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“Bright Falls”: la recensione della trilogia romcom di Ashley Herring Blake


Bright Falls recensione - delilah green - astrid parker - iris kelly

La recensione della trilogia “Bright Falls” di Ashley Herring Blake non può che iniziare dalla mia romcom preferita di sempre, alias “Delilah Green Doesn’t Care”.

In realtà, ho amato profondamente tutti e tre i libri della serie. Ma il primo resta, a mio avviso, quello che ritrae i personaggi migliori e le dinamiche più coinvolgenti, oltre ai momenti più divertenti in assoluto.

Sullo sfondo dei tre romanzi, troviamo la pittoresca cittadina di Bright Falls, con le sue atmosfere da cartolina e i suoi ecclettici personaggi inclini al banter in stile “Gilmore Girls“. Per non parlare di alcuni fra i tropes più popolari tra i lettori di romanzi rosa: grumpy×sunshine, fake dating, enemies-to-lovers, found family ecc…


“Bright Falls” – la recensione: “Delilah Green Doesn’t Care”

Tutto ha inizio quando Delilah Green, cinica e mondana fotografa newyorchese, è costretta a tornare nella sua minuscola cittadina natale. Un posto che detesta e in cui ha trascorso un’infanzia infelice e un’adolescenza tormentata, al fianco dell’algida matrigna Isabelle e dell’istrionica sorellastra Astrid.

Delilah aveva fatto un giuramento a se stessa: non rimettere mai più piede nell’odiata Bright Falls. Ma l’imminente matrimonio di Astrid (peraltro, con quello che l’irriverente Delilah considera un gran pezzo d’asino…) alla fine le forza la mano.

Per “vendicarsi” di questo imprevisto contrattempo, Delilah decide di provare a sedurre Claire Sutherland, una delle amiche del cuore di Astrid. Una notte di passione e via, verso la prossima avventura… con il bonus aggiuntivo di annoiare profondamente Astrid!

Dopotutto, se esiste un’arte in cui la ribelle Delilah è sempre riuscita a eccellere… Non ha forse a che fare con la sua straordinaria abilità di recitare la parte della costante spina nel fianco? L’incorregibile pecora nera di famiglia, o qualcosa del genere?

Il piano, certo, è di una stupidità inaudita. Delilah, forse, sarebbe la prima ad ammetterlo. Eppure, chi potrebbe immaginare fino a che punto il suo stesso progetto stia per ritorcersi contro di lei? Soltanto nel momento in cui comincerà a perdere seriamente la testa per Claire, dolcissima bibliotecaria alle prese con una figlia pre-adolescente, Delilah inizierà a sospettare di essere infilata in un guaio molto, molto più grande di lei…

“Delilah Green Doesn’t Care” è un libro rosa leggero, divertente e incentrato su una coppia di protagoniste dotate di un’alchimia sorprendente. I dialoghi sono irresistibili e pieni di verve, una caratteristica che contribuisce ad allontanare la storia dal regno dell’angst gratuito e a spingerla più verso il perimetro della tua classica romcom in stile Reese Whiterspoon o Sandra Bullock. Il romanzo affronta, peraltro, alcune tematiche collaterali quali il rapporto con la famiglia d’origine e l’antagonismo fra sorelle. E lo fa in un modo molto simpatico e brioso, senza mai rischiare di scivolare nella superficialità o nel buonismo a buon mercato.

Ah, peraltro “Delilah Green Doesn’t Care” vanta il merito aggiuntivo di introdurre le altre due grandi protagoniste della serie “Bright Falls”: la nevrotica ice queen Astrid Parker e l’esuberante party girl Iris Kelly…



“Astrid Parker Doesn’t Fail”: la recensione

Continuiamo la nostra recensione della serie “Bright Falls” introducendo Astrid, sorellastra di Delilah e implacabile stacanovista del lavoro. Una giovane donna che vive assecondando un unico, incontrovertibile comandamento: il fallimento, in tutte le sue forme, è da considerarsi anatema inaccettabile!

Peccato che la rottura definitiva con un fidanzato ricco, ma odioso, e un paio di grossi problemi dal punto di vista professionale stiano per mettere a dura prova il suo stile di vita. Quel poco che resta del suo tradizionale aplomb? Verrà messo a dura prova da due ulteriori “elementi di disturbo”: da una parte, le continue interferenze nella sua vita privata da parte di sua madre, la tirannica Isabelle Parker-Green; dall’altra, la profonda confusione che Astrid (dopo una vita trascorsa all’insegna della più totale eterosessualità) inizia a provare nel momento in cui si scopre attratta dalla solare compagna di lavoro Jordan Everwood.

In “Astrid Parker Doesn’t Fail”, Ashley Herring Blake introduce la “variabile” del reality show e lo fa moooolto bene, preparando la scena per una serie di siparietti comici e momenti romantici dal taglio assolutamente delizioso. Peraltro, il libro torna a indagare le complesse dinamiche madre/figlia e a esplorare il concetto di bisessualità, seguendo il graduale-ma-tenero percorso di accettazione di Astrid della propria identità.

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“Fourth Wing” in audiolibro: su Audible arriva il clamoroso bestseller di Rebecca Yarros


fourth wing audiolibro - rebecca yarros

L’audiolibro di “Fourth Wing” è arrivato su Audible: una notizia che renderà sicuramente felici gli abituali ascoltatori di storie fantasy ad altissimo tasso romantico!

