisogna invertire la rotta e prepararsi a combattere.


Skullrunner: la recensione del libro di Vyvre Argent

Un fantasy di azione e coscienza

In Skullrunner, l’avido lettore di fantasy troverà un equilibrio ben riuscito tra scene d’azione e momenti più riflessivi. Chi scrive, infatti, alterna alle classiche sequenze di abbordaggio e arrembaggio (immancabili nei romanzi pirateschi) una serie di tematiche contemporanee particolarmente stimolanti: colonialismo, etica, conflitti di classe, politica e il costante incontro/scontro tra potere e cultura.

La storia ruota attorno al concetto di identità e si sviluppa all’interno di una società che non discrimina né le relazioni gay né le persone genderfluid; eppure, come in ogni democrazia che sembra aver bisogno di un capro espiatorio, qui sono le Eco — frammenti dell’antica dea della Morte, Morghaia — a sopportare il peso del pregiudizio, spesso vittime di un sistema alimentato dall’ego smisurato di un sedicente eroe-patriarca.

L’eroina della storia, Eva, è una di loro: destinata a imboccare il sentiero del pirata e a trasformarsi in una riluttante rivoluzionaria. Ma, per farlo, dovrà prima liberarsi del senso di colpa e dell’odio verso se stessa, interiorizzati a causa di un’educazione rigida e opprimente…

Dalle dinamiche personali all’esplosivo colpo di scena finale

Sebbene Skullrunner risulti a tratti un po’ verboso, con capitoli che indulgono in riflessioni filosofiche e morali alla maniera dei romanzi di Brandon Sanderson, l’arco trasformativo di Eva è costruito con cura e risulta estremamente convincente. Inoltre, nel corso della narrazione, l’eroina intreccia amicizie significative e piacevolmente complesse con diversi personaggi-chiave.

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5 romance wlw Regency (o vittoriani) da leggere nel 2026


Celebriamo il successo di Where There’s Room For Us di Haley Kiyoko – di recente entrato nella classifica dei bestseller del New York Times – dedicando l’articolo di oggi ai nuovissimi romance wlw Regency (o, comunque, ad ambientazione vittoriana) in arrivo nel 2026.

A parte il capolavoro Fingersmith e la sua simpatica “variante” YA Wilthorn, devo ammettere di non avere ancora una grande familiarità con il genere “corsetti e picnic in riva al lago”.

Però, un altro titolo adorabile che mescola merletti, crinoline, visite per il tè e… un magico viaggio nel tempo che stravolge la vita di due ragazze queer (prontissime a innamorarsi) è sicuramente Pride, Prejudice and Pittsborough di Raecheal Lippincott. Mi è piaciuto molto anche A Little Light Mishief di Cat Sebastian, anche se rimane uno di quei libri pensati più ch altro per offire alle lettrici neofite un “assaggio” delle potenzialità e dei tropes più amati del genere.

Il 2026, però, si prospetta un anno ricchissimo di nuove uscite, e le cinque di cui sto per parlarti sono quelle che, più di tutte, mi ispirano e mi incuriosiscono!


5 promettenti libri romance wlw Regency in uscita nel 2025

The Duke di Anna Cowan

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Kate, Duca di Howard, è temuta in tutta Europa come una spietata autocrate che non si lascia mai contrariare. Consumata da un’accesa rivalità, evita la società e ha giurato di non intrappolare mai una donna in un matrimonio con un mostro come lei.

La splendida e ambiziosa cortigiana Céline Genet un tempo si abbandonò alla mercé del Duca di Howard, nel tentativo disperato di di sfuggire alla ghigliottina. Dopo una notte di ardente passione, però, il duca la abbandonò al caos della Parigi rivoluzionaria, senza mai voltarsi indietro. Ora Céline vive a Londra, in possesso di una pericolosa lettera che prova che il Duca di Howard ha commesso tradimento da bambino e forse perfino un omicidio.

Céline pretende un marito titolato in cambio del segreto del duca, e Kate non ha altra scelta che portarla nelle sale da ballo più esclusive. Ma mentre Céline conquista la società, Kate si ritrova sempre più legata alla donna determinata a distruggerla. E mentre l’attrazione tra loro cresce, Kate deve affrontare un dilemma impossibile: proteggere il segreto della sua infanzia o conquistare la donna che ama.

Data di uscita: 28 aprile 2026


The Miseducation of Caroline Bingley di Lindz McLeod

The miseducation of Caroline Bingley - Lindz McLeod

Essere snobbata da Mr. Darcy – ignorata nientemeno che in favore di Elizabeth Bennet – è decisamente umiliante.
Sentirsi dire che è arrogante e scortese, e che se non cambia atteggiamento potrebbe non trovare mai l’amore… sembra addirittura assurdo, vero?

Ferita dal rifiuto di Darcy, Caroline Bingley fa ciò che farebbe ogni donna benestante e determinata: escogita un piano. Chiede a Georgiana Darcy, incarnazione nazionale di grazia e dolcezza, di insegnarle a diventare perfetta come lei.
Ma trasformare Caroline da mondana assetata di status a donna da matrimonio non sarà facile. Deve imparare a essere affascinante e, cosa ancor più difficile… gentile.

