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“Hemlock & Silver”: la recensione del libro fantasy di T. Kingfisher


Hemlock and silver recensione - t. kingfisher

Di tutti i libri di T. Kingfisher che ho letto finora, Hemlock & Silver è, probabilmente, quello che mi ha coinvolto di meno. Non è grave: perfino al suo peggio, la Kingfisher continua a svettare come un gigante rispetto alla maggior parte degli autori ripescati dall’autopub che affollano gli scaffali delle nostre librerie di questi tempi.

Se i retelling delle fiabe classiche non hanno mai smesso di appassionarti, sappi che difficilmente ne troverai in circolazione uno più originale e brillante. Il trope del “mondo nello specchio” non è mai stato uno dei miei favoriti, e forse per questo il mio entusiasmo verso la trama di Hemlock & Silver non è mai riuscito a lievitare più di tanto.

Ma la scrittura ironica, brillante e tagliente della Kingfisher per me è come una droga. Credo che leggerei qualsiasi cosa portasse la sua firma: il suo nome, ormai, è diventato semplicemente sinonimo di intelligenza, amore per la narrativa di genere fantastico e divertimento irrinunciabile…


La trama

La guaritrice Anja consuma veleno con regolarità.

Non per morire, ma per salvare vite: alla ricerca di cure per chi è stato abbandonato da tutti gli altri.

Ma una chiamata del re sconvolge la sua vita tranquilla e dedita allo studio delle erbe. Sua figlia, la principessa Snow, è in fin di vita, e lui spera che i metodi non convenzionali di Anja possano salvarla.

Con l’aiuto di una guardia introversa, di un gatto vanitoso e della sua passione viscerale per il metodo scientifico, Anja corre a curare Snow; eppure, nessuno dei suoi antidoti sembra avere successo.

Fino a quando scopre un mondo segreto, nascosto dietro uno specchio magico. E potrebbe essere proprio questo regno oscuro la chiave per svelare il mistero della malattia di Snow.


La recensione di Hemlock & Silver

Un inizio un po’… in sordina!

Una volta, parlando di Nettle and Bone, Alix E. Harrow ha scritto: «Nettle & Bone è ciò che succede quando tutti i personaggi secondari dimenticati del fantasy classico si ritrovano improvvisamente protagonisti della missione principale.»

Questa descrizione in realtà si adatta perfettamente alla maggior parte dei retelling della Kingfisher, incluso il recente e splendido A Sorcerer Comes To Call e questo Hemlock & Silver.

La differenza principale fra questi titoli risiede, probabilmente, nel ritmo. Hemlock & Silver, rispetto agli altri romanzi fantasy dell’autrice (per non parlare degli horror), presenta un inizio piuttosto lento, dovuto forse al tentativo di irrobustire il worldbuilding attraverso una serie di dettagli e spiegoni molto articolati.

Questo espediente trova una certa giustificazione nel carattere unico della protagonista, Anya, un’appassionata di veleni dall’indole particolarmente curiosa, erudita e riflessiva.

E, che sia messo agli atti, in realtà mi sono innamorata follemente di alcune soluzioni legate all’ambientazione! Il pantheon di Santi-animali, per esempio, mi ha conquistata, così come sono rimasta incantata dall’intensa poeticità dell’idea delle “casette per le ceneri e le anime” appese ai rami degli alberi.

Ma Anya impiega decisamente troppo tempo ad arrivare a destinazione, secondo me. Nel primo 20% del libro, si dedica quasi esclusivamente al viaggio verso la villa del re e a conversazioni superficiali con personaggi che poi spariranno senza lasciare traccia.


Un pollo, un gatto e un’esperta di veleni entrano in uno specchio…

La situazione migliora notevolmente con l’arrivo della piccola Snow.

Nonostante la sua giovanissima età, la principessa mi è sembrata un personaggio molto più interessante, sfaccettato e complesso rispetto all’interesse romantico della protagonista, a cui la Kingfisher sembra particolarmente legata, ma che personalmente ho trovato di una noia indicibile.

Devo ammettere che l’assoluta galanteria, la nobiltà d’animo e l’impossibile perfezione del modesto Javier mi hanno leggermente infastidito. Ultimamente, le autrici di fantasy sembrano incapaci di creare personaggi maschili di spessore: o sono semplici pezzi di carne che camminano, oppure si trasformano nell’incarnazione vivente di qualsiasi ideale materno…

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Da “Grave Flowers” a “House of Hearts”, 5 nuovi libri gotici da divorare


Gothic is the new black: nel corso degli ultimi sette giorni, almeno cinque nuovi, promettenti libri gotici hanno fatto il loro debutto sugli scaffali delle librerie oltreoceano.

In attesa di scoprire quali di questi titoli arriveranno anche da noi (io scommetterei tutto su Grave Flowers e A Land So Wide…), diamo uno sguardo più da vicino alle trame e ai personaggi di queste intriganti novità…


Grave Flowers di Autumn Krause

grave flowers - autumn krause copertina

La principessa Madalina e la sua sorella gemella, Inessa, sono nate unite e sono state separate subito dopo. Quella è stata l’unica volta in cui hanno avuto la possibilità di tenersi per mano.

Dopo di allora, la loro personalità è stata forgiata dal desiderio della famiglia Sinet di trasformare il regno in qualcosa di molto diverso di ciò che era: un luogo che non conosce il significato della parola “rispetto” e in cui la corruzione scorre come acqua. Un ambiente in cui l’inganno prospera incontrollato tra le mura del palazzo.

