17 modi infallibili per trovare l’ispirazione e scrivere un libro, secondo Jeff Vandermeer


come trovare ispirazione per scrivere un libro

Come si fa a trovare l’ispirazione per scrivere un romanzo?

Da che parte si comincia a cercare un’idea per una nuova storia?

Sembra che tutti gli autori, gli editor e i critici di questo mondo siano d’accordo su una cosa: per imparare a scrivere meglio, bisogna continuare a esercitarsi, e farlo ogni giorno.

Ma scrivere di che cosa?!

Non è per forza detto che la risposta sia cosa scontata.

Dopotutto, alcuni autori sono dei naturali “collezionisti” di idee. Per accumulare ispirazione non serve diventare maestri di storytelling: basta continuare a nutrire la propria immaginazione in maniera costruttiva e incessante.

In che modo?

Bè, prima di tutto imparando a valorizzarla, e accogliendo con gioia tutte quelle piccole “rivelazioni” creative che, nel corso della giornata, tendono a incendiare la mente di una persona.

Ma forse hai appena deciso di riprendere a scrivere, o magari sei “reduce” dall’ultima stesura di una saga monumentale. Ti piacerebbe tantissimo lanciarti in un altro progetto, immergerti in una storia nuova di zecca, ricominciare a macinare parole come se non ci fosse un domani…

Eppure, bastano un paio di sedute infruttuose davanti alla tastiera per realizzare che la tua personale Fucina delle Idee, per qualsivoglia motivo, sembra essersi un po’… arrugginita. Come una lavagna bianca, o le pale di un mulino costruito a chilometri di distanza dal corso d’acqua più vicino.

Hai bisogno di una mano? Di qualche piccolo suggerimento operativo in grado di aiutarti a “riavviare” l’ispirazione bloccata?

Buone notizie: sto arrivando con la cassetta del pronto intervento, amico mio!

Un libro meraviglioso chiamato “Wonderbook”, scritto dall’immenso autore di speculative fiction Jeff Vandermeer


L’idea forte

«”L’ispirazione” viene spesso definita, in maniera inadeguata, come quella scintilla iniziale, o quelle scintille iniziali, che conducono a una storia.

In effetti, la parola descrive invece il processo continuo che avviene attraverso lo sviluppo di un particolare pezzo di fiction – una serie di rivelazioni in continuo aggiornamento, messe insieme dagli sforzi in tandem del tuo subconscio e dalla tua mente razionale.»

Jeff Vandermeer

Ma, prima di cominciare, vorrei soffermarmi un momento a considerare l’uso della parola “idea”.

Come forse saprai, in ambito cinematografico e televisivo, gli americani amano molto parlare di “high concept”.

Per sua stessa definizione, un high concept è un’idea «composta di determinati elementi narrativi strutturali che devono essere necessariamente presenti nella storia, al fine di poterla definire vendibile universalmente… cioè, a livello globale

In Italia, il termine viene spesso assimilato al concetto di “idea forte”.

Più avanti, torneremo sicuramente a dedicare parecchia attenzione a questo argomento. Ti fornirò, peraltro, una “formula” che ti permetterà di verificare la solidità della tua idea, una sorta di mini-guida che ti aiuterà, fra le altre cose, a scrivere la sinossi del tuo romanzo in maniera efficiente e accurata.

Per ora, cerca di tenere a mente questo: prima ancora di cominciare a lavorare sulla struttura del tuo romanzo (o del tuo racconto), avrai bisogno di formulare un’idea dotata di caratteristiche specifiche.

