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“The Sky on Fire”: draghi, furti e sopravvivenza nel nuovo libro fantasy di Jenn Lyons


the sky on fire - jenn lyons - libro fantasy

Mettere “The Sky on Fire” di Jenn Lyons in wishlist, dal mio punto di vista personale, potrebbe rivelarsi la più grande genialata del 2024, oppure la più ingenua delle trovate.

Perché non ho amato “The Ruin of Kings” e non sono mai riuscita a costringermi a finire la quadrilogia “Chorus of Dragons“. Anche se si tratta di una serie che ha ricevuto una sorta di plauso generale da parte della critica e del pubblico.

Ma la premessa di “The Sky on Fire” mi incuriosisce e mi attrae così tanto che, in definitiva, so già che concederò a Jenn Lyons un’altra opportunità per farmi cambiare idea!

Voglio dire, dopotutto sulla quarta di copertina sono riportate le parole magiche «un nuovo, avventuroso heist fantasy, destinato a elettrizzare i fan di Temeraire e Fourth Wing»


“The Sky on Fire”: la trama

Anahrod si concentra solo sulla sopravvivenza, forgiando la sua strada attraverso le aspre giungle delle Profondità con il suo drago titano al fianco. Anche quando un gruppo di avventurieri le impedisce di finire prigioniera di un signore della guerra locale, Anahrod non vede l’ora di tornare alla sua vita solitaria.

Ma ciò che è accaduto non equivale a un semplice salvataggio “ordinario”. Il passato di Anahrod, infatti, sta per raggiungerla. E questi intriganti disadattati hanno tutte le intenzioni di trascinarla verso le città governate dai draghi, nella speranza di ottenere il suo aiuto e riuscire a compiere l’impossibile: rubare qualcosa dal tesoro di un drago.

C’è solo un problema: il tesoro in questione appartiene all’attuale reggente, Neveranimas. E lei non vede l’ora di vedere Anahrod passare a miglior vita…


Un po’ di sporco (e di sangue) sotto le unghie

Leggendo un’intervista rilasciata da Jenn Lyons al Grimdark Magazine, confesso di essere rimasta colpita da queste parole:

«Penso sia bello avere la possibilità di scrivere un personaggio principale che non sia l’ingenuo o il prescelto della situazione. Qualcuno che abbia un po’ di sporco (e di sangue) sotto le unghie, che sappia ciò che gli/le piace, che abbia visto delle cose. Abbiamo bisogno di più adulti, nel fantasy, che siano in grado di esistere come qualcosa di diverso dal villain o dal mentore che muore alla fine del primo atto.»

Jenn Lyons

Sarà forse la mia veneranda età che parla, ma non potrei essere più d’accordo con questa dichiarazione!

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“The Fireborne Blade”: la recensione del libro fantasy di Charlotte Bond


the fireborne blade recensione - charlotte bond

La recensione di “Fireborne Blade” è dedicata a tutti gli amanti delle storie di draghi!

Il romanzo breve di Charlotte Bond ha sicuramente un impianto “epico” dal taglio molto classico – la nostra eroina, del resto, è un cavaliere alle prese con la tradizionale quest della caccia al drago – ma può contare su un ottimo twist e su un promettente cast di protagonisti.

Avrei preferito che il libro si/ci concedesse qualche capitolo in più, magari per approfondire un po’ le relazioni fra i personaggi e il worldbuilding? Senz’ombra di dubbio!

Ma “Fireborne Blade” resta un libricino divertente, avvincente e, soprattutto, infarcito di taaaanta dragon-lore


La trama

Maddileh è un cavaliere. Nella sua professione è piuttosto raro trovare una donna, e le sembra spesso che sopportare il disprezzo e i commenti taglienti dei suoi pari sia ancora più difficile che stanare e uccidere draghi pericolosi.

Ma Maddileh è un cavaliere, e può affrontare di tutto.

Un giorno, però, un’infrazione minore la costringe all’esilio. Per rientrare nelle grazie dei regnanti, Maddileh è costretta a trovare un modo per redimere il proprio onore, peraltro nella maniera più drammatica possibile. Per riuscirci, decide di ritrovare la leggendaria Fireborne Blade.

