5 tecniche narrative usate nella serie tv “Scarpetta”… che puoi “rubare” anche tu!


scarpetta serie tv - prima stagione

Non tutte le serie crime funzionano allo stesso modo. Alcune si limitano a raccontare un caso. Altre, come Scarpetta, riescono a costruire tensione in modo chirurgico.

E la cosa interessante è questa: molte delle tecniche che usa non sono esclusivamente “cinematografiche”… sono strumenti di storytelling che puoi applicare anche nella scrittura. Ricorda: mai come oggi, il legame fra cinema/serie tv e narrativa di genere è stato così forte. Un dato chiaramente dimostrato dal fatto che i testi preferiti dagli editor di tutto il mondo non sono certo quelli dal taglio più “stiloso” e letterario…

No, ormai i romanzi che fanno girare il mercato sono quelli che “parlano” il linguaggio dello schermo. Meglio ancora se in grado di abbracciare il concetto di serialità e dare vita a nuovi universi narrativi in potenziale espansione.

Ecco qui, allora, 5 tecniche narrative usate dai creatori della serie tv Scarpetta… che potrai usare anche tu per scrivere il tuo prossimo libro thriller o mistery!


Perché Scarpetta funziona… pur essendo una serie tutt’altro che perfetta!

5 tecniche da analizzare

1. Il dettaglio tecnico come leva narrativa

Uno degli elementi distintivi dell’universo nato dalla penna di Patricia Cornwell è sicuramente l’uso della scienza forense.

Attenzione, però: 

1) non si tratta mai di puro “info-dump”;

2) se ci fai caso, la serie tv Scarpetta non appartiene esattamente allo stesso sottogenere a cui fa riferimento la saga letteraria della Cornwell. I romanzi sono medical thriller. Lo show televisivo è un thriller psicologico, che accetta molte contaminazioni da sottogeneri limitrofi come il domestic thriller (pensa a quanto è ambiguo il personaggio di Wesley!) e dal dramma famigliare (tutte le beghe con Dorothy, Lucy, Marino ecc).

Il perché di questo “cambio d’abito” è presto spiegato: ad oggi, nei libri come nei film, a dominare la scena non sono più i thriller focalizzati sulla scienza (quelli in stile CSI, per intenderci).

No, a fare piazza pulita della concorrenza stanno provvedendo autrici come Freida McFadden, Lisa Jewell, Lianne Moriarty ecc.

E…

Ascolta, ormai dovremmo averlo imparato: i gusti (e le aspettative) del pubblico non dovrebbero mai essere ignorati. 

Come funziona, allora, il ruolo della scienza nella serie tv Scarpetta? 

• I dettagli tecnici arrivano sempre nei momenti di massima tensione;

• Ogni informazione è in grado di cambiare la direzione del caso;

• Il linguaggio specialistico è sempre filtrato dal punto di vista del personaggio.

E tu, come potresti usarlo?

• Studia a fondo e fai tutte le ricerche del caso, ma inserisci dettagli “esperti” solo quando fanno realmente avanzare la storia; 

• Usa la competenza del personaggio per permettere al lettore di immergersi in un mondo sconosciuto e, contemporaneamente, approfondire la sua caratterizzazione; 

• Evita gli spiegoni: ogni informazione deve avere conseguenze… oppure essere eliminata a priori!


2. La falsa pista (le famose “red herring”)

Il crime vive di depistaggi. Ma non hai bisogno di recuperare la bibliografia completa di Agatha Christie per capire che quelli efficaci non sono mai casuali… 

Come funzionano le false piste nella serie tv Scarpetta:

• Ogni sospetto ha una logica solida; ogni sospettato, un movente credibile;

• Gli indizi sono ambigui, ma non ingannevoli; per cui, lo spettatore viene portato a formulare congetture e ipotesi molto divertenti, persino mentre è tentato di dubitare di ogni cosa che sente o che vede.

E tu, come potresti usarlo?