Il fortunatissimo bestseller di Rebecca Yarros – opzionato di recente per un potenziale adattamento televisivo dagli Amazon Studios – è narrato in italiano dalla voce di Martina Levato.

Il romanzo sarà proposto, ovviamente, in versione integrale e si baserà sulla traduzione del testo a opera di Marta Lanfranco.

L’audiolibro è incluso nell’abbonamento Audible.


Di competizioni letali, draghi e bad boys

Come mettevo in evidenza qualche tempo fa, all’interno della mia recensione di “Fourth Wing”, il libro di Rebecca Yarros riesce a mixare tutti i tropes più gustosi del momento all’interno di un unico, elettrizzante “contenitore”.

La trama, incentrata sulle gesta di una protagonista che rientra appieno nella mitologia dell’ “underdog-pronta-a-sbaragliare-il-sistema“, si rivela avvincente e infarcita di coinvolgenti scene d’azione.

Se ti consideri un avido divoratore di narrativa fantasy – e, bada, non esclusivamente nell’accezione romantasy del termine – difficilmente ti lascerai incantare dalla campagna marketing al 100%. Si dà il caso che io sia d’accordo con te: “Fourth Wing” non è il libro fantasy dell’anno, non si avvicina a questo traguardo neppure remotamente… ma resta comunque un clamoroso successo editoriale e un gran bel prodotto di intrattenimento!

La società dei draghi dipinta dalla Yarros è meravigliosa. L’alchimia fra i due personaggi principali è innegabile e l’ambientazione risulta senz’altro mooooolto curata (soprattutto per gli standard di uno YA).

Come dici? Ancora non ti basta?

Allora sappi che la protagonista sembra NATA per diventare uno dei nuovi personaggi femminili forti delle prossime stagioni televisive…


“Fourth Wing”: dopo l’audiolibro… la serie tv?

Deadline ci rivela che, dopo un’accanita competizione con altri importanti studi di produzione, è stata Amazon ad accaparrarsi i diritti della saga “Empyrean” di Rebecca Yarros.

L’audiolibro di “Fourth Wing” potrebbe rappresentare solo il primo “antipasto”, quindi, di quello che si configura già come un ricchissimo banchetto multimediale.

Fra l’altro, sembra che Amazon sia sempre più decisa a proporsi come una piattaforma imperdibile per tutti i fan del genere fantastico. Dopo “La Ruota del Tempo” e la serie tv-prequel de “Il Signore degli Anelli“, aspettiamo pazientemente l’arrivo di “Ninth House” (basata sui romanzi “La Nona Casa” e “Hell Bent: Portale per l’Inferno” di Leigh Bardugo), “Anansi Boys” (dall’omonimo libro di Neil Gaiman), “The Atlas Six” (dalle opere di Olivia Blake) e “The Promised Neverland” (show in live action tratto da uno dei manga dark fantasy più popolari degli ultimi anni).


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“Nightbane”: la trama e la data d’uscita di “Lightlark 2”


nightbane - alex aster - lightlark 2

Nightbane”, il secondo volume della dilogia “Lightlark” di Alex Aster, esordisce oggi in lingua inglese (7 novembre 2023).

Riuscirà il romanzo, sequel di un libro romantasy che ha venduto benissimo all’estero e in Italia, a soddisfare le aspettative dei numerosi fan della saga?

Al momento, tutto ciò che sappiamo è che l’intricato mondo di Alex Aster continuerà a espandersi, spingendosi oltre il drammatico culmine dei giochi per il Centennale. Inoltre, la trama svelerà alcuni aspetti del passato di Isla, affondando sempre più nei suoi ricordi e proiettandola verso due possibili destini


“Nightbane”: la trama

Isla Crown è riuscita ad assicurarsi l’amore di due potenti sovrani e a spezzare le maledizioni che hanno tormentato i Sei Regni per secoli. Ma in pochi conoscono le vere origini dei suoi poteri.

Adesso, sulla scia di un devastante tradimento, Isla si ritrova affamata di distrazioni, e preferisce frequentare i luoghi di ritrovo di Lighlark dalla più dubbia (e seducente) reputazione, invece di abbracciare i suoi doveri di leader appena incoronata di due regni separati.

A peggiorare la situazione, gli altri sovrani, tutt’altro che disposti a concederle quietamente la vittoria, e coloro che non credono che Isla sia degna del potere che l’ascensione le ha guadagnato.

Mentre Lightlark sembra sempre più pronta a scagliarsi incontro alle braccia della morte e i segreti del passato cominciano a disvelarsi, Isla dovrà soppesare il senso di responsabilità nei confronti della sua gente contro i capricci del più pericoloso traditore di tutti: il suo stesso cuore.



“Nightbane”: quando esce in italiano “Lightlark 2”?

Non abbiamo ancora una data d’uscita per l’edizione italiana di “Nightbane”.

Come ricorderai, ti avevo proposto una recensione in anteprima di “Lighlark” alcuni mesi fa: un articolo in cui commentavo, fra l’altro, gli incresciosi episodi di review bombing che avevano accompagnato l’uscita del titolo negli USA, e tutte le polemiche che hanno scandito la prima fase della vita del romanzo.

L’edizione italiana di “Lightlark”, tradotta da Cecilia Pirovano, è uscita per la Sperling&Kupfer lo scorso maggio (2023). Se dovessi indossare i panni dell’indovina e azzardare una teoria (basata sul mio sesto senso, un pizzico di immaginazione e poco altro…), direi che la traduzione di “Nightbane” potrebbe raggiungere i nostri scaffali entro la tarda primavera/inizio estate 2024. Aggiornerò l’articolo non appena saranno disponibili notizie più certe.