La spada, però, è custodita dalla Dama Bianca, uno dei draghi più antichi e scaltri attualmente in circolazione. Il tentativo potrebbe facilmente costarle la vita. Anche perché, se la storia ci insegna qualcosa, è che, di solito, la parte che recita “o muori provandoci” è quella che finisce per avverarsi…


“The Fireborne Blade”: la recensione

Malgrado il taglio classico della trama, “The Fireborne Blade” si avvale di un tocco di light academia che assolve, in maniera egregia, il duplice obiettivo di modernizzare la narrazione e rendere l’intreccio più inaspettato e misterioso.

Anche perché la componente avventurosa si rivela senz’altro predominante (dopotutto, “The Fireborne Blade” si svolge, per i tre quarti, all’interno del dungeon costituito dal covo di un temibile drago sputafuoco…), ma è grazie all’elemento psicologico che la storia di Charlotte Bond riesce a distinguersi.

E, in realtà, sono proprio i numerosi brani di “scienza draconica applicata” che intervallano l’odissea di Maddileh a tenere insieme le fila del piccolo mistero che si dipana ai margini della trama.

Ovviamente, se sei alla ricerca di un plot characters-driven, questo non è assolutamente il romanzo che fa per te! Intendiamoci: i personaggi risultano un po’ abbozzati, ma presentano senz’altro dei tratti interessanti. Non li reputo malvagi: Maddileh, ad esempio, mi ha ricordato una sorta di via di mezzo fra la Alanna di Tamora Pierce e l’indimenticabile Lady Brienne di Tarth di George R. R. Martin.

Il suo arcigno (e imbranato) scudiero mi ha fatto pensare a una versione meno simpatica e ingenua del Maximus di “Fallout”. Saralene, invece…

Mmm. In realtà, devo ancora inquadrare bene il personaggio della maga: anche perché mi aspettavo qualcosa in più dal punto di vista del romance, e non ho ancora capito se si tratta di una fantasia mia o se, effettivamente, le cose prenderanno una piega diversa a partire dal prossimo volume.

Ma devo dire che ho comunque apprezzato la sfrenata ambizione e la sfrontata capacità di Saralene di sfidare ogni convenzione…


Nella tana della bestia (aka “Toccata e fuga”)

Azione veloce, mostri in agguato nell’ombra e colpi di scena inaspettati: sono queste le parole-chiave della nostra recensione di “The Fireborne Blade”!

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“When the Moon Hatched”: draghi, amore e magia nel nuovo libro romantasy di Sarah A. Parker


when the moond hatched uscita italia - ballata luna infranta

L’imminente uscita di “When the Moon Hatched” di Sarah A. Parker ha attirato l’ attenzione di parecchi lettori in giro per il mondo. E, dopotutto, i fan di Rebecca Yarros e Sarah J. Maas stavano giusto aspettando un altro bel romantasy a tema draghi!

E in effetti il romanzo, che esordirà nelle librerie americane il 13 gennaio 2024, è stato scritto pensando soprattutto a quei lettori che stravedono per il banter vivace, l’azione spericolata e le protagoniste femminili forti, tenaci e dotate di un grande senso dell’ironia. Ma la sinossi promette anche creature misteriose, un sistema magico unico e un amore destinato a bruciare attraverso le epoche…

Tutti ingredienti che contribuiscono a rendere “When the Moon Hatched” una delle uscite più attese in Italia della prossima stagione…


“When the Moon Hatched”: la trama

I Creatori non si aspettavano che i loro amati draghi ascendessero verso il cielo, andando incontro alla loro fine. Che si ripiegassero su se stessi appena oltre il limite della gravità, costellando il cielo con le loro tombe. Creando delle lune.

Di certo, non si aspettavano che i draghi cadessero.

Come stimata Elding Blade del gruppo ribelle Fíur du Ath, il compito di Raeve è sempre stato quello di uccidere. Portare a termine gli ordini assegnati e, soprattutto, non farsi mai acciuffare.