Anche Georgiana non è convinta di fare la fata madrina. Dietro la sua raffinata facciata, Miss Darcy nasconde le proprie difficoltà. Man mano che si avvicinano, Caroline scopre di essere meno interessata a conquistare un uomo . In compenso, si sente sempre più affascinata dal percorso di crescita personale che Georgiana la sta guidando a intraprendere. In breve tempo, le loro lezioni su amore e accettazione si trasformano in qualcosa di completamente inatteso…

Data di uscita: 5 maggio 2026



The Unruly Heart of Miss Darcy di Erin Ewards

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Georgiana Darcy ha baciato una sola ragazza in passato, e il ricatto che ne è seguito ha quasi distrutto la sua reputazione. Da allora, ha vissuto con estrema cautela, dedicandosi ai libri e alla musica, determinata a evitare qualsiasi nuova relazione amorosa con un’altra donna. Fino a quando non incontra Kitty Bennet, e tutto cambia.

Un bacio sotto la luce della luna trasforma la loro nascente amicizia in qualcosa di più profondo, spingendo Georgiana a seguire Kitty a casa dei Bennet. Ma quella visita si rivela pericolosa: lì, incontra l’unico uomo che conosce il suo segreto e che l’ha già minacciata. Georgiana è spaventata all’idea di mettere a rischio l’amore della sua famiglia e la sicurezza di Kitty. Non può fare a meno di chiedersi se esista davvero la possibilità di un lieto fine.

Ogni manuale di buone maniere insegna che, per proteggere il nome della sua famiglia, Georgiana dovrebbe fingere che il suo cuore segua le regole imposte dalla società. Ma forse, con l’aiuto di chi sa cosa significa lottare per amare liberamente, riuscirà a costruire il futuro che lei e Kitty meritano.

Data di uscita: 7 aprile 2026

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“A Treachery of Swans”: la recensione del romantasy gotico di A. B. Poranek


a treachery of swans - a b poranek - recensione

Nutrivo grandi aspettative per A Treachery of Swans, e forse proprio per questo la delusione è stata ancora più cocente. La cover, con le sue tinte cupe e mature, sembra promettere una storia intensa, dai toni dark, ma soprattutto una grande love story saffica all’altezza di capolavori come As Many Souls of Stars o Seppellisci le Mie Ossa nel Suolo di Mezzanotte.
La realtà, però, è ben diversa: A Treachery of Swans si è rivelato uno YA dai toni piuttosto leggeri, che si distingue più per il fascino delle sue vibes decadenti e della sua originale ambientazione “franceseggiante”, che non per la complessità della trama o la profondità dei personaggi.


La trama

Cresciuta da uno stregone, Odile ha dedicato anni a prepararsi per il colpo della sua vita. Il piano è semplice: impersonare una principessa, infiltrarsi nel palazzo reale, rubare la corona incantata e riportare la magia nel regno.

Ma quando il re viene assassinato inaspettatamente, Odile è costretta a chiedere aiuto a Marie, la vera principessa, e insieme le due iniziano a dipanare una fitta rete di inganni e menzogne che mette Odile di fronte a un dilemma: di chi può davvero fidarsi?

Presto Odile dovrà scegliere tra la sua missione e la ragazza di cui si sta innamorando.

Il destino del regno, molto semplicemente, dipende dalla sua scelta.


A Treachery of Swans“: la recensione del libro di A. B. Poranek

Sì, ma … il mio Cigno Nero dov’è?!

Treachery of Swans è un retelling de Il Lago dei Cigni e (questo va riconosciuto senza riserve) Poranek è davvero abilissima nel costruire un’estetica suggestiva e accattivante per il suo libro.

Il worldbuilding è solido, una lussuosa atmosfera di decadente opulenza avvolge ogni scena e il sistema magico affascina anche senza ricorrere a trovate particolarmente originali.

Nonostante questo, la verità è che non sono riuscita ad apprezzare il romanzo quanto speravo. E temo che la ragione principale abbia un nome ben preciso: Odile!
Più che una villain affascinante e moralmente ambigua, come la premessa lasciava intuire, Odile infatti risulta petulante, ingenua e sorprendentemente infantile. Il suo intero arco narrativo è dominato dall’ombra del padre, la cui malvagità è talmente evidente che chiunque la coglierebbe al volo… tranne lei.

La sua lentezza nel prendere coscienza dell’ovvio rende frustrante seguire il suo punto di vista, e finisce anche per rallentare lo sviluppo del suo legame con Odette: un rapporto che avrebbe potuto essere molto più intenso e magnetico, ma che invece resta impigliato nelle insicurezze della protagonista e nei suoi esasperanti daddy issues.

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“The Keeper of Magical Things”: la recensione del libro cozy fantasy di Julie Leong


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Se pensi che The Spellshop di Sarah Beth Durst e Legends and Lattes siano due fra i migliori libri cozy fantasy mai scritti, bè… preparati a lasciarti incantare da The Keeper of Magical Things di Julie Leong!

In realtà, avevo già letto (e amato) il suo dolcissimo The Teller of Small Fortune; un libro meraviglioso che, purtroppo, non ha ricevuto nemmeno metà del successo che meritava. Probabilmente perché, a differenza di The Keeper of Magical Things, che vanta una meravigliosa love story, il precedente romanzo dell’autrice era completamente privo di elementi romance.