• Costruisci alternative plausibili, ma ricorda che il tuo lettore è dotato di un cervello funzionante: deve essere qualcosa di molto credibile e specifico. Di recente, ho letto una novella in cui il movente dell’assassina si rivelava essere la gelosia nei confronti di un’amica, colpevole di rubarle l’ammirazione degli uomini… Posso soltanto raccomandarti di non ragionare mai per stereotipi e di continuare sempre a trattare i tuoi lettori come esseri pensanti;

• Fornisci a chi legge abbastanza elementi per sbagliare… ma anche per sciogliere autonomamente il mistero, senza esagerare! 

• Non barare: a posteriori, la soluzione deve essere coerente con tutti gli indizi. Ogni red herring dovrà essere attentamente confutata e smontata prima del “gran finale”.


3. Il conflitto interno della protagonista

Il personaggio di Kay Scarpetta non è solo “competente”: è attraversato da grandi tensioni personali. Questo elemento è presente anche nei libri della Cornwell, ma la sceneggiatura della serie si impegna ad accentuare questa dimensione.

Nello show televisivo, Kay è una donna tormentata, forte e fragile al tempo stesso. La sua ossessione per la Morte (la cui origine viene spiegata attraverso il breve flashback della rapina nel negozio del padre) l’ha portata a trascurare i vivi e a spalancare delle crepe profonde nella struttura della sua stessa famiglia, sempre più dilaniata da rancori sepolti e antiche incomprensioni. 

Tutte queste caratteristiche rendono il personaggio di Kay Scarpetta particolarmente interessante. La perfetta detective “larger than life”… come l’abbiamo descritta quando abbiamo parlato dell’interessante saggio di Paolo Roversi Scrivere Gialli di Successo.

Come funziona il conflitto interiore nella serie:

• Il caso esterno riflette un conflitto interno. Kay è lacerata dai rimorsi e non può permettere a se stessa di credere, neanche per un momento, che i suoi sacrifici passati abbiano portato soltanto incontro a un pericoloso errore giudiziario. Questo la motiva ad agire e la spinge ad andare costantemente controcorrente.

• Capo dell’Istituto di Medicina Legale o no, le decisioni della dottoressa Scarpetta non sono mai completamente razionali: il passato influenza la sua lettura degli eventi, offuscando il suo giudizio e spingendo la trama verso nuovi conflitti e risoluzioni imprevedibili.

E tu, come potresti usarlo?

• Affianca sempre un conflitto interiore alla trama principale. Devi fare in modo che scaturisca da una ferita emotiva profonda, che il tuo lettore sia in grado di apprezzare e comprendere. Puoi “mostrare” l’origine di questa ferita, come hanno deciso di fare gli sceneggiatori di Scarpetta, attraverso un breve prologo. In alternativa, potresti raccontarla attraverso un dialogo significativo, oppure disseminare indizi che permettano a chi legge di ricostruire autonomamente gli antefatti. La scelta è a tua completa discrezione… L’importante è che questa sorta di “mini-origin story” del tuo MC non resti completamente avvolta nel mistero. Perché soltanto alla luce di questo “evento zero” sarà poi possibile comprendere alcune delle sue decisioni più istintive e intriganti…

• Fai sempre in modo che le scelte del tuo MC abbiano un costo personale, oltre a delle conseguenze reali;

• Usa la professione del personaggio per raccontare chi è davvero. Fra l’altro, nel caso di Scarpetta, è proprio all’interno della sfera lavorativa che emerge anche la dimensione del conflitto extrapersonale, che serve ad arricchire la narrazione di un’ulteriore sfumatura: perché Kay ha l’assassino come antagonista, combatte ogni giorno contro i suoi demoni personali… Ma deve anche vedersela con il sistema. Quest’ultimo, infatti (tanto nella linea temporale degli anni Novanta, quanto nel presente) continua a essere dominato da persone corrotte, inaffidabili e accecate dal pregiudizio contro le donne.


4. Il ritmo a rilascio controllato

La tensione non è costante: è modulata. Che cosa vuol dire questo? Che per creare suspense e atmosfera, bisogna prima imboccare il giusto ritmo, e imparare a dosare rivelazioni e colpi di scena.

