
La seconda stagione di Come Uccidono le Brave Ragazze si è rivelata infinitamente più gustosa, dark e coinvolgente della prima.
Voglio dire, ho letto tutti i libri di Holy Jackson (ovviamente!) e perfino io non ho la più pallida idea di come farò ad aspettare tutti i mesi che mi separano dall’uscita della terza stagione, fortunatamente già annunciata.
I creatori dello show, stavolta, non si sono trattenuti e hanno permesso alle sfumature morali del plot originale di emergere, finalmente. Pip ha ufficialmente iniziato il percorso che le permetterà di dare un significato più profondo al titolo della serie… e la misurata, magnetica interpretazione della bravissima Emma Myers ci ha guidato lungo sei episodi di perfetto intrattenimento in chiave YA!
Di cosa parla la seconda stagione di Come Uccidono le Brave Ragazze?
Dopo aver risolto il caso di Andie Bell, Pip lancia un popolare podcast di cronaca nera, ma vorrebbe solo voltare pagina. Tuttavia, con l’avvicinarsi del processo a Max Hastings, il fratello di Connor, Jamie, scompare improvvisamente, riportando Pip nel mondo del crimine e dei misteriosi insabbiamenti.
Mentre indaga, Pip segue le tracce digitali di Jamie e monitora le sue app per la salute, scoprendo una fitta rete di segreti che collega il ragazzo a una certa “Layla Mead”. Questo porta alla ribalta un’altra figura locale inquietante: il piccolo Brunswick…
Salto di qualità
Da fan dei romanzi, ammetto di aver apprezzato la prima stagione di Come Uccidono le Brave Ragazze, senza però riuscire ad amarla. L’adattamento del primo libro, per lo più riuscito, tendeva però, secondo me, ad appiattire la complessità di alcune situazioni e di alcuni personaggi (soprattutto Andie Bell) per cercare di accattivarsi un pubblico più ampio e meno disposto a investire le proprie energie emotive in sfumature morali di qualsiasi tipo.
Ne è scaturita una produzione sicuramente piacevole e alla moda, cucita su misura del tipico spettatore YA/NA di Netflix. Per cui, ci siamo beccati un approfondimento del rapporto genitori-figli che non ci aspettavamo, qualche smanceria in più fra Pip e Ravi e un bel po’ di semplificazioni a livello di plot.
Assolutamente nulla di male in questo, anche perché il primo, mitico bestseller di Holly Jackson è sempre rimasto lì, a disposizione di chiunque fosse disposto a fare un tuffo un po’ più impegnativo negli oscuri e tortuosi meandri di Little Kilton.
Mi aspettavo qualcosa di molto simile anche nel caso di questa seconda stagione.
Ti ho mai detto che, certe volte, adoro sbagliarmi?
La seconda stagione di Come Uccidono le Brave Ragazze non è solo più “dark”: è più tesa, più intensa e più focalizzata
I nuovi episodi della serie hanno un ritmo favoloso: i quarantacinque/cinquanta minuti di rito volano via in un soffio, anche perché la straordinaria sinergia del cast ti colpisce in tutti i modi giusti.
Inutile specificare che il cuore della narrazione risiede nel personaggio di Pip e nel suo doloroso percorso di crescita interiore; nel suo implacabile “duello” d’ingegno con l’arrogante Max (Henry Ashton) e nel crescente senso di delusione, incertezza, confusione e pura e semplice female rage che inizia a divorare la nostra detective dilettante preferita nel momento in cui si rende conto che “legge” e “giustizia”, purtroppo, non sono sinonimi e non lo sono mai stati.
Ma ho avvertito un netto miglioramento anche nella resa della sua relazione sentimentale con Ravi (Zain Iqbal), sempre più a suo agio nel ruolo di interesse romantico e “partner in crime”. Mi è piaciuta molto anche l’attenzione riservata ai personaggi di Cara e Connor; di fatto, credo che l’umanità e la profonda vulnerabilità di questi due personaggi traspaiano molto più dallo show che dalle pagine delle storie di Holy Jackson, e questo fattore rappresenta senz’altro un grande valore aggiunto.
Inoltre, i dialoghi sono ottimi e l’intreccio riesce a catturare l’essenza del romanzo originale malgrado le (inevitabili) semplificazioni. Probabilmente perché la sceneggiatura risulta meno dispersiva e più focalizzata sulle coinvolgenti tappe del viaggio personale di Pip, permettendo allo spettatore di riconoscere i pezzi del puzzle e di seguire la sua evoluzione con crescente sgomento e interesse.
La terza (e ultima) stagione è già dietro l’angolo
Fortunatamente, i produttori ci hanno preparato una bellissima sorpresa: il cast al gran completo ha già girato la terza stagione di Come Uccidono le Brave Ragazze, per cui nel 2027 potremo assistere allo showdown finale fra Pip e i suoi nemici anche sui nostri schermi.
Non avrei potuto chiedere di meglio e, anzi, spero che il successo di questo show porti, in futuro, ad altri adattamenti ispirati ai romanzi di Holly Jackson. Per quanto Not Dead Yet mi sia piaciuto e mi abbia angosciato, io continuerò sempre a sperare in un film tratto dallo struggente Il Ritorno di Rachel Price.
Con un pizzico di fortuna, chissà…
Noi fan potremmo davvero riuscire a manifestarlo! ^^
