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“The Winter Soldier: Cold Front”: la trama del terzo romanzo Marvel di Mackenzi Lee


the winter soldier cold front- terzo libro Marvel di Mackenzi Lee

“The Winter Soldier: Cold Front” sarà il terzo romanzo di Mackenzi Lee ambientato nell’universo Marvel.

Dopo “Loki: Il Giovane Dio dell’Inganno” (edito in Italia da Mondadori) e “Gamora & Nebula: Sisters in Arms”, la serie di libri dedicati ad alcuni fra i più ambigui e incompresi (anti-)eroi dei fumetti americani comprenderà anche un’avventura inedita di Bucky Barnes.

Potremo leggere “The Winter Soldier: Cold Front” in inglese a partire dal 7 febbraio 2023.


“The Winter Soldier: Cold Front”: la trama

1954: il Soldato d’Inverno è la più grande arma nell’arsenale dell’Unione Sovietica.

A lui vengono assegnata le più pericolose missioni sotto copertura organizzate dalla branca militare segreta dell’USSR. E la persona che si occupa di lui lo conosce meglio di quanto il Soldato non conosca se stesso.

Il Soldato d’Inverno, in effetti, esiste a un solo scopo: obbedire agli ordini.

Ma, forse, non è sempre stato solo questo…

1941: mentre la Seconda Guerra Mondiale si scatena, il sedicenne Bucky Barnes è determinato a unirsi alle forze armate americane… se soltanto il comandante locale smettesse di mettergli il bastone fra le ruote!

Quando a Bucky viene offerta l’opportunità di arruolarsi per un programma di addestramento con le Forze Speciali Esecutive Britanniche – il servizio segreto targato UK – il ragazzo acciuffa l’occasione al volo, determinato a diventare un eroe.

Ma Bucky ha appena fatto in tempo ad atterrare a Londra, quando già si ritrova costretto a fuggire da un misterioso assassino, accompagnato da una campionessa di scacchi inglese appassionata di rossetti rossi e doppiogioco.

Una persona che è in possesso di un segreto su cui ogni singola forza in gioco ha disperatamente intenzione di mettere le mani. Se soltanto sapessero di cosa si tratta…

Decadi più tardi, il Soldato d’Inverno fa ancora fatica a risolvere lo stesso mistero che Bucky ha appena cominciato a svelare.

Mentre le loro missioni si sovrappongono attraverso il tempo, anche le loro vite iniziano a collidere – in un modo che nessuno si sarebbe aspettato, e che finirà per cambiare il corso delle rispettive guerre.

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“Ms Marvel” (recensione): comunità, identità e buoni sentimenti nella nuova serie Disney+


Ms Marvel recensione - banner - serie tv

La mia recensione di “Ms Marvel” non può che iniziare con un piccolo aneddoto di natura personale.

Devi sapere che Kamala Khan è il personaggio che mi ha introdotto alla lettura dei Marvel Comics. Da questo punto di vista, quindi, la serie di G. Willow Wilson è stata importantissima per me!

Con le sue tonalità frizzanti e le sue coloratissime atmosfere urbane, le avventure di Kamala sono riuscite a conquistarmi fin dai primissimi numeri, trasmettendomi peraltro la motivazione e il “coraggio” necessario ad addentrarmi sempre più nel caotico labirinto dei fumetti Marvel!

Perciò, non faticherai a comprendere le altissime aspettative che nutrivo nei confronti di questo adattamento televisivo targato Disney+.

Una fiducia che è stata, in gran parte, ripagata dall’effervescente interpretazione della vulcanica Iman Vellani, nonché da una gloriosa, irresistibile, caleidoscopica messa in scena…


La trama

Kamala è un’adolescente del New Jersey che ama i supereroi oltre ogni immaginazione.

Il suo idolo assoluto è Carol Davenrs, alias Captain Marvel: l’Avenger più forte del pianeta, nonché “ultima arrivata” all’interno della squadra dei difensori della Terra.

I genitori di Kamala, una coppia di immigrati pakistani, non vedono di buon occhio l’adorazione della figlia per questo mondo di costumi, lustrini, superpoteri e imprese spericolate.

Preferirebbero di gran lunga che Kamala si concentrasse sulle cose “importanti”: la scuola, l’imminente matrimonio di suo fratello maggiore, la comunità. Tutto ciò che, in qualità di genitori , si sentono in grado di comprendere e condividere con Kamala.

Perciò, in occasione dell’attesissimo evento AvengerCon, i due impongono alla ragazza di restare a casa.

Ma Kamala ha lavorato troppo sul suo adorato cosplay di Captain Marvel, per accettare un “no” come risposta: in compagnia dell’inseparabile amico Bruno (Matt Lintz), escogita quindi un piano “geniale” per sgattaiolare via in segreto.

A partire da questa decisione, una serie di eventi imprevedibili le porterà in dono un nuovo superpotere, un’esplosione di rivelazioni sulla storia della sua famiglia, e una pericolosa macchinazione ultraterrena da sventare…


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“Spero Tu Stia Ascoltando”: la recensione del mistery queer di Tom Ryan

spero tu stia ascoltando - recensione - tom ryan - Fanucci
I Hope You’re Listening – Fazi

“Spero tu stia ascoltando” è un libro thriller per ragazzi firmato dall’autore americano Tom Ryan.

Scorrevole e incalzante, il romanzo fornisce un’alternativa in chiave leggera a titoli come “Far From You” di Tess Sharpe e “Sadie” di Courtney Summers.

Se per te le crime stories e i gialli sono una grande passione, dubito che l’intreccio e i colpi di scena di questo thriller riusciranno a stupirti in modo particolare.

Ma se ami gli YA, e sei alla ricerca di un’emozionante e scorrevole lettura da spiaggia, bè… congratulazioni: hai appena trovato il titolo che fa per te! 🙂

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“First Kill” (recensione): la serie tv che tutti i fan dell’urban fantasy stavano aspettando

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“First Kill” è una serie tv di genere horror/action, indirizzata al pubblico dei giovanissimi e approdata su Netflix all’inizio di giugno.

La trama è tratta da un omonimo (e adorabile!) racconto di V. E. Schwab, contenuto nell’antologia “Vampires Never Get Old: Tales With Fresh Bite”.

La sceneggiatura del primo episodio (sempre firmata dalla popolare autrice dei romanzi “La Vita Invisibile di Addie LaRue” e “Gallant“…), offre una trasposizione fedelissima della breve storia originale.

In effetti, al pilot bastano una manciata di minuti per sfoggiare il divertente high concept, presentare le due protagoniste e il loro vivace ambiente famigliare, introdurre l’incidente scatenante (galeotto fu il gioco della bottiglia…) e stabilire le irresistibili tonalità in stile “campy horror” della serie.

Un impeccabile esempio di storytelling? Mmm…

Probabilmente no, ma sospetto che perfino il più accanito detrattore dello show rischierebbe di trovarsi in cattive acque, se cercasse di negare l’evidenza: “First Kill” è una serie che si dimostra in grado di anticipare i desideri del suo target con un livello di chiarezza preternaturale, e di consegnargli ciò che vuole praticamente su un piatto d’argento…

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