Questo nuovo romanzo, invece, ha tutti gli ingredienti necessari a conquistare le fan del genere, a partire da un’incantevole ambientazione che ricorda un po’ la Unseen University di Terry Pratchett e un irriverente companion gatto-drago dalle ali di pipistrello…


La trama

Certainty Bulrush desidera solo essere d’aiuto: alla Gilda dei Maghi che l’ha accolta come novizia, al fratellino che dipende da lei per iniziare il suo costoso apprendistato, e a chiunque altro ne abbia bisogno. Purtroppo, la sua debole magia non si è mai dimostrata davvero utile a nessuno.

Si è sempre sentita indegna e inadeguata. Così, quando le si presenta l’opportunità di guadagnarsi il rango di maga attraverso un incarico dalla natura apparentemente semplice, non se la lascia certo sfuggire. Non importa se dovrà collaborare con la Maga Aurelia… una donna bellissima e brillante, ambiziosa quanto abile nell’allontanare chiunque le stia intorno.

Le due devono trasportare una collezione di artefatti magici di poco conto in un luogo sicuro: la meta prescelta è Shpelling, il villaggio più tranquillo e meno magico dei dintorni. Qui, dovranno sistemare un vecchio magazzino, separare le teiere pettegole dalle spade fiammeggianti, accudire un piccolo gatto-drago ribelle che si è unito alla loro squadra e, soprattutto, evitare qualsiasi complicazione. Il fragile rapporto tra la Gilda e gli abitanti del villaggio, infatti, è a un punto critico, e l’ultima cosa di cui i maghi hanno bisogno è un incidente magico.

Tuttavia, a mano a mano che Cert e Aurelia cominciano ad avvicinarsi, si rendono conto che l’unico modo per assicurarsi che la magia sia veramente d’aiuto alla comunità è imparare a… condividerla.


The Keeper Magical Things: la recensione del libro di Julie Leong

Contro il capitalismo, e le dure leggi del marketing

In realtà, poco fa ho menzionato Baldree e Sarah Beth Durst, ma The Keeper of Magical Things racchiude anche numerosi elementi che lo avvicinano a due altri cozy fantasy che io, ad eempio, adoro con tutto il cuore: L’Enciclopedia delle Fate di Emily Wilde e La Guardiana delle Fenici di S. A. Maclean.

Più che del classico trope “grumpy x sunshine“, qui parliamo di un’avvincente variazione del tipo “sunshine x ice queen“. Posso garantirti che il banter tra l’estroversa novizia Certainty e la talentuosa maga Aurelia è assolutamente all’altezza, se non superiore, a quello tra Emily e Wendell! Il loro slowburn è una lenta danza e, da un punto di vista personale, ho apprezzato ogni singolo battibecco e battuta salace.

Ho anche adorato le vibes della storia e, soprattutto, ho percepito un profondo senso di calore nel bellissimo messaggio che trasmette: Julie Leong, con i suoi libri apparentemente semplici e accoglienti, lancia una sfida al sistema capitalistico e alle sue consolidate dinamiche di profitto e ascesa sociale.

Già solo nella dedica, scrive “kind is great enough“, suscitando in chi legge un forte desiderio di ricevere un abbraccio dai suoi personaggi; in particolare, forse, da Aurelia, che nel corso del romanzo compie un percorso di crescita straordinario e impara a valorizzare le piccole gioie della vita, al di sopra di tutte quelle trivialità venali che la nostra società continua a idolatrare (una carica prestigiosa, ricchezza sfrenata, ecc.), anche quando ormai sappiamo bene che sono proprio queste cose a spingerci sempre più sull’orlo del baratro.

Come tornare a connettersi con la propria comunità, e… con la propria magia interiore!

Se un editore avrà mai il coraggio di portare in Italia una piccola gemma come questa, prometto solennemente che ne acquisterò tre copie!

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“The Last Soul Among Wolves”: la recensione del libro fantasy di Melissa Caruso


the last soul among wolves - recensione sequel ultima ora tra i mondi

Con The Last Soul Amond Wolves, l’americana Melissa Caruso prosegue la sua serie The Echo Archive, regalandoci un secondo volume carico di misteri, adrenalina e romanticismo.

Innanzitutto, sono felice di annunciarti che, dal punto di vista tecnico, questo nuovo romanzo supera tutti quei piccoli problemi di frammentarietà che affliggevano L’Ultima Ora Tra I Mondi, offrendo un’esperienza di lettura molto più coerente e scorrevole. Il concept, invece, si conferma altrettanto brillante, permettendo a Melissa Caruso non soltanto di ampliare l’affascinante mitologia del mondo degli Echo, ma anche di approfondire le dinamiche tra i personaggi e la componente romantica…

La trama

Tutto ciò che Kembral Thorne desidera è trascorrere serenamente il suo congedo di maternità. Ma quando la sua migliore amica Jaycel le chiede aiuto, non può rifiutare, anche se ciò significa recarsi in una villa fatiscente su un’isola remota per la lettura di un testamento.

Al suo arrivo, trova una riunione inaspettata dei suoi amici d’infanzia, insieme alla sua all’inizio-rivale-ma-ormai-fidanzata Rika Nonesuch, presente sulla scena per un incarico misterioso commissionato dalla sua gilda di ladri. Poi, però, viene letto il testamento… e tutto inizia ad andare in malora!

