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Buffy l’Ammazzavampiri: i 5 libri da leggere nel 2022


Buffy l'Ammazzavampiri libri

La serie tv “Buffy: L’Ammazzavampiri” ha generato dozzine di libri “collaterali” ambientati nello stesso universo.

Parliamo per lo più di romanzi, o di raccolte di brevi storie dedicate ai comprimari o ai numerosi personaggi secondari del famoso show cult di Joss Whedon.

La serie televisiva sarà anche finita decadi fa, ma, per i fan, il Buffyverse è ancora più vivo che mai.

Lo dimostra lo straordinario successo di vendite (anche in Italia) del nuovo reboot targato Boom! Studios, l’imminente pubblicazione americana di altri romanzi in chiave YA, un fumetto nuovo di zecco scritto da Sarah Galley e perfino l’annuncio di uno splendido mazzo di tarocchi in grado di garantire la delizia di qualsiasi appassionato del genere gotico.

Ma quali sono i libri di “Buffy: L’Ammazzavampiri” che, nel 2022, un fan della serie dovrebbe assolutamente prendere in considerazione? Quali sono le uscite imperdibili? I nuovissimi titoli disponibili in lingua inglese?

Direi che è arrivato il momento di scoprirlo insieme…


“The Big Bad” di Lily Anderson

Buffy l'Ammazzavampiri libri - big bad

Demondale, Callifornia, 1999… Un po’ come Sunnydale, ma con un sacco di malignità in più! Una realtà alternativa, insomma, in cui solo il caos regna supremo. Immagina che l’ombra-sul-sole del Sindaco sia riuscita a provocare un’oscurità perenne su Sunnydale. La città, ovviamente, sarebbe stata ribattezzata “Demondale”, e sarebbe diventata il covo indisturbato di vampiri, bestie, demoni e ruffiani di ogni tipo.

Gli aspiranti super-villain (e supernerd) Jonathan e Andrew cercano di ritagliarsi un posto in questa inquietante dimensione di super cattivi, mentre il demone della vendetta Anya si sforza di ritrovare uno scopo nella vita, sprecando la maggior parte del suo tempo a lavorare come cameriera in un bar di pessima categoria. Un brutto giorno, però, giunge alle loro orecchie la notizia di una nuova “Big Bad” appena giunta in città; una forza più potente e distruttiva di qualsiasi cosa il pianeta abbia mai visto prima. Questa minaccia è, ovviamente, Buffy l’Ammazzavampiri. In preda al panico, Anya, Andrew e Jonathan decidono di formare una super-squadra di cattivi in stile “The Suicide Squad – un team che includerà villains del calibro di Angelus, Glory, Willow vampira, Spike e Drusilla – per cercare di salvare il loro mondo di malvagità dal pericolo incombente. Unico obiettivo: eliminare Buffy, prima che sia troppo tardi!


“Bloody for Love” di William Ritter

Non proprio un libro di “Buffy: L’Ammazzavampiri”, quanto… un prequel interamente dedicato al personaggio di Spike!

Spike è appena diventato un leggendario sterminatore di Cacciatrici, e non vede l’ora di godersi i frutti della sua fama. Decide quindi di tornare a Londra – la più grande città del mondo. Sfortunatamente, però, il suo nuovo covo è tutt’altro che idilliaco (immagina una sorta di scantinato umido), e il resto della sua piccola, strana “famiglia” di vampiri sta ancora cercando di riprendersi dal fatto che il loro patriarca, Angelus, abbia scelto di abbandonarli.

L’amore della vita di Spike, Drusilla, sembra particolarmente devastata da questa perdita, dal momento che trascorre la maggior parte del suo tempo a giocare con i tarocchi e a programmare la loro prossima, sanguinosa cena di famiglia. Disperato, Spike giura di trovare una potente reliquia in grado di aiutarla a focalizzarsi, piuttosto, sul loro imminente futuro insieme. Sembra il piano perfetto, certo… Se non fosse che un mostro di nome Gunnar, leader dei demoni di Londra, ha deciso di rubare la reliquia per primo.

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“Day Shift”: la recensione della commedia horror disponibile su Netflix


day shift - recensione - a caccia di vampiri

Iniziamo il nostro martedì con una bella recensione di “Day Shift”, una commedia horror diretta dal regista e artista marziale J.J. Perry disponibile su Netflix.

Potremmo descrivere il film come una sorta di adrenalinico “buddy-cop-con-vampiro”.

Dal punto di vista di un amante del genere action e della comicità demenziale, la pellicola con Jamie Foxx vanta sicuramente molte frecce al suo arco: un “prologo” divertente e acrobatico, una pletora di battute fulminanti, un paio di pittoreschi villain da cartone animato, movimentati inseguimenti in autostrada…

Ma bisogna dirlo: la sceneggiatura di “Day Shift” è praticamente l’equivalente di un disastro ferroviario, ragazzi!

Gli attori fanno del loro meglio per incoraggiarci a dimenticare le stramberie e le evidenti insensatezze della trama, ma, a lungo andare, perfino la verve di Franco e la grinta di Foxx cominciano a mostrare le prime crepe…


La trama

Bud Jablonski (Jamie Foxx) è un cacciatore di vampiri in incognito.