Ma quando la Corona ingaggia un rinomato cacciatore di taglie per catturare un membro degli Ath, il mondo di Raeve finisce sottosopra.

Il sangue si riversa, il cuore si spezza, e Raeve si ritrova alla mercé della Gilda dei Nobili: un gruppo di elementali che intendono trasformare la sua stessa esistenza in una dichiarazione politica. L’unica cosa che potrebbe renderla libera, ormai? La morte.

Schiacciato dal peso del lutto, Kaan Vaegor prende la testa di un re e indossa la sua corona. Adesso, sulla scia di un’instancabile missione che dovrebbe avere l’obiettivo di placare il dolore nel suo petto, la sua caccia per una scheggia di luna lo conduce nelle viscere della nota prigione di Gore, in cui si imbatte in qualcosa in grado di squarciare la sua percezione della realtà.

Un miracolo incatenato, con occhi pieni di rabbia e le mani sporche di sangue.

L’eco del passato canta più forte degli stessi Creatori e perfino Raeve, stavolta, si ritrova incapace di ignorare le verità che la chiamano da un’era più calda, più felice.

Ad ogni modo.

In questa canzone c’è più di quello che sembra, e alcune verità…

Sono troppo velenose per essere inghiottite.


Quando esce “When the Moon Hatched” in Italia?

“When the Moon Hatched” arriverà in Italia il 29 ottobre 2024 per la casa editrice Il Castoro. La traduzione sarà a cura di Elisa Leonzio e Claudia Valentini, mentre il sottotitolo prescelto sarà “La Ballata della Luna Infranta“.

Su Amazon puoi già prenotare/acquistare la tua copia in italiano del romanzo di Sarah A. Parker.

In patria, l’opera ha riscosso un grandissimo successo, imponendosi rapidamente all’attenzione di uno dei più grandi editori a stelle e strisce e diventando un fenomeno virale. Un traguardo che non mi ha sorpreso, soprattutto considerando la popolarità di titoli affini quali “Fourth Wing” o ““Il Serpente e le Ali della Notte” (in arrivo da noi il 30 gennaio 2024).

Ad ogni modo, “When the Moon Hatched” andrà a inaugurare la serie nuova di zecca “Moonfall”. Del secondo romanzo non sappiamo ancora quasi niente, a parte il fatto che è in cantiere ed è già stato confermato. Negli USA, sono già state realizzate diverse edizioni speciali del primo volume, fra cui due molto belle targate Fairyloot e The Locked Library. Inutile specificare che tutte le copie sono state vendute in brevissimo tempo.

Prima di dedicarsi alla serie “Moonfall”, l’autrice australiana Sarah A. Parker aveva firmato anche le saghe romantiche “Spawn of Darkness” e “Crystal Bloom”. Nel 2023, la Harper Collins ha portato in Italia “Fiore di Cristallo: To Bleed a Crystal Bloom“. Suo è anche il romanzo breve “How Now Devil Cow”, del 2019.


E tu?

Cosa ne pensi della trama (e della bellissima cover) di “When the Moon Hatched”?

Ti piacerebbe leggere il libro di Sarah A. Parker? 🙂


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“The Dragons of Deepwood Fen”: la recensione del libro fantasy di Bradley P. Beaulieu


the dragons of deepwood fen recensione - bradley p beaulieu

Nel corso della recensione di “The Dragons of Deepwood Fen”, libro fantasy di Bradley P. Beaulieu, ci imbatteremo in un mucchio di intrighi, tanti draghi, innumerevoli PoV, e… persino qualche simpatico riferimento alla più recente trilogia di “Jurassic Park”!


La trama

Lorelei Aurelius è la più sveglia fra gli Inquisitori di Ancris. Quando una misteriosa soffiata la conduce ad assistere all’incontro clandestino fra alcuni esponenti della Chiesa e gli odiati Red Knives, una banda di ribelli/combattenti per l’indipendenza, la giovane scopre un complotto che minaccia non soltanto la sua patria, ma l’Impero nella sua interezza.