Madalina è diversa dalla sua famiglia. Per questo tutti la considerano debole. Il suo unico conforto è il giardino, il luogo in cura i suoi fiori magici, noti in modo dispregiativo come “fiori della tomba”, ideali per la tortura e il tormento. Segretamente, non sogna altro che di fuggire e di iniziare una nuova vita.

Poi c’è Inessa, promessa sposa dell’erede di un ricco regno, il principe Aeric. Inessa rimane intrappolata nel Bide, un terribile purgatorio, e implora Madalina di salvarla. Ora Madalina non solo deve prendere il posto della sorella come futura sposa di Aeric, ma anche portare a termine la missione segreta di Inessa: Inessa, infatti, non era stata mandata solo per sposare il principe, ma anche per ucciderlo e consolidare un patto vantaggioso con il suo zio traditore.

Per conto della sua famiglia, Madalina dovrà affrontare l’astuzia implacabile del principe e la battaglia interiore del proprio cuore, se vorrà liberare la sorella e portare a termine la missione.

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A Land So Wide di Erin A. Craig

a land so wide - erin craig - cover

Come tutti gli abitanti di Mistaken, anche Greer Mackenzie è intrappolata in questo luogo. Fondato da un ambizioso commerciante di legname, il villaggio vanta ricche risorse naturali che hanno assicurato prosperità ai suoi abitanti, ma a un prezzo altissimo. I boschi circostanti, fonte di ricchezza, nascondono creature pericolose: lupi, orsi e gli Occhi Luminosi, mostri indicibili che hanno distrutto gli insediamenti vicini. Tuttavia, i fondatori di Mistaken hanno stretto un patto con la misteriosa Benevolenza: le Pietre di Protezione che circondano la città tengono lontani gli Occhi Luminosi, ma imprigionano anche gli abitanti. Chiunque trascorra una notte entro i confini di Mistaken ne diventa parte per sempre.

Greer, cartografa eccentrica e sognatrice, ha sempre desiderato esplorare il mondo esterno, pur sapendo che lei e il suo grande amore, Ellis Beaufort, non lo avrebbero mai visto. Ma il giorno in cui finalmente avrebbero dovuto iniziare la loro vita insieme, Greer assiste con orrore alla scomparsa di Ellis oltre le Pietre di Protezione, inseguito da una creatura mostruosa. Decisa a salvarlo, trova il modo di sfidare la maledizione di Mistaken e intraprende un viaggio attraverso la fredda e spietata natura selvaggia. Lì, però, non sono solo gli Occhi Luminosi a braccare Greer, ma anche i segreti nascosti dietro la fondazione di Mistaken e la verità sulle sue stesse origini.

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House of Hearts di Skyla Arndt

house of hearts - skyla arndt

Violet Harper sa che la sua migliore amica è stata assassinata. Mentre tutti gli altri considerano la sua morte un “tragico incidente”, Vi è convinta che lei stesse cercando di comunicarle qualcosa poco prima di morire. Messaggi criptici sul collegio d’élite frequentato dall’amica, la sua intensa storia d’amore e la misteriosa società segreta a cui apparteneva… Tutto sembra puntare a un destino ben più oscuro.

Violet decide di fare ciò che nessun altro osa: si iscrive alla stessa prestigiosa scuola per scoprire la verità sulla torbida storia della società e sul destino della sua amica. Sa che la realtà potrebbe essere dura, ma non si aspetta di incontrare Calvin Lockwell, il bel ragazzo al centro di tutto: fratello del suo principale sospettato e discendente del fondatore della scuola. Calvin è arrogante e privilegiato, eppure Violet non può ignorare l’attrazione che li lega. Presto si rende conto che la sua famiglia nasconde un oscuro segreto, forse addirittura qualcosa di soprannaturale, e Violet si ritrova a seguire le tracce della sua amica nella tana del Bianconiglio. Quando emergono i dettagli di una maledizione mortale che colpisce la scuola, Violet lotta contro i suoi sentimenti per Calvin. Ma amarlo potrebbe costarle tutto.

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“No Body, No Crime”: la recensione del thriller romantico di Tess Sharpe


no body no crime recensione - tess sharpe

No Body, No Crime è il thriller che conferma alcune mie riflessioni su Tess Sharpe: a quanto pare, infatti, io e questa autrice non siamo molto in sintonia… È il terzo suo libro che leggo e, per la terza volta, mi sono ritrovata ad avvertire una certa distanza emotiva nei confronti della storia.

Che, a essere onesti, in realtà è abbastanza intrigante e popolata da personaggi che sembrano usciti da un film dei fratelli Coen. Il problema, semmai, per me risiede nella particolare cifra stilistica di Tess Sharpe: perfino quando fanno battute ironiche, si baciano o ringraziano un drappello di pennuti per averle salvate dal villain, infatti, le protagoniste di questo romanzo trasmettono la stessa vena drammatica di un adolescente alle prese con i suoi primi drammi sociali…

Puoi reggere un’intensità del genere per trecento pagine filate? Alcuni lettori sì, con ogni probabilità.

Io, sinceramente, avrei fatto volentieri a meno di tutti quei monologhi interiori sulla forza distruttiva dell’amore e i vari, interminabili commentari sull’incredibile “tostaggine” delle due protagoniste…


La trama

L’omicidio può creare un legame per la vita oppure distruggerlo. L’investigatrice privata Mel Tillman, questo, lo sa bene. Nel corso della sua carriera ha affrontato numerosi casi difficili e insabbiamenti fallimentari. Ma uccidere insieme a qualcuno? Quello è un guaio di ben altro livello, e Mel ha una vasta esperienza su questo tema.