Al momento, la Universal Pictures detiene i diritti per la realizzazione di un potenziale adattamento cinematografico/televisivo della storia di Isla Crown, una giovane donna costretta a partecipare a una letale competizione fra sovrani regnanti, nel tentativo disperato di salvare il suo regno da una tremenda maledizione.

Risucchiata dai giochi del Centennale, Isla troverà l’amore, metterà in gioco la sua stessa anima e scoprirà alcune pericolose rivelazioni riguardo al suo passato.

PS: ehi, sapevi che, su Audible, “Lightlark” ti aspetta già in formato audiolibro, narrato dalla bravissima Irene Giuliano? 😉


E tu? Hai già letto “Lightlark”?

Cosa pensi della cover e della trama di “Nightbane”? 🙂


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“Starling House”: la recensione del libro fantasy gotico di Alix E. Harrow


starling house recensione - alix harrow

Chi è pronto per la recensione di “Starling House“, il nuovo, straordinario romanzo fantasy gotico di Alix E. Harrow?

Un libro magico e suggestivo , che riesce a fondere romanticismo e inquietudine, small town horror e fiaba dark, urban fantasy e southern gothic

Il tutto, narrato dal punto di vista di due protagonisti che rifiutano di lasciarsi inscatolare da qualsiasi cliché, nel suadente, grintoso stile dell’autrice de “Le Streghe in Eterno” e “Le Diecimila Porte di January” …


La trama

Nessuno, a Eden, è in grado di ricordare quando sia stata costruita Starling House. Ma la città concorda su una cosa: è meglio lasciare che quella vecchia magione derelitta vada in rovina… insieme al suo ultimo occupante.

Dopotutto, voci e racconti sulla pessima reputazione della casa, con il suo carico di sfortuna, sono state tramandate in città di padre in figlio, di madre in figlia, per intere generazioni.

Opal, dal canto suo, non è abbastanza ingenua da lasciarsi coinvolgere in storie fantasiose di questo genere, e si rifiuta di avere a che fare con case infestate o uomini dall’aria particolarmente tormentata. Almeno fino a quando non le si presenta un’opportunità di lavorare a Starling House: l’occasione che aspettava, quella che le permetterà di salvare suo fratello dalla soffocante morsa di Eden.

Starling House è bizzarra e piena di segreti – esattamente come Arthur, il suo ultimo erede. Opal comincia a sentirsi stranamente attratta da entrambi. Ma non è lei l’unica interessata agli orrori e e alle meraviglie che giacciono sepolti sotto la casa…

Forze sinistre e minacciose si preparano, infatti, a convergere su Eden… e, all’improvviso, Opal realizza che, se vuole proteggere la casa, dovrà lottare per lei. Perfino se questo significasse dissotterrare uno scheletro famigliare o due, o quattro, o mille…



La ragazza che aveva due liste

Il nuovo libro di Alix E. Harrow racconta di porte segrete, case senzienti, bagagli invisibili e oscuri segreti di famiglia. La storia di una ragazza che, messa con le spalle al muro, impara a combattere per ciò che le è stato affidato – la sua intera famiglia, un’armata di uno  – usando le stesse armi che l’intera città ha sempre rivolto contro di lei: una slavina di inganni e mezze bugie, sotterfugi e provocazioni, sorrisi affilati e sottrazioni ingiustificabili.

Dopotutto, la vita di provincia non è sempre rose e fiori. Polvere, gomma bruciata e un vago aroma di sogni andati a male: oggigiorno, è la stessa aria che si respira un po’ dappertutto, certo… Ma soltanto chi è nato e cresciuto in un piccolo centro urbano ai confini del nulla, al centro del vuoto assoluto, può capire fino a che punto quel caratteristico e desolato senso di squallore esistenziale possa arrivare a intorpidire i tuoi sensi.

Non è facile continuare a credere nella magia, quando tutti intorno a te hanno già gettato la spugna, e sembrano averlo fatto una ventina d’anni prima della tua nascita. Rinunciare del tutto, però? Per certe persone, vorrebbe semplicemente dire strapparsi via un brandello d’anima dal petto.

Opal, la protagonista di “Starling House”, appartiene a quest’ultima categoria. Una giovane donna, cresciuta troppo in fretta, che è stata costretta a dividere gli elementi della sua vita in due grandi elenchi: una lista per le cose di cui ha bisogno, un’altra per quelle che potrebbero renderla felice.

Il primo elenco, da custodire come un vecchio cimelio di famiglia, una mappa da seguire scrupolosamente.
La seconda, da bruciare in uno sfrigolio di braci incandescenti…


“Starling House”: la recensione

Cosa posso dire? Ho amato moltissimo il libro di Alix E. Harrow! Sotto alcuni aspetti, il romanzo mi ha ricordato un po’ la saga di “Blackwatwer” di Michael McDowell.  Da un altro punto di vista, mi ha fatto pensare al delizioso “Gallant” di Victoria Schwab.

Ad ogni modo, l’atmosfera che emana dalle pagine di “Starling House” assume una qualità talmente avvolgente e intossicante da darti l’impressione di trovarti proprio lì, sulle nebbiose strade del Kentucky, assieme ai personaggi.

Con la spada di Damocle dello sfruttamento minerario e dell’inquinamento (dell’ambiente, del corpo, ma, soprattutto, dell’anima…)  che incombe ovunque e su chiunque.