Otto potenziali eredi, metà dei quali amici di lunga data di Kem.

Tre reliquie maledette.

Un lupo dagli occhi ardenti.

Le uniche regole: gli eredi moriranno, uno dopo l’altro.

Il premio per l’unico sopravvissuto: un desiderio. Ma, come recita il motto, attento a ciò che desideri… Potrebbe avverarsi!

Per salvare i loro amici, Kem e Rika dovranno correre contro il tempo e immergersi ancora una volta in altre realtà. Ma la villa è piena di vecchi segreti e nuovi piani, e presto il gioco diventa molto più pericoloso e più personale di quanto entrambe avrebbero potuto immaginare.


The Last Hour Among Wolves: la recensione

Al diavolo il Booktok: Rika è la mia book girlfriend…

Da un punto di vista oggettivo, ciò che più sorprende di The Last Hour Among Wolves è l’incredibile fusione di generi: fantasy, mistery, action, horror e persino un pizzico di romance! Ma voglio essere completamente sincera con te: fin dal primo volume ho intravisto in questa serie un enorme potenziale – perché, diciamocelo, potresti continuare a sviluppare il concept, il worldbuilding e il set di poteri dei personaggi fino a trarne una saga infinita, in perfetto stile October Daye – e mi sono profondamente innamorata sia della sua ambientazione, ricca e vivissima, sia delle sue due irresistibili protagoniste.

Ho sempre avuto un debole per i personaggi tsundere e Rika, sotto questo aspetto, incarna perfettamente tutte le qualità che adoro in un love interest! Devo dire che, per una volta, non mi ha infastidito neanche la sua vena iperprotettiva (probabilmente perché Kembral, l’autrice e la stessa Rika sanno benissimo che si tratta di un difetto da superare, e non di un tratto desiderabile in una relazione). Devo ammettere che i suoi improbabili intrighi per proteggere Kembral mi hanno fatto ridere di cuore in più di un’occasione!


Nata per… correre (contro il tempo!)

A prescindere dalle mie preferenze personali, sono convinta che The Last Hour Between Wolves piacerà moltissimo alle fan del primo libro; anzi, con ogni probabilità, riuscirà a conquistare anche molte di quelle che non hanno apprezzato particolarmente L’Ultima Ora Tra i Mondi.

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“No Body, No Crime”: la recensione del thriller romantico di Tess Sharpe


no body no crime recensione - tess sharpe

No Body, No Crime è il thriller che conferma alcune mie riflessioni su Tess Sharpe: a quanto pare, infatti, io e questa autrice non siamo molto in sintonia… È il terzo suo libro che leggo e, per la terza volta, mi sono ritrovata ad avvertire una certa distanza emotiva nei confronti della storia.

Che, a essere onesti, in realtà è abbastanza intrigante e popolata da personaggi che sembrano usciti da un film dei fratelli Coen. Il problema, semmai, per me risiede nella particolare cifra stilistica di Tess Sharpe: perfino quando fanno battute ironiche, si baciano o ringraziano un drappello di pennuti per averle salvate dal villain, infatti, le protagoniste di questo romanzo trasmettono la stessa vena drammatica di un adolescente alle prese con i suoi primi drammi sociali…

Puoi reggere un’intensità del genere per trecento pagine filate? Alcuni lettori sì, con ogni probabilità.

Io, sinceramente, avrei fatto volentieri a meno di tutti quei monologhi interiori sulla forza distruttiva dell’amore e i vari, interminabili commentari sull’incredibile “tostaggine” delle due protagoniste…


La trama

L’omicidio può creare un legame per la vita oppure distruggerlo. L’investigatrice privata Mel Tillman, questo, lo sa bene. Nel corso della sua carriera ha affrontato numerosi casi difficili e insabbiamenti fallimentari. Ma uccidere insieme a qualcuno? Quello è un guaio di ben altro livello, e Mel ha una vasta esperienza su questo tema.

Nessuno ha più avuto notizie di Toby Dunne dalla festa per i sedici anni di Chloe Harper. Probabilmente perché Chloe e la sedicenne Mel lo hanno nascosto così profondamente nel bosco che nessuno è mai riuscito a ritrovarlo. Mel non ne è affatto turbato: Toby era una canaglia e le stava terrorizzando.

Quello che invece le fa perdere il sonno è Chloe, la ragazza con cui è sopravvissuta a quella terribile notte nel bosco. Chloe, colei di cui si è innamorata. Chloe, la ragazza scomparsa da oltre sei anni.

Incaricata dalla sua famiglia di rintracciare Chloe, Mel non riesce a resistere al richiamo di un inseguimento e alla voglia di ritrovare la sua ragazza. Ma quando Mel scopre Chloe, armata e all’erta, che vive isolata in una zona selvaggia del Canada piena di trappole esplosive, si rende conto che Chloe si aspettava che qualcuno, oltre alla sua ex, venisse a cercarla.

Ciò che ha tenuto Chloe in vita per anni è stata la sua fuga; la stessa cosa che ha protetto anche Mel. Ma la verità sta per venire a galla e, presto, per entrambe potrebbe giungere il momento di scappare di nuovo…


No Body, No Crime: la recensione

Tra Fargo e Yellowjackets

Ammetto che la cover, davvero splendida, di questo romanzo mi aveva un po’ tratto in inganno. Mi aspettavo un survival ambientato nei boschi, e invece mi sono ritrovata a leggere di narcotrafficanti, sabotaggi aerei e furti di gioielli.

