Wednesday (Stagione 2)

Netflix ci ha fatto aspettare tre anni per otto episodi, ma ne è davvero valsa la pena: la seconda stagione di Wednesday è un trionfo! Una di quelle ottime serie per ragazzi che puoi guardare anche da adulto perché è davvero irresistibile e divertente, ben lontana dal solito fuoco di paglia fatto di adolescenti che si ubriacano e strombazzano in giro.
Ancora una volta la produzione è riuscita a valorizzate gli elementi tipici del dark academia, introducendo tanti personaggi nuovi e affascinanti. A prescindere dai grandi nomi coinvolti, come Lady Gaga, Steve Buscemi, Thandiwe Newton, Billie Piper ecc., ho amato in modo particolare la new entry Agnes (Evie Templeton), che fra l’altro mi ha aiutato a superare il forte shock causato dall’atteggiamento inqualificabile di Enid nei primi quattro episodi.
Fortunatamente, l’evoluzione del personaggio di Emma Myers (Come Uccidono le Brave Ragazze) trova finalmente senso nell’ultima parte di questa seconda stagione di Wednesday. Speriamo che, nella terza, gli sceneggiatori abbandonino una volta per tutte queste inutili complicazioni sentimentali a base di triangoli e bellocci senza personalità (che, in ogni caso, non hanno mai fatto parte dell’universo della famiglia Addams).
Per il resto, Jenna Ortega è una Mercoledì sempre più iconica, senza dubbio la degna erede spirituale di Christina Ricci. Nell’episodio sei, uno dei più esilaranti di questa seconda stagione, il suo talento emerge in modo straordinario, anche perché la sua improvvisa esplosione di energia travolgente ti lascia davvero senza parole.
Apprezzatissimo anche l’ampliamento del ruolo di Morticia (Catherine Zeta-Jones) e l’approfondimento del suo complicato rapporto con la figlia. Non vedo l’ora di scoprire di più sul conto di Ophelia, ma soprattutto… deve assolutamente tornare la Weems di Gwendoline Christie! <3
I libri che ti consiglio di leggere se ti è piaciuto Wednesday S2:
Gli Incubi di Hazel di Leander Deeny, A Deadly Education di Naomi Novik o Gideon la Nina di Tamsyn Muir. Se ti piacciono i Marvel comics, potresti dare anche un’occhiata alla simpaticissima serie House of Harkness, disponibile su Marvel Unlimited.
Lilo & Stitch

Ogni volta che la Disney annuncia un remake in live action, faccio fatica a comprenderne il senso. L’unica eccezione è Lilo & Stitch: per qualche motivo, l’idea di questo adattamento con attori in carne e ossa, con l’ausilio di CGI, mi ha sempre entusiasmata. Non sono andata al cinema a vederlo soltanto perché temevo l’inevitabile affollamento di bambini esuberanti e genitori chiacchieroni. Ma adesso che ho potuto recuperarlo su Disney+, posso confermare di averlo trovato un adorabile mix di simpatia e tenerezza!
Ciò che mi ha colpito di più è il modo in cui il film riesce a rimanere fedele allo spirito del classico originale, pur assumendosi il coraggio di rielaborare alcuni aspetti della trama e di approfondire la caratterizzazione di Lilo (Maia Kealoha) e Nani (Sydney Elizebeth Agudong).
Ogni singola scelta di casting si è rivelata azzeccata e la sceneggiatura riesce a trasmettere il messaggio più importante – ohana – nel modo più caloroso e commovente possibile.
Quindi, per una volta, possiamo gridarlo dall’alto dei tetti: ben fatto, Disney! Così si aggiorna un classico…
I libri che ti consiglio di leggere se ti è piaciuto il film Lilo & Stitch:
Qualcuno in cui Fare il Nido di John Wiswell oppure La Casa Sotto il Cielo Stellato di Sangu Mandanna.
Babygirl