La sua pista la spinge a incrociare la strada di Rylan Holbrooke, un famigerato ladro camuffato da “addomesticatore” di draghi. Rylan, infatti, è giunto ad Ancris proprio per risolvere il mistero in cui si è imbattuta lei. Sapendo che l’incarcerazione di Rylan potrebbe aiutare i Red Knives a ottenere i loro loschi scopi, Lorelei prende una decisione pericolosa: gli offre la libertà.

Mentre l’Impero si lancia all’inseguimento, considerandoli due traditori, la coppia fugge dalla città e si reca nella massiccia foresta conosciuta con il nome di “The Holt”. Qui, però, Lorelei e Rylan scoprono qualcosa di terribile.

I Red Knives stanno preparando la resurrezione di una potente semidivinità, prigioniera in uno dei santuari più sacri di Ancris. E, per qualche insondabile ragione, la Chiesa sembra ansiosa di aiutarli a ottenere il loro obiettivo…


“The Dragons of Deepwood Fen”: la recensione

“The Dragons of Deepwood” è quel genere di romanzo fantasy, corposo e denso di sottotrame, che impiega un po’ a scaldare i motori. I primi cinque, dieci capitoli sono quelli che mettono maggiormente alla prova le capacità d’attenzione del lettore.

La frenetica successione di PoV (punti di vista) sembra la principale responsabile di questa “confusione”: in un mondo letterario nuovo di zecca, Bradley P. Beaulieu introduce semplicemente troppi personaggi, troppo velocemente.

Ciò potrebbe facilmente dimostrarsi un deterrente per il lettore dalle inclinazioni più “casual”. Inutile negare l’ovvio: soprattutto perché almeno la metà di queste voci narranti appartiene ai vari villain della storia, numerosi come mosche e altrettanto determinati a rendere impossibile la vita dei protagonisti.

Il problema principale? Tutti questi loschi figuri iniziano a cospirare e a tessere le loro trame prima ancora che il lettore capisca chi diamine siano gli eroi, o per quale ragione dovremmo curarci di loro.

Superato lo scoglio delle cento pagine, le cose iniziano a farsi interessanti. A poco a poco, infatti, l’intreccio si dipana e l’ambientazione prende ad assumere una forma più intrigante. Il conflitto principale ricorda, alla lontana, quello avvenuto fra l’impero romano e i popoli celtici; mentre, a livello di trama e di respiro, ” The Dragons of Deepwood Fen” fa pensare a una sorta di “A Game of Thrones” epurato della maggior parte delle sue complessità psicologiche.

Con l’aggiunta, in compenso, di parecchie scene d’azione e combattimento. Spiccano, ovviamente, quelle dedicate alle battaglie fra i draghi: sicuramente il “piatto forte” della narrazione, insieme alle originali sfumature noir che arricchiscono l’atmosfera…

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“Fourth Wing” in audiolibro: su Audible arriva il clamoroso bestseller di Rebecca Yarros


fourth wing audiolibro - rebecca yarros

L’audiolibro di “Fourth Wing” è arrivato su Audible: una notizia che renderà sicuramente felici gli abituali ascoltatori di storie fantasy ad altissimo tasso romantico!

Il fortunatissimo bestseller di Rebecca Yarros – opzionato di recente per un potenziale adattamento televisivo dagli Amazon Studios – è narrato in italiano dalla voce di Martina Levato.

Il romanzo sarà proposto, ovviamente, in versione integrale e si baserà sulla traduzione del testo a opera di Marta Lanfranco.

L’audiolibro è incluso nell’abbonamento Audible.


Di competizioni letali, draghi e bad boys

Come mettevo in evidenza qualche tempo fa, all’interno della mia recensione di “Fourth Wing”, il libro di Rebecca Yarros riesce a mixare tutti i tropes più gustosi del momento all’interno di un unico, elettrizzante “contenitore”.

La trama, incentrata sulle gesta di una protagonista che rientra appieno nella mitologia dell’ “underdog-pronta-a-sbaragliare-il-sistema“, si rivela avvincente e infarcita di coinvolgenti scene d’azione.