Nessuno ha più avuto notizie di Toby Dunne dalla festa per i sedici anni di Chloe Harper. Probabilmente perché Chloe e la sedicenne Mel lo hanno nascosto così profondamente nel bosco che nessuno è mai riuscito a ritrovarlo. Mel non ne è affatto turbato: Toby era una canaglia e le stava terrorizzando.

Quello che invece le fa perdere il sonno è Chloe, la ragazza con cui è sopravvissuta a quella terribile notte nel bosco. Chloe, colei di cui si è innamorata. Chloe, la ragazza scomparsa da oltre sei anni.

Incaricata dalla sua famiglia di rintracciare Chloe, Mel non riesce a resistere al richiamo di un inseguimento e alla voglia di ritrovare la sua ragazza. Ma quando Mel scopre Chloe, armata e all’erta, che vive isolata in una zona selvaggia del Canada piena di trappole esplosive, si rende conto che Chloe si aspettava che qualcuno, oltre alla sua ex, venisse a cercarla.

Ciò che ha tenuto Chloe in vita per anni è stata la sua fuga; la stessa cosa che ha protetto anche Mel. Ma la verità sta per venire a galla e, presto, per entrambe potrebbe giungere il momento di scappare di nuovo…


No Body, No Crime: la recensione

Tra Fargo e Yellowjackets

Ammetto che la cover, davvero splendida, di questo romanzo mi aveva un po’ tratto in inganno. Mi aspettavo un survival ambientato nei boschi, e invece mi sono ritrovata a leggere di narcotrafficanti, sabotaggi aerei e furti di gioielli.

È un po’ il motivo per cui sono stata generosa nel mio voto su Goodreads; in fondo, non è colpa di Tess Sharpe se il suo ultimo romanzo è stato indirizzato al pubblico sbagliato ed è finito nelle mani di qualcuno che si annoia profondamente a leggere questo tipo di contenuti.

Perché sicuramente No Body, No Crime ricorda molto più Fargo che Yellowjackets; anzi, direi che la componente queer è l’unico elemento che lega questo titolo alla serie (attualmente in leggero declino, ma originariamente straordinaria) disponibile in Italia su Paramount+.

Il libro offre una ricca varietà di punti di vista, e questo è sicuramente un elemento che ho apprezzato molto . Sono rimasta particolarmente colpito dal fatto che quello di Rick, uno dei villain criminali responsabili dell’odissea di Mel e Chloe, si sia rivelato il più originale e divertente. La sua natura deliziosamente spregevole, le sue assurdità familiari e il suo umorismo tagliente mi hanno concesso, infatti, una necessaria pausa dalle infinite tribolazioni ad alto tasso di pathos di Chloe e Mel, perennemente alle prese con problemi di violenza domestica, omicidi, omofobia, fratelli tossicodipendenti e altro ancora.


Time lapse

L’intreccio di No Body, no Crime è un thriller che eleva il concetto di “sbalzi temporali” allo stato di arte. La cosa buffa è che questo artificio rappresenta il principale punto di forza del libro, ma anche il suo maggiore punto di debolezza: perché se, da una parte, è vero che l’autrice attraverso questo artificio è in grado di aumentare la suspense e rendere più incisivi i suoi colpi di scena, dall’altra rende anche più difficile entrare in sintonia con i personaggi e seguire con chiarezza il susseguirsi degli eventi.

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“The Bone Raiders”: la recensione del libro fantasy di Jackson Ford


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Cosa fai se Nicholas Eames si rifiuta di consegnare alle stampe il terzo volume della serie The Band? Semplicissimo: leggi The Bones Raiders di Jackson Ford, e ti lasci trascinare nel vortice di inesauribile energia e divertimento garantito delle sue Rakada… alias, il gruppo di “predoni” al femminile più esilarante, imprevedibile e scombinato che si sia mai visto!

La lettura ideale per chi mal sopporta il romance e preferisce prendere la sua dose quotidiana di epic fantasy con una goccia… anzi, no, un mare… di ironia e rocambolesche scene d’azione…


La trama

Non si scherza con le Rakada. Gli abitanti delle praterie dell’Arazzo le chiamano “Predoni d’Ossa“, per la loro macabra usanza di esporre sulle loro armature le ossa delle loro vittime. Ma essere un predone oggi è più difficile che mai. Un nuovo Gran Khan domina l’Arazzo, deciso a usare il suo potente esercito per eliminare i clan di predoni. E, a complicare ulteriormente le cose, nelle praterie si aggirano sempre più spesso enormi lucertole sputafuoco.

Sayana è il più giovane membro della banda. E sa perfettamente che, se intende salvaguardare la loro libertà e il loro stile di vita, deve intraprendere un corso d’azione radicale.

Dopo una disavventura che si conclude con un’improbabile vittoria, il suo obiettivo consiste nel suo convincere il clan a montare quelle gigantesche lucertole invece dei tradizionali cavalli che hanno sempre usato per spostarsi nelle pianure. Tuttavia, Sayana ignora come riuscirci senza rischiare di essere divorata o bruciata viva.

Ma sa che deve trovare una soluzione: altrimenti lei, il suo clan e tutti i predoni dell’Arazzo saranno destinati a scomparire.

Per fortuna, a palazzo si nasconde una sua vecchia conoscenza… un’addestratrice di animali provetta che potrebbe, forse, darle una mano a domare i pericolosi lucertoloni. Peccato che l’unico modo per convincerla a collaborare sia… organizzare il suo rapimento e tenerle una lama puntata alla gola?! Ugh.

Operazioni del genere non rientrano proprio nello stile delle Rakada.