Come funziona il ritmo nella serie:

• Alternanza tra momenti lenti e picchi improvvisi;

• Informazioni rilasciate poco alla volta;

• Scene “di respiro” (più “tranquille”, discusse, di sottotrama…) che aumentano l’impatto delle successive, tutte ad alto tasso di adrenalina.

Come potresti usarlo tu:

• Non accelerare tutto: rallenta nei momenti giusti e permetti sempre al tuo protagonista di “riprendere il fiato” fra un grosso evento e l’altro;

• Usa queste “pause” per sviluppare le sottotrame e conferire ulteriore profondità ai personaggi, alle tematiche e/o all’ambientazione. 


5. Il cliffhanger “invisibile”

Non tutti i cliffhanger fanno rumore.

Come funzionano i cliffhanger nella serie (meno quello finale, che è esplosivo!):

• Molte scene finiscono con una domanda implicita;

• Il dubbio è più importante dello shock;

• La tensione si trascina sempre nella scena successiva.

Come potresti usare tu questo elemento:

• Chiudi le scene con qualcosa di irrisolto;

• Non dare sempre risposte immediate;

• Cerca di incoraggiare il lettore a “restare” più che a stupirsi. Come si ottiene questo effetto? Bè, tanto per cominciare, evita di inserire tanti colpi di scena raffazzonati a caso, così, tanto per fare. Vinci quando il lettore si trattiene per un altro capitolo. Non quando lo stordisci a forza di agnizioni improbabili o morti a catena di comparse di cui non interessa assolutamente una ceppa a nessuno!

Capisci cosa voglio dire? ;D


Conclusione 

Il successo di Scarpetta non sta solo nei casi, nei drammi famigliari o nell’atmosfera, ma nel modo in cui costruisce abilmente ogni momento narrativo.

La buona notizia?

Queste tecniche non appartengono solo alle serie tv. Sono strumenti. E puoi usarli anche tu!


scarpetta serie tv amazon - nicole kidman

Cos’è Scarpetta?

La serie TV Scarpetta, ispirata all’acclamata saga di medical thriller di Patricia Cornwell, è finalmente realtà! Amazon Prime Video ha infatti ordinato due stagioni di questo attesissimo show, con Nicole Kidman e Rosy McEwen nel ruolo dell’eponima protagonista (in due differenti linee temporali).

La maggior parte del materiale adattato proviene da due romanzi in particolare: Postmortem (1990) e Autopsy (2021).


Di cosa parla la serie tv Scarpetta

Una brillante patologa forense torna a ricoprire il ruolo di medico legale capo della Virginia. La serie fa da ponte tra gli anni Novanta e i giorni nostri, con la dottoressa Scarpetta che indaga su nuovi omicidi che richiamano un caso traumatico del suo passato, cruciale per la sua carriera.


Il cast

Nicole Kidman guida, egregiamente, il cast della serie tv Scarpetta e, personalmente, ritengo che questa sia una scelta di casting particolarmente azzeccata.

Non solo perché ammiro profondamente il lavoro della Kidman (grandi capolavori del cinema a parte, non dimentichiamoci le sue recenti performance televisive in Big Little Lies, La Coppia Perfetta, Nine Perfect Strangers e The Undoing), ma anche perché, nel corso della sua carriera, l’attrice australiana ha spesso interpretato personaggi che incarnano perfettamente le qualità che ho sempre associato a Kay Scarpetta: un acume critico straordinario, una mentalità razionale che talvolta sfocia in spregiudicatezza, e un atteggiamento altero che, nei momenti più inattesi, lascia emergere una delicata fragilità e un’umanità profondamente commovente.

Anche il nome di Jamie Lee Curtis lascia presagire grandi cose, ovviamente. (L’hai vista brillare, vero, nel fenomenale Everything Everywhere All At Once di Daniel Kwan e Daniel Scheinert?).

Fanno parte del cast anche la vincitrice di un Premio Oscar Ariana DeBose (nei panni di Lucy), Simon Baker (Benton Wesley) e Bobby Cannavale (Pete Marino).


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