Se ti consideri un avido divoratore di narrativa fantasy – e, bada, non esclusivamente nell’accezione romantasy del termine – difficilmente ti lascerai incantare dalla campagna marketing al 100%. Si dà il caso che io sia d’accordo con te: “Fourth Wing” non è il libro fantasy dell’anno, non si avvicina a questo traguardo neppure remotamente… ma resta comunque un clamoroso successo editoriale e un gran bel prodotto di intrattenimento!

La società dei draghi dipinta dalla Yarros è meravigliosa. L’alchimia fra i due personaggi principali è innegabile e l’ambientazione risulta senz’altro mooooolto curata (soprattutto per gli standard di uno YA).

Come dici? Ancora non ti basta?

Allora sappi che la protagonista sembra NATA per diventare uno dei nuovi personaggi femminili forti delle prossime stagioni televisive…


“Fourth Wing”: dopo l’audiolibro… la serie tv?

Deadline ci rivela che, dopo un’accanita competizione con altri importanti studi di produzione, è stata Amazon ad accaparrarsi i diritti della saga “Empyrean” di Rebecca Yarros.

L’audiolibro di “Fourth Wing” potrebbe rappresentare solo il primo “antipasto”, quindi, di quello che si configura già come un ricchissimo banchetto multimediale.

Fra l’altro, sembra che Amazon sia sempre più decisa a proporsi come una piattaforma imperdibile per tutti i fan del genere fantastico. Dopo “La Ruota del Tempo” e la serie tv-prequel de “Il Signore degli Anelli“, aspettiamo pazientemente l’arrivo di “Ninth House” (basata sui romanzi “La Nona Casa” e “Hell Bent: Portale per l’Inferno” di Leigh Bardugo), “Anansi Boys” (dall’omonimo libro di Neil Gaiman), “The Atlas Six” (dalle opere di Olivia Blake) e “The Promised Neverland” (show in live action tratto da uno dei manga dark fantasy più popolari degli ultimi anni).


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“Fourth Wing”: la recensione del libro romantasy di Rebecca Yarros


fourth wing recensione - rebecca yarros

La recensione di “Fourth Wing” è rimasta “in caldo” per un sacco di tempo. Adesso che la data d’uscita italiana (7 novembre 2023) è dietro l’angolo, però, direi che è arrivato finalmente il momento di vuotare il sacco: cosa penso dell’attesissimo, chiacchieratissimo, super-popolare romanzo di Rebecca Yarros?

Innanzitutto, parliamoci chiaro: “Fourth Wing” è un pageturner, e chiunque sostenga il contrario… bè, forse farebbe meglio a evitare di appoggiare una mano sulla Bibbia al cospetto di un giudice!

Eppure, sospetto che sarai d’accordo con me: di solito, esiste una bella differenza fra “guilty pleasure” e “miglior libro fantasy del 2023”…  quale che sia, a fine anno, il verdetto dei famosi “Goodreads Choice Awards”!


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La trama

A vent’anni, Violet Sorrengail sta per entrare a far parte del Quadrante degli Scribi: l’obiettivo per cui si è preparata per tutta la vita e che, in teoria, rappresenta la miglior garanzia di ottenere un futuro tranquillo, all’insegna di libri e manuali di storia. Tuttavia, il generale comandante delle forze armate della nazione– una donna a cui Violet è solita riferirsi anche con il nome di “mamma” – è di tutt’altra opinione.

Ed è proprio lei a ordinare alla figlia minore di unirsi alle centinaia di candidati che, ogni anno, si sottomettono a una competizione spietata per entrare a far parte della forza militare d’elite di Navarre: i cavalieri dei draghi.

Ma quando sei più esile di chiunque altro, e il tuo corpo si rifiuta di comportarsi a dovere, la morte è sempre a un tiro di schiocco… soprattutto perché i draghi rifiutano di legarsi agli uomini che considerano “fragili”.

E, nel momento in cui negano loro la propria alleanza, reagiscono anche in una maniera piuttosto scortese: in effetti, li inceneriscono.