Ma, in circostanze disperate, qualsiasi fine giustifica i mezzi… giusto?


La recensione di The Bone Raiders

Come domare una lucertola gigante, e conquistare il cuore dei tuoi lettori

Nel corso delle settimane e dei mesi che verranno, mi sono ripromessa di tornare a leggere più epic fantasy. In particolare, spero di riuscire a scoprire altri titoli dal carattere originale, spassoso e surreale come questo The Bone Raiders: un libro dall’anima indomabile e dalla personalità spumeggiante, che richiama sia I Guardiani della Galassia, sia Dragon Trainer, e che ho adorato dalla prima all’ultima pagina.

In questo primo volume, Jackson Ford abbandona i temi tradizionali del genere, come la classica lotta tra Bene e Male o l’amore romantico, per concentrarsi sulla creazione di una sgangherata e affascinante found family, composta esclusivamente da razziatori, domatrici di bestie selvagge e gigantesche lucertole sputafuoco.

La trama di The Bone Raiders è confezionata con maestria: un intreccio semplice, ma una struttura a prova di bomba, dal ritmo incalzante e, soprattutto, dotata di scene-chiave vividissime e in grado di coinvolgere emotivamente il lettore. Inoltre, il contagioso senso dell’umorismo dell’autore riesce a mettere in luce tutti gli aspetti comici di ogni situazione impossibile, coinvolgendoti completamente nei (comprensibilissimi) dilemmi di Sayana, l’intraprendente ma straordinariamente fragile “Principessa” dei Rakada.


Relazioni, razzie e dinosauri

Ciò che colpisce ancor di più, a mio parere, è la profonda devozione e l’amore viscerale che Jackson Ford riversa nel ritratto delle sue protagoniste. Nei fantasy ricchi di azione, spesso ci si aspetta spesso una caratterizzazione più superficiale; in The Bone Raiders, invece, ogni personaggio principale possiede un arco narrativo completo e un cuore grande come una casa.

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“Rose in Chains”: la recensione del (raccapricciante) dark romantasy di Julie Soto


rose in chains recensione - julie soto

Se hai adorato il libro di Julie Soto e cerchi soltanto un’altra recensione entusiasta di Rose in Chains, ascolta il mio consiglio sincero: salta questo articolo e passa direttamente al prossimo post, perché ciò che sto per scrivere potrebbe non piacerti!

Dopotutto, le opinioni e i gusti personali di ciascuno di noi sono indiscutibili e, soprattutto, non negoziabili. Se ritieni che Rose in Chains sia un romanzo straordinario, non sarò certo io a cercare di convincerti del contrario. Anzi, se ti sei divertita a leggerlo, se ti sei affezionata ai personaggi e hai fatto il tifo per loro, per me è una grande consolazione: almeno, così, saprò che qualcuno nel mondo ci è effettivamente riuscito, e questa fanfiction non è soltanto l’ennesima dimostrazione del fatto che algoritmi e marketing, ormai, hanno preso completamente il sopravvento su qualsiasi considerazione di ordine creativo.

Perché l’unico effetto a lungo termine che la lettura di questo romantasy ha lasciato a me, è un fastidioso senso di disagio sotto la pelle, accompagnato da un forte desiderio di tornare in terapia dalla psicologa…


La trama

La guerra è terminata, le forze oscure hanno prevalso e l’eroe destinato a salvarli è caduto.

Catturata durante l’invasione del suo castello, il mondo di Briony Rosewood è cambiato per sempre. Il male ha trionfato e il suo popolo ora rischia schiavitù sessuale, prigionia e/o morte.

Privata della sua magia e della sua libertà, Briony e gli altri sopravvissuti vengono rapidamente messi all’asta e venduti ai migliori offerenti. In quanto principessa di Evermore, Briony è senz’altro una delle prigioniere più ambite. Dopo una spietata guerra di offerte, viene venduta a Toven Hearst, erede di una famiglia famosa per la sua crudeltà.

Eppure, nonostante gli orrori di questo nuovo mondo e il difficile ruolo che è chiamata a ricoprire, non tutto è perduto. Aiuto e speranza, a quanto sembra, possono ancora emergere dai luoghi più inaspettati…

Rose in Chains: la recensione del libro di Julie Soto

Mi sarò persa qualcosa?

J. K. Rowling sarà pure diventata una figura controversa, ma nemmeno lei merita questa violazione sistematica e gratuita del suo immaginario.

Voglio dire, avrò letto decine di retelling dark di fiabe classiche e opere della letteratura per l’infanzia, ma nessuno di loro è mai riuscito a turbarmi altrettanto profondamente. (Probabilmente perché nessuno dei loro autori ha mai cercato di spacciare una premessa distopica e uno sviluppo da libro horror per una storia d’amore!).

Qualcuno mi farà notare, forse, che sembro prendere la questione troppo seriamente.

Eppure, vorrei davvero che tu capissi quanto sto cercando di trasmetterti: la verità è che faccio seriamente fatica ad accettare il fatto che una ragazza possa leggere per divertimento un fantasy in cui il sistema patriarcale del Regno dei Buoni viene presentato sotto una luce positiva perché l’unica alternativa che sembra concepibile ai personaggi è ancora più mostruosa (vale a dire, un sistema che promuove attivamente lo stupro collettivo e ritualizzato di qualsiasi donna invisa al capo di Stato) e in cui ogni singola ragazzina che compare nella storia, a parte la protagonista, viene ripetutamente violentata e ingravidata off-screen dai cattivi.


Una questione di… aspettative?