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“Fourth Wing”: la recensione del libro romantasy di Rebecca Yarros


fourth wing recensione - rebecca yarros

La recensione di “Fourth Wing” è rimasta “in caldo” per un sacco di tempo. Adesso che la data d’uscita italiana (7 novembre 2023) è dietro l’angolo, però, direi che è arrivato finalmente il momento di vuotare il sacco: cosa penso dell’attesissimo, chiacchieratissimo, super-popolare romanzo di Rebecca Yarros?

Innanzitutto, parliamoci chiaro: “Fourth Wing” è un pageturner, e chiunque sostenga il contrario… bè, forse farebbe meglio a evitare di appoggiare una mano sulla Bibbia al cospetto di un giudice!

Eppure, sospetto che sarai d’accordo con me: di solito, esiste una bella differenza fra “guilty pleasure” e “miglior libro fantasy del 2023”…  quale che sia, a fine anno, il verdetto dei famosi “Goodreads Choice Awards”!


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La trama

A vent’anni, Violet Sorrengail sta per entrare a far parte del Quadrante degli Scribi: l’obiettivo per cui si è preparata per tutta la vita e che, in teoria, rappresenta la miglior garanzia di ottenere un futuro tranquillo, all’insegna di libri e manuali di storia. Tuttavia, il generale comandante delle forze armate della nazione– una donna a cui Violet è solita riferirsi anche con il nome di “mamma” – è di tutt’altra opinione.

Ed è proprio lei a ordinare alla figlia minore di unirsi alle centinaia di candidati che, ogni anno, si sottomettono a una competizione spietata per entrare a far parte della forza militare d’elite di Navarre: i cavalieri dei draghi.

Ma quando sei più esile di chiunque altro, e il tuo corpo si rifiuta di comportarsi a dovere, la morte è sempre a un tiro di schiocco… soprattutto perché i draghi rifiutano di legarsi agli uomini che considerano “fragili”.

E, nel momento in cui negano loro la propria alleanza, reagiscono anche in una maniera piuttosto scortese: in effetti, li inceneriscono.

Come se non bastasse, i cadetti si sentono in dovere di ammazzare chiunque minacci la stabilità dell’esercito o, più in generale, chiunque commetta l’errore di entrare in competizione con loro. Il resto dei cavalieri? Ucciderebbe Violet per il semplice fatto di essere figlia di sua madre: a partire da Xaden Riorson, il più potente e spietato capo-ala del Quadrante dei Cavalieri.

Se vuole sperare di assistere alla prossima alba, Violet dovrà ricorrere a ogni singola oncia del suo ingegno…

Amici, nemici, amanti. Tutti, al Collegio Militare Basgiath, hanno un piano segreto. Perché, una volta entrato a far parte della scuola, puoi sperare di uscirne soltanto in un modo: da diplomato, o da morto.



“Fourth Wing”: la recensione

Se mai dovessi sentire il bisogno di trovare una conferma all’intrinseca falsità dell’equazione “tomazzo molto lungo = romanzo impegnativo”, ti autorizzo personalmente a usare l’esempio offerto dal romanzo di Rebecca Yarros.

L’edizione americana di “Fourth Wing” (quella che ho letto io) conta quasi 600 pagine; la versione Sperling & Kupfer, se non sbaglio, si aggirerà attorno alle 520: una lunghezza considerevole, per un libro che – acrobatiche scene di sesso a parte – in realtà ha tutte le carte in regola per candidarsi al rango di perfetto prototipo di YA.

Eppure, posso assicurarti che il primo volume della serie “Empyrean” si legge veramente d’un fiato! La scorrevolezza della narrazione, la velocità dell’azione, la familiarità delle avventure, i dialoghi frizzanti… ogni elemento concorre a favorire il fattore “immersione”, rendendo l’esperienza di lettura piacevole e avvincente.

In realtà, ho apprezzato parecchie elementi di questo libro (voglio dire, vogliamo parlare del bellissimo rapporto fra Violet e i draghi?!). Eppure, in questa mia recensione di “Fourth Wing”, sono soprattutto due i punti sui quali mi piacerebbe soffermare l’attenzione: da una parte, la grande forza d’attrazione rappresentata dalla tematica principale e, dall’altra, l’esperta, scaltrissima gestione della componente romantica.

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“Witchshadow” in italiano: svelata la data d’uscita del libro di Susan Dennard


witchshadow susan dennard - data uscita

Witchshadow” uscirà in italiano il 5 marzo 2024!

So che, già da parecchio tempo, tantissimi fan di Susan Dennard si stavano arrovellando circa la data d’uscita del quarto volume della serie “Witchlands” (ehi, magari te lo stavi chiedendo anche tu! ;D) e adesso l’annuncio è ufficiale, diffuso dalla Mondadori stessa attraverso i suoi canali.

Ricordiamo che la traduzione del terzo capitolo delle avventure di Iseult e Safi – “Bloodwitch” – è disponibile fin dal marzo 2021. Certo, è stata una lunga attesa e marzo non è esattamente dietro l’angolo…

Ma vedrete che, nel frattempo, tanto la Oscar Vault, quanto il resto delle nostre case editrici, si daranno parecchio da fare per tenerci “impegnati”!


“Witchshadow”: la trama

Iseult ha finalmente ritrovato Safi, la sua sorella spirituale. Purtroppo, però, la loro riunione è destinata a durare poco: se vuole sopravvivere, infatti, Iseult dovrà fuggire da Cartorra, mentre a Safi toccherà rimanere.