Come se non bastasse, i cadetti si sentono in dovere di ammazzare chiunque minacci la stabilità dell’esercito o, più in generale, chiunque commetta l’errore di entrare in competizione con loro. Il resto dei cavalieri? Ucciderebbe Violet per il semplice fatto di essere figlia di sua madre: a partire da Xaden Riorson, il più potente e spietato capo-ala del Quadrante dei Cavalieri.

Se vuole sperare di assistere alla prossima alba, Violet dovrà ricorrere a ogni singola oncia del suo ingegno…

Amici, nemici, amanti. Tutti, al Collegio Militare Basgiath, hanno un piano segreto. Perché, una volta entrato a far parte della scuola, puoi sperare di uscirne soltanto in un modo: da diplomato, o da morto.



“Fourth Wing”: la recensione

Se mai dovessi sentire il bisogno di trovare una conferma all’intrinseca falsità dell’equazione “tomazzo molto lungo = romanzo impegnativo”, ti autorizzo personalmente a usare l’esempio offerto dal romanzo di Rebecca Yarros.

L’edizione americana di “Fourth Wing” (quella che ho letto io) conta quasi 600 pagine; la versione Sperling & Kupfer, se non sbaglio, si aggirerà attorno alle 520: una lunghezza considerevole, per un libro che – acrobatiche scene di sesso a parte – in realtà ha tutte le carte in regola per candidarsi al rango di perfetto prototipo di YA.

Eppure, posso assicurarti che il primo volume della serie “Empyrean” si legge veramente d’un fiato! La scorrevolezza della narrazione, la velocità dell’azione, la familiarità delle avventure, i dialoghi frizzanti… ogni elemento concorre a favorire il fattore “immersione”, rendendo l’esperienza di lettura piacevole e avvincente.

In realtà, ho apprezzato parecchie elementi di questo libro (voglio dire, vogliamo parlare del bellissimo rapporto fra Violet e i draghi?!). Eppure, in questa mia recensione di “Fourth Wing”, sono soprattutto due i punti sui quali mi piacerebbe soffermare l’attenzione: da una parte, la grande forza d’attrazione rappresentata dalla tematica principale e, dall’altra, l’esperta, scaltrissima gestione della componente romantica.

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“A Day of Fallen Night”: la recensione del sontuoso libro fantasy di Samantha Shannon


a day of fallen night - recensione - samantha shannon

Ed è finalmente giunto il momento di dedicare un po’ di spazio alla recensione di “A Day of Fallen Night”, aka “Un Giorno di Notte Cadente“, il nuovo romanzone fantasy di Samantha Shannon!

Il prequel de “Il Priorato dell’Albero delle Arance” è sempre stato uno degli epic fantasy più attesi del 2023. E a buon ragione, direi!

Si tratta senz’altro di una delle uscite imprescindibili di quest’anno; un libro destinato a far parlare di sé per parecchio tempo a venire.

Un lunghissimo, struggente “slow burn”, che non ha paura di confrontarsi con le più scottanti tematiche d’attualità.

Senza tralasciare di evocare i demoni della pandemia, in tutta la loro gloriosa e distruttiva magnificenza…


La trama

500 anni prima dell’inizio degli avvenimenti narrati ne “Il Priorato dell’Albero delle Arance”, il mondo ideato da Samantha Shannon è un concentrato di nazioni e culture isolate.

A Inys, la patria del Santo (o del grande Bugiardo, a seconda delle interpretazioni…), Sabran l’Ambiziosa regna al fianco del nuovo Re di Hroth, un territorio barbarico che ha da poco deciso di piegarsi alla religione monoteista degli occidentali. Insieme, i due monarchi cercano di preparare la figlia Glorian per l’ascesa al trono che le spetta di diritto.

Ma, a Inys, il primo e più importante dovere di una regina è sempre stato quello di generare e partorire un’erede. Vale a dire, la figlia destinata a trasformarsi nell’ennesimo anello della “catena” di protezione che, stando alle leggende, dovrebbe impedire all’antica creatura conosciuta come il “Senza Nome” di tornare a mietere distruzione.

