“A Treachery of Swans”: la recensione del romantasy gotico di A. B. Poranek


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Nutrivo grandi aspettative per A Treachery of Swans, e forse proprio per questo la delusione è stata ancora più cocente. La cover, con le sue tinte cupe e mature, sembra promettere una storia intensa, dai toni dark, ma soprattutto una grande love story saffica all’altezza di capolavori come As Many Souls of Stars o Seppellisci le Mie Ossa nel Suolo di Mezzanotte.
La realtà, però, è ben diversa: A Treachery of Swans si è rivelato uno YA dai toni piuttosto leggeri, che si distingue più per il fascino delle sue vibes decadenti e della sua originale ambientazione “franceseggiante”, che non per la complessità della trama o la profondità dei personaggi.


La trama

Cresciuta da uno stregone, Odile ha dedicato anni a prepararsi per il colpo della sua vita. Il piano è semplice: impersonare una principessa, infiltrarsi nel palazzo reale, rubare la corona incantata e riportare la magia nel regno.

Ma quando il re viene assassinato inaspettatamente, Odile è costretta a chiedere aiuto a Marie, la vera principessa, e insieme le due iniziano a dipanare una fitta rete di inganni e menzogne che mette Odile di fronte a un dilemma: di chi può davvero fidarsi?

Presto Odile dovrà scegliere tra la sua missione e la ragazza di cui si sta innamorando.

Il destino del regno, molto semplicemente, dipende dalla sua scelta.


A Treachery of Swans“: la recensione del libro di A. B. Poranek

Sì, ma … il mio Cigno Nero dov’è?!

Treachery of Swans è un retelling de Il Lago dei Cigni e (questo va riconosciuto senza riserve) Poranek è davvero abilissima nel costruire un’estetica suggestiva e accattivante per il suo libro.

Il worldbuilding è solido, una lussuosa atmosfera di decadente opulenza avvolge ogni scena e il sistema magico affascina anche senza ricorrere a trovate particolarmente originali.

Nonostante questo, la verità è che non sono riuscita ad apprezzare il romanzo quanto speravo. E temo che la ragione principale abbia un nome ben preciso: Odile!
Più che una villain affascinante e moralmente ambigua, come la premessa lasciava intuire, Odile infatti risulta petulante, ingenua e sorprendentemente infantile. Il suo intero arco narrativo è dominato dall’ombra del padre, la cui malvagità è talmente evidente che chiunque la coglierebbe al volo… tranne lei.

La sua lentezza nel prendere coscienza dell’ovvio rende frustrante seguire il suo punto di vista, e finisce anche per rallentare lo sviluppo del suo legame con Odette: un rapporto che avrebbe potuto essere molto più intenso e magnetico, ma che invece resta impigliato nelle insicurezze della protagonista e nei suoi esasperanti daddy issues.

Per una lettrice di tredici o quattordici anni, questo percorso potrebbe anche risultare educativo e commovente. Ma per un target più maturo, magari alla ricerca di una variante davvero intrigante del meraviglioso trope “villain gets the girl”, temo che non ci sia molto da trovare oltre a una love interest — Odette — splendida e ben caratterizzata, accompagnata da qualche siparietto dolce ma, tutto sommato, abbastanza trascurabile.


Una love story che promette scintille, ma resta solo un bagliore

Al di là della prevedibilità del plot, ciò che mi ha convinta ancora meno è quindi la costruzione della love story, che mi è parsa molto superficiale. Il banter tra le due protagoniste funziona solo a tratti: certo, è evidente fin da subito che Odile abbia una cotta gigantesca per Odette… Del resto, chi non l’avrebbe?! Odette è giovane, solare, leale, bellissima, brillante, coraggiosa e, in generale, cool in qualsiasi modo possibile e immaginabili. Ma oltre a questo, mi pare che ci sia davvero ben poco di cui parlare: la dinamica fra le due non riesce mai davvero a decollare.

In più di un’occasione ho avuto la sensazione di leggere A Dark and Drowning Tide tutto daccapo… solo, in una versione meno riuscita. Nel senso che Lorelei e Sylvia, almeno, sprigionavano chimica fin dalle prime pagine. E poi, l’utimo capitolo del romanzo di Alison Saft offriva al lettore un finale emozionante, capace di ripagare tutte le “sofferenze” dovute alla complessità del carattere di Lorelei.

A Treachery of Swans, invece, mi ha lasciata con un epilogo decisamente sottotono: l’autrice sembra quasi voler allontanare il focus dal romance (di nuovo!) proprio nel momento più importante della narrazione, liquidando frettolosamente la relazione tra Odile e Odette per dare spazio a sottotrame secondarie di scarsa importanza. Il risultato, per noi lettori? Una lunga attesa, tantissima frustrazione, e… quasi nessuna ricompensa!

Conclusione

In definitiva, A Treachery of Swans è un romanzo che brilla per atmosfera e costruzione dell’ambientazione, ma inciampa proprio là dove prometteva di essere più gustoso: caratterizzazione dei personaggi e romance. Chi cerca un retelling dark, maturo e ricco di tensione rischia di rimanere con un pugno di… fragilissime piume bianche in mano!


Cos’altro leggere se ti è piaciuto A Treachery of Swans?

  • Little Thieves di Margaret Owen
  • Where Shadows Bloom di Catherine Bakewell
  • Crier’s War di Nina Varela
  • Fable For The End of The World di Ava Reid
  • Sweet and Bitter Magic di Adrianne Toole

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