“The Fox and The Devil”: la recensione del libro gotico di Kiersten White


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Il modo migliore per apprezzare The Fox and the Devil di Kiersten White è dimenticare Lucy Undying: Caccia a Dracula e non aspettarsi di ritrovare, in questo nuovo romanzo, le stesse atmosfere e l’intensità romantica del libro precedente.

The Fox and the Devil è, prima di tutto, un romanzo sui vampiri che abbraccia pienamente la sua natura oscura e genuinamente inquietante. La narrazione si concentra molto di più sulle indagini della protagonista e sulla sua psicologia tormentata che sulla componente romantica; in questo senso, ricorda molto La Buia Discesa di Elizabeth Frankenstein, un altro eccellente retelling YA firmato dalla stessa autrice.

Accettata questa premessa, ti assicuro che troverai questo insolito murder mystery ambientato per le tortuose strade dell’Europa ottocentesca estremamente vivido, immersivo e coinvolgente.

Insomma, se sei stanca dei soliti retelling in cui Van Helsing è l’eroe senza macchia e senza paura e hai un debole per eroine ossessive che celano le loro vulnerabilità dietro un’apparenza da tipica black cat…

The Fox and the Devil è il libro per te!


La trama

Anneke ha un rapporto tormentato con suo padre, Abraham Van Helsing: medico, scienziato e appassionato cacciatore di vampiri. Una notte, tornando a casa, lo trova assassinato, con accanto una donna di bellezza surreale che incombe sul suo corpo. Una presenza che non lascia tracce, se non i sogni e gli incubi che ora tormentano Anneke ogni notte.

Spinta dal desiderio di vendetta e armata delle più avanzate tecniche forensi e investigative, Anneke forma una squadra di detective per catturare questo misterioso serial killer. Perché suo padre non è l’unica vittima inspiegabile: una scia di cadaveri simili si estende in tutta Europa, e Anneke è certa che queste morti brutali siano collegate.

Negli anni trascorsi a inseguire l’assassino, senza mai darsi un attimo di tregua, Anneke tiene per sé le prove fondamentali: lettere irritantemente criptiche, indirizzate soltanto a lei, talvolta macchiate di sangue e sempre firmate “Diavola”.

Eppure, più Anneke si avvicina al suo demone personale, più tutto quello che conosceva sembra perdere senso.

Perché forse suo padre non era pazzo: Diavola potrebbe essere qualcosa di molto peggiore di un semplice serial killer… qualcosa di molto più oscuro e difficile da sconfiggere. Eppure, mentre Anneke svela nuovi dettagli del tragico passato di Diavola, la detective inizia anche a sospettare che dietro quel corpo non morto possa ancora nascondersi un cuore…


La recensione di The Fox and the Devil

Quando Dracula incontra Killing Eve

Pur non avendolo amato tanto quanto Lucy Undying, ho apprezzato molto The Fox and the Devil per la sua originalità, le sue atmosfere affascinanti e la sua capacità di esplorare in profondità la psiche della protagonista e del suo interesse romantico, Diavola.

Sono una millennial: Buffy Summers è sempre stata il mio modello indiscusso. Il legame tra Anneke e Diavola mi ha spesso ricordato quello tra Buffy e Angel, una sensazione amplificata anche dall’attenzione che l’autrice ha deciso di riservare al tema della found family.

Il ritmo riflessivo della prima metà della storia e il lento slowburn della relazione non mi hanno affatto infastidita. Appartengo alla vecchia scuola: per me, il romanticismo autentico vale cento volte più di qualsiasi contenuto esplicito, e le lettere che, nel corso degli anni, Diavola scrive ad Anneke mi hanno fatto sospirare e battere forte il cuore in più di un’occasione.

Sono rimasta colpita anche dalla mentalità analitica di Anneke. La sua insaziabile curiosità scientifica, inserita all’interno di un contesto storico ancora piuttosto oppressivo per una donna assetata di sapere, rende infatti ancora più avvincente l’intricata rete di false piste e sospetti in cui si muove la banda di improbabili investigatori dilettanti radunati attorno a lei.

Il suo “mostro”, Diavola, intraprende con lei un intricato gioco del gatto e del topo, che si rivela molto più avvincente e affascinante della stessa risoluzione del caso. Sono al 100% sicura che Eve e Villanelle avrebbero capito…

La figlia del cacciatore

Molto meno interessanti, almeno per me, sono risultate le varie figure paterne del romanzo, a cominciare dallo stesso Abraham Van Helsing. Anche se la White, fortunatamente, dedica poco “screen-time” a questo personaggio, è innegabile che la sua presenza incomba sulla vita della figlia, proiettando un’ombra opprimente su ogni sua decisione.

Non posso dire che il percorso di emancipazione di Anneke non mi abbia convinto, anzi, alla fine mi ha donato diverse soddisfazioni. Del resto, la struttura narrativa di The Fox and the Devil è decisamente solida, e l’arco di trasformazione dell’eroina si intreccia perfettamente con lo sviluppo della trama, soprattutto considerando che si tratta di un libro destinato ai giovani lettori.

Il problema, quindi, è tutto mio: i plateali daddy issues delle protagoniste femminili nei romanzi gotici mi infastidiscono sempre un po’, anche quando l’autrice affronta il tema con una certa consapevolezza, come in questo caso…

Forse anche lo showdown finale avrebbe potuto rivelarsi un po’ più imprevedibile, e la battaglia conclusiva di Anneke un po’ più spettacolare.

Ma va benissimo così: in fondo, The Fox and the Devil funziona proprio perché raramente soddisfa le tue aspettative al 100%, riuscendo a sorprenderti quasi sempre nel modo giusto.

Se ti appassionano le dinamiche di inseguimento reciproco e ossessione, l’Hunter X Monster, e il trope “villain gets the girl”, dubito che troverai un’uscita recente più adatta ai tuoi gusti!


Cosa leggere dopo The Fox and the Devil?

  • Il Discepolo di Elizabeth Kostova
  • Bitterthorn di Kate Dunn

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