È un po’ il motivo per cui sono stata generosa nel mio voto su Goodreads; in fondo, non è colpa di Tess Sharpe se il suo ultimo romanzo è stato indirizzato al pubblico sbagliato ed è finito nelle mani di qualcuno che si annoia profondamente a leggere questo tipo di contenuti.

Perché sicuramente No Body, No Crime ricorda molto più Fargo che Yellowjackets; anzi, direi che la componente queer è l’unico elemento che lega questo titolo alla serie (attualmente in leggero declino, ma originariamente straordinaria) disponibile in Italia su Paramount+.

Il libro offre una ricca varietà di punti di vista, e questo è sicuramente un elemento che ho apprezzato molto . Sono rimasta particolarmente colpito dal fatto che quello di Rick, uno dei villain criminali responsabili dell’odissea di Mel e Chloe, si sia rivelato il più originale e divertente. La sua natura deliziosamente spregevole, le sue assurdità familiari e il suo umorismo tagliente mi hanno concesso, infatti, una necessaria pausa dalle infinite tribolazioni ad alto tasso di pathos di Chloe e Mel, perennemente alle prese con problemi di violenza domestica, omicidi, omofobia, fratelli tossicodipendenti e altro ancora.


Time lapse

L’intreccio di No Body, no Crime è un thriller che eleva il concetto di “sbalzi temporali” allo stato di arte. La cosa buffa è che questo artificio rappresenta il principale punto di forza del libro, ma anche il suo maggiore punto di debolezza: perché se, da una parte, è vero che l’autrice attraverso questo artificio è in grado di aumentare la suspense e rendere più incisivi i suoi colpi di scena, dall’altra rende anche più difficile entrare in sintonia con i personaggi e seguire con chiarezza il susseguirsi degli eventi.

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“The Bone Raiders”: la recensione del libro fantasy di Jackson Ford


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Cosa fai se Nicholas Eames si rifiuta di consegnare alle stampe il terzo volume della serie The Band? Semplicissimo: leggi The Bones Raiders di Jackson Ford, e ti lasci trascinare nel vortice di inesauribile energia e divertimento garantito delle sue Rakada… alias, il gruppo di “predoni” al femminile più esilarante, imprevedibile e scombinato che si sia mai visto!

La lettura ideale per chi mal sopporta il romance e preferisce prendere la sua dose quotidiana di epic fantasy con una goccia… anzi, no, un mare… di ironia e rocambolesche scene d’azione…


La trama

Non si scherza con le Rakada. Gli abitanti delle praterie dell’Arazzo le chiamano “Predoni d’Ossa“, per la loro macabra usanza di esporre sulle loro armature le ossa delle loro vittime. Ma essere un predone oggi è più difficile che mai. Un nuovo Gran Khan domina l’Arazzo, deciso a usare il suo potente esercito per eliminare i clan di predoni. E, a complicare ulteriormente le cose, nelle praterie si aggirano sempre più spesso enormi lucertole sputafuoco.

Sayana è il più giovane membro della banda. E sa perfettamente che, se intende salvaguardare la loro libertà e il loro stile di vita, deve intraprendere un corso d’azione radicale.

Dopo una disavventura che si conclude con un’improbabile vittoria, il suo obiettivo consiste nel suo convincere il clan a montare quelle gigantesche lucertole invece dei tradizionali cavalli che hanno sempre usato per spostarsi nelle pianure. Tuttavia, Sayana ignora come riuscirci senza rischiare di essere divorata o bruciata viva.

Ma sa che deve trovare una soluzione: altrimenti lei, il suo clan e tutti i predoni dell’Arazzo saranno destinati a scomparire.

Per fortuna, a palazzo si nasconde una sua vecchia conoscenza… un’addestratrice di animali provetta che potrebbe, forse, darle una mano a domare i pericolosi lucertoloni. Peccato che l’unico modo per convincerla a collaborare sia… organizzare il suo rapimento e tenerle una lama puntata alla gola?! Ugh.

Operazioni del genere non rientrano proprio nello stile delle Rakada.

Ma, in circostanze disperate, qualsiasi fine giustifica i mezzi… giusto?


La recensione di The Bone Raiders

Come domare una lucertola gigante, e conquistare il cuore dei tuoi lettori

Nel corso delle settimane e dei mesi che verranno, mi sono ripromessa di tornare a leggere più epic fantasy. In particolare, spero di riuscire a scoprire altri titoli dal carattere originale, spassoso e surreale come questo The Bone Raiders: un libro dall’anima indomabile e dalla personalità spumeggiante, che richiama sia I Guardiani della Galassia, sia Dragon Trainer, e che ho adorato dalla prima all’ultima pagina.

In questo primo volume, Jackson Ford abbandona i temi tradizionali del genere, come la classica lotta tra Bene e Male o l’amore romantico, per concentrarsi sulla creazione di una sgangherata e affascinante found family, composta esclusivamente da razziatori, domatrici di bestie selvagge e gigantesche lucertole sputafuoco.

