“Tutti gli uccelli nel cielo”: la recensione del libro di Charlie Jane Anders


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È arrivato il momento di pubblicare la recensione di “Tutti Gli Uccelli Nel Cielo”, il fenomenale ed eccentrico libro d’esordio di Charlie Jane Anders in uscita il 30 agosto 2022.

La struttura del romanzo è quella di un’atipica love story. La trama, a metà strada fra sci-fi, arcanepunk e realismo magico, riesce ad abbracciare molte tematiche importanti: sviluppo tecnologico, etica, disuguaglianza, impatto ambientale…

Ma se dovessi ricevere l’incarico impossibile di ricapitolare i punti salienti di “Tutti Gli Uccelli Nel Cielo”, credo che mi sentireste rispondere: «Quello di Charlie Jane Anders è un libro che parla di solitudine, e del dolore che si prova quando si è costretti a crescere come estranei in un mondo in fiamme


La trama

Patricia e Laurence sono due ragazzini sensibili e solitari.

Lei è una giovane strega, in grado di comunicare con gli animali e ricevere consigli dal saggio Albero che dimora nei segreti recessi del bosco.

Lui è un promettente ammiratore delle scienze e della tecnologia, capace di costruire una macchina del tempo amatoriale ancora all’età delle scuole medie.

Il loro incontro segna l’inizio di un legame intenso e viscerale, la storia di un’amicizia talmente profonda da riuscire a sfidare ogni sorta di incognita.

Parenti serpenti, inquinamento globale, mistici assassini, società segrete, fanatiche congreghe di stregoni…

Patricia e Laurence diventano adulti in un mondo che sembra caparbiamente determinato a separarli per sempre… e a lanciarsi di volata in fondo all’abisso dell’odio e dell’autodistruzione!

Trovare un seme di speranza, in queste circostanze, sembra quasi una chimera.

Eppure, forse c’è ancora della bellezza da scoprire, là fuori, da qualche parte…

Con l’Apocalisse che, di giorno in giorno, sembra farsi sempre più incombente, i due ragazzi saranno costretti a fare i conti con due domande fondamentali.

La prima: riusciranno mai magia e scienza – l’equilibrio naturale del cosmo, e la capacità dell’uomo di plasmare il mondo a propria immagine – a trovare un modo per convivere e prosperare?

La seconda: è mai possibile che un albero sia rosso?! 😆


“Tutti Gli Uccelli Nel Cielo”: la recensione

Il libro di Charlie Jane Anders offre infiniti spunti di riflessione, ma la verità è che non tutti si rivelano proprio facilissimi da “assimilare“.

In effetti sospetto che, nel corso delle prossime settimane, vedremo spuntare in rete parecchie recensioni ambivalenti.

Per quanto mi riguarda, “Tutti Gli Uccelli Nel Cielo” è un libro straordinario, unico, struggente e indimenticabile. Ma ti preannuncio subito che non tutti la penseranno come me.

A mio avviso, gli eventuali (inevitabili?) detrattori di questa singolare, magnetica storia di formazione, non avranno del tutto torto, né completamente ragione.

Il punto, secondo me, è che il romanzo di Charlie Jane Anders non è adatto al palato di tutti e, probabilmente, nemmeno a quello della maggior parte dei lettori.

Qualcuno si sentirà forse incline a descrivere la storia come “character-driven”. Non sono sicurissima di concordare con quest’etichetta, ma diciamo che, in mancanza di un termine migliore, quest’espressione riuscirà senz’altro a darvi un’idea più chiara.

Parliamo indubbiamente di un romanzo che nutre un certo tipo di aspirazioni letterarie.

Ora…

Di solito, non amo molto questo genere di storie.

Probabilmente perché i loro autori tendono, per forza di cose, a concentrarsi sul linguaggio e sul virtuosismo stilistico più che sulla struttura del plot, sull’ambientazione e sulla costruzione de personaggi… ma, in questo caso, confesso di essermi lasciata sedurre dai commoventi dialoghi e dall’appassionato slancio lirico di Charlie Jane Anders.


I Genitori Terribili

Mi pare doveroso sottolineare – visto che questa pretende di essere una recensione di “Tutti gli Uccelli Nel Cielo”, e non un semplice collezione di impressioni a caso – che il romanzo è suddiviso in quattro parti.

La prima – la mia preferita – segue l’infanzia di Patricia e di Laurence.

La storia si apre una nota surreale e fiabesca (un albero incantato, uno stormo di animali magici incaricati di avviare la protagonista sulla strada di una quest che la vedrà impegnata per buona parte della vita…), ma anche dolorosamente realistica.

