
The One Who Got Away With Murder, di Trish Lundy, è sicuramente uno di quei romanzi YA da leggere se ti è piaciuto Come uccidere le brave ragazze di Holly Jackson.
In parte, perché ne condivide le vibes da small-town thriller, con una cittadina piena di scheletri nell’armadio e colpi di scena tutti da scoprire; ma anche perché, stando a quanto riportato recentemente da Deadline, il libro potrebbe presto diventare una serie televisiva, sulla scia del fortunato adattamento dei romanzi della Jackson.
Ti propongo quindi la recensione di The One Who Got Away With Murder, per scoprire insieme cosa funziona, cosa convince meno e cosa aspettarci da quello che potrebbe rivelarsi uno degli show Hulu più attesi delle prossime stagioni.
La trama
Robbie e Trevor Cresmont hanno alle spalle una lunga serie di morti… di quelle omicide.
Belli, privilegiati e intoccabili, i fratelli Crestmont possiedono una ricchezza tale da garantirsi l’impunità, anche se tutta Happy Valley è convinta che siano responsabili della morte delle loro ex fidanzate. Prima c’è stata Victoria Moreno, stella del calcio ed ex di Robbie, misteriosamente annegata nella casa sul lago di famiglia. Poi, un anno dopo, la fidanzata di Trevor è morta per una sospetta overdose.
Ma i Crestmont non sono gli unici ad avere segreti.
Lauren O’Brian sarà anche la nuova arrivata a scuola, ma non è mai stata una “brava ragazza”. Con un passato oscuro alle spalle, desidera disperatamente un nuovo inizio. Tuttavia, quando inizia una relazione senza impegno con Robbie, la sua possibilità viene messa a repentaglio.
Durante quello che dovrebbe essere il loro ultimo weekend insieme, Lauren si imbatte in prove sconvolgenti che potrebbero incriminare Robbie.
Con il pericolo che incombe, Lauren non sa più di chi fidarsi. E così, quando una terza morte sconvolge la città, dovrà decidere se chiudere la storia con Robbie… o rischiare di diventare la sua prossima vittima.
La recensione di The One Who Got Away With Murder: il perfetto giallo estivo
Con ogni probabilità, adattare The One Who Got Away With Murder per il piccolo schermo non sarà una missione impossibile: questo libro è già un vero e proprio page-turner, uno di quei romanzi che si divorano d’un fiato, spinti dall’urgenza di scoprire l’identità dell’assassino.
Infatti, il pitch è piuttosto classico, ma decisamente efficace, e le atmosfere misteriose e claustrofobiche contribuiscono a mantenere alta la tensione per tutta la durata della lettura.
Le false piste si accumulano, ribaltando continuamente le aspettative, mentre il ritmo incalza grazie a uno stile semplice, diretto e molto scorrevole.
Il punto debole: i personaggi
Se Hulu deciderà di procedere con l’adattamento, la vera sfida per gli sceneggiatori sarà probabilmente quella di approfondire i personaggi e le loro relazioni.
La scena d’apertura del romanzo promette infatti molti più sviluppi romantici e tropes sentimentali di quanti la storia riesca poi effettivamente a mantenere.
Ma il limite più evidente riguarda soprattutto la caratterizzazione della protagonista.
Lauren rientra perfettamente nell’archetipo della “nuova arrivata” e, grazie alla sua vena ribelle, riesce spesso a spingere la trama nella direzione giusta. Tuttavia, non possiede la forza, né il carisma delle più famose e popolari detective-eroine della narrativa YA.
Il confronto con figure come Pippa Fitz-Amobi è inevitabile… e Lauren, purtroppo, non esce particolarmente bene da questo tipo di paragoni.
Il suo passato misterioso ci viene svelato a poco a poco, e questo aggiunge sicuramente interesse alla narrazione, facendo crescere la nostra curiosità nei confronti della sua singolare backstory. Ma tutto questo non basta a rendere il suo arco davvero memorabile! Anzi, durante la lettura ci si ritrova speso provare una certa frustrazione nei confronti della sua ingenuità e dei suoi tortuosi processi mentali.
È un personaggio con cui è abbastanza semplice entrare in sintonia, dal punto di vista personale, ma come investigatrice diciamo che, ehm… lascia abbastanza a desiderare!
Struttura e ritmo narrativo
Nonostante queste debolezze, la narrazione in prima persona si dimostra comunque molto efficace.
Aiuta sicuramente molto il fatto che la trama sia solida, ricca di colpi di scena ben costruiti e in grado di mantenere viva la curiosità di chi legge (più o meno) fino alla fine. Il ritmo poi, serrato e sostenuto da uno stile accessibile, rende la lettura estremamente scorrevole.
Qualcuno potrebbe obiettare che il finale sia un po’ prevedibile e che il cliffhanger si risolva un po’ troppo rapidamente.
E, a dirla tutta, non avrebbe nemmeno torto.
Detto questo, è importante ricordare che The One Who Got Away With Murder si rivolge principalmente a un pubblico YA e che si tratta di un romanzo d’esordio.
Sotto questo punto di vista, Trish Lundy supera il suo “battesimo del fuoco” in maniera più che dignitosa.
Il libro ha dei difetti, certo, ma è anche intrigante, immersivo e divertente, con quel tono leggermente campy che ormai siamo soliti associare a molti prodotti di intrattenimento per ragazzi, anche fra i più riusciti (mi viene in mente School Spirits, ma non è certo l’unico esempio).
Obiettivamente parlando, non lo consiglierei certo a un “purista” adulto del genere o a un fan hardcore del thriller.
Ma se la narrativa YA “gialla” è una tua grande passione… Corri a prepararti per l’uscita della serie: la tua copia in lingua originale inglese di The One Who Got Away With Murder ti sta già aspettando su Amazon!
Cosa leggere dopo The One Who Got Away With Murder
- Not Quite Dead Yet di Holly Jackson
- The Cheerleaders di Kara Thomas
- So Happy Together di Olivia Worley
- They Wish They Were Us di Jennifer Goodman
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