La trama di The Bone Raiders è confezionata con maestria: un intreccio semplice, ma una struttura a prova di bomba, dal ritmo incalzante e, soprattutto, dotata di scene-chiave vividissime e in grado di coinvolgere emotivamente il lettore. Inoltre, il contagioso senso dell’umorismo dell’autore riesce a mettere in luce tutti gli aspetti comici di ogni situazione impossibile, coinvolgendoti completamente nei (comprensibilissimi) dilemmi di Sayana, l’intraprendente ma straordinariamente fragile “Principessa” dei Rakada.


Relazioni, razzie e dinosauri

Ciò che colpisce ancor di più, a mio parere, è la profonda devozione e l’amore viscerale che Jackson Ford riversa nel ritratto delle sue protagoniste. Nei fantasy ricchi di azione, spesso ci si aspetta spesso una caratterizzazione più superficiale; in The Bone Raiders, invece, ogni personaggio principale possiede un arco narrativo completo e un cuore grande come una casa.

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“Seppellisci le Mie Ossa nel Suolo di Mezzanotte”: la recensione del libro gotico di V. E. Schwab


seppellisci ossa suolo mezzanotte recensione - bury our bones in the midnight soil - schwab

Ho sempre saputo che V. E. Schwab avrebbe scritto il libro del mio cuore. E, adesso, quel momento è arrivato: Seppellisci le Mie Ossa nel Suolo di Mezzanotte è quel libro, finalmente! Un romanzo intenso e magnetico, oscuro e provocante, capace di catturare il lettore in maniera viscerale.

Da lettrice affezionata della Schwab, posso tranquillamente affermare che questa è – almeno per me – la sua opera più complessa, ambiziosa e matura. Non soltanto per la bellezza della prosa, sempre elegante e languida come una ballata triste, ma anche e soprattutto per la complessità emotiva e morale delle tematiche affrontate e per il livello di introspezione che permea ogni capitolo…


La trama di Seppellisci le Mie Ossa nel Suolo di Mezzanotte

Questa è una storia che parla di fame; una fame insaziabile.

1533, Santo Domingo de la Calzada.
Una giovane ragazza cresce libera e astuta: la sua bellezza è superata soltanto dai suoi sogni di fuga. Ma María sa che gli uomini la vedranno sempre solo come un premio o una pedina. Quando un’affascinante vedova le offre una via alternativa, María compie una scelta disperata: decide che condurrà una vita priva di rimpianti.

Questa è una storia che parla d’amore; un amore che trasforma, e distrugge, tutto quello che tocca.

1827, Londra.
Una giovane donna conduce una vita tranquilla e riservata nella tenuta di famiglia. Un’istante di intimità con la persona sbagliata la costringe, tuttavia, a trasferirsi a Londra per imparare le “buone maniere” e trasformarsi nella moglie perfetta. Il cuore sensibile di Charlotte e i suoi sogni irrealizzabili vengono sconvolti dall’amicizia di una splendida donna dai capelli rossi; eppure, il costo della libertà si rivela più alto di quanto avesse mai immaginato.

Questa è una storia che racconta di una rabbia profonda, e di un dolore che non morirà mai.

2019, Boston.
Il college avrebbe dovuto rappresentare per Alice l’opportunità di rinascere, di diventare una persona nuova. Per questo si è trasferita dall’altra parte del mondo, lasciandosi definitivamente alle spalle la sua vecchia vita in Irlanda. Tuttavia, una notte fuori dal comune la spingerà a riflettere sul suo passato, sul suo presente e sul suo futuro. Determinata a scoprire la verità, Alice intraprende un viaggio alla ricerca di risposte… ma anche – e forse soprattutto – di vendetta.

Questa è una storia sulla vita: su come tutto finisce, ma anche su come ogni cosa, prima o poi, ricomincia.


La recensione di Seppellisci le Mie Ossa nel Suolo di Mezzanotte

Tre rose selvatiche, che nascondono bianchissimi denti aguzzi…

Non è la prima volta che V. E. Schwab ci racconta di vampiri e storie d’amore a tema saffico: se hai visto la (sfortunata) serie tv First Kill su Netflix, probabilmente sai già che quella divertente e un po’ esagerata incursione nel mondo del campy horror è stata ispirata proprio da un suo breve racconto contenuto nell’antologia Vampires Never Get Old: Tales with Fresh Bite.

Questo nuovo romanzo – ovviamente molto più corposo, complesso e diretto a un target più adulto – si regge invece sulla forza propulsiva di tre straordinarie voci narranti. Ciascuna di esse riflette un’identità, al tempo stesso, fortissima, unica e ricca di vulnerabilità.

È raro trovare storie a più voci in cui ogni personaggio riesce davvero a lasciare un segno; tuttavia, in questo caso, la nostra Victoria riesce a centrare perfettamente l’obiettivo. Non si tratta solo di differenze stilistiche, ma di modi distinti di osservare il mondo… senza dimenticare, naturalmente, le suggestive eco di richiamo, un sottile gioco di rimandi che mette in luce tanto le differenze tra le nostre tre protagoniste, quanto le loro profonde e indiscutibili affinità.

Ciò che mi ha colpito di più è che in ciascuna di queste antieroine è semplicissimo imparare a riconoscere almeno una piccolissima parte di sé.

C’è Alice, con la sua struggente malinconia urbana e le sue ferite invisibili; e c’è Charlotte, con la sua delicata sensibilità macchiata di edonismo.