Non so tu, ma non ho mai letto HP nella speranza che Luna si trasformasse improvvisamente nella schiava sessuale di uno dei ministri anziani, o che Hermione si fidanzasse con Draco per dare alla luce un erede maschio in grado di scalzare Harry Potter dal podio dei favoriti di Silente. Non corrisponde proprio alla mia idea di “passatempo divertente scacciapensieri”.

Capisco anche il punto di vista di chi dice che vale la pena affrontare temi pesanti e presentarli al pubblico dei giovanissimi, in modo tale che abbiano la possibilità di farsi rapidamente un’idea di quali sono i grandi mali che affliggono il nostro sistema culturale e combatterli.

Ma non mi pare proprio che sia il caso di questo libro.

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“Seppellisci le Mie Ossa nel Suolo di Mezzanotte”: la recensione del libro gotico di V. E. Schwab


seppellisci ossa suolo mezzanotte recensione - bury our bones in the midnight soil - schwab

Ho sempre saputo che V. E. Schwab avrebbe scritto il libro del mio cuore. E, adesso, quel momento è arrivato: Seppellisci le Mie Ossa nel Suolo di Mezzanotte è quel libro, finalmente! Un romanzo intenso e magnetico, oscuro e provocante, capace di catturare il lettore in maniera viscerale.

Da lettrice affezionata della Schwab, posso tranquillamente affermare che questa è – almeno per me – la sua opera più complessa, ambiziosa e matura. Non soltanto per la bellezza della prosa, sempre elegante e languida come una ballata triste, ma anche e soprattutto per la complessità emotiva e morale delle tematiche affrontate e per il livello di introspezione che permea ogni capitolo…


La trama di Seppellisci le Mie Ossa nel Suolo di Mezzanotte

Questa è una storia che parla di fame; una fame insaziabile.

1533, Santo Domingo de la Calzada.
Una giovane ragazza cresce libera e astuta: la sua bellezza è superata soltanto dai suoi sogni di fuga. Ma María sa che gli uomini la vedranno sempre solo come un premio o una pedina. Quando un’affascinante vedova le offre una via alternativa, María compie una scelta disperata: decide che condurrà una vita priva di rimpianti.

Questa è una storia che parla d’amore; un amore che trasforma, e distrugge, tutto quello che tocca.

1827, Londra.
Una giovane donna conduce una vita tranquilla e riservata nella tenuta di famiglia. Un’istante di intimità con la persona sbagliata la costringe, tuttavia, a trasferirsi a Londra per imparare le “buone maniere” e trasformarsi nella moglie perfetta. Il cuore sensibile di Charlotte e i suoi sogni irrealizzabili vengono sconvolti dall’amicizia di una splendida donna dai capelli rossi; eppure, il costo della libertà si rivela più alto di quanto avesse mai immaginato.

Questa è una storia che racconta di una rabbia profonda, e di un dolore che non morirà mai.

2019, Boston.
Il college avrebbe dovuto rappresentare per Alice l’opportunità di rinascere, di diventare una persona nuova. Per questo si è trasferita dall’altra parte del mondo, lasciandosi definitivamente alle spalle la sua vecchia vita in Irlanda. Tuttavia, una notte fuori dal comune la spingerà a riflettere sul suo passato, sul suo presente e sul suo futuro. Determinata a scoprire la verità, Alice intraprende un viaggio alla ricerca di risposte… ma anche – e forse soprattutto – di vendetta.

Questa è una storia sulla vita: su come tutto finisce, ma anche su come ogni cosa, prima o poi, ricomincia.


La recensione di Seppellisci le Mie Ossa nel Suolo di Mezzanotte

Tre rose selvatiche, che nascondono bianchissimi denti aguzzi…

Non è la prima volta che V. E. Schwab ci racconta di vampiri e storie d’amore a tema saffico: se hai visto la (sfortunata) serie tv First Kill su Netflix, probabilmente sai già che quella divertente e un po’ esagerata incursione nel mondo del campy horror è stata ispirata proprio da un suo breve racconto contenuto nell’antologia Vampires Never Get Old: Tales with Fresh Bite.

Questo nuovo romanzo – ovviamente molto più corposo, complesso e diretto a un target più adulto – si regge invece sulla forza propulsiva di tre straordinarie voci narranti. Ciascuna di esse riflette un’identità, al tempo stesso, fortissima, unica e ricca di vulnerabilità.

È raro trovare storie a più voci in cui ogni personaggio riesce davvero a lasciare un segno; tuttavia, in questo caso, la nostra Victoria riesce a centrare perfettamente l’obiettivo. Non si tratta solo di differenze stilistiche, ma di modi distinti di osservare il mondo… senza dimenticare, naturalmente, le suggestive eco di richiamo, un sottile gioco di rimandi che mette in luce tanto le differenze tra le nostre tre protagoniste, quanto le loro profonde e indiscutibili affinità.

Ciò che mi ha colpito di più è che in ciascuna di queste antieroine è semplicissimo imparare a riconoscere almeno una piccolissima parte di sé.

C’è Alice, con la sua struggente malinconia urbana e le sue ferite invisibili; e c’è Charlotte, con la sua delicata sensibilità macchiata di edonismo.

E poi, ovviamente, abbiamo lei… Sabine: larger-than-life, spregiudicata, vitale, e seducente come il peccato. Con la sua fame viscerale, la sua sete di vita, e il suo cuore corrotto da secoli e secoli di (non-)vita alla ricerca di un amore disposto a tingersi di venerazione.


Una fame inarrestabile

Queste tre indimenticabili protagoniste si intrecciano in una narrazione gotica che richiama capolavori come Intervista col Vampiro, Carmilla e Lasciami Entrare.

