“Payback’s a Witch”: la recensione della romcom fantasy di Lana Harper


payback's a witch recensione - Lana Harper - libro paranormal romance

Payback’s a Witch” è un cozy fantasy di Lana Harper, primo romanzo della serie “The Witches of Thistle Grove”.

Nel 2021, il libro ha riscosso un discreto successo, confermandosi come una delle rom-com LGBT a tema sovrannaturale più chiacchierate dell’anno.

Peccato che, su di me, la magia della storia non sia riuscita a sortire il minimo effetto. Anzi: a dire il vero, l’ho trovata noiosetta, prevedibile e banale.

In realtà, le pittoresche atmosfere in stile Halloweentown mi sono sembrate molto simpatiche, e un paio di battute sono sicuramente riuscite a strapparmi un sorriso.

Eppure, per come la vedo io, “Payback’s a Witch” è uno di quei romanzi in cui i personaggi (costruiti male, e gestiti peggio…) non sembrano avere assolutamente nulla da dire.

Gli ostacoli sul loro cammino si contano sulle dita di una mano, così che ogni loro cambiamento interiore assume l’aspetto di un dono del cielo, piuttosto che il frutto di una sudata vittoria.

Ovviamente, la totale assenza di alchimia fra la protagonista e il suo love interest non fa altro che peggiorare le cose….


La trama

Emmy Harlow è una strega, ma non una di quelle particolarmente potenti: in parte, perché Emmy non torna a casa, nella sua magica città natale di Thistle Grove, da anni.

Il suo esilio autoimposto è cominciato dopo che Gareth Blackmoore, erede locale della più potente famiglia di stregoni, le ha spezzato il cuore in uno sfoggio di nonchalance, distruggendo di colpo tutti i suoi sogni.

Ma, adesso, a Thistle Grove si sta avvicinando la data del prestigioso torneo di magia che si svolge soltanto una volta ogni generazione. La tradizione vuole che sia un esponente della famiglia Harlow ad arbitrare l’evento, così Emmy, rosa dai sensi di colpa, decide di tornare a casa per adempiere ai suoi doveri.

Nel frattempo, approfitterà dell’occasione per trascorrere del tempo di qualità in compagnia della sua migliore amica di un tempo, Linden Thorn; dopodiché tornerà alla sua vita reale, a Chicago.

La sua prima notte a casa, Emmy si imbatte in Talia Avramov — un’adepta delle arti oscure, nonché attraente fatalona di discendenza russa — e scopre che anche lei si è appena lasciata in malo modo con il tizio che stava frequentando

Il tale in questione, ovviamente, si chiama… Indovina?

Ebbene sì: Gareth Blackmoore!

Talia si è lasciata incantare da lui, soltanto per scoprire che Gareth teneva il piede in due scarpe, vedendosi con Linden a sua insaputa.

Perciò, adesso, sia Talia che Linden non desiderano altro che di vendicarsi.

Le due donne hanno un piano, qualcosa che riguarda il torneo di magia.

In teoria, l’unica domanda pertinente dovrebbe essere: che cosa ne pensa Emmy? Parteciperà anche lei alla congiura?

Peccato che, nella realtà dei fatti, l’interrogativo più importante suoni qualcosa del tipo: perché Emmy non riesce a smettere di pensare a Talia Avramov – la necromante terribilmente competente, diabolicamente affascinante, esageratamente incantevole per cui in fondo ha sempre avuto una cotta?


“Payback’s a Witch”: la recensione

Molti lettori a spasso per il mondo hanno amato il libro di Lana Harper, e ovviamente la cosa mi fa piacere.

Ma, da un punto di vista personale, devo ammettere di aver trovato il personaggio di Emmy di un’odiosità sconcertante. Una delle più inutili, antipatiche e saccenti Mary-Sue di cui la storia del genere romance abbia memoria.

Il suo carattere sembra capace di oscillare soltanto fra due stati d’animo: pura apatia e ribollente acidità di stomaco.

A partire dalle primissime scene, la capacità del lettore di continuare (o iniziare) a fare il tifo per lei viene messa a dura prova: in parte perché la Harper gestisce maldestramente il suo punto di vista, instaurando un pericoloso senso di distanza fra il personaggio e chi legge… e, in parte, perché la backstory di Emmy sembra dare i natali alla “ferita emotiva” più stupida e sproporzionata del mondo!

Voglio dire: può davvero la fine di un tipico flirt estivo, consumato durante l’estate dei propri 18 anni, giustificare un danno psicologico tale da costringerti a lasciare lo Stato?!

Può un lettore ragionevolmente aspettarsi di parteggiare per una donna adulta e vaccinata che, a netto di un cuore spezzato, decide di tagliare definitivamente i ponti con la sua famiglia, i suoi migliori amici e la sua comunità?

E, bada, non è che stiamo parlando di chissà quale grande storia d’amore finita in tragedia, qui, eh?

Considera che il personaggio di Gareth, dall’inizio alla fine, non rimane altro che una comparsa.