Perciò, come primo esercizio, cerca di “racchiudere” il contenuto della tua idea all’interno di una singola frase, e assicurati che questa proposizione riesca a far capire al lettore (almeno per sommi capi):

  • Chi è il protagonista della storia;
  • Chi è l’antagonista;
  • Qual è il conflitto principale
  • Qual è l’ambientazione
  • Qual è l’oggetto del desiderio del protagonista

Proviamo a fare un esempio di high concept che funziona:

Nel cuore degli Anni Novanta, in una Chicago tetra e desolata, una ragazza sopravvissuta a un brutale attacco comincia a dare la caccia al proprio aggressore, ma scopre che il killer possiede una casa in grado di viaggiare nel tempo e porlo al riparo da qualsiasi indagine.

(L’idea forte alla base della trama di “Shining Girls”).


Come trovare l’ispirazione per scrivere un libro

Nel suo “Wonderbook”, Jeff Vandermeer ci spiega che l’immaginazione si nutre di quasi qualsiasi cosa, come il più vorace degli onnivori, e che tutto può essere trasformato in un’idea per scrivere una storia. Vedremo fra poco come.

C’è un punto però sul quale l’autore di “Annientamento” si prende la briga di insistere in modo particolare: per incoraggiare il flusso creativo, uno scrittore deve prima di tutto imparare a non sopprimere mai e poi mai il proprio impulso a fantasticare, esplorare, farsi domande, giocare al meraviglioso gioco del “cosa succederebbe se”.

Suggerisce quindi di attribuire il giusto riconoscimento a qualsiasi stralcio di idea o scintilla creativa la nostra immaginazione riesca a partorire, per quanto assurda, derivativa, incoerente o pazzesca essa possa sembrare.

Soltanto così, la nostra ispirazione riuscirà a sentirsi gratificata. Soltanto così, potrà ricompensarci, a livello inconscio, continuando a sottoporre alla nostra attenzione un incessante ruscello di materiale su cui lavorare.


16 possibili fonti di ispirazione per la scrittura di una nuova storia (+ 1 bonus)

Secondo Vandermeer, l’ispirazione per un romanzo potrebbe provenire da una qualsiasi di queste fonti:

  • Una situazione famigliare, un aneddoto o una storia che hai sentito raccontare;
  • Un’esperienza lavorativa;
  • Un viaggio;
  • Uno spunto di ordine religioso;
  • Uno spunto di ordine storico o accademico;
  • Una conversazione origliata (per sbaglio o volontariamente);
  • I tuoi amici;
  • L’ambiente che ti circonda (inclusi il mondo naturale e la vita animale);
  • Altri hobby che potresti avere;
  • Altri romanzi e storie che ti è capitato di leggere (perché, sì… Ricordi il Primo Comandamento? Se vuoi scrivere, DEVI LEGGERE!);
  • Istanze sociali o politiche;
  • Un interesse nei confronti di un genere letterario in particolare;
  • Il mondo scientifico;
  • Articoli di giornale, blog e riviste;
  • Immagini e illustrazioni di qualsiasi tipo (la bacheca di Pinterest può rivelarsi una vera manna dal cielo, in questo senso!)
  • Sogni (a patto di ricordarti che i sogni possono essere una buona fonte di ispirazione, ma che non puoi pretendere di limitarti a trascriverli così come li hai sperimentati: la logica del linguaggio onirico è piuttosto bizzarra, perciò sta sicuro che nessuno capirebbe nulla di quello che hai scritto!)

Bonus: Le raccolte di “prompt” disponibili online, o i libri di “imbeccate” narrative che puoi tranquillamente ordinare su Amazon.

Ad esempio, agli autori di fantasy suggerisco la stimolante raccolta “1000 Fantasy Writing Prompts” di Jan Power: fra le sue pagine, troverai una sfilza di suggerimenti, suddivisi in base a 10 sottogeneri, che ti permetteranno di ritrovare l’ispirazione e cominciare a sviluppare la trama del tuo nuovo romanzo in men che non si dica!


In che modo  puoi “processare” tutti questi spunti narrativi, e usarli per generare un’idea accattivante e originale?