Ma l’irrequieta personalità della Schwab traspare da ogni pagina: perché, a dire la verità, in Bury Our Bones in The Midnight Soil ritroviamo, soprattutto, le atmosfere cosmopolite e la tensione claustrofobica de La Vita Invisibile di Addie LaRue.

In un certo senso, però, nel suo nuovo libro la Schwab compie un’operazione completamente diversa: attraverso la metafora della “vampira-fidanzata tossica“, eternamente affamata e proiettata verso un ideale di femminilità che sfugge a ogni canone tradizionale imposto dallo sguardo maschile, apre una finestra sull’esperienza di scoperta e affermazione vissuta da ogni donna “saffica” nel mondo.

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“Mistakes Were Made”: la recensione della divertente romcom queer di Meryl Wilsner


mistakes were made recensione - meryl wilsner

Dopo aver passato anni a declamare la mia antipatia per il trope dell’age gap nel romance, eccomi qui pronta a pubblicare la recensione di Mistakes Were Made, l’effervescente e irresistibile romcom di Meryl Wilsner!

Un libro che, contro ogni mia possibile aspettativa, si è rapidamente trasformato in uno dei miei feel-good books preferiti di sempre. Mi ha colpito perfino più di Cleat Cute, uno sport romance della stessa autrice che ho avuto il piacere di leggere lo scorso anno.

Probabilmente perché temevo che Mistakes Were Made sarebbe stato uno di quei romance pieni di angst e tormenti interiori (alla maniera di Claire Lydon, per intenderci…) che portano i personaggi a struggersi e a litigare furiosamente per almeno i tre quarti del libro, fino all’inevitabile rottura del terzo atto.

Quanto sono stata felice di scoprire che Meryl Wilsner, invece, riesce sempre a infondere un’energia travolgente, un ottimismo contagioso e una incontenibile gioia queer all’interno suoi libri, a prescindere dall’apparente “scandalosità” di alcuni dei suoi soggetti!


La trama

Quando Cassie, studentessa all’ultimo anno di college, decide di trascorrere il venerdì sera in un bar fuori dal campus, non sta cercando un’avventura occasionale. Così, quando succede, capita perché sì: dopotutto, a caval donato non si guarda in bocca…

Offrire da bere a una sconosciuta si trasforma in una indimenticabile notte di passione. La mattina dopo, però, una delle sue migliori amiche la porta a conoscere sua madre… che si rivela essere la donna matura e affascinante con cui Cassie è appena andata a letto.

Erin programmava di trascorrere il weekend riavvicinandosi a sua figlia, sempre più distante a causa del suo recente divorzio, e non vivendo un’avventura di una notte. Non andando in giro a spassarsela e, decisamente, non facendo sesso con una delle giovani e bionde compagne di corso della sua unica figlia…

Erin e Cassie si rendono conto di dover dare un taglio alla loro potenziale relazione, subito. Eppure, scoprono presto di trovarsi in sintonia sia dentro, che fuori dalle lenzuola… Un’alchimia potente, che le spinge costantemente a gravitare l’una nell’orbita dell’altra e al cospetto della quale, forse, si può soltanto capitolare.

Quella che avrebbe dovuto essere soltanto un’avventura occasionale si trasforma, così, in un legame sempre più impossibile da ignorare. Ben presto, Cassie ed Erin iniziano a vedersi di nascosto e, ancora peggio, scoprono di provare un sentimento autentico.

Ma essere sincere riguardo al loro amore vale davvero il prezzo da pagare?


Mistakes Are Made: la recensione del libro di Meryl Wilsner

Sesso, tenerezza e risate

Prima di proseguire, meglio mettere le mani avanti: Mistakes Are Made contiene tantissime scene spicy. Ma veramente un sacco!

La love story fra Erin e Cassie comincia come l’avventura di una notte, del resto, e ben poco di ciò che accade fra di loro tende a rimanere confinato dietro una porta chiusa.

Le scene di sesso, ad ogni modo, risultano avvincenti, originali e ben scritte. Il body positive è un grande protagonista di questi exploit; i buffi dialoghi che li accompagnano, senza nulla togliere al complessivo effetto “hot” di questo passaggi, contribuiscono invece a mettere in evidenza l’adorabile goffaggine di entrambe le protagoniste, accentuando la loro caratterizzazione ed evocando in chi legge un confortevole senso di intiminità.

Tutto questo per dire: la trama di Mistakes Are Made viene frequentemente interrotta da una carovana di siparietti sexy – diventati ormai un tratto stilistico distintivo di Meryl Wilsner – e non escludo affatto la possibilità che alcune lettrici possano trovare irritante questa continua escalation di ormoni e tonalità giovanilistiche.

Ma penso davvero che Erin e Cassie siano due eroine meravigliose da seguire, oltre che dotate di un’intesa pazzesca. Senza contare che gli esilaranti (e un po’ sciocchi) dialoghi di questo libro sarebbero in grado di migliorare l’umore di qualsiasi appassionata di romance…


Innamorarsi può mai essere… sbagliato?

Mistakes Are Made offre anche una prospettiva particolare su alcuni interessanti spunti di riflessione sociale.

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“Bookshops and Bonedust”: la recensione del prequel di “Legends and Lattes”


bookshops and bonedust recensione - travis baldree

La recensione di Bookshops and Bonedust è qui per rispondere alla domanda che tutti i fan italiani del cozy fantasy si stanno ponendo: vale la pena leggere il prequel di Legends and Lattes? Come se la cava Travis Baldree in questa nuova/precedente avventura di Viv, l’orchessa gentile che abbiamo incontrato nel corso del primo libro?