Passare da Lilo & Stitch a Wednesday 2 a Babygirl richiede una considerevole capacità di saltare di palo in frasca, lo so…
Eppure, come avrai notato, sono una spettatrice abbastanza onnivora, e qualsiasi genere è potenzialmente in grado di attirare il mio interesse.
Di Babygirl si è discusso molto al momento dell’uscita in sala. La trama, però, non mi convinceva: il tema della crisi matrimoniale borghese sembra essere diventatata un’ossessione abituale nella filmografia di Nicole Kidman. Trovo piuttosto deprimente che Hollywood continui a imprigionare una delle attrici più talentuose della sua generazione in questi ruoli ricorrenti: i soliti panni della donna ricca e insoddisfatta che cerca di nascondere le sue frustrazioni esistenziali (o sessuali, come in questo caso) dietro una staccionata bianca.
Babygirl, se non altro, prometteva di approcciare la questione da un punto di vista un po’ diverso. E in effetti, la sceneggiatura del film di Halina Reijn sfrutta appieno le versatili capacità della Kidman, che riesce a passare con disinvoltura da una scena di nudo a un compleanno con la figlia, da una riunione aziendale a una masturbazione riparatoria. Il film in sé non mi ha convinto del tutto, perché l’ho trovato più imbarazzante che audace o trasgressivo; tuttavia, ho apprezzato molto le interpretazioni, sincere e vulnerabili, di Kidman, Antonio Banderas e Harry Dickinson, così come il simbolismo suggestivo del cane nero, davvero potente ed evocativo.
I film che ti consiglio di guardare se ti è piaciuto Babygirl:
Nightbitch: Bestia di Notte, Holland oppure il sempreverde In The Cut.
Memory
Ero convinta che Memory si concentrasse principalmente su una tragica storia d’amore e sulla malattia del personaggio interpretato da Peter Sarsgaard. E in realtà il film affronta questi temi, ma si focalizza soprattutto sull’argomento del trauma, degli abusi sessuali, della depressione e della dipendenza dall’alcol.
Anche se l’avessi sospettato, non credo avrebbe fatto molta differenza: Jessica Chastain è una delle mie attrici preferite e questo film struggente e intenso rappresenta una pietra miliare nella sua carriera.
Ammetto però che non è stato facile arrivare fino alla fine: non tanto a causa della (comprensibile) pesantezza dei toni o della relativa lentezza iniziale, quanto perché i due attori interpretano il dramma dei loro personaggi con una tale autenticità e sincerità da rendere la loro storia profondamente dolorosa anche per chi guarda.
In questo film ci sono personaggi orribili, mostri peggiori di qualsiasi villain, ma anche figure dolci e meravigliose che ti fanno desiderare di poterli avvolgere in un forte abbraccio. Eppure, alla fine di Memory, dovrai fare i conti con una realtà amara: la vita, alla fine, infliggerà proprio a questi ultimi le punizioni più dure, mentre i carnefici se ne andranno via impuniti.
Lo struggimento è palpabile, il cordoglio ti stringe il cuore, ed è proprio per questo che Memory si rivela un film straordinariamente commovente. Che amarezza, però…
I film che ti consiglio di guardare se ti è piaciuto Memory:
The Father, Still Alice oppure We Live in Time: Tutto il Tempo che Abbiamo.
Drop: Accetta o Rifiuta

Un thriller abbastanza convenzionale, ma anche capace di intrattenere e divertire.
La rivelazione finale potrebbe non essere rivoluzionaria, e questo rappresenta senza dubbio un grosso limite; d’altra parte, però, il film raggiunge un ritmo davvero incandescente nella parte conclusiva, regalando allo spettatore un’esplosione di brividi e adrenalina.
Meghann Fahy (già protagonista, insieme a Julianne Moore e Milly Alcock, della suggestiva miniserie Sirens su Netflix) ci guida in un avvincente gioco del gatto e del topo ambientato durante un infernale primo appuntamento, tutto sullo sfondo della più completa fobia tecnologica. Il suo personaggio, a dire il vero, mi ha ricordato un po’ quello interpretato da Elisabeth Moss ne L’Uomo Invisibile.
Insomma, il regista Christopher Landon, ispirandosi a Joel Schumacher e al suo The Phone Booth, dirige la scena con sicurezza e ci offre un film ricco di difetti, certamente un po’ prevedibile, ma al contempo coinvolgente e dai risvolti esilaranti. Se hai apprezzato Auguri per la tua Morte e Freaky, fidati di me: questo non puoi perdertelo!
I libri che ti consiglio di leggere se ti è piaciuto Drop:
The Chain di Adrian McKinty, Ore di Terrore di Greg Iles e No Exit di Taylor Adams.