La “conversione”, secondo Vandermeer, può avvenire in tre modi:

1. Attraverso la diretta osservazione di un elemento e il trasferimento di quest’ultimo all’interno della tua storia, esattamente così com’è. Un dettaglio, tratto dall’esperienza reale, che si traduce in un identico attributo inerente alla tua storia.

Ad esempio: Mentre siete intenti a rivedere la dichiarazione dei debiti, ti accorgi che il tuo commercialista non riesce a fare a meno di bussare con le nocche sul tavolo ogni volta che si imbatte nel numero 17. Perché non inserire un villain affetto da disturbo ossessivo-compulsivo all’interno del tuo prossimo romanzo horror?

2. In reazione al suddetto spunto.

Per esempio, potresti leggere un military fantasy, e pensare di essere in grado di trattare l’argomento del colonialismo in maniera infinitamente più dettagliata e coinvolgente rispetto a quell’autore.

Sai cosa ti dico?

E’ arrivando il momento di dimostrarlo! 😀

3. Per effetto di una trasformazione.

Nel suo libro, Vandermeer riporta il caso di una conversazione origliata. A un tratto, ti sembra di sentire uno degli interlocutori pronunciare la frase: «e lei volò attraverso il cancello.»

Così, nella tua mente, ecco che prende piede la suggestiva immagine di una donna volante…


Come canalizzare l’ispirazione

Ma, in fatto di ispirazione, Jeff Vandermeer ha ancora tre preziosi suggerimenti operativi da proporci:

1.Non limitarti a scrivere di ciò che sai. Scrivi, piuttosto, di ciò che TI INTERESSA.

Scrivi di ciò che sai.

Se ci fai caso, quasi tutti gli articoli e le guide online contengono questa fantomatica “perla di saggezza”, con la quale Vandermeer si dichiara prontamente in disaccordo – e si dà che la sottoscritta la pensi esattamente come lui!

«Il problema di questo consiglio è ciò che sai potrebbe anche non interessarti, così come potresti essere disinteressato a perseguire una carriera nel campo in cui pensi di avere più talento. Spesso uno scrittore deve essere una sorta di bugiardo benintenzionato, per convincere il lettore di essere un esperto in qualcosa, anche in presenza di una totale inesperienza. Ma il punto è che puoi sempre informarti e scoprire ciò che non sai, mentre non riuscirai mai a simulare quella scintilla di curiosità che può nascere solo dall’essere realmente interessati a qualcosa.»

Jeff Vandermeer

2. Scrivi ciò che è personale.

Nel caso in cui, invece, ti sentissi naturalmente propenso a scrivere di ciò che sai, lascia che ciò che sai ricopra anche una valenza personale.

In parole povere: ricordati di offrire una prospettiva unica, la TUA prospettiva, sulla catena di eventi che intendi raccontare, e fai in modo che il lettore sia in grado di intuire il tuo livello di coinvolgimento nella storia e la posta in gioco.


3. Se puoi, se vuoi, a volte scrivi anche di ciò che ti mette a disagio.

In alcune occasioni, la tua immaginazione (alimentata dalle imprevedibili pulsioni del subconscio) potrebbe subire una virata dark e cercare di sottoporre alla tua attenzione anche degli spunti narrativi che potrebbero scatenare dentro di te una sensazione di dubbio o timore.

Vandermeer sconsiglia di liquidare quelle intuizioni in quattro e quattr’otto: dopotutto, per la scrittura di un valido romanzo si può tranquillamente trarre ispirazione da un sogno meraviglioso… ma, forse, un numero addirittura maggiore di buone storie è nato dalla metabolizzazione di qualche incubo tremendo!


Bene. Per oggi è tutto.

Ti ricordo che, dopo aver messo in pratica i consigli di Vandermeer su come trovare l’ispirazione per scrivere, potrai consultare anche il mio articolo “Come sviluppare la trama di un romanzo: Un semplice test per passare dall’idea al plot“.

Non dimenticarti di farmi sapere cosa ne pensi, e mi raccomando…

Scrivi! 🙂


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