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“Rouge”: il nuovo romanzo body horror di Mona Awad


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Rouge” sarà il prossimo libro di Mona Awad, autrice del (meritatissimo) fenomeno letterario del 2019 “Bunny”.

Anche stavolta, se le premesse sono attendibili, ci troveremo alle prese con un romanzo sui generis e schizzato, ricco di twist imprevedibili, intriganti suggestioni new weird e personaggi patologicamente inquadrabili.

“Rouge” sarà, infatti, una favola gotica contemporanea, a metà strada fra “Biancaneve” e “Eyes Wide Shut”.

La storia di una donna che, dopo la morte della madre, imbocca un allucinante sentiero a caccia di bellezza e giovinezza eterna.

Riuscirà a sfuggire al fato materno? Oppure soccomberà allo stesso destino, senza mai instaurare una connessione in grado di travalicare l’assurda superficialità della nostra società?


“Rouge”: la trama

Da sempre, Belle è stata insidiosamente ossessionata dalla sua pelle e dai video di skincare.

Quando sua madre Noelle, con cui non aveva contatti, muore in circostanze misteriose, Belle si ritrova nella California del Sud, a occuparsi dei considerevoli debiti di sua madre e ad affrontare alcune sconcertanti domande relative alla sua morte.

La posta in gioco si impenna nel momento in cui una strana donna vestita di rosso si materializza al funerale, pronta a offrirle un allettante indizio circa la prematura scomparsa della madre, seguito da un video estremamente criptico. Quest’ultimo, infatti, mostra una trasformativa esperienza presso una spa di qualche tipo.

Con l’aiuto di un paio di scarpe rosse, Bella viene attirata nel pungente abbraccio de La Maison de Méduse: la stessa, lussuosa spa a cui sua madre era devota, e che assomiglia in maniera inquietante a un culto.

Una volta lì, Bella scopre gli spaventosi segreti che si nascondono dietro la sua ossessione (e quella di sua madre) nei confronti dello specchio – e le scintillanti, incommensurabili profondità (e i demoni) che si nascondono dall’altra parte di quel vetro.



Il romanzo horror più atteso della stagione

“Rouge” esordirà, in lingua inglese, il 14 settembre 2024.

La trama mi ha fatto immediatamente pensare all’episodio “The Outside” di “Guillermo del Toro’s Cabinet of Curiosities”, diretto da Ana Lily Amirpour. Il richiamo al demoniaco mondo dell’industria della bellezza, sempre pronta ad alimentarsi dell’ossessione innaturale degli uomini nei confronti di tutto ciò che è fragile, piacevole ed effimero, troverà sicuramente un posto rilevante all’interno del nuovo libro di Mona Awad.

Dal canto suo, Paul Tremblay – autore degli ipnotici “La Casa alla Fine del Mondo” e “Nel Buio degli Mente” – descrive “Rouge” come «Una brillante, mordente critica agli standard di bellezza e, contemporaneamente, una fantasmagorica favola a là Angela Carter, che parla di trauma e della perdita di se stessi.»

Una serie di tematiche decisamente non estranee al lavoro dell’autrice di “Tutto è Bene” (Fandango, 2022).

Se ci pensi, infatti, Mona Awad ha esordito nel 2016 con “13 Modi di Vedere una Ragazza Grassa” (edizione Bompiani). Un romanzo breve incentrato sull’odissea di una ragazzina canadese che, per quanto peso possa perdere, non riesce a smettere di detestare il suo corpo e considerarsi grassa.

La storia descrive i suoi sforzi disperati per conformarsi a uno stereotipo che, ogni giorno, la nostra società si ostina a riconfermare e celebrare.

Del resto, è la stessa Awad a confermare di aver scritto TUTTI i suoi libri con una classica logica da fiaba/racconto cautelare.

Perché tutti partono dall’ammonimento: “Attento a ciò che desideri”


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