Glorian trascorre i suoi giorni nello sgomento assoluto. Se il suo utero – il suo stesso corpo – appartengono al regno, cosa rimane di lei, in realtà? Se la sua vita non è abbastanza – se, al contrario, riesce ad assumere un valore soltanto in virtù del potenziale nascosto nel suo grembo – come potrà mai sperare di offrire alla sua terra la protezione e la guida di cui Inys ha così disperatamente bisogno?

Nella valle di Lasia, intanto, Tunava, influente sorella del Priorato dell’Albero delle Arance e custode della tomba in cui riposa Cleolind, si sforza di ricordare alle altre guerriere il compito sacro affidato loro dalla Madre in persona: imparare a usare i propri poteri e addestrarsi per combattere i “vermi”, i draghi giganti che, un giorno, torneranno a mettere a ferro e fuoco il mondo intero.

Ma le sorelle più giovani hanno smesso da tempo di credere in questa versione. Secondo loro, il Male antico non farà più ritorno. Alcune ragazze sospettano, anzi, che tutti i racconti relativi al Senza Nome e alle imprese di Cleolind facciano soltanto parte di un mito…

A est, sull’isola di Seiki, una sacerdotessa di montagna di nome Dumai scopre di essere destinata a cose molto più grandi del semplice eremitaggio. Quando l’Imperatore chiede il suo aiuto, la giovane non può fare a meno di rispondere al suo appello… Per difendere il Trono d’Arcobaleno delle mire di un clan di nobili rivali, e cercare di ristabilire il contatto spirituale con gli dei addormentati della sua terra.

A Hroth, il giovane soldato Wulf combatte per difendersi dai pregiudizi di alcuni commilitoni. A causa del suo passato misterioso, infatti, i membri più bigotti della sua squadra lo squadrano con sospetto, e lo accusano addirittura di essere il figlio segreto dell’infame “Strega di Inysca”, la terrificante creatura pagana che dimora fra boschi millenari…

Al risveglio delle viverne, il destino di tutti questi personaggi si intreccerà nei modi più imprevedibili, generando un complesso e avvincente racconto corale di sopravvivenza, coraggio, orrore, intrighi e magia.



 “A Day of Fallen Night”: la recensione

Ricordi quando abbiamo riportato alcune dichiarazioni di Samantha Shannon in merito all’ imminente uscita di “A Day of Fallen Night”?

Secondo l’autrice, questo prequel sarebbe stato un libro più lungo e politicamente complesso rispetto a “Il Priorato”. Dotato di un cast più ampio, e fornito di un maggior numero di scenari.

Bè…

Posso confermarti che la Shannon diceva la pura e sacrosanta verità!

Sia messo agli atti: “A Day of Fallen Night” è un libro infinitamente più denso, intricato e dettagliato del suo predecessore.

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“Le Navi d’Ossa”: pirati, draghi e battaglie nel libro fantasy di R. J. Barker


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Le Navi d’Ossa”, traduzione italiana di “The Bone Ships” di R. J. Barker, arriverà in Italia grazie alla casa editrice Meridiano Zero.

Il romanzo – primo volume di una trilogia fantasy di nicchia, ma molto apprezzata dai fan britannici – arriverà in libreria il 31 marzo 2023. L’uscita segnerà il gradito ritorno in Italia dell’autore de “L’Età degli Assassini”, storia dai toni grimdark approdata da noi nel 2017, per opera della Mondadori.


“Le Navi d’Ossa”: la trama

Per generazioni, le Cento Isole hanno continuato a costruire le loro navi a partire dalle ossa di antichi draghi ormai estinti. Il tutto, allo scopo di portare avanti una guerra interminabile, che si trascina da generazioni e generazioni.

Perché i draghi saranno anche scomparsi… ma la battaglia per la supremazia persiste da tempo immemore.

Sennonché adesso, per la prima volta dopo secoli, un drago vivente è stato avvistato nelle acque distanti. E, naturalmente, adesso entrambe le parti del conflitto vedono in questa scoperta l’opportunità di ribaltare le sorti del conflitto a proprio favore.

È in queste circostanze che Joron Twiner, capitano in disgrazia di una nave maledetta, incrocia il sentiero della determinata dama di nave “Lucky” Meas, pronta a requisire il comando dell’imbarcazione nera per dare la caccia al drago.