E poi, ovviamente, abbiamo lei… Sabine: larger-than-life, spregiudicata, vitale, e seducente come il peccato. Con la sua fame viscerale, la sua sete di vita, e il suo cuore corrotto da secoli e secoli di (non-)vita alla ricerca di un amore disposto a tingersi di venerazione.


Una fame inarrestabile

Queste tre indimenticabili protagoniste si intrecciano in una narrazione gotica che richiama capolavori come Intervista col Vampiro, Carmilla e Lasciami Entrare.

Ma l’irrequieta personalità della Schwab traspare da ogni pagina: perché, a dire la verità, in Bury Our Bones in The Midnight Soil ritroviamo, soprattutto, le atmosfere cosmopolite e la tensione claustrofobica de La Vita Invisibile di Addie LaRue.

In un certo senso, però, nel suo nuovo libro la Schwab compie un’operazione completamente diversa: attraverso la metafora della “vampira-fidanzata tossica“, eternamente affamata e proiettata verso un ideale di femminilità che sfugge a ogni canone tradizionale imposto dallo sguardo maschile, apre una finestra sull’esperienza di scoperta e affermazione vissuta da ogni donna “saffica” nel mondo.

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“Mistakes Were Made”: la recensione della divertente romcom queer di Meryl Wilsner


mistakes were made recensione - meryl wilsner

Dopo aver passato anni a declamare la mia antipatia per il trope dell’age gap nel romance, eccomi qui pronta a pubblicare la recensione di Mistakes Were Made, l’effervescente e irresistibile romcom di Meryl Wilsner!

Un libro che, contro ogni mia possibile aspettativa, si è rapidamente trasformato in uno dei miei feel-good books preferiti di sempre. Mi ha colpito perfino più di Cleat Cute, uno sport romance della stessa autrice che ho avuto il piacere di leggere lo scorso anno.

Probabilmente perché temevo che Mistakes Were Made sarebbe stato uno di quei romance pieni di angst e tormenti interiori (alla maniera di Claire Lydon, per intenderci…) che portano i personaggi a struggersi e a litigare furiosamente per almeno i tre quarti del libro, fino all’inevitabile rottura del terzo atto.

Quanto sono stata felice di scoprire che Meryl Wilsner, invece, riesce sempre a infondere un’energia travolgente, un ottimismo contagioso e una incontenibile gioia queer all’interno suoi libri, a prescindere dall’apparente “scandalosità” di alcuni dei suoi soggetti!


La trama

Quando Cassie, studentessa all’ultimo anno di college, decide di trascorrere il venerdì sera in un bar fuori dal campus, non sta cercando un’avventura occasionale. Così, quando succede, capita perché sì: dopotutto, a caval donato non si guarda in bocca…

Offrire da bere a una sconosciuta si trasforma in una indimenticabile notte di passione. La mattina dopo, però, una delle sue migliori amiche la porta a conoscere sua madre… che si rivela essere la donna matura e affascinante con cui Cassie è appena andata a letto.

Erin programmava di trascorrere il weekend riavvicinandosi a sua figlia, sempre più distante a causa del suo recente divorzio, e non vivendo un’avventura di una notte. Non andando in giro a spassarsela e, decisamente, non facendo sesso con una delle giovani e bionde compagne di corso della sua unica figlia…

Erin e Cassie si rendono conto di dover dare un taglio alla loro potenziale relazione, subito. Eppure, scoprono presto di trovarsi in sintonia sia dentro, che fuori dalle lenzuola… Un’alchimia potente, che le spinge costantemente a gravitare l’una nell’orbita dell’altra e al cospetto della quale, forse, si può soltanto capitolare.

Quella che avrebbe dovuto essere soltanto un’avventura occasionale si trasforma, così, in un legame sempre più impossibile da ignorare. Ben presto, Cassie ed Erin iniziano a vedersi di nascosto e, ancora peggio, scoprono di provare un sentimento autentico.

Ma essere sincere riguardo al loro amore vale davvero il prezzo da pagare?


Mistakes Are Made: la recensione del libro di Meryl Wilsner

Sesso, tenerezza e risate

Prima di proseguire, meglio mettere le mani avanti: Mistakes Are Made contiene tantissime scene spicy. Ma veramente un sacco!

La love story fra Erin e Cassie comincia come l’avventura di una notte, del resto, e ben poco di ciò che accade fra di loro tende a rimanere confinato dietro una porta chiusa.

Le scene di sesso, ad ogni modo, risultano avvincenti, originali e ben scritte. Il body positive è un grande protagonista di questi exploit; i buffi dialoghi che li accompagnano, senza nulla togliere al complessivo effetto “hot” di questo passaggi, contribuiscono invece a mettere in evidenza l’adorabile goffaggine di entrambe le protagoniste, accentuando la loro caratterizzazione ed evocando in chi legge un confortevole senso di intiminità.

Tutto questo per dire: la trama di Mistakes Are Made viene frequentemente interrotta da una carovana di siparietti sexy – diventati ormai un tratto stilistico distintivo di Meryl Wilsner – e non escludo affatto la possibilità che alcune lettrici possano trovare irritante questa continua escalation di ormoni e tonalità giovanilistiche.

