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“The Ending Writes Itself”: il libro segreto V.E. Schwab e Cat Clarke


the ending writes itself - evelyn clarke - victoria schwab

Sulla copertina di The Ending Writes Itself comparirà il nome di Evelyn Clarke. Tuttavia, da quando Harper Collins ha acquisito i diritti di pubblicazione di questo ambito romanzo mystery, non ha mai nascosto che si tratta di uno pseudonimo dietro cui si celano due autori professionisti già affermati nel panorama letterario.

Per mesi, i lettori di tutti il mondo si sono divertiti a indovinare i nomi dei due autori (o delle due autrici, come poi è saltato fuori). Ma adesso il gatto è ufficialmente fuori dal sacco: The Ending Writes Itself è il “libro segreto” di Victoria Schwab e Cat Clarke


The Ending Writes Itself: la trama

Sei autori.

Un’isola privata.

Settantadue ore per scrivere il finale che cambierà le loro vite.

Arthur Fletch, uno degli scrittori più venduti al mondo, è un genio solitario. Ha raggiunto la notorietà grazie ai suoi protagonisti indimenticabili e ai suoi colpi di scena sorprendenti. Quando sette autori in crisi vengono invitati a trascorrere un weekend sulla sua isola privata in Scozia, scoprono un segreto scioccante: Arthur Fletch è morto… e il suo ultimo manoscritto è rimasto incompiuto.

L’agente e l’editore di Fletch vogliono comunque pubblicare il romanzo; perciò, convocano diversi scrittori nella speranza che uno di loro riesca a immaginare un finale all’altezza di quest’ultimo libro. Per rendere l’offerta ancora più allettante, propongono un premio irresistibile: oltre a scrivere l’ultimo capitolo come ghostwriter – con un compenso da capogiro – aiuteranno il fortunato autore a rilanciare con successo la propria carriera, garantendogli futuri bestseller. L’unica condizione: gli scrittori hanno appena settantadue ore per completare il capolavoro di Fletch.

Iniziare è spesso la sfida più ardua. Ma portare a termine l’impresa potrebbe significare lanciarsi nell’arte… dell’omicidio.


Sei autori, un’isola e un mistero

L’intreccio di The Ending Writes Itself verterà su un classico enigma della camera chiusa, ma non solo: le due autrici hanno scritto il romanzo avendo il tema della satira sociale come obiettivo.

Dopotutto, come sottolinea l’autrice del magnifico Bury Our Bones in the Midnight Soil in un’intervista concessa a Stylist, il mondo dell’editoria è noto per essere spietato e competitivo.

L’idea che ha dato origine a The Ending Writes Itself è nata proprio da Victoria Schwab. In questo progetto, sei autori esperti in generi differenti — dal fantascientifico all’horror, dal thriller al mainstream — devono ingegnarsi per creare un finale avvincente per un libro impossibile. Ma quando il premio in palio è un’esca così appetibile, cosa non si sarebbe disposti a fare, pur di riuscire a sbaragliare la propria competizione?

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“Killer Potential”: la recensione del libro thriller di Hannah Deitch


killer potential recensione - hannan deitch - marsilio

Iniziamo la recensione di Killer Potential con una piccola, scomoda verità: se si fosse trattato di un film, probabilmente sarei stata in grado di apprezzare questa storia un filino di più.

Infatti, sospetto che l’interpretazione di una coppia di attrici in carne e ossa avrebbe potuto contribuire a mitigare il senso di distanza che ho provato leggendo, e che penso sia stato creato soprattutto dalla mia difficoltà a entrare in sintonia con le protagoniste.

Confesso che la pretenziosità dell’eroina e la confusione generata da un mix poco fluido fra due generi sostanzialmente diversi – il thriller sociale e il romance on the road – mi hanno un po’ destabilizzato. Probabilmente perchè mi aspettavo più colpi di scena e meno commentario sociale; oppure, semplicemente perché il 99% dei titoli che cerca di confrontarsi con il famoso film di Bong Joon-ho, secondo me, è destinato a fallire la sfida in partenza…


La trama

Evie Gordon, una studentessa brillante con una borsa di studio, voti eccellenti e grandi ambizioni, ha sempre creduto di essere destinata a qualcosa di speciale.

Dopo la laurea in un’università d’élite, però, si ritrova sommersa dai debiti e a lavorare come tutor per il SAT, assistendo i figli dei super ricchi di Los Angeles.