Perché sappiamo tutti che il successo di Legends and Lattes ha praticamente posto le basi per la creazione di un nuovo, fortunatissimo (sotto-)genere. E la posta in gioco, per i personaggi di un cozy fantasy, potrà anche sembrare modesta… Le nostre aspettative nei confronti di Bookshops and Bonedust, però?

Alte come le Montagne Nebbiose, e più svettanti della Torre di Mordor!


La trama

Viv è finalmente entrata a far parte della rinomata compagnia di mercenari guidata dal leggendario Racksam. Tuttavia, la sua carriera tra i Corvi non sta procedendo esattamente come aveva immaginato.

Infatti, mentre il gruppo dà la caccia a una potente necromante, Viv si ferisce alla gamba ed è costretta a separarsi dagli altri per trovare rifugio a Murk, una tranquilla e sonnolenta cittadina costiera. L’orchessa teme che i Corvi non tornino più a recuperarla, ma quali alternative ha? La sua gamba malconcia ha bisogno di molto riposo per guarire.

Lontana da quell’azione spericolata che tanto brama, Viv comincia a trascorrere le sue ore di ozio in compagnia di Fern, la proprietaria di una libreria sull’orlo del fallimento. Pian piano, si lascia coinvolgere nelle avventure di Fern per salvare la sua attività, ritrovandosi a esplorare un mondo in cui non avrebbe mai immaginato di addentrarsi… un mondo che, forse, le offre proprio l’opportunità di apprendere una lezione che le era sfuggita.

Perché, a volte, le cose giuste ci succedono nel momento sbagliato. Quello di cui abbiamo bisogno non è sempre quello che cerchiamo. E, qualche volta, può perfino capitare di riuscire a trovare noi stessi all’interno delle storie che ci aspettano fra le pagine di un libro…

Eppure, l’avventura è più vicina di quanto Viv avesse immaginato. Un enigmatico viaggiatore vestito di grigio, una gnoma dal carattere infuocato e un inaspettato amore estivo mostreranno a Viv che persino un luogo come Murk può trasformarsi, all’improvviso, in un vivace teatro di eventi sorprendenti e affascinanti…


Bookshops and Bonedust: la recensione del libro di Travis Baldree

L’orchessa in vacanza

Quando un autore che amo annuncia un prequel, faccio fatica a entusiasmarmi davvero. Per natura, e fatta eccezione per pochi titoli in particolare (qualcuno ha detto “revival di Buffy“, per caso?), credo di essere piuttosto immune al richiamo della nostalgia. Nella vita come nella lettura, preferisco sempre guardare avanti, piuttosto che voltarmi indietro.

E dico questo nonostante mi sia poi ritrovata, in più di un’occasione, ad apprezzare un prequel addirittura (quasi) più del romanzo originale.

Ti dirò la verità: la cosa che mi preoccupava di più riguardo a Bookshops and Bonedust era che il personaggio di Tandri, questa volta, sarebbe inevitabilmente rimasto escluso dai giochi. E io, come Viv, ho sempre avuto un debole speciale per la succubus!

A lettura ultimata, però, posso confermarti che il prequel scaturito dalla penna e dall’immaginazione di Travis Baldree riuscirà a scatenare in te un vero e proprio tsunami di dolci e calde emozioni! Nessuno degli elementi che hanno reso il primo libro un successo manca all’appello: umorismo, magia, un tocco di romance e tantissime cozy vibes. Inoltre, molti dei nuovi personaggi introdotti meriterebbero sicuramente uno spin-off tutto loro.

La trama risulta forse un po’ più dispersiva, meno raffinata e “studiata” rispetto a quella di Legends and Lattes. Tuttavia, Baldree in questo secondo volume ha saputo ache inserire una significativa dose di azione e una crescente tensione che rendono la lettura particolarmente avvincente e immersiva.

E poi, c’è tutto il ruolo fondamentale della libreria e della profonda passione per le storie da considerare…


Il magico potere della lettura

D’altronde, Travis Baldree non inserisce certo questi splendidi bookish tropes a caso, e nemmeno solo per concedere una strizzatina d’occhio al lettore! Chi di noi non ha mai sognato di aprire una pittoresca libreria? Ancora meglio se stracolma di volumi, per trascorrere pomeriggi interi a catalogare, ordinare e consigliare…

La libreria di Fern, in effetti, costituisce un ottimo catalizzatore per l’arco trasformativo di Viv.

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“Long Live Evil”: la recensione del divertente libro fantasy di Sarah Rees Brennan


long live evil recensione - lunga vita al male - sarah rees brennan

Ci sono libri che apprezziamo perché li troviamo perfetti, e storie di cui ci innamoriamo perché il caos che permea le loro pagine ci seduce come le labbra scarlatte e gli artigli dipinti di una villainess da cartone animato.
La recensione di Long Live Evil è qui per testimoniare che il mio amore per il rocambolesco romanzo fantasy di Sarah Rees Brennan appartiene alla seconda categoria!

Perché, anche se personalmente avrei sfoltito un paio di scene e ridimensionato il numero dei PoV (per lo meno in questo primo volume), la verità è che Long Live Evil rappresenta un concentrato di verve spigliata e personaggi fantastici! Ancora meglio: è un vero e proprio tributo alla magia e all’entusiasmo che soltanto un fandom “sano” e autentico è in grado di riversare nel mondo. E offre al lettore un caloroso, spassossimo omaggio alla passione per la narrativa fantastica


La trama

Quando ha ricevuto la diagnosi, la vita di Rae è completamente crollata. Eppure, aveva ancora i suoi libri.