Ripulisce puliscine per mantenere una sorta di “copertura”; ma, in realtà, si trova ad affrontare un mucchio di problemi finanziari, soprattutto da quando la gilda ufficiale degli ammazzavampiri locali ha deciso di sbatterlo fuori a causa dei suoi metodi anticonvenzionali.

Il carico di segreti che Bud è costretto a portare sulle spalle ha incrinato il suo matrimonio con l’esuberante Jocelyn (Meagan Good), ma l’uomo fa comunque del suo meglio per restare accanto all’adorabile figlioletta Paige (Zion Broadnax).

Un brutto giorno, però, Bud si ritrova a uccidere una succhiasangue dall’aria particolarmente mummificata, risvegliando gli istinti di vendetta di una spietata vampira di nome Audrey (Karla Souza).

La creatura, potente e ben agganciata, decide quindi di dichiarare guerra a Bud e regolare i conti a qualsiasi costo…


“Day Shift”: la recensione

Nel tempo, ho notato che la maggior parte dei film e dei romanzi che non riescono a funzionare al 100% sono anche – in maniera tutt’altro che accidentale –  degli strani “ibridi” strutturali incapaci di asserire con forza la propria identità.

“Day Shift”, certo, pretende di essere prima di tutto un film d’azione, fracassone e declinato in salsa comedy. La componente horror, in questo caso, si dimostra più che altro ornamentale: i villain del film sono vampiri, ma avrebbero potuto tranquillamente essere lupi mannari, zombie o gangster viaggiatori del tempo provenienti dalla Shangai degli anni Trenta.

Dal punto di vista della costruzione della trama, ti assicuro che avrebbe fatto ben poca differenza.

E, considerando la natura goliardica della pellicola in questione, diciamo che fin qui non ho (tantissime) proteste da avanzare.

Tuttavia, la trama prevede anche l’inclusione di parecchi elementi tipici dell’urban fantasy, per non parlare di un robusto innesto di “materiale” tratto dal popolarissimo sottogenere del buddy cop.

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“First Kill” (recensione): la serie tv che tutti i fan dell’urban fantasy stavano aspettando

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“First Kill” è una serie tv di genere horror/action, indirizzata al pubblico dei giovanissimi e approdata su Netflix all’inizio di giugno.

La trama è tratta da un omonimo (e adorabile!) racconto di V. E. Schwab, contenuto nell’antologia “Vampires Never Get Old: Tales With Fresh Bite”.

La sceneggiatura del primo episodio (sempre firmata dalla popolare autrice dei romanzi “La Vita Invisibile di Addie LaRue” e “Gallant“…), offre una trasposizione fedelissima della breve storia originale.

In effetti, al pilot bastano una manciata di minuti per sfoggiare il divertente high concept, presentare le due protagoniste e il loro vivace ambiente famigliare, introdurre l’incidente scatenante (galeotto fu il gioco della bottiglia…) e stabilire le irresistibili tonalità in stile “campy horror” della serie.

Un impeccabile esempio di storytelling? Mmm…

Probabilmente no, ma sospetto che perfino il più accanito detrattore dello show rischierebbe di trovarsi in cattive acque, se cercasse di negare l’evidenza: “First Kill” è una serie che si dimostra in grado di anticipare i desideri del suo target con un livello di chiarezza preternaturale, e di consegnargli ciò che vuole praticamente su un piatto d’argento

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“Vampire in the Garden” (recensione): amore, guerra e vampiri nell’anime di Netflix

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Vampire in the Garden” è un anime in 5 episodi disponibile su Netflix.

La serie sfoggia un’estetica horror alla “Devil May Cry” e una tipica ossatura da racconto distopico. Da un punto di vista strutturale, però, incarna due generi completamente diversi: la STORIA DI FORMAZIONE e la LOVE STORY.

Questo che cosa implica?

Bè, tanto per cominciare, che non dovresti lasciarti ingannare dai dettagli visul-gore delle animazioni e dall’eccitante taglio in stile action della premessa!

Non fraintendermi: la trama di “Vampire in the Garden” si rivela sicuramente in grado di offrire parecchie gustose scene di intrattenimento ad alto tasso di adrenalina.

Ma la sua costruzione tende ad appoggiarsi soprattutto sulla componente romantica e sul viaggio di crescita interiore delle due protagoniste, concedendo poco spazio all’approfondimento del wordlbuiling e alla qualità dei colpi di scena

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“The Wicked and the Willing”: la recensione del romanzo gotico di Lianyu Tan

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The Wicked and the Willing” è il secondo libro di Lianyu Tan, autrice che nel 2020 ci aveva già “scioccato” con il suo dark romance fantasy “Prigioniera negli Inferi”.

La sua nuova opera è un romanzo horror storico ambientato a Singapore, nel bel mezzo dei ruggenti anni Venti.

Al cuore della trama, la relazione abusiva fra una carismatica vampira britannica e una docile domestica dal passato tormentato.

Inquietante, seducente e brutale, “The Wicked and the Willing” rappresenta un enorme passo in avanti rispetto alla semplice parata di «piaceri perversi» offerti nel precedente retelling della Tan.

Una storia gotica a tinte forti, contrassegnata da un potentissimo nucleo tematico (l’ordalia della violenza domestica) e ispirata tanto ai grandi classici del gotico (“Dracula” e “Carmilla”), quanto al viscerale cinema “a impatto” di Park Chan-wook (“The Handmaiden”).

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