
La mia recensione di The Tainted Cup si baserà sull’edizione in lingua originale del romanzo, dal momento che la versione italiana arriverà nelle librerie soltanto il 30 ottobre.
Se hai già un po’ di familiarità con la scrittura di Robert Jackson Bennett, probabilmente anche tu non vedi l’ora di tuffarti fra le pagine della sua nuova saga fantastica.
E il tuo entusiasmo è assolutamente giustificato: per chi ama le storie di intrighi, potere e corruzione, The Tainted Cup è un romanzo assolutamente imperdibile! Una vera e propria perla rara, soprattutto nell’attuale panorama fantasy, spesso strabordante di “romantasy” stereotipati e derivativi, destinati a cadere nell’oblio nel giro di poche stagioni.
La trama
All’interno della sfarzosa residenza di Daretana, giace il corpo senza vita di un alto ufficiale imperiale, brutalmente trafitto da un albero fiorito misteriosamente dal suo stesso petto. Anche in questo remoto avamposto ai confini dell’Impero, terra di epidemie implacabili e di oscure mutazioni alimentate dal sangue dei leviatani, una simile morte appare tanto mostruosa quanto inspiegabile.
A fare luce sull’enigma è stata chiamata Ana Dolabra, una detective la cui strabiliante genialità è seconda soltanto alle sue leggendarie eccentricità. Si narra, infatti, che indossi costantemente una benda sugli occhi e che possieda il dono di sbrogliare i casi più disperati senza mai varcare la soglia della propria abitazione.
Al suo fianco opera il suo nuovo assistente, Dinios Kol, plasmato dalla magia per diventare la spalla ideale di una mente così complessa. Tra sconcerto, smarrimento e improvvisi sussulti d’ira nei confronti della sua superiore, Din assiste impotente al dispiegarsi del genio di Ana: deduzione dopo deduzione, l’uomo è costretto a cedere all’evidenza e a riconoscerla come la più formidabile investigatrice dell’Impero.
Ma mentre il cerchio si stringe attorno a una mente criminale e un complotto sovversivo minaccia le fondamenta stesse dello Stato, Din comprende di aver appena sfiorato la superficie del mistero che avvolge Ana Dolabra…
La recensione di The Tainted Cup
Uno studio in rosso e un Impero di tagliagole
Su un piano strettamente strutturale, The Tainted Cup è un murder mistery: basterebbe già questo a differenziarlo dalla stragrande maggioranza degli altri titoli fantasy, che tendono a essere storie d’azione ambientate in mondi alternativi (ricordi, vero, quando abbiamo parlato del fatto che il fantasy è un “genere” soltanto dal punto di vista del marketing?).
La società dissoluta e composta da individui perennemente pronti a saltare l’uno alla gola dell’altro evoca una distinta atmosfera alla Knives Out, rendendo le indagini di Ana e Kol particolarmente gustose e movimentate. Dopotutto, la posta in gioco è davvero altissima, e dall’esito delle loro indagini dipende la salvezza di un intero impero!
Con la sua scrittura brillante e vivace, Robert Jackson Bennett trascina il lettore in un intricato labirinto di false piste, menzogne e tradimenti che minaccia di travolgere i due protagonisti. Quest’ultimi richiamano fedelmente archetipi cari agli appassionati del giallo classico: una detective dal talento geniale e il suo assistente fedele e laborioso, sempre pronto a smussare i modi anticonvenzionali della sua superiore.
Ana e Kol formano un duo investigativo davvero indimenticabile. I loro vivaci battibecchi e l’insolito legame tra mentore e discepolo che li unisce danno vita a molti dialoghi esilaranti e a situazioni irresistibili.
A chi piacciono i monster movie?
In realtà, se ho un appunto da muovere all’autore, è di aver costruito Ana in modo che assomigliasse ben poco a una donna e un po’ troppo al mitico Orso della trilogia di Foundryside, che come sai ho amato.
Non è un difetto grave, e non sottrae assolutamente nulla alla montagna di divertimento che proverai leggendo The Tainted Cup.
Anche perché Robert Jackson Bennett dà vita a un’ambientazione davvero straordinaria, incredibilmente ricca di dettagli e di invenzioni pazzesche.
Per citare solo la principale, l’Impero che i due protagonisti si affanno a proteggere è costantemente minacciato dall’emersione di questi gargantueschi e aggressivi leviatani, che ti fanno immediatamente pensare a L’Attacco dei Giganti. Per non parlare del finale del romanzo: adrenalinico ed esplosivo, sembra uscito direttamente dalla sequenza clou di uno dei migliori film sui Kaiju mai realizzato!
Disclaimer: de gustibus…
A dire la verità, non credo che The Tainted Cup sia un romanzo fantasy necessariamente adatto al palato di tutti. La profondità psicologica non rappresenta certo il suo punto di forza (i personaggi sono più surreali che complessi), l’elemento romance di cui tante lettrici sono ghiotte è quasi del tutto assente, e l’intreccio predilige nettamente le complesse trame politiche e investigative rispetto alle beghe personali dei protagonisti.
Ma se ami le storie intrise di mistero e cospirazione, i gialli originali e i worldbuilding visivamente sbalorditivi, sappi che The Tainted Cup rappresenta una delle migliori opzioni in circolazione.
Non a caso, nel 2025 si è aggiudicato il prestigioso Premio Hugo per il miglior romanzo fantasy.