Ma, per avere qualche speranza di acciuffare la creatura mitologica che tutti stanno cercando, i due reietti dovranno unire le forze e affidarsi a un pericoloso equipaggio di criminali ed emarginati…



La trilogia “The Child Tide”

Ti dirò: quando l’autrice della saga “I Mercanti di Borgomago” si spinge al punto di definire “brillante” un romanzo fantasy a tema piratesco, solitamente mi sento piuttosto incline a drizzare la antenne.

Del resto, Robin Hobb non è stata l’unica a spendere parole di lode nei confronti della trilogia “The Tide Child” di Barker. Anche John Gwynne, Tasha Suri, Evan Winter e Adrian Tchaikovsky hanno espresso tutto il loro entusiasmo nei confronti di questa saga.

E, ammettiamolo…

Draghi, pirati, avventure, battaglie, una coppia di outsider al comando di un’imbarcazione piena di tagliagole?

Se non è questa la ricetta per un romanzo fantasy esplosivo, non saprei proprio cos’altro chiedere…

Va precisato che ne “Le Navi d’Ossa”, secondo una recensione pubblicata sull’imprescindibile sito “Publisher Weekly”, R. J. Baker dedica un’inusuale livello di attenzione alla cura del dettaglio, soprattutto per quanto riguarda la descrizione della vita marinaresca in tutte le sue sfumature. Tant’è che, verso la fine, l’autore dell’articolo arriva a paragonare il libro a una delle saghe nautiche del famoso romanziere Patrick O’Brian.

Colgo anche l’occasione per ricordare che “Navi d’Ossa” è riuscito ad aggiudicarsi, nel 2020, il British Fantasy Award per il miglior romanzo, sbaragliando la competizione offerta da concorrenti del calibro de “Le Diecimila Porte di January” di Alix E. Harrow, “The Migration” di Helen Marshall e “The Poison Song” di Jen Williams.

La trilogia “The Child Tide” comprende i libri:

  1. The Bone Ships (Le Navi d’Ossa, 2022, Meridiano Zero);
  2. Call of the Bone Ships;
  3. The Bone Ship’s Wake.

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“A Day of Fallen Night” di Samantha Shannon: trama, cover e data d’uscita del prequel de “Il Priorato dell’Albero delle Arance”


day of fallen night - samantha shannon - copertina

L’attesissimo “A Day Of Fallen Night – The Roots of Chaos”, il nuovo libro fantasy di Samantha Shannon, arriverà nelle librerie americane il 28 febbraio 2023.

Il libro, un maxi-volume della titanica portata di 800 pagine, sarà un prequel dello straordinario bestseller “Il Priorato dell’Albero delle Arance”.

La trama di questa nuova uscita si focalizzerà sulle gesta di un terzetto di donne straordinarie, pronte a difendere il mondo da un terrificante avversario

Per avere ulteriori dettagli, ti esorto a leggere la mia recensione completa di “A Day of Fallen Night”! ;D


“A Day Of Fallen Night”: la trama

Tunuva Melim è una sorella del Priorato dell’Albero delle Arance. Per cinquant’anni, ha continuato ad addestrarsi per uccidere i draghi – ma non ne è più apparso uno dai tempi del Senza Nome, e la generazione più giovane sta cominciando a mettere in discussione la stessa esistenza del Priorato.

Al nord, Sabran l’Ambiziosa ha sposato il nuovo Re di Hroth, salvando il suo regno dalla rovina per il rotto della cuffia. La loro figlia, Glorian, segue la sua ombra – per diventare ciò che ha sempre voluto essere.

I draghi dell’Est hanno dormito per secoli. Dumani vive in un tempio di montagna Seiikinese, un luogo in cui i sacerdoti cercano di risvegliare le divinità dal Lungo Riposo – ma una persona proveniente dal passato di sua madre sta arrivando per lei.

Non appena il Dreadmount erutterà, portando con sé un’età di terrore e violenza, toccherà proprio a queste donne sollevare la testa e ergersi in difesa dell’umanità, contro una nuova minaccia di devastante portata…



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