Tutto cambia una domenica, quando, arrivata per la sua lezione settimanale nella tenuta dei Victor a Beverly Hills, trova al posto di un’adolescente annoiata i corpi insanguinati dei genitori sparsi nel loro magnifico giardino sul retro e una donna che invoca aiuto nascosta in un armadio. Mentre Evie cerca di liberarla, entrambe vengono scoperte e in pochi istanti si ritrovano non più semplici testimoni, ma sospettate del crimine e quindi fuggitive.

Improvvisamente al centro di una caccia all’uomo e accompagnata da una donna misteriosa che non pronuncia una parola, Evie capisce che l’unico modo per riabilitare il proprio nome è trovare il vero assassino. Ma, prima, dovrà abbattere le barriere emotive e psicologiche della sua compagna di fuga, che sta rapidamente diventando la persona più importante nella vita turbolenta di Evie.

La loro corsa senza respiro attraverserà gli Stati Uniti, mentre il caso scuoterà la nazione e la stampa impazzirà per il nuovo nemico pubblico numero uno: Evie!


La recensione di Killer Potential

I modelli cinematografici

Killer Potential si legge un pò come Parasite incontra Thelma e Louise. Che non è una cattiva combinazione, di per sè. Soprattutto per un’autrice alle prime armi; soprattutto quando la suddetta scrittrice riesce a dosare il ritmo e non farsi prendere troppo la mano dalla sua vena paesaggistico-descrittiva.

Non è il caso di Hannah Deitch.

In effetti, le prime pagine di questo romanzo si leggono tutte d’un fiato, complice una scena di apertura in medias res in grado di far salire le palpitazioni della lettrice e farle bruciare i palmi in preda a un esaltante senso di curiosità.

Evie, una giovane tutor dalla mente brillante e i modi un pò saccenti, varca la soglia della lussuosa villa in cui dimora la sua ultima pupilla e si imbatte in un massacro. I genitori della ragazza sono morti, nel sottoscala giace una donna denutrita e sanguinante, e il fidanzato della sua studentessa si convince in fretta che Evie sia la nuova Charles Manson.

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“Her Majesty’s Royal Coven”: recensione del libro fantasy di Juno Dawson


her majesty's royal coven recensione - juno dawson - libro fantasy

Her Majesty’s Royal Coven” è la risposta di Juno Dawson alle recenti dichiarazioni transfobiche di J. K. Rowling.

Il fatto che si tratti anche, incidentalmente, di un romanzo fantasy, si traduce in una coincidenza nel più ingenuo degli scenari, e in un deliberato atto di provocazione in tutti gli altri.

Dopotutto, l’idea di sfidare la Rowling sul suo stesso terreno dev’essere sembrata alla Dawson praticamente irresistibile.

Non una decisione particolarmente assennata, forse, considerando il calibro dell’autrice a cui decide di lanciare il guanto.

Ma, a quanto pare, irresistibile lo stesso…


La trama

All’alba della loro adolescenza, quattro ragazzine si ritrovano alla vigilia del solstizio d’estate, pronte a fare il loro giuramento.

Stanno per entrare a far parte della Congrega Reale di Sua Maestà, fondata dalla Regina Elisabetta I a mo’ di dipartimento ultra-segreto del governo.

Decadi più tardi, la comunità di streghe sta ancora cercando di riprendersi dalle conseguenze di una sanguinosa guerra civile.

Helena, una di quelle ragazze, è diventata l’Alta Sacerdotessa dell’organizzazione.

Eppure Helena è l’unica, fra i membri del suo vecchio gruppo di amiche, a essere rimasta invischiata nelle maglie soffocanti della burocrazia della Congrega Reale. Tutte le altre hanno deciso di continuare per la loro strada.

Elle, ad esempio, cerca di fingere di essere una normalissima casalinga. Niahm è diventata una veterinaria di campagna e Leonie ha disertato per fondare la Diaspora, una congrega molto più compatta e inclusiva.

Helena è furiosa con lei, ma adesso ha per le mani problemi più grossi. Un giovane stregone, dotato di abilità straordinarie, è stato catturato dalle autorità. La sua stessa esistenza sembra una minaccia per la Congrega Reale: nessun uomo dovrebbe essere dotato di un potere del genere!

La magia è sempre stata prerogativa delle donne.

Mentre, nel tentativo di venire a capo del problema, ideologie conflittuali cominciano a scontrarsi, le quattro amiche dovranno decidere da che parte si erge la loro lealtà: preservare la tradizione, o… fare la cosa giusta.

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