E, sebbene Iseult abbia dei piani per salvare la sua amica, le sue imprese richiederanno l’evocazione di una magia più pericolosa di qualsiasi cosa abbia mai affrontato.

Nel frattempo, Aeduan è assediato da forze che non riesce a comprendere. E Vivia – legittima regina di Nubrevna— si ritrova senza una corona o una casa.

Mentre avversari di portata leggendaria si risvegliano attraverso tutte le Witchlands, soltanto la mitologica figura del Cahr Awen riuscirà a fermare la guerra in fibrillazione. Iseult potrebbe abbracciare questo potere e guarire la sua terra… prima, però, dovrà scegliere da che parte delle ombre si staglierà il suo destino.


La saga “Witchlands”

“Truthwitch” non è stato il romanzo d’esordio di Susan Dennard (quel primato spetta all’ucronia/urban fantasy per ragazzi “Something Strange and Deadly”), ma è sicuramente il libro che maggiormente ha contribuito a imporre il nome della scrittrice americana presso l’attenzione del grande pubblico.

Negli USA, la serie ambientata nel mondo delle “Terre Stregate” ha debuttato nel 2016 e risulta, ad oggi, ancora incompleta: l’uscita del quinto e ultimo volume del ciclo è prevista, infatti, per il 23 luglio 2024 (mi sto riferendo, ovviamente, all’edizione in lingua inglese).

Questo quinto romanzo si chiamerà “Witchlight” e porterà a compimento tutti gli archi narrativi intessuti dall’autrice nel corso degli ultimi otto anni.

È interessante constatare anche l’uscita di uno spin-off “intermedio”, una sorta di volume 2.5, intitolato “Sightwitch”. La storia, ambientata nello stesso mondo della serie principale, ruota attorno alle gesta di un cast di personaggi diversi. La protagonista è la giovane Ryber Fortiza, appartenente a un ordine di Sorelle dotate del potere della Vista: la capacità di vedere il Futuro.

Ryber, però, non riceve mai la “chiamata” e non ottiene la Vista. Anziché perdersi d’animo, decide di consacrarsi alla dea anima e corpo, nella speranza di riuscire a ottenere, prima o poi, il dono che tanto desidera. Tuttavia, un giorno, ogni singola Sorella dotata del potere della Vista viene convocata sulla cima di un’alta montagna… per non fare mai più ritorno!

Spetterà a Ryber risolvere il mistero della loro scomparsa, per salvare le sue Sorelle e l’antico potere protetto dal loro ordine…

In Italia, “Sightwitch” è stato pubblicato all’interno dell’edizione Mondadori di “Windwitch”.

  • 1. Truthwitch
  •  2. Windwitch
  •  2.5. Sightwitch
  •  3. Bloodwitch
  •  4. Witchshadow
  •  5. Witchlight

E, visto che a marzo manca ancora un po’, ti ricordo che c’è ancora tempo in abbondanza per rimettersi in pari e unirsi all’entusiasmo generale: su Amazon puoi acquistare i primi tre volumi della serie, a cominciare da “Truthwitch“!


La serie “The Luminaries”

Se segui il blog da qualche tempo,  la notizia non ti sarà certo sfuggita: Susan Dennard ha già iniziato a dedicarsi a un’altra importante saga di libri fantasy per giovani lettori…

In effetti, lo YA ad ambientazione contemporanea “The Luminaries” ha debuttato nelle librerie d’oltreoceano e oltremanica proprio all’inizio del 2023. L’uscita del sequel, “The Hunting Moon”, è prevista per il 7 novembre di questo stesso anno.

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“The Familiar” sarà il prossimo libro di Leigh Bardugo (2024)


the familiar leigh bardugo

Leigh Bardugo annuncia l’uscita di “The Familiar”, il suo prossimo libro fantasy. E, come la stessa autrice ci conferma attraverso i suoi canali social, il romanzo debutterà negli USA il 9 aprile 2024!

Possiamo aspettarci un’uscita italiana in contemporanea, come accaduto per altri suoi titoli? Bè, direi che è un po’ presto per azzardare previsioni, dal momento che l’annuncio del libro risale a una manciata di ore fa.

Ma se vuoi scoprire qualcosa in più riguardo alla trama di “The Familiar”, e sul perché questo romanzo sia già destinato a diventare una pietra miliare nella carriera dell’autrice di “Hell Bent: Portale per l’Inferno” e “Shadow and Bone”…

Complimenti: sei appena approdato nel posto giusto! ;D


“The Familiar”: la trama

In una casa malandata, su una squallida strada nella nuova capitale di Madrid, Luzia Cotado usa i suoi scampoli di magia per sopravvivere alle sue interminabili giornate da sguattera. Ma quando la sua padrona, sempre incline agli intrighi, scopre che la patetica servetta relegata in cucina nasconde, in realtà, un talento per i piccoli miracoli, ordina a Luzia di usare quei doni per migliorare la posizione sociale della sua famiglia.

Ciò che inizia come un semplice mezzo di intrattenimento a beneficio dell’annoiata nobiltà cittadina prende una svolta pericolosa nel momento in cui Luzia attira l’attenzione di Antonio Pérez, il segretario in disgrazia del re di Spagna. Ancora furioso per la sconfitta della sua armada, il re è disperatamente a caccia di qualsiasi strumento in grado di assicurargli un vantaggio nella guerra contro la regina eretica inglese.

E Pérez non si fermerà fino a quando non avrà riguadagnato il favore del suo sovrano.