Patricia e Laurence sono due bambini “diversi”, in parte perché la loro intelligenza e la loro sensibilità fa sì che entrambi si distinguano dalla maggior parte dei coetanei, e in parte perché… Bè, tutti e due vengono allevati da coppie di pessimi genitori. 

Tutti e due, crescendo, pagano il prezzo della propria diversità, del sospetto, dell’incomprensione, dell’abbandono.

I primi capitoli del libro, insomma, mi hanno immediatamente fatto pensare a “Middlegame”, e non soltanto a causa dell’introduzione di una plateale coppia di personaggi-opposti che riescono a completarsi.

In “Tutti Gli Uccelli Nel Cielo”, ho ritrovato la medesima ironia, la stessa compassione; per non parlare del vivace commentario sullo stato del sistema scolastico occidentale e di quell’inconfondibile, umanissima “levità” che permea le tonalità della narrazione.

Diciamo la verità: è facilissimo entrare in sintonia con i piccoli Laurence e Patricia. O, almeno, è stato facilissimo per me.

Credo esista un tipo di dolore speciale – ogni forma di dolore è speciale, immagino, ma questa probabilmente è davvero peculiare, visto che, per alcuni di noi, rappresenta anche la prima – annidato nel cuore di tutti quei bambini costretti a crescere “da soli”, senza avere attorno alcuna figura responsabile, nessun adulto in grado di guidarli o disposto ad aiutarli.

Un tipo di solitudine tutto speciale, che genera ferite in grado di fare la crosta senza mai guarire.

Piccole lesioni emotive che, nei momenti più impensati, torneranno sicuramente a sanguinare, influenzando profondamente il resto delle nostre vite…


Una società che ha già fallito, e ancora non lo sa

La seconda, la terza e la quarta parte di “Tutti gli Uccelli Nel Cielo” narrano invece le peripezie dell’età adulta.

Fulcro di tutto, l’evoluzione del legame di Patricia e di Laurence attraverso gli anni. Una doppio filo rosso, che li tiene legati perfino nei momenti di separazione, e che si stende a sfidare tanto le regole della magia quanto quelle della scienza.

Devo ammettere che, finiti i capitoli relativi all’infanzia, l’intreccio del romanzo tende a farsi parecchio più sfilacciato. Probabilmente, anche più del dovuto.

Perciò, se è una storia dalla trama avvincente e densa di colpi di scena quello che stai cercando… ti avviso: stai lontanissimo da questo romanzo, o finirai per rimpiangere amaramente la tua spesa!

“Tutti Gli Uccelli Nel Cielo” non è davvero il tipo di storia da tracannare tutta d’un fiato; anzi, ritengo che, in un mondo ideale, bisognerebbe piuttosto cercare di sorseggiarla, per riuscire ad assimilare il suo delicato simbolismo allegorico in tutte le sue infinitesimali sfumature.

Ma se hai amato libri di genere fantastico dalla struttura un po’ “lasca”, pronti a sfidare la tua razionalità e la tua immaginazione a ogni passaggio (romanzi magnetici come “Piranesi”, “Vita Nostra” o “Così si perde la guerra del tempo”…) sono convinta che l’opera della Anders riuscirà a sfiorare parecchie corde sepolte in profondità dentro di te.

Personalmente, credo di essere rimasta folgorata soprattutto dal personaggio di Roberta. Il suo discorso nel bosco, durante la ricerca della sorella, mi ha lasciato senza fiato. E con gli occhi lucidi di lacrime, per ragioni che ancora fatico a spiegami…

Ma, alla fine, si torna sempre lì: resto convinta del fatto che, per alcuni lettori, “Tutti Gli Uccelli Nel Cielo” si rivelerà una lettura deludente.

La sottoscritta, però?

Con ogni probabilità, ho provato più emozioni leggendo questo libro, che sommando insieme tutte le mie letture degli ultimi 10 mesi…


Punti di forza

+ un emozionante stile poetico, in grado di evocare immagini vividissime;

+ dialoghi malinconici e densi di significato;

+ uno straordinario connubio fra generi diversi: realismo magico, fantascienza, arcanpunk…

+ tante tematiche appassionanti e gravide di urgenza.

Punti deboli

– un intreccio incredibilmente dispersivo;

– la versione adulta di Patricia e Laurence non riesce a suscitare la stessa intensità di sentimenti manifestata dalle loro controparti giovanili.


E tu?

Cosa pensi della mia recensione di “Tutti Gli Uccelli Nel Cielo”?

Leggerai il libro di Charlie Jane Anders, o sei convinto che non faccia per te? 🙂


1 pensiero su ““Tutti gli uccelli nel cielo”: la recensione del libro di Charlie Jane Anders

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