Neanche una comparsa qualsiasi: un semplice zimbello, il classico Adone ricco, biondo e vanesio che si bea della propria reputazione di rubacuori, senza accorgersi che l’altra metà del villaggio ride alle sue spalle.


Il senso della misura

Dico sul serio: non si può prendere sul serio Gareth!

Voglio dire, se esci con Johnny Bravo e rimani scottata, all’inizio potresti anche restarci male. Ma fare le valige e trasferirti all’altro capo del Paese? Dire addio alla tua migliore amica? Smettere di parlare con tua madre e tuo padre per il resto della vita?

Una domanda sorge spontanea: siamo proprio sicuri che l’idiota, qui, fosse lui?

Diventa piuttosto difficile, capisci, non arrabbiarsi con Emmy, o riuscire a vederla sotto una luce favorevole.

La sua reazione esagerata la trasforma immediatamente in un caso perso ai nostri occhi. Ridicola, meschina e infantile…

Per riassumere, un personaggio lontanissimo da quell’«avatar» di cui il lettore avrebbe avuto bisogno per riuscire a immergersi come si deve nelle colorate e pittoresche atmosfere del mondo della Harper.


She’s so funny…

Se, d’altro canto, le avventure di Emmy fossero state corredate da un arco narrativo (un arco di trasformazione) intrigante e degno di questo nome, sono stra-mega-arci-sicura che sarei stata in grado di guardare oltre questi difetti.

Ma, come ormai saprai bene, la verità è che per sviluppare un arco (o una trama) occorrono CONFLITTI, e la struttura di “Payback’s a Witch” sembra inspiegabilmente refrattaria all’uso di questo elemento.

Ne consegue ovviamente una narrazione di una piattezza assurda, che stenta anche solo a progredire dal punto “A” al punto “B”.

Ora…

Il fattore “relax” rientra sicuramente nel canone del “cozy fantasy”, ma non esagero quando dico che persino leggere di Emmy e Talia che flirtavano senza pudore mi ha fatto ADDORMENTARE… figuriamoci le varie scene dedicate all’adorabile routine famigliare della protagonista (ovviamente mai uno screzio, mai un attimo di tensione, sotto il tetto di questi fantasmagorici genitori!), o le vicissitudini sentimentali di Linden, alias la sidekick più scontata e patetica dell’universo.

In realtà, non sono neanche sicura al 100% che “Payback’s a Witch” possa essere definita una commedia romantica.

Contiene una love story, sicuramente, con tutte le sue inevitabili convenzioni (meet-cute, primo bacio, litigio eccetera).

Ma si avverte acutamente la mancanza del punto di vita di Talia (un personaggio a metà strada fra Mercoledì Addams, una Pixie Manic Dream Girl e una Sexy Lampada) e, in ogni caso, perfino la “conquista” della donna amata, per la stoica e compassata Emmy, sembra l’equivalente di una passeggiata nel parco.


Caldarroste, idromele e foglie di cedro

Ritengo “Payback’s a Witch” un disastro assoluto, quindi?

Assolutamente no!

Come dicevo, la Harper eccelle soprattutto nell’uso ironico del linguaggio e nella descrizione delle pittoresche atmosfere.

Chocolat” incontra “Nightmare Before Christmas”, con un pizzico de “Il Favoloso Mondo di Amelie” spruzzato in cima…. e scusate se è poco!

A Thistle Grove, inoltre, si respirano evidenti vibe alla Harry Potter; una sensazione che tende ad amplificarsi durante le tre prove del Torneo Magico, in quella che si rivela di gran lunga la “sottotrama” più elettrizzante e spassosa del libro.

Ma tutto questo, in fondo, contribuisce anche a incorniciare un altro problema: la strana impressione che “Payback’s a Witch” sia un libro praticamente composto di sottotrame, senza che nessun “filone” arrivi mai a predominare sull’altro.

Ne consegue un intreccio dalla struttura molto lasca, privo di un perno portante e, per logica conseguenza, pronto a disintegrarsi al minimo tocco.

Leggerò i due libri companion, “From Bad to Cursed” e “Back in a Spell“?

Neanche dietro prescrizione medica, ma con questo non voglio assolutamente sottintendere che non dovresti farlo tu: se ami il paranormal romance, serie tv come “Good Witch” o “Charmed“, e romanzi come “La Casa sul Mare Celeste”, potresti sempre avere più fortuna di me!

O magari no.

E bè… Io, intanto, una pulce nell’orecchio te l’ho messa, non è così? 😆


Punti di forza

+ dialoghi effervescenti;

+ evocative atmosfere autunnali a tema halloweeniano;

+ nostalgici richiami al mondo di Harry Potter.

Punti deboli

– un’inspiegabile carenza di conflitti;

ritmo agonizzante;

– la trama si “sfalda” in un trilione di sottotrame;

– una raffazzonata gestione del punto di vista;

– pessima costruzione della backstory della protagonista ;

– una storia d’amore scialba e poco credibile.


E tu?

Prima di leggere questa recensione, avevi mai sentito parlare di “Payback’s a Witch”?

Che cosa pensi del paranormal romance? 🙂


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.