Ma penso davvero che Erin e Cassie siano due eroine meravigliose da seguire, oltre che dotate di un’intesa pazzesca. Senza contare che gli esilaranti (e un po’ sciocchi) dialoghi di questo libro sarebbero in grado di migliorare l’umore di qualsiasi appassionata di romance…


Innamorarsi può mai essere… sbagliato?

Mistakes Are Made offre anche una prospettiva particolare su alcuni interessanti spunti di riflessione sociale.

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“Bookshops and Bonedust”: la recensione del prequel di “Legends and Lattes”


bookshops and bonedust recensione - travis baldree

La recensione di Bookshops and Bonedust è qui per rispondere alla domanda che tutti i fan italiani del cozy fantasy si stanno ponendo: vale la pena leggere il prequel di Legends and Lattes? Come se la cava Travis Baldree in questa nuova/precedente avventura di Viv, l’orchessa gentile che abbiamo incontrato nel corso del primo libro?

Perché sappiamo tutti che il successo di Legends and Lattes ha praticamente posto le basi per la creazione di un nuovo, fortunatissimo (sotto-)genere. E la posta in gioco, per i personaggi di un cozy fantasy, potrà anche sembrare modesta… Le nostre aspettative nei confronti di Bookshops and Bonedust, però?

Alte come le Montagne Nebbiose, e più svettanti della Torre di Mordor!


La trama

Viv è finalmente entrata a far parte della rinomata compagnia di mercenari guidata dal leggendario Racksam. Tuttavia, la sua carriera tra i Corvi non sta procedendo esattamente come aveva immaginato.

Infatti, mentre il gruppo dà la caccia a una potente necromante, Viv si ferisce alla gamba ed è costretta a separarsi dagli altri per trovare rifugio a Murk, una tranquilla e sonnolenta cittadina costiera. L’orchessa teme che i Corvi non tornino più a recuperarla, ma quali alternative ha? La sua gamba malconcia ha bisogno di molto riposo per guarire.

Lontana da quell’azione spericolata che tanto brama, Viv comincia a trascorrere le sue ore di ozio in compagnia di Fern, la proprietaria di una libreria sull’orlo del fallimento. Pian piano, si lascia coinvolgere nelle avventure di Fern per salvare la sua attività, ritrovandosi a esplorare un mondo in cui non avrebbe mai immaginato di addentrarsi… un mondo che, forse, le offre proprio l’opportunità di apprendere una lezione che le era sfuggita.

Perché, a volte, le cose giuste ci succedono nel momento sbagliato. Quello di cui abbiamo bisogno non è sempre quello che cerchiamo. E, qualche volta, può perfino capitare di riuscire a trovare noi stessi all’interno delle storie che ci aspettano fra le pagine di un libro…

Eppure, l’avventura è più vicina di quanto Viv avesse immaginato. Un enigmatico viaggiatore vestito di grigio, una gnoma dal carattere infuocato e un inaspettato amore estivo mostreranno a Viv che persino un luogo come Murk può trasformarsi, all’improvviso, in un vivace teatro di eventi sorprendenti e affascinanti…


Bookshops and Bonedust: la recensione del libro di Travis Baldree

L’orchessa in vacanza

Quando un autore che amo annuncia un prequel, faccio fatica a entusiasmarmi davvero. Per natura, e fatta eccezione per pochi titoli in particolare (qualcuno ha detto “revival di Buffy“, per caso?), credo di essere piuttosto immune al richiamo della nostalgia. Nella vita come nella lettura, preferisco sempre guardare avanti, piuttosto che voltarmi indietro.

E dico questo nonostante mi sia poi ritrovata, in più di un’occasione, ad apprezzare un prequel addirittura (quasi) più del romanzo originale.

Ti dirò la verità: la cosa che mi preoccupava di più riguardo a Bookshops and Bonedust era che il personaggio di Tandri, questa volta, sarebbe inevitabilmente rimasto escluso dai giochi. E io, come Viv, ho sempre avuto un debole speciale per la succubus!

A lettura ultimata, però, posso confermarti che il prequel scaturito dalla penna e dall’immaginazione di Travis Baldree riuscirà a scatenare in te un vero e proprio tsunami di dolci e calde emozioni! Nessuno degli elementi che hanno reso il primo libro un successo manca all’appello: umorismo, magia, un tocco di romance e tantissime cozy vibes. Inoltre, molti dei nuovi personaggi introdotti meriterebbero sicuramente uno spin-off tutto loro.

La trama risulta forse un po’ più dispersiva, meno raffinata e “studiata” rispetto a quella di Legends and Lattes. Tuttavia, Baldree in questo secondo volume ha saputo ache inserire una significativa dose di azione e una crescente tensione che rendono la lettura particolarmente avvincente e immersiva.

E poi, c’è tutto il ruolo fondamentale della libreria e della profonda passione per le storie da considerare…


Il magico potere della lettura

D’altronde, Travis Baldree non inserisce certo questi splendidi bookish tropes a caso, e nemmeno solo per concedere una strizzatina d’occhio al lettore! Chi di noi non ha mai sognato di aprire una pittoresca libreria? Ancora meglio se stracolma di volumi, per trascorrere pomeriggi interi a catalogare, ordinare e consigliare…

La libreria di Fern, in effetti, costituisce un ottimo catalizzatore per l’arco trasformativo di Viv.

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