Determinata ad aggrapparsi a quest’unica possibilità di migliorare la sua sorte, Luzia precipita quindi in un mondo di veggenti e alchimisti, sant’uomini e imbroglioni; mentre la linea che separa magia, scienza e frode prende a farsi sempre più incerta.

Ma mentre la sua notorietà cresce, altrettanto si può dire del pericolo che la circonda: perché il sangue ebreo che le scorre nelle vene potrebbe facilmente consegnarla nelle mani dell’Inquisizione e segnare la sua condanna.

Per sopravvivere, dovrà usare ogni singola oncia del suo ingegno e della sua determinazione… perfino se questo significasse ricorrere all’aiuto di Guillén Santangel, un amareggiato famiglio immortale i cui segreti potrebbero dimostrarsi letali per entrambi.



5 cose da sapere a proposito di “The Familiar”

  • Come si evince facilmente dalla trama, “The Familiar” sarà un romanzo fantasy storico ambientato nel cuore della cosiddetta “Golden Age” spagnola. Un periodo in cui a Madrid fiorivano le arti e la letteratura, mentre l’influenza politica dell’impero si affermava rapidamente in tutto il mondo conosciuto.
  • Il libro non avrà nulla a che fare con le precedenti saghe dell’autrice. Anzi, di fatto, è la stessa Leigh Bardugo ad assicurarci che “The Familiar” sarà un romanzo autoconclusivo
  • … e totalmente rivolto a un pubblico di lettori adulti!! Un bel salto, quindi, rispetto alla maggior parte dei suoi precedenti best-seller. Se tanto mi da’ tanto, direi che possiamo già aspettarci un plot più denso e una maggiore profondità nelle interazioni fra i personaggi;
  • L’autrice descrive la sua nuova opera come “la cosa più romantica e character-driven che io abbia mai scritto”.  All’interno della trama, non troveremo spazio per l’horror o venature gotiche di qualsiasi tipo: “The Familiar” virerà sul versante “storico” del genere fantastico. (PS: Non so cosa ne pensi, ma queste parole mi fanno già immaginare una sorta di via di mezzo fra la complessità sentimentale de “La Vita Invisibile di Addie LaRue di Victoria Schwab e l’immersiva vivacità d’atmosfera di “The Diviners” di Libba Bray…);
  • La Bardugo ha scritto il suo nuovo libro ispirandosi direttamente alla propria storia famigliare. «Un sacco di fantasmi mi guardavano da sopra la spalla mentre lo scrivevo, e ciascuno di loro aveva un’opinione», ha dichiarato l’autrice.

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“Mortal Follies”: la recensione del libro Regency-fantastico di Alexis Hall


mortal follies recensione - alexis hall

La recensione di “Mortal Follies” arriva sul blog per spezzare – finalmente – la lunga pausa estiva!

Un’interruzione non voluta, ma di cui, purtroppo, avvertivo disperatamente il bisogno. Soprattutto considerando le due o tre rivoluzioni che hanno alterato il corso delle mie giornate…

Ma bando alle ciance, e torniamo subito all’argomento del giorno: il diabolico, irriverente, spassosissimo libro Regency di Alexis Hall, già autore del famoso “Boyfriend Material” (edito in Italia da Mondadori).

Il suo “Mortal Follies” merita tutte le attenzioni del mondo: stiamo parlando, infatti, di un travolgente concentrato di eccentricità, originalità, umorismo e seduzione. In effetti… posso confessarlo? Non mi aspettavo di riuscire ad apprezzare così tanto lo stile di questo autore, i suoi personaggi bislacchi e le sue effervescenti ambientazioni.

Ma, in questo caso, posso confermarti che la combo “romcom in costume + elemento fantastico” si è rivelata una vera manna dal cielo…


La trama

E’ il 1814 e l’ingresso in società di Miss Maelys Mitchelmore sta andando incontro a un impedimento alquanto particolare: una maledizione, nel vero e proprio senso della parola!

All’inizio, il maleficio assume una forma abbastanza innocua, limitandosi a disintegrare il suo vestito nel corso di una serata danzante. Uno scandalo che, in realtà, la povera Maelys riesce a evitare per il rotto della cuffia.

Eppure, ben presto, un’escalation di incidenti costringe la ragazza a fare i conti con il problema. Che potrebbe, in effetti, essere molto più serio di quello che sembra.

Per spezzare il sortilegio, Maelys dovrà quindi chiedere l’aiuto di una delle persone più ricche e indesiderabili agli occhi della società: la cupa e disincantata lady Georgiana Landrake, che in molti ritengono responsabile dell’inspiegabile sterminio della sua famiglia.

Se uno dovesse dar retta ai pettegolezzi, si potrebbe anche credere che lady Georgiana sia una sorta di incantatrice malvagia.

Ma poi… bè.

Un’incantatrice malvagia potrebbe essere esattamente quello di cui Miss Mitchelmore ha bisogno…



“Mortal Follies”: la recensione

La prima cosa da sapere a proposito del libro di Alexis Hall: ci troviamo alle prese con una storia che si iscrive nel novero del romance, in primis, e in quello del fantastico soltanto in via secondaria (elemento che, in realtà, riecheggia le mie considerazioni a proposito della difficoltà strutturali di considerare il fantasy come un genere a se stante, piuttosto che una semplice attribuzione inerente al tipo di ambientazione prescelta…).

La trama di “Mortal Follies” ruota attorno al concetto di “maledizione”, nonché ai temi – piuttosto caratteristici – dei capricci del fato, dei pregiudizi sociali e dell’amore come forza (probabilmente) salvifica.