Morendo, però, le si presenta una seconda possibilità: un patto magico che le consente di entrare nel mondo della sua serie fantasy preferita. Si risveglia così in un castello sospeso sul ciglio di un abisso infernale, in un regno sull’orlo di una guerra contro i famigerati predoni dei ghiacci.

Un luogo abitato da mostri pericolosi, cortigiani subdoli e dal suo personaggio immaginario preferito: l’Imperatore, un sovrano eterno e affascinante, come solo la narrazione sa creare. In questo mondo fantastico, Rae scopre di non essere l’eroina, ma la cattiva della storia dell’Imperatore.

E così sia.

I villain, dopotutto, vestono meglio e hanno battute più taglienti, anche se sono destinati a un destino crudele. Rae raduna attorno a sé i malvagi più disparati della storia, tramando per riscrivere il loro destino. Ma mentre i cadaveri si accumulano e l’ira dell’Imperatore cresce, una tragica verità comincia a farsi strada dentro di lei: Rae e i suoi alleati potrebbero non sopravvivere fino all’ultima pagina.


La recensione di Long Live Evil

L’inizio di una grande avventura

Non mi considero una grandissima fan degli isekai, e mentirei se affermassi di provare un’enorme nostalgia per i portal fantasy di vecchia generazione.
Per fortuna, Long Live Evil ha ben poco di “classico” e molto di moderno; a cominciare da un ensamble di personaggi che non hanno paura di rovesciare ogni stereotipo e fare di diversità e originalità i propri cavalli di battaglia.

Il romanzo deve sicuramente moltissimo al mondo dell’epic fantasy, ma anche (e, forse, soprattutto) alle light novel, ai manga, all’età d’oro delle fan fiction e qualcosina, addirittura, a piccoli fenomeni della cultura pop per adolescenti come High School Musical e Descendants.

La costruzione della trama del romanzo di Sarah Rees Brennan, tutt’altro che impeccabile, può tuttavia contare su una serie di scene-chiave confezionate a regola d’arte, in grado di catturare il lettore e far battere il suo cuore a un ritmo forsennato!

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“Killer Potential”: la recensione del libro thriller di Hannah Deitch


killer potential recensione - hannan deitch - marsilio

Iniziamo la recensione di Killer Potential con una piccola, scomoda verità: se si fosse trattato di un film, probabilmente sarei stata in grado di apprezzare questa storia un filino di più.

Infatti, sospetto che l’interpretazione di una coppia di attrici in carne e ossa avrebbe potuto contribuire a mitigare il senso di distanza che ho provato leggendo, e che penso sia stato creato soprattutto dalla mia difficoltà a entrare in sintonia con le protagoniste.

Confesso che la pretenziosità dell’eroina e la confusione generata da un mix poco fluido fra due generi sostanzialmente diversi – il thriller sociale e il romance on the road – mi hanno un po’ destabilizzato. Probabilmente perchè mi aspettavo più colpi di scena e meno commentario sociale; oppure, semplicemente perché il 99% dei titoli che cerca di confrontarsi con il famoso film di Bong Joon-ho, secondo me, è destinato a fallire la sfida in partenza…


La trama

Evie Gordon, una studentessa brillante con una borsa di studio, voti eccellenti e grandi ambizioni, ha sempre creduto di essere destinata a qualcosa di speciale.

Dopo la laurea in un’università d’élite, però, si ritrova sommersa dai debiti e a lavorare come tutor per il SAT, assistendo i figli dei super ricchi di Los Angeles.

Tutto cambia una domenica, quando, arrivata per la sua lezione settimanale nella tenuta dei Victor a Beverly Hills, trova al posto di un’adolescente annoiata i corpi insanguinati dei genitori sparsi nel loro magnifico giardino sul retro e una donna che invoca aiuto nascosta in un armadio. Mentre Evie cerca di liberarla, entrambe vengono scoperte e in pochi istanti si ritrovano non più semplici testimoni, ma sospettate del crimine e quindi fuggitive.

Improvvisamente al centro di una caccia all’uomo e accompagnata da una donna misteriosa che non pronuncia una parola, Evie capisce che l’unico modo per riabilitare il proprio nome è trovare il vero assassino. Ma, prima, dovrà abbattere le barriere emotive e psicologiche della sua compagna di fuga, che sta rapidamente diventando la persona più importante nella vita turbolenta di Evie.

La loro corsa senza respiro attraverserà gli Stati Uniti, mentre il caso scuoterà la nazione e la stampa impazzirà per il nuovo nemico pubblico numero uno: Evie!


La recensione di Killer Potential

I modelli cinematografici

Killer Potential si legge un pò come Parasite incontra Thelma e Louise. Che non è una cattiva combinazione, di per sè. Soprattutto per un’autrice alle prime armi; soprattutto quando la suddetta scrittrice riesce a dosare il ritmo e non farsi prendere troppo la mano dalla sua vena paesaggistico-descrittiva.

Non è il caso di Hannah Deitch.

In effetti, le prime pagine di questo romanzo si leggono tutte d’un fiato, complice una scena di apertura in medias res in grado di far salire le palpitazioni della lettrice e farle bruciare i palmi in preda a un esaltante senso di curiosità.

Evie, una giovane tutor dalla mente brillante e i modi un pò saccenti, varca la soglia della lussuosa villa in cui dimora la sua ultima pupilla e si imbatte in un massacro. I genitori della ragazza sono morti, nel sottoscala giace una donna denutrita e sanguinante, e il fidanzato della sua studentessa si convince in fretta che Evie sia la nuova Charles Manson.

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