E’ anche corredata di innumerevoli scene speziate, e da una voce narrante sardonica e squisitamente dispettosa: quella dell’hobgoblin Robin, un fae che, in termini di ironia e sboccata tendenza al salace commentario sociale, pare quasi un diretto discendente del Bartimeus di Jonathan Stroud.


Il racconto nel racconto

Cronista nell’anima, narrastorie per indole e professione, Robin segue la temeraria e trafelata Miss Mitchelmore un po’ dappertutto. Attratto dal caos che la giovane dama lascia sulla sua scia come, si potrebbe dire, la proverbiale falena attratta dalla luce del fuoco.

Nel frattempo, attorno alla nostra eroina si raduna un’improbabile quanto scatenato terzetto di eroi: la conturbante – e misteriosa – lady Georgiana Landrake, sedicente parricida e sterminatrice di fratelli; l’azzimato gentiluomo John Caesar, dalle frequentazioni quanto mai variegate; e la squinternata lady Lysistrata Bickles, una sorta di divertentissima Phoebe Buffay in corsetto e crinoline.

Nel corso del suo libro, Alexis Hall chiama a raccolta creature provenienti da ogni forma di mitologia immaginabile. Sguinzagliando fra le sue pagine, di fatto, un serraglio di personaggi leggendari: kelpies e streghe, antichissime divinità pagane e sacerdotesse voodoo, Oberon e Titania, e chi più ne ha, più ne metta.

Stranamente, in tutto questo guazzabuglio di energie, è il fattore dell’entusiasmo a trionfare sul disordine. Ne consegue una lettura che rappresenta, a tutti gli effetti, esattamente quella sorta di innocente e giocoso “passatempo proibito” che l’immagine di copertina riesce a evocare…

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“All the Dead Lie Down”: la recensione del libro gotico di Kyrie McCauley


all the dead lie down recensione - kyrie mccauley

Riprendiamo le trasmissioni con la recensione di “All the Dead Lie Down”, avvincente libro gotico per ragazzi di Kyrie McCauley.

Una storia d’amore, morte, traumi e redenzione che ricorda tantissimo la straordinaria miniserie di Mike Flanagan “The Haunting of Bly Manor”.

Un romanzo in grado di giocare con tutti i trope del genere e di regalare al lettore una lunga serie di sospiri, brividi e palpitazioni, basato su una solidissima atmosfera e su un ottimo cast di personaggi al femminile.


La trama

Da qualche giorno, Marin Blythe è rimasta completamente sola. Dopo che un terribile incidente ferroviario le ha strappato l’unico genitore, infatti, la ragazza non dispone più di connessioni o mezzi di sostentamento, e non sa più che pesci pigliare.

Almeno fino a quando non riceve un invito a sorpresa da Alice Lovelace – un’acclamata scrittrice di libri horror, nonché vecchia amica d’infanzia di sua madre. Alice offre a Marin una posizione da tata presso Lovelace House, l’antica magione della sua famiglia, situata sulle affascinanti e isolate coste del Maine.

Marin non riesce a credere alla sua fortuna. Dopo aver accettato, si ritrova quindi a badare alle peculiari figliolette di Alice: Thea, una bambina che ha il bizzarro hobby di seppellire le proprie bambole, e Wren, che sembra determinata a fare tutto ciò che è in suo potere per mandare via Marin.

E poi Evie Hallowell, la figlia più grande di Alice, viene espulsa dalla sua accademia e torna a casa a sua volta. Evie è tanto strana quanto le sue sorelle; anzi, forse addirittura di più. Eppure, la sua eterea bellezza e il suo comportamento magnetico attraggono Marin come una calamita.

Tuttavia, mentre Marin inizia ad ambientarsi, l’ansia che da sempre la tormenta inizia a impennarsi in un picco vertiginoso. Perché una serie di uccellini morti prende a comparire sul davanzale della sua finestra. Gli scherzi delle bambine, prima così innocenti, iniziano a prendere una piega sinistra.

E qualcosa di pericoloso si aggira nei boschi, lasciandosi alle spalle una scia di animali mutilati.

Non va tutto bene, a Lovelace House: presto, Marin dovrà svelare i segreti della casa, o rischiare di finire completamente consumata dal suo oscuro passato.



“All the Dead Lie Down”: la recensione

Il mio riferimento all’adattamento televisivo de “Il Giro di Vite” di Henry James non è stato casuale.

In effetti, l’affinità fra i due titoli non si limita neanche agli aspetti più evidenti.

Certo, l’odissea di Marin assomiglia moltissimo a quella di Dani Clayton, l’intrepida e tormentata eroina del popolare show targato Netflix. Inoltre, anche in “All the Dead Lie Down” possiamo trovare una coppia di bambini/e che continua a danzare sulla sottile linea di confine che separa “l’adorabilmente eccentrico” dal “maledettamente inquietante”.

E l’appassionata storia d’amore saffica al centro dell’intreccio del romanzo di Kyrie McCauley echeggia sicuramente quella (indimenticabile) fra Dani e Jamie nella suddetta miniserie.

Ma credo che il legame fra i due titoli, in realtà, si estenda in maniera anche più profonda di così.

Tanto per cominciare, anche “All the Die Lie Down” rappresenta un lungo, lunghissimo slow burn, una malinconica e struggente riflessione sui temi dell’elaborazione del lutto e della perdita.

La componente sentimentale, dal canto suo, svolge un ruolo di primo piano ed è portata avanti in maniera convincente e ricca di pathos: vale a dire, rispettando in pieno le convenzioni del proprio genere di riferimento.

Tuttavia, neanche la bellissima love story ha il potere di mettere in ombra la tempestosa e cupa atmosfera, o la complessa caratterizzazione psicologica dei personaggi.

Crimson Peak” incontra “Pet Cemetery”, con un pizzico de “La Notte dei Morti Viventi” e “La Figlia di Rappaccini“.

Il tutto, chiaramente, rielaborato secondo il gusto YA e filtrato da uno stile estremamente scorrevole e alla portata di chiunque.


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“Ravensong”: la recensione del libro urban fantasy di Cayla Fay


ravensong recensione - cayla fay

La recensione di “Ravensong” di Kayla Fay?

Una parte di me non vedeva l’ora di scriverla. Perché, dal mio punto di vista, questo libro nasconde qualcosa di speciale, ragazzi!

Il mio è il tipo di entusiasmo che non ha nulla a che spartire con la costruzione della trama, la padronanza delle tecniche narrative o la profondità del building.

No, il punto è un altro: una qualità strettamente legata al fattore nostalgia!

E, dal momento che, per una volta, la cosa non è riconducibile tanto a “I Goonies” né ad altre (per quanto piacevoli) frivolezze Anni Ottanta, quanto ai dialoghi semi-demenziali e all’assurda “cringiness” tipicamente Anni Novanta di “Buffy: L’Ammazzavampiri”, posso ben dire di essermi lasciata travolgere dalle divertenti atmosfere di questa adrenalinica commedia YA a tinte sovrannaturali.


La trama

Neve ha trascorso tutte le sue vite all’insegna di un unico scopo: difendere il mondo mortale dalle legioni di demoni che minacciano di traboccare qui direttamente dall’Inferno.

Al suo fianco, soltanto le sue sorelle maggiori, com’è stato dall’inizio del tempo. Perché Neve è una Morrigan e, insieme alle altre due ragazze, compone una triade di divinità della guerra irlandesi.

Solo che, in questa particolare vita, Neve è anche un’adolescente travolta dalle incombenze della scuola. Una che non avrà accesso ai suoi pieni poteri fino a quando non avrà compiuto diciotto anni.

In realtà, Neve conta i giorni che la separano dalla sua piena ascensione. Non desidera altro che di potersi liberare da ogni finzione umana, trasformandosi finalmente nella creatura potente e intoccabile che è sempre stata destinata a diventare.

Fino a quando non si imbatte in Alexandria. Una ragazza squinternata e chiacchierona, che rappresenta il suo esatto opposto e che sembra determinatissima a costringere Neve ad abbracciare una parvenza di adolescenza normale. Il tutto, mentre viene tormentata, a sua volta, da una schiera di demoni… intesi in senso sia figurato, che letterale!

Mentre le due cominciano ad avvicinarsi, Neve decide che l’umanità – e, forse, l’amore – non è una cosa poi tanto detestabile, dopotutto.

Ma questo serve soltanto a rendere la situazione ancora più pericolosa, nel momento in cui realizza che qualcosa, all’Inferno, non vede l’ora di mettere le grinfie su Alexandria.

E spetterà a Neve e alle sue sorelle il compito di salvarla, prima che il passato di Alexandria arrivi a pareggiare i conti con tutta la città…



“Ravensong”: la recensione

Come avrai intuito, il romanzo di Cayla Fay è pieno di riferimenti alla mitologia celtica.

La figura della Morrigan mi ha sempre affascinato, in tutta la sua complessa mitologia a base di vita, distruzione, morte e rinascita. Per cui, mi sono avventata su “Ravensong” in preda a una curiosità a dir poco insaziabile!

In realtà, non sapevo bene cosa aspettarmi. Una storia di formazione in salsa mitologica? Un romance camuffato da libro d’avventura? Non potevo esserne sicura, dal momento che le poche recensioni di “Ravensong” scovate in rete non si sono dimostrate particolarmente generose, in materia di dettagli.

Per cui, alla fine, ho semplicemente letto il libro, e…

Bè, vuoi sapere cosa ho trovato? Una storia per ragazzi dal taglio brioso, scorrevole e avvincente. Una commedia ricca di humor, scoppiettanti riferimenti alla cultura pop e personaggi talmente improbabili da riuscire a rubarti immediatamente il cuore.

Una sorta di via di mezzo, se riesci a immaginarla, fra la compianta serie tv “First Kill” e i romanzi della saga di “Percy Jackson”…


Crazy and campy

Come sempre, parlando di un discendente diretto di “Buffy”, le parole “campy horror” non echeggiano mai troppo lontane. Ma, ovviamente, “Ravensong” rientra perfettamente nella categoria di urban fantasy, con il suo pantheon di divinità segrete e la sua continua sovrapposizione fra il mondo fantastico e quello “reale”.

La trama del libro di Cayla Fay non è particolarmente elaborata, ma riesce comunque a garantire un paio di momenti d’alta tensione e una caterva di sequenze d’azione.

La scrittura non è impeccabile, e sicuramente il romanzo si trascina dietro parecchi difetti costitutivi tipici di ogni romanzo d’esordio (eccessiva tendenza all’esposizione, infodump, una certa tendenza a giocarsi le carte migliori nei momenti sbagliati ecc).

Eppure, a mio avviso, l’inconfutabile umanità dei personaggi, gli ottimi dialoghi e l’eccellente arco narrativo di Neve riescono a far sì che il lettore superi questi elementi senza